Ceratofillo comune (Ceratophyllum demersum, )
Il Ceratofillo comune (Ceratophyllum demersum) è una pianta acquatica perenne delle Ceratophyllaceae, priva di vere radici. I fusti fragili portano foglie rigide a verticilli, biforcate e dentellate. Diffuso in tutti i continenti tranne l’Antartide, ossigena acquari e laghetti e contrasta le alghe anche mediante allelopatia.
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Taken Sep 15, 2007 by Photoflora - Yann QUELEN (©)
Taken Jan 1, 1970 by Photoflora - L'Abbé COSTE (©)
Taken Dec 31, 1848 by Tela Botanica − Herbier PONTARLIER-MARICHAL (cc-by-sa)
Taken Aug 19, 1877 by Tela Botanica − Herbier PONTARLIER-MARICHAL (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
Ceratophyllum demersum ha distribuzione cosmopolita, in tutti i continenti salvo l’Antartide, dall’America settentrionale e dall’Europa fino a Cina, Africa occidentale e Vietnam. È indigeno nella Francia metropolitana. Introdotto altrove dal commercio acquariofilo, è regolamentato in Nuova Zelanda e dichiarato infestante in Tasmania; non è considerato invasivo in Francia.
- Autoctona6
- Introdotta1
- Invasiva1
- Francia
- Germania
- Regno Unito
- Stati Uniti
- Norvegia
- Cina
- Nuova Zelanda
- Australia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Ceratofillo comune (Ceratophyllum demersum L., 1753) è un’acquatica perenne delle Ceratophyllaceae, unica famiglia dell’ordine monotipico Ceratophyllales. È la specie tipo del genere Ceratophyllum, che comprende soltanto poche specie riconosciute nel mondo. Un primo carattere per identificarlo è l’assenza di vere radici; il fusto sommerso può superare 3 m in una sola stagione vegetativa. 5 1 2
Il nome del genere deriva dal greco antico keras, corno, e phyllon, foglia: descrive i segmenti fogliari rigidi e appuntiti al termine di ogni foglia biforcata. Anche il francese «cornifle» richiama il latino cornu, corno. L’inglese coontail, cioè coda di procione, paragona invece il ciuffo fitto alla pelliccia dell’animale. 5 3
Riconoscimento
La completa assenza di vere radici consente al ceratofillo di galleggiare nella colonna d’acqua o di ancorarsi al fondo mediante foglie modificate in rizoidi. Non sviluppa mai un apparato radicale classico. I fusti ramificati, fragili al tatto, possono superare 3 m in condizioni favorevoli e formano masse cespugliose dense sotto la superficie. 5 6
Le foglie sono riunite in verticilli di 6–12, misurano 8–40 mm e si dividono una o due volte in segmenti filiformi con piccoli denti spinosi, rigidi e facili da spezzare fra le dita. La pianta è monoica: minuscoli fiori unisessuali di appena 1–2 mm, senza petali visibili, compaiono all’ascella delle foglie da giugno a settembre. Il frutto è un achenio ovoidale di 4–6 mm, con due o tre spine, una terminale e spesso due basali. 6 10 10 5 6
Tassonomia utile
Come specie tipo del genere, Ceratophyllum demersum serve da riferimento per distinguere gli altri ceratofilli. Ceratophyllum submersum, spesso confuso con esso, ha foglie più fini, divise tre o quattro volte in segmenti più numerosi, meno rigidi e senza denti evidenti. Sul piano filogenetico le Ceratophyllaceae occupano una posizione isolata alla base delle angiosperme, vicina alla divergenza fra eudicotiledoni e monocotiledoni: ciò ne fa organismi di riferimento negli studi di genomica evolutiva. 5 6
Non esiste un consenso mondiale su sottospecie o varietà botaniche, salvo rare forme regionali descritte localmente. Il nome accettato rimane Ceratophyllum demersum L. 1
Habitat e distribuzione
Una distribuzione cosmopolita porta la specie in tutti i continenti tranne l’Antartide, dall’America settentrionale e dall’Europa fino alla Cina, all’Africa occidentale e al Vietnam. In Europa raggiunge il 66° parallelo nord in Norvegia, limite notevole per un’acquatica interamente sommersa. È indigena nella Francia metropolitana: l’INPN la registra nella maggior parte dei dipartimenti, sebbene sia quasi minacciata a livello regionale in Limosino e Corsica. 6 6 7 5
Colonizza acque ferme o con corrente debole, ricche di nutrienti, come stagni, laghi, fossi e rami fluviali abbandonati. La crescita estiva è ottimale fra 15 e 30 °C. Il commercio acquariofilo l’ha introdotta fuori dall’areale nativo: in Nuova Zelanda è diventata un’infestante regolamentata, capace di interferire con gli impianti idroelettrici, e in Tasmania è dichiarata infestante. 6 10 6 9
