Falangio (Chlorophytum comosum, )


+1Il falangio (Chlorophytum comosum), noto anche come clorofito o nastrino, è un'erbacea perenne delle Asparagaceae originaria dell'Africa tropicale e australe. Forma una rosetta fitta di foglie nastriformi e arcuate ed emette lunghi stoloni da cui pendono piccole piantine. Coltivato soprattutto in vaso sospeso, resta una delle piante d'appartamento più tolleranti e più facili da moltiplicare.
Leggi di piùClorofito, Nastrino, Spider plant e Ribbon plant
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Distribuzione mondiale
L'areale nativo di Chlorophytum comosum va dall'Africa occidentale e centrale (Costa d'Avorio, Camerun, Nigeria) all'Africa orientale e australe (Etiopia, Kenya, Tanzania, Sudafrica), nel bioma tropicale stagionalmente secco. Molto coltivata come pianta d'appartamento, la specie si è naturalizzata localmente nell'Australia occidentale; conviene quindi distinguere areale nativo, regioni di coltivazione e regioni di introduzione.
- Autoctona6
- Introdotta1
- Sudafrica
- Kenya
- Etiopia
- Camerun
- Tanzania
- Nigeria
- Australia occidentale
Esagoni: regioni con fonte. Punti verdi: area nativa. Status secondo POWO (Kew).
Identità
Il falangio (Chlorophytum comosum (Thunb.) Jacques, 1862), detto anche clorofito o nastrino, è un'erbacea perenne del genere Chlorophytum, nella famiglia delle Asparagaceae. Figura tra le piante d'appartamento più diffuse, apprezzata per la robustezza e per la facilità con cui si moltiplica. 1 2
Il nome inglese spider plant nasce dalle piantine appese all'estremità di lunghi stoloni sottili, che ricordano ragni sospesi al proprio filo. In area francofona circolano anche phalangère e, nella Svizzera romanda, herbe vaudoise. 3 Il nome del genere Chlorophytum unisce il greco chloros, «giallo-verde» o «verde», e phyton (pianta), con riferimento al fogliame; l'epiteto comosum allude invece all'aspetto folto e chiomato della rosetta. 4 5 In tedesco la specie si chiama Grünlilie («giglio verde»), in inglese anche airplane plant o ribbon plant. 6
Riconoscimento
Una rosetta fitta di foglie nastriformi, strette e arcuate, lunghe da 20 a 45 cm, di un verde brillante oppure variegate di bianco o di giallo a seconda della cultivar: così si presenta Chlorophytum comosum. 7 8 In vaso il fogliame raggiunge di solito 30-45 cm d'altezza e 30-60 cm di larghezza, di più quando gli stoloni ricadono da un vaso sospeso. 5 9
Il carattere più distintivo restano gli stoloni: lunghi fusti sottili che portano in punta piccole piantine già dotate di foglie e di abbozzi di radici. A contatto con un substrato umido queste piantine radicano in fretta e danno un nuovo esemplare. 8 5
I fiori sono piccoli, bianchi, di circa 1 cm, distribuiti lungo uno scapo ramificato che può allungarsi parecchio. 3 7 Sottoterra la pianta sviluppa radici carnose e tuberose che accumulano acqua e finiscono per deformare i vasi troppo stretti. 5
Tassonomia utile
Descritta da Thunberg, la specie fu ricombinata da Jacques nel 1862; il nome accettato è Chlorophytum comosum (Thunb.) Jacques. 1 Più che il nome botanico, a creare confusione sono i nomi commerciali e le cultivar variegate. I riferimenti principali:
- Chlorophytum comosum (Thunb.) Jacques, nome accettato
- Anthericum comosum Thunb., basionimo storico
- Chlorophytum comosum 'Vittatum', cultivar con banda bianca centrale
- Chlorophytum comosum 'Variegatum', cultivar con margini bianchi
Il genere Chlorophytum rientra nelle Asparagaceae, sottofamiglia Agavoideae. Nomi di vendita come «falangio» o «spider plant» non indicano specie distinte: il riferimento stabile resta il nome scientifico accettato. 1 2 Il numero cromosomico di riferimento è 2n = 28. 10
Curiosa anche la storia della sua descrizione. Nel 1827 la pianta, ancora sconosciuta, arriva al giardino botanico del Belvedere, vicino a Weimar; Goethe ne riceve una piantina, ne scrive una descrizione e nel gennaio 1828 la invia al botanico praghese Kaspar Maria von Sternberg. Sarà quest'ultimo a pubblicare, lo stesso anno, il primo nome valido, Anthericum comosum, basionimo della specie. 1
Habitat e distribuzione
Allo stato spontaneo Chlorophytum comosum occupa un areale nativo ampio. A ovest comprende Sierra Leone, Liberia, Costa d'Avorio, Burkina Faso, Nigeria, Camerun e Guinea Equatoriale; a est e a sud Sudan, Etiopia, Kenya, Uganda, Tanzania, Malawi, Mozambico, Zambia, Zimbabwe, eSwatini e Sudafrica. 1 1 Cresce nel bioma tropicale stagionalmente secco, nel sottobosco ombroso e in alcune zone costiere. 4 8
Arrivata in Europa verso la metà dell'Ottocento, si è affermata come pianta d'appartamento in tutto il mondo. 3 Fuori dall'areale d'origine è quasi sempre coltivata, ma si è naturalizzata localmente in climi miti, in particolare nell'Australia occidentale e in Bangladesh. 7 In Francia la specie è nota solo in coltivazione e come tale compare nell'inventario del Muséum national d'Histoire naturelle. 11 Vanno quindi tenuti separati l'areale nativo africano, le regioni dove è soltanto coltivata e le zone di introduzione.
