Canapa (Cannabis sativa, )
Canapa (Cannabis sativa) è un’erbacea annuale delle Cannabaceae, di origine asiatica, con foglie palmate suddivise e impollinazione affidata al vento. La stessa specie comprende la canapa industriale, coltivata per fibra, semi e olio, e i tipi ricchi di THC, strettamente regolamentati e associati agli stupefacenti.
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Distribuzione mondiale
Cannabis sativa è una pianta coltivata di origine asiatica, il cui areale ancestrale si collega all’Asia centrale, dallo Xinjiang al Pakistan. Domesticata molto presto, è stata diffusa in tutte le regioni temperate del mondo per la fibra e i semi. Le segnalazioni riguardano piante seminate o localmente subspontanee, anziché una flora strettamente spontanea.
- Autoctona3
- Cina
- Pakistan
- India
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Canapa (Cannabis sativa L., 1753) è un’erbacea annuale delle Cannabaceae, appartenente al genere Cannabis. È l’unica specie attualmente accettata del genere e una delle piante domesticate più antiche: viene coltivata da millenni per la fibra, i semi e i prodotti che se ne ricavano. È conosciuta anche come canapa coltivata. 1 2
Una particolarità distingue questa specie da quasi tutte le altre piante utili: racchiude due identità. La canapa industriale, povera di composti psicoattivi, fornisce fibra tessile, semi e olio; il tipo ricco di THC, principale cannabinoide psicoattivo, è associato agli stupefacenti e soggetto a regole rigorose. A separare gli impieghi è il contenuto di cannabinoidi, senza una corrispondente divisione in specie botaniche. 3 7
Riconoscimento
Il fusto eretto, scanalato e spesso ruvido di Cannabis sativa raggiunge comunemente 1–4 m secondo la varietà e la densità di semina. Le foglie sono palmate, composte da cinque a nove foglioline strette, lanceolate e nettamente dentate, di colore verde deciso. La sagoma delle foglie è uno dei caratteri più riconoscibili della pianta. 4 2
La disposizione delle foglie cambia lungo il fusto: opposta alla base, diventa alterna verso la sommità. Strofinando il fogliame si avverte un marcato odore resinoso, particolarmente evidente nei tipi ricchi di cannabinoidi. Portamento e odore vanno considerati insieme ai dettagli delle foglioline, senza usare un solo carattere per distinguere gli impieghi coltivati. 5 4
La specie è dioica: i fiori maschili e quelli femminili si trovano su individui separati. Le infiorescenze maschili sono rade e pendule e liberano molto polline; quelle femminili sono dense, fogliose e compatte. Dopo la fecondazione si formano piccoli semi ovali e lisci, di colore dal grigio al bruno, spesso marezzati. 2 5
Il portamento distingue i tipi da fibra da quelli da seme. I primi sviluppano un fusto alto e poco ramificato, utile per la lunghezza della fibra; i secondi sono più ramificati, così da aumentare la produzione di semi. Sono differenze varietali che non modificano la foglia palmata e il carattere dioico descritti per la specie. 6 2
Tassonomia utile
Nel 1753 Linné descrisse Cannabis sativa L. La delimitazione del genere è stata a lungo discussa e alcuni autori vi hanno distinto più specie. La classificazione di riferimento ne riconosce oggi una sola specie accettata, Cannabis sativa, alla quale si collegano numerosi nomi infraspecifici. Tra i principali figurano:
- Cannabis sativa subsp. indica (Lam.) E.Small & Cronquist, nome botanico
- Cannabis sativa var. indica (Lam.) Wehmer
- Cannabis sativa var. ruderalis (Janisch.) S.Z.Liou
- Cannabis indica Lam.
- Cannabis ruderalis Janisch.
Questi nomi indicano soprattutto forme legate all’origine geografica, al portamento o al contenuto di cannabinoidi. Il riferimento stabile rimane il nome scientifico accettato, Cannabis sativa. Espressioni come canapa industriale e tipo stupefacente descrivono invece usi e selezioni coltivate, senza identificare specie botaniche distinte. Anche cannabis, hemp e marijuana ricorrono in contesti d’uso diversi. 1 2
Habitat e distribuzione
L’origine asiatica di Cannabis sativa si collega a un areale ancestrale nell’Asia centrale, dallo Xinjiang al Pakistan. Questo territorio è considerato il probabile centro di domesticazione da forme selvatiche affini. La lunga storia della coltivazione rende particolarmente importante distinguere l’origine della pianta dalla distribuzione successiva delle colture. 1 2
Da quel nucleo la coltivazione si è diffusa in tutta l’Eurasia e poi nelle regioni temperate del mondo, fino all’America settentrionale. Oggi la canapa viene coltivata sia in grandi campi aperti sia in appezzamenti sperimentali, su terreni sciolti, profondi e drenati, esposti al pieno sole. 2 6
Le presenze segnalate corrispondono a piante intenzionalmente seminate, talvolta subspontanee ai margini dei campi, senza costituire una flora spontanea stabile. La canapa non tollera l’ombra, apprezza i suoli fertili e soffre nei terreni argillosi pesanti. Le condizioni di coltivazione corrispondono approssimativamente alle zone USDA 4–9. 4 5
Ciclo e riproduzione
In una sola stagione la canapa completa il proprio ciclo annuale: germina, cresce, fiorisce e produce semi, poi muore in autunno. Dalla semina alla maturazione dei semi servono da tre a cinque mesi, secondo varietà e clima. Il momento della raccolta cambia in funzione dell’obiettivo, fibra oppure seme. 4 2
La riproduzione si basa sul carattere dioico e sull’impollinazione anemofila. Gli individui maschili rilasciano polline leggero, trasportato dal vento fino ai fiori femminili. Questa dipendenza dal vento spiega perché la canapa non attiri gli insetti impollinatori e perché l’isolamento delle colture sia importante per conservare la purezza varietale. 2 5
La moltiplicazione avviene per semina primaverile direttamente sul posto, perché la canapa tollera male il trapianto. I semi vengono collocati a poca profondità in un letto di semina ben affinato e, con clima caldo, emergono in una o due settimane. In pieno campo è consigliata una rotazione pluriennale per limitare l’accumulo delle malattie del suolo. 6 4
Usi e rischi
Fibra, semi e olio spiegano il valore utilitario della canapa. Il fusto fornisce una fibra lunga e resistente, impiegata per corde, tessuti e materiali da costruzione, come il calcestruzzo di canapa. Dai semi si ricavano proteine e un olio alimentare ricco di acidi grassi essenziali. Alcune varietà vengono coltivate anche per il CBD, un cannabinoide non psicoattivo. 2 4
Questi impieghi sono soggetti a un quadro normativo rigoroso. Il fattore determinante è il THC, delta-9-tetraidrocannabinolo, principale cannabinoide psicoattivo della specie. Nel quadro dell’Unione europea e della Francia descritto dalle fonti, solo le varietà iscritte al catalogo e con meno dello 0,3 % di THC possono essere coltivate come canapa industriale; oltre tale soglia la pianta ricade nella normativa sugli stupefacenti. Coltivazione, detenzione e impiego dei tipi ricchi di THC sono regolamentati o illeciti secondo il paese. 6 7
Il rischio sanitario deriva dai cannabinoidi delle infiorescenze, anziché dalla fibra o dal seme. L’ASPCA classifica la cannabis come tossica per gatti e cani, nei quali il THC causa disturbi neurologici; anche il cavallo è sensibile. Nell’uomo la pianta è psicoattiva e l’uso è sottoposto a regole specifiche. Pianta e derivati devono restare fuori dalla portata degli animali. 8 7
Varietà, confusioni e piante affini
Le tipologie coltivate sono selezioni della stessa pianta. La canapa da fibra mira a ottenere fusti alti e poco ramificati; la canapa da seme ha più rami per aumentare la produzione. Le varietà a basso THC iscritte al catalogo europeo sono quelle autorizzate alla coltivazione industriale nel quadro descritto. I tipi stupefacenti ricchi di THC ne restano fuori e sono soggetti a una normativa specifica.
Le forme e le piante affini più utili per orientarsi sono:
- Cannabis sativa subsp. indica, forma più compatta proveniente dall’Asia centrale e meridionale;
- Cannabis sativa var. ruderalis, forma selvatica dalla fioritura poco dipendente dalla durata del giorno;
- Humulus lupulus, il luppolo, rampicante della stessa famiglia Cannabaceae, talvolta accostato alla canapa dagli appassionati.
Il carattere dioico, la foglia palmata con foglioline dentate e l’odore resinoso del fogliame rimangono i riferimenti più affidabili per riconoscere la canapa, Cannabis sativa. Le differenze tra le selezioni coltivate vanno lette all’interno di questa identità botanica, senza dedurne automaticamente uno specifico impiego o uno status giuridico. 1 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Cannabis sativa L.
- Encyclopaedia Britannica, canapa
- Encyclopaedia Britannica, marijuana
- Plants For A Future, Cannabis sativa
- Wikipedia, Cannabis sativa
- Commissione europea, norme sulla produzione della canapa
- Observatoire français des drogues et des tendances addictives, cannabis
- ASPCA, tossicità della marijuana (Cannabis sativa)
Domande frequenti
Canapa e cannabis sono la stessa pianta?
Sì, appartengono alla stessa specie, Cannabis sativa. La differenza riguarda il contenuto di THC: la canapa industriale ne contiene poco ed è destinata a fibra, semi e olio, mentre il tipo ricco di THC è regolamentato come stupefacente.
Qual è il limite di THC per la canapa in Francia?
Nel quadro dell’Unione europea e della Francia descritto dalle fonti, solo le varietà iscritte al catalogo e contenenti meno dello 0,3 % di THC possono essere coltivate come canapa industriale. Oltre questa soglia, la pianta rientra nella normativa sugli stupefacenti.
I semi di canapa sono tossici?
I semi di canapa sono poveri di cannabinoidi e vengono consumati per l’olio e le proteine. Sono i cannabinoidi delle infiorescenze, soprattutto il THC, a porre problemi normativi e sanitari, non il seme in sé.
La cannabis è pericolosa per gli animali?
Sì. L’ASPCA la classifica come tossica per gatti e cani, nei quali il THC provoca disturbi neurologici. Anche il cavallo è sensibile. La pianta e i suoi prodotti devono restare fuori dalla portata degli animali.
Che differenza c’è tra THC e CBD?
Il THC, o delta-9-tetraidrocannabinolo, è il principale cannabinoide psicoattivo di Cannabis sativa. Il CBD, o cannabidiolo, è un cannabinoide non psicoattivo. La canapa industriale è selezionata per il basso THC, talvolta con un elevato contenuto di CBD.
Da dove proviene la canapa coltivata?
È di origine asiatica e il suo areale ancestrale si collega all’Asia centrale, dallo Xinjiang al Pakistan. Domesticata molto presto per la fibra, oggi viene coltivata in tutte le regioni temperate del mondo.
La canapa è annuale o perenne?
La canapa coltivata è annuale e completa il ciclo in una sola stagione, dalla semina ai semi. Germina, cresce, fiorisce e produce semi nello stesso anno, poi muore in autunno dopo la loro maturazione.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.



