Quinoa (Chenopodium quinoa, )
Quinoa (Chenopodium quinoa) è una pianta erbacea annuale delle Amaranthaceae, coltivata da millenni sugli altopiani andini per i semi ricchi di proteine. È uno pseudocereale, parente di spinacio e barbabietola: il rivestimento amaro dei semi protegge naturalmente il raccolto dagli uccelli. La sua storia tassonomica si intreccia con quella del farinello comune, un'infestante diffusa negli orti europei.
Leggi di piùQuinoa, Quinua e Kinwa
Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.





© foto
Wikimedia Commons · CC BY-SA or Public Domain
Taken Sep 15, 2005 by Photoflora - Jean-Luc TASSET (©)
Taken Apr 29, 2020 by ilgrandediopan (cc-by-sa)
Taken Jan 28, 2017 by Yoan MARTIN (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
POWO/WCVP colloca l'areale nativo fra l'Ecuador e l'Argentina nordoccidentale, con Perù e Bolivia come centri storici di coltivazione. Domesticazione e consumo proseguono senza interruzione da circa 5.000 anni nel bacino andino. Fuori dalle Ande, la quinoa resta una coltura minoritaria, commercializzata negli Stati Uniti e sperimentata in Francia e Canada senza diventare invasiva.
- Autoctona4
- Introdotta2
- Perù
- Bolivia
- Ecuador
- Argentina nordoccidentale
- Stati Uniti
- Canada
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La Quinoa (Chenopodium quinoa Willd., 1798) è una pianta erbacea annuale delle Amaranthaceae. POWO/WCