Spaccasassi (Celtis australis, )
Spaccasassi (Celtis australis) è un grande albero deciduo delle Cannabaceae, originario del bacino mediterraneo. Si riconosce dalla corteccia liscia e grigia simile a quella del faggio, dalle foglie ruvide che ricordano l’ortica e dai piccoli frutti nero-violacei. Oggi è molto apprezzato nelle alberature stradali.
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Taken May 20, 2014 by Tela Botanica − Denis NESPOULOUS (cc-by-sa)
Taken Apr 30, 2015 by Tela Botanica − CONNAULTE Christian (cc-by-sa)
Taken May 22, 2022 by Gomez Jimmy (cc-by-sa)
Taken Aug 8, 2019 by Jean-Daniel BLARD (cc-by-sa)
Taken Oct 4, 2022 by Bastien (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Celtis australis abbraccia il Mediterraneo, dalla Spagna e dal Nord Africa al nord dell’Iran, attraverso Italia, Balcani, Turchia e Francia meridionale, dove è l’unica specie del genere realmente autoctona. Altrove si è ampiamente naturalizzato in regioni submediterranee e temperate. È molto coltivato nei viali anche lontano dall’areale originario, nel nord della Francia, in Europa settentrionale e oltre Atlantico.
- Autoctona7
- Francia
- Spagna
- Italia
- Grecia
- Turchia
- Marocco
- Iran
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Lo Spaccasassi (Celtis australis L., 1753), detto anche Bagolaro, è un grande albero deciduo del genere Celtis, nella famiglia Cannabaceae. A lungo incluso nelle Ulmaceae, la famiglia degli olmi, è passato alle Cannabaceae, che comprendono canapa e luppolo, con l’adozione della classificazione filogenetica delle piante a fiore. 1 6
Il nome inglese nettle tree allude al fogliame: le foglie ruvide al tatto ricordano quelle dell’ortica, pur senza parentela botanica fra le due piante. Il francese micocoulier deriva invece da micocoule, nome provenzale del piccolo frutto carnoso. 6
Riconoscimento
Per riconoscere lo Spaccasassi conviene osservare il tronco: la corteccia liscia e grigia, quasi simile a quella del faggio, si fessura solo in esemplari molto vecchi, che possono superare 1 m di diametro. I rami terminano con rametti penduli, flessibili e leggermente a zigzag. 6
Ogni foglia, semplice e alterna, è ovale, dentata, asimmetrica alla base e allungata in una punta sottile; misura 5–15 cm e mostra tre nervature principali rilevate sotto la lamina. La pagina superiore è scabra, ruvida al tatto, a differenza del fogliame liscio del Bagolaro occidentale: un carattere immediatamente osservabile sul campo. 6 2
Un esemplare adulto raggiunge normalmente 12–25 m, talvolta oltre 30 m nei soggetti più antichi, con un’espansione di 8–15 m. Il portamento cilindrico e regolare, con chioma ampia ed eretta, spiega il frequente impiego nelle alberature stradali. 2 3
Tassonomia utile
La descrizione di Linneo del 1753 stabilì il nome Celtis australis L., tuttora accettato. Diverse forme pubblicate in seguito sono state ricondotte in sinonimia: Celtis australis var. eriocarpa (Decne.) Hook.f., Celtis australis var. lutescens Guss., Celtis australis var. panormitana Raimondo & Venturella e Celtis australis f. variegata Schelle ex Geerinck. 1
Un centinaio di specie di Celtis è distribuito su più continenti. Celtis australis rimane l’unica specie del genere realmente autoctona della Francia metropolitana, utile riferimento nel confronto con le specie affini introdotte, come il nordamericano Celtis occidentalis. 7 6
Habitat e distribuzione
Dal Mediterraneo occidentale al nord dell’Iran si estende l’areale originario: comprende Spagna, Nord Africa, Italia, Balcani, Turchia e Francia meridionale. Nel sistema europeo EUNIS la specie è tipica dei boschi misti termofili e dei boschi ripariali a salice bianco, su terreno drenato in posizione soleggiata. 1 6
La valutazione dell’Unione internazionale per la conservazione della natura colloca Celtis australis nella categoria a rischio minimo. La specie resta ampiamente diffusa, benché alcune popolazioni urbane diminuiscano localmente per la sostituzione con nuove piantagioni di altre essenze. 8
Oltre i confini dell’areale nativo, lo Spaccasassi si è ampiamente naturalizzato in regioni submediterranee e temperate, dove il riscaldamento climatico ne favorisce l’acclimatazione. È inoltre molto coltivato nei viali ben lontano dalle zone d’origine, per esempio nel nord della Francia, in Germania e nel Regno Unito. 6 2
Ciclo e riproduzione
In primavera, insieme alle giovani foglie, compaiono piccoli fiori verdastri poco appariscenti, impollinati dal vento. I frutti sono drupe carnose di circa 1 cm di diametro, che dal verde passano al nero violaceo quando maturano in autunno. 6 4