Ciclo e riproduzione
La pollinazione subacquea caratterizza una riproduzione sessuata che resta marginale nella dinamica delle popolazioni: il polline liberato dai fiori maschili galleggia o affonda fino ai fiori femminili vicini. Prevale nettamente la moltiplicazione vegetativa per frammentazione. Ogni segmento di fusto spezzato può rigenerare una pianta completa, spiegando la velocità di colonizzazione di un nuovo specchio d’acqua. 5 5
In autunno il calo termico induce la formazione di turioni, gemme compatte cariche di riserve. Si staccano, affondano e svernano al riparo dal gelo, per poi risalire in primavera e riformare il cespo. In condizioni favorevoli e ricche di nutrienti la crescita raggiunge 10–20 cm a settimana, fra le più rapide osservate nelle acquatiche temperate. 6 5
Usi e rischi
Acquari e laghetti impiegano largamente questa pianta ossigenante: la crescita rapida e il fogliame fitto filtrano l’acqua, proteggono gli avannotti e competono direttamente con le alghe filamentose. Agisce anche chimicamente, liberando composti allelopatici che inibiscono fitoplancton e cianobatteri. Tale strategia viene studiata come alternativa ai trattamenti alghicidi. 6 6 5
I tessuti accumulano efficacemente metalli pesanti disciolti, fra cui rame, zinco, cadmio e piombo: per questo la specie è studiata nella fitodepurazione. La pianta e i suoi epifiti contribuiscono inoltre alla degradazione di residui di erbicidi come l’atrazina. Non è segnalata tossicità per persone, pesci o animali domestici, da cui l’impiego in migliaia di acquari. Fuori dal contesto abituale, però, questa vigoria può creare problemi: in Nuova Zelanda densi popolamenti hanno interferito con centrali idroelettriche. La specie è anche un organismo modello per i sistemi chiusi di supporto vitale nella ricerca spaziale. 5 6 6 6
Varietà, confusioni e piante simili
La vendita per acquari distingue soprattutto lotti secondo la dimensione dei cespi: non sono riconosciute cultivar orticole stabili. Le confusioni più comuni riguardano:
- Ceratophyllum submersum, con foglie più fini, più divise e meno rigide;
- i Myriophyllum spp., con vere radici e foglie pennate anziché biforcate;
- le Elodea spp., con foglie semplici e indivise inserite su un fusto radicato.
Rispetto a questi generi affini, il carattere più affidabile resta l’assenza totale di radici, associata a foglie rigide e biforcate in verticilli serrati: una combinazione propria del genere Ceratophyllum. 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Ceratophyllum demersum L.
- GBIF, tassonomia di riferimento, Ceratophyllum demersum L.
- Encyclopaedia Britannica, coontail
- Atlas of Florida Plants, Ceratophyllum demersum
- Wikipedia in francese, Ceratophyllum demersum
- Wikipedia in inglese, Ceratophyllum demersum
- INPN / MNHN, Ceratophyllum demersum L., 1753
- Tela Botanica, Ceratophyllum demersum L.
- Global Invasive Species Database, Ceratophyllum demersum
- Info Flora, Ceratophyllum demersum
Domande frequenti
Il ceratofillo comune è tossico per pesci o animali?
No. Non è segnalata tossicità per persone, pesci o animali domestici, motivo del suo impiego comune in migliaia di acquari e laghetti.
Perché il ceratofillo comune non ha radici?
Vive completamente sommerso e assorbe acqua e nutrienti attraverso tutta la superficie. Se necessario si ancora con foglie modificate in rizoidi, senza sviluppare vere radici.
È invasivo in Francia?
No, è indigeno nella Francia metropolitana e non vi è classificato come invasivo. Fuori dal suo contesto abituale, soprattutto in Nuova Zelanda e Tasmania, popolazioni introdotte sono diventate problematiche.
Come si riproduce?
Soprattutto per frammentazione vegetativa dei fusti. La riproduzione sessuata esiste ma è marginale, con impollinazione interamente subacquea.
Come distinguerlo dalle piante simili?
Ceratophyllum submersum ha foglie più fini e divise. Myriophyllum ed Elodea possiedono vere radici, totalmente assenti nel ceratofillo comune.
Che cosa succede in inverno?
Forma turioni ricchi di riserve che in autunno affondano, svernano al riparo dal gelo e risalgono la primavera seguente per ricostituire il cespo.
Aiuta a contrastare le alghe?
Sì. Libera composti allelopatici che inibiscono fitoplancton e cianobatteri, un’azione studiata come alternativa agli alghicidi tradizionali.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







