Shatavari (Asparagus racemosus, Willd. 1799)

Asparagus racemosus, noto anche come shatavari, è una rampicante perenne spinosa delle Asparagaceae, originaria dell’Africa tropicale, del subcontinente indiano e dell’Australia settentrionale. I fusti portano sottili cladodi aghiformi; sotto terra si sviluppa un fitto gruppo di radici tuberose, raccolte per la farmacopea ayurvedica tradizionale.

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Nome scientificoAsparagus racemosus
GenereAsparagus
OrdineAsparagales

Shatavari, Satavar e Indian asparagus

Identità
Tossicità
Tossico per gli animali
Impegno di cura
Basso
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
IndiaSri LankaNepalCinaIndonesiaMalaysiaEtiopiaAustralia
Habitat
Boscaglie soleggiate, margini di foreste secche, dune costiere e terreni sassosi pedemontani
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
AutunnoInverno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Radici tuberose utilizzabili su cespi di diversi anni
Propagazione
Divisione, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
Tipi di terreno
Terreno minerale drenante, Terreno molto drenato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole; tollera una leggera mezz’ombra
Interno
Veranda asciutta
Esterno
Roccia resistente al gelo, Aiuola a pieno sole
Vasi
Grande bacino, Terracotta
Aspetto
Altezza100–400 cm
Foglie
Verde
Asparagus racemosus: origine e usi — foglie 1
Asparagus racemosus: origine e usi — foglie 2
Asparagus racemosus: origine e usi — foglie 3
Asparagus racemosus: origine e usi — foglie 4
Asparagus racemosus: origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoVerdeDimensioni0.2–0.4 cm
Asparagus racemosus: origine e usi — fiori 1
Asparagus racemosus: origine e usi — fiori 2
Asparagus racemosus: origine e usi — fiori 3
Asparagus racemosus: origine e usi — fiori 4
Asparagus racemosus: origine e usi — fiori 5
Frutti
RossoViolaDimensioni0.4–0.6 cm
Asparagus racemosus: origine e usi — frutti 1
Asparagus racemosus: origine e usi — frutti 2
Asparagus racemosus: origine e usi — frutti 3
Corteccia
Verde
Asparagus racemosus: origine e usi — corteccia 1
Asparagus racemosus: origine e usi — corteccia 2
Asparagus racemosus: origine e usi — corteccia 3
Asparagus racemosus: origine e usi — corteccia 4

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Asparagus racemosus va dall’Africa tropicale all’Australia settentrionale attraverso il subcontinente indiano, l’Himalaya occidentale fino al Kashmir, la Cina meridionale e il Sud-est asiatico insulare. La coltivazione per le radici medicinali si concentra in India; altrove la presenza è occasionale e specialistica.

  • Autoctona8
  • India
  • Sri Lanka
  • Nepal
  • Cina
  • Indonesia
  • Malaysia
  • Etiopia
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Asparagus racemosus Willd., 1799, conosciuto come shatavari, è una rampicante perenne del genere Asparagus, nella famiglia delle Asparagaceae. Il nome sanscrito unisce śata («cento») a un secondo elemento interpretato in modi diversi: «colei che possiede cento radici» oppure «colei che ha cento mariti», due letture legate alla fertilità. 5 2

I piccoli racemi ascellari spiegano l’epiteto racemosus. Il nome Satavar e l’inglese Indian asparagus circolano per questa specie, distinta dall’asparago coltivato, Asparagus officinalis, pur appartenendo allo stesso genere. 2

Riconoscimento

La struttura di questa rampicante è spinosa, con fusti lunghi 3–6 m secondo la popolazione, mentre il cespo basso spesso non supera 1–2 m. Le vere foglie sono minuscole squame: gli apparenti aghi di pino sono cladodi, rametti fotosintetici di 7–40 mm raccolti in piccoli fascicoli. 5 7

Sui fusti si osservano spine ricurve che possono superare 1 cm, utili per distinguerla da specie con vegetazione più morbida. Sotto terra crescono radici tuberose fusiformi, talvolta un centinaio per pianta, lunghe da 30 cm a circa 1 m: conservano acqua e riserve nei climi stagionalmente secchi. 5 3

Minuscoli e profumati, i fiori bianchi con banda verde compaiono singoli o in coppia all’ascella dei rami, in brevi racemi che danno il nome alla specie. Seguono bacche globose rosse o porpora nerastre, di 4–6 mm, contenenti da uno a tre semi. 7 5

Tassonomia utile

Kew e POWO riconoscono Asparagus racemosus Willd., descritto nel 1799 dal botanico tedesco Carl Ludwig von Willdenow. 1

Il precedente inquadramento nel genere Protasparagus, oggi ricondotto ad Asparagus, compare ancora in letteratura. Sono state descritte anche var. zeylanicus, var. javanicus e var. tetragonus, forme soprattutto regionali che non cambiano i principali caratteri identificativi della specie. 1

Il confronto con Asparagus officinalis, l’asparago da orto, chiarisce una confusione frequente. Entrambi hanno cladodi aghiformi, ma Asparagus racemosus sviluppa radici tuberose carnose riunite in gruppi e un portamento rampicante molto più spinoso. 1 2

Habitat e distribuzione

Dall’Africa tropicale l’areale nativo raggiunge l’Australia settentrionale, passando per il subcontinente indiano, l’Himalaya occidentale fino al Kashmir, la Cina meridionale e il Sud-est asiatico insulare, dalla penisola malese a Giava e alle isole Tanimbar in Indonesia. 1 5

Gli ambienti occupati sono aperti e drenanti: boscaglie soleggiate, margini di foreste secche, dune costiere e suoli sassosi pedemontani. La specie sale dal livello del mare a circa 1.300–1.400 m nell’Himalaya e fino a 1.150 m in Malaysia. 5

Nel Territorio del Nord, in Australia Occidentale e nel Queensland cresce spesso ai margini della vegetazione arbustiva costiera, su suoli franchi, arenacei o lateritici. 7 6

Ciclo e riproduzione

La fioritura bisessuale si concentra soprattutto tra maggio e agosto, secondo la regione, su rametti generalmente privi di cladodi. Ogni fiore possiede sei segmenti bianchi con banda verde, di 2–4 mm, e sei stami; in seguito si sviluppa la bacca. 6 7

Per riprodurla in coltivazione si ricorre alla semina, immergendo prima i semi per 12 ore in acqua tiepida: a 25 °C la germinazione richiede 3–6 settimane. In alternativa si dividono i gruppi di radici tuberose all’inizio della primavera. 2

La piena formazione delle radici carnose richiede diversi anni. Questo fitto apparato permette alla pianta di superare le stagioni secche marcate dell’areale d’origine, tanto nelle zone pedemontane quanto sulle dune costiere. 5

Usi e rischi

Nella farmacopea ayurvedica ufficiale indiana la radice di shatavari ha un ruolo centrale, tradizionalmente come tonico, galattogogo e regolatore del ciclo femminile. Studi clinici recenti ne esplorano gli effetti su lattazione e fertilità, ma gli stessi studi giudicano ancora limitati i risultati. 9

Germogli giovani e radici tuberose vengono consumati anche come ortaggi, crudi o cotti, soprattutto nell’Himalaya del Garhwal e nel Rajasthan occidentale durante le carestie. In Indonesia le radici candite entrano invece in una preparazione dolce locale. 3 5

Presso gli aborigeni australiani della zona del Moyle River, nel Territorio del Nord, la bollitura delle radici produce un liquido impiegato per lavaggi esterni contro il raffreddore e altre affezioni. 8

Per cani, gatti e cavalli la classificazione ASPCA è tossica: ingerire le bacche può provocare vomito, dolori addominali e diarrea. Il contatto cutaneo ripetuto con la linfa può inoltre causare dermatite allergica. 4

Varietà, confusioni e piante affini

Non risultano cultivar orticole stabilizzate per questa specie, coltivata principalmente per la radice, senza selezioni ornamentali documentate per foglie o fiori. Var. zeylanicus dello Sri Lanka e var. javanicus del Sud-est asiatico sono forme botaniche regionali, non selezioni da giardino. 1

La raccolta primaverile del turione riguarda Asparagus officinalis. In Asparagus racemosus la parte ricercata è soprattutto la radice tuberosa: il suo portamento rampicante e molto spinoso differisce da quello dell’asparago coltivato. 2 1

Tra gli asparagi rampicanti asiatici e africani ricorrono fusti armati e cladodi aghiformi simili. Più della sagoma generale, il numero e la disposizione delle radici tuberose raggruppate aiutano a confermare Asparagus racemosus sul terreno. 5

Fonti principali

Domande frequenti

Asparagus racemosus è lo stesso asparago che si mangia?

No. Asparagus racemosus e l’asparago coltivato, Asparagus officinalis, appartengono allo stesso genere ma sono specie distinte. Nello shatavari conta la radice tuberosa, non un turione primaverile paragonabile a quello dell’asparago da orto.

Asparagus racemosus è tossico per cani e gatti?

L’ASPCA lo classifica come tossico per cani, gatti e cavalli. L’ingestione delle bacche provoca disturbi digestivi; il contatto ripetuto della pelle con la linfa può causare dermatite allergica.

Quale parte di Asparagus racemosus si usa in fitoterapia?

La radice tuberosa, essiccata e trasformata in polvere o estratto, è la parte impiegata nella farmacopea ayurvedica tradizionale, soprattutto come tonico e galattogogo.

Da dove viene il nome shatavari?

Dal sanscrito śata, «cento», in riferimento al fitto gruppo di radici tuberose di ogni pianta. Alcune traduzioni poetiche parlano anche di «colei che ha cento mariti», richiamando l’uso tradizionale legato alla fertilità.

Asparagus racemosus può crescere in Francia?

Solo in vaso o in un clima molto mite, al riparo dal gelo sotto i 5 °C. Richiede terreno molto drenante e posizione soleggiata, condizioni raramente riunite in piena terra fuori dalle zone più temperate.

Come riconoscere Asparagus racemosus in natura?

I caratteri più affidabili sono il portamento rampicante e spinoso, i cladodi sottili aghiformi, le radici tuberose riunite sotto il cespo e i piccoli fiori bianchi con banda verde raccolti in brevi racemi.

Asparagus racemosus è una specie minacciata?

La specie non è valutata globalmente dalla IUCN, ma lo sfruttamento eccessivo delle radici selvatiche viene regolarmente segnalato come causa di rarefazione locale in alcune regioni indiane.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.