Ciclo e riproduzione
In casa la riproduzione avviene soprattutto per via vegetativa. Le piantine spuntano in cima agli stoloni quando la pianta riceve giornate corte e notti lunghe senza interruzioni, cioè meno di dodici ore di luce al giorno, per almeno tre settimane. 9 5 Questo stimolo fotoperiodico spiega perché certe piante illuminate a lungo la sera non formino mai «figli».
Il sistema più semplice è appoggiare una piantina su un substrato umido, dove radica in pochi giorni, oppure dividere un cespo vecchio, le cui radici carnose si separano senza fatica. 8 2 La semina dalle capsule è possibile, ma non riproduce fedelmente la variegatura delle cultivar. 8
Troppo concime spinge il fogliame a scapito degli stoloni: chi vuole piantine farà meglio a concimare in modo moderato. 5
Usi e rischi
Si coltiva soprattutto a scopo ornamentale, di solito in vaso sospeso per valorizzare gli stoloni ricadenti; nei climi senza gelo può fare anche da tappezzante a mezz'ombra. 2 In Italia, con zone di rusticità che vanno all'incirca dalla 7 alla 10, una specie delle zone USDA 9-11 resta per lo più in casa; d'estate può trascorrere qualche mese in terrazzo, all'ombra luminosa, e all'aperto tutto l'anno solo dove l'inverno non gela. Per chi comincia è una pianta ideale: molto tollerante, accetta condizioni assai diverse purché si evitino il gelo e il sole diretto. 2 5
Quanto alla sicurezza, secondo l'ASPCA Chlorophytum comosum è non tossico per gatti, cani e cavalli. 12 9 Questo lo rende una delle poche piante d'appartamento adatte a una casa con animali, un argomento spesso decisivo rispetto a specie irritanti come le Araceae.
Nell'areale d'origine la specie ha anche un impiego tradizionale: le radici tuberose sono ritenute commestibili e i popoli Nguni del Sudafrica attribuiscono loro un lieve effetto lassativo. 7 4
Il falangio viene spesso presentato come pianta purificatrice dell'aria dai tempi dello studio Clean Air della NASA, che lo citava tra le specie capaci di assorbire alcuni composti in camera chiusa. 7 Nelle condizioni reali di un'abitazione l'effetto misurato resta debole e discusso; meglio coltivarlo per la sua facilità che per una presunta azione depurante. 7
Varietà, confusioni e piante affini
In vendita si trovano soprattutto cultivar variegate, non specie separate. 'Vittatum' ha una larga banda bianca centrale, 'Variegatum' margini bianchi su un verde più scuro; entrambe hanno ricevuto l'Award of Garden Merit della RHS. 7 2 'Bonnie' è una selezione compatta dalle foglie arricciate.
Al momento dell'acquisto conviene controllare lo stato delle radici carnose, la compattezza della rosetta e la presenza di stoloni sani. Una pianta comprata per le sue piantine può non averne se è giovane o se è cresciuta sotto illuminazione prolungata. Rispetto ad altre piante a rosetta, il falangio si riconosce dalle foglie nastriformi arcuate e soprattutto dagli stoloni con piantine, che nessuna Sansevieria o Dracaena affine produce. 9
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Chlorophytum comosum (Thunb.) Jacques
- Royal Horticultural Society, Chlorophytum comosum, spider plant
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Chlorophytum comosum
- NC State Extension, Chlorophytum comosum
- University of Wisconsin Horticulture Extension, Spider Plant, Chlorophytum comosum
- ASPCA, voce Spider Plant (Chlorophytum comosum), non tossica
- Wikipédia (FR), Chlorophytum comosum
- Wikipedia (EN), Chlorophytum comosum
- SANBI PlantZAfrica, Chlorophytum comosum
- Encyclopaedia Britannica, spider plant
- INPN / Muséum national d'Histoire naturelle, Chlorophytum comosum
- Tropicos / Missouri Botanical Garden, Chlorophytum comosum, conteggi cromosomici
Domande frequenti
Il falangio è tossico per gatti e cani?
No. L'ASPCA classifica Chlorophytum comosum come non tossico per gatti, cani e cavalli. È una delle poche piante d'appartamento considerate sicure in presenza di animali.
Perché il mio falangio ha le punte marroni?
Le punte imbrunite dipendono il più delle volte da aria secca, da un substrato troppo asciutto o dal fluoro e dal cloro dell'acqua del rubinetto. Acqua filtrata o piovana e un'umidità costante limitano il problema.
Come si moltiplica il falangio?
Il metodo più semplice è appoggiare su un substrato umido una piantina formata all'estremità di uno stolone, che radica in pochi giorni. Si può anche dividere un cespo vecchio o seminare, ma la semina non riproduce la variegatura.
Perché il mio falangio non fa piantine?
Le piantine compaiono soprattutto quando la pianta riceve giornate corte e notti lunghe e senza interruzioni per almeno tre settimane. Anche una pianta troppo giovane o troppo concimata ne produce meno.
Il falangio purifica davvero l'aria?
Lo studio Clean Air della NASA lo ha citato tra le piante capaci di assorbire alcuni composti in camera chiusa. Nelle condizioni reali di una casa l'effetto misurato è debole e resta discusso dai ricercatori.
Da dove viene il falangio?
Il suo areale nativo va dall'Africa occidentale e centrale all'Africa orientale e australe, in ambienti tropicali stagionalmente secchi. Oggi è coltivato come pianta d'appartamento in tutto il mondo.
Piante simili
Dati botanici compilati da fonti di riferimento (RHS, Kew Gardens, POWO). Il contenuto di questa scheda è indicativo e non sostituisce il parere di un botanico o di un veterinario in caso di dubbio sulla tossicità.