Per moltiplicare la specie si ricorre soprattutto alla semina: una stratificazione fredda di due o tre mesi favorisce la germinazione dei semi freschi, contro un anno per quelli semplicemente conservati, che mantengono la vitalità per circa cinque anni. La crescita è rapida nei primi vent’anni e rallenta con l’età. 4
La longevità può raggiungere diversi secoli: un esemplare cresciuto fra le tombe del cimitero di Terre Cabade, a Tolosa, ha ottenuto nel 2016 il riconoscimento nazionale francese di albero notevole, testimonianza concreta di questa durata. 6
Usi e rischi
Duro, flessibile e durevole, il legno serve tradizionalmente per manici di attrezzi e bastoni. Nel Gard alimenta ancora la produzione delle forche di legno di Sauve; vicino a Perpignan, una bottega di Sorède lo lavora per frustini e fruste, impiego documentato fin dal XIII secolo. 6
A maturazione, i frutti dolci sono consumati freschi in piccole quantità in alcune regioni; i semi, ricchi di olio, possono essere spremuti. Non sono documentate sostanze tossiche nella specie, considerata non tossica per persone, gatti e cani. 4
Due qualità ne favoriscono l’impiego urbano: la crescita rapida, associata alla buona tolleranza all’inquinamento atmosferico e alla siccità dopo l’attecchimento, e l’ombra densa della chioma. Parigi conta oltre 4000 esemplari, in particolare sul boulevard de l’Hôpital e sui boulevard Jourdan e Kellermann. 6
Il bruco di Libythea celtis si nutre delle foglie dello Spaccasassi (Celtis australis). 9
Varietà, confusioni e piante affini
Il confronto più frequente è con il Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis L.), specie nordamericana sempre più piantata in Europa. Tre caratteri aiutano a distinguerlo: la sua corteccia diventa ruvida e fessurata in età adulta, mentre quella di C. australis resta liscia più a lungo; le foglie sono lisce sopra, anziché scabre; i frutti maturi sono porpora scuro, più rossastri del nero violaceo di C. australis. Anche il portamento cambia: eretto e regolare nello Spaccasassi, più largo e ricadente nel parente americano, più adatto a un parco che a un filare stradale. 6
Un altro taxon, Celtis caucasica Willd., originario del Caucaso e dell’Asia centrale e talvolta avvicinato a C. australis in vecchie sinonimie, è oggi trattato come specie distinta dai riferimenti tassonomici attuali. Forme orticole come f. variegata restano rare e si distinguono soprattutto per la variegatura delle foglie, senza altre differenze rilevanti di portamento o crescita. 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Celtis australis L.
- Royal Horticultural Society, Celtis australis, scheda dello spaccasassi
- Missouri Botanical Garden, Celtis australis
- Plants For A Future, Celtis australis
- Tela Botanica / eFlore, Celtis australis L.
- Tela Botanica / The Conversation (Serge Muller, MNHN), scheda di Celtis australis
- INPN (MNHN/OFB), Celtis australis L., 1753, Micocoulier de Provence, Micocoulier austral, Falabreguier, scheda di presentazione; copia Internet Archive del 27 giugno 2023
- IUCN Red List of Threatened Species, valutazione di Celtis australis
- Jurc, M., Csóka, G. e Hrašovec, B. (2016), Potentially important insect pests of Celtis australis in Slovenia, Croatia and Hungary, Šumarski list 140(11–12):577–588
Domande frequenti
Lo Spaccasassi è tossico?
No. Non sono documentate sostanze tossiche in Celtis australis, considerato non tossico per persone, gatti e cani. I frutti maturi sono persino commestibili.
Come distinguere lo Spaccasassi dal Bagolaro occidentale?
La corteccia del Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis) diventa ruvida e fessurata in età adulta, mentre in C. australis rimane liscia più a lungo. Le sue foglie sono lisce sulla pagina superiore, non scabre, e i frutti maturi sono porpora scuro anziché nero-violacei.
Perché lo Spaccasassi viene piantato sempre più spesso in città?
La crescita rapida, la buona tolleranza all’inquinamento atmosferico e alla siccità dopo l’attecchimento, insieme all’ombra densa della chioma, lo rendono apprezzato nei viali di fronte al cambiamento climatico urbano.
Lo Spaccasassi è il loto della mitologia?
È uno dei candidati proposti per il loto dei lotofagi nell’Odissea di Omero, ma questa ipotesi è considerata meno solida di quella riferita a Ziziphus lotus.
Quale farfalla dipende dallo Spaccasassi?
Libythea celtis, il cui bruco si nutre delle foglie dello Spaccasassi.
Lo Spaccasassi è invasivo in Francia?
No. È anzi l’unica specie autoctona del genere Celtis nella Francia metropolitana, classificata a rischio minimo dalla IUCN.
Lo Spaccasassi perde le foglie in inverno?
Sì, è un albero deciduo. Il fogliame ingiallisce in autunno prima di cadere, lasciando i rami spogli fino alla primavera seguente.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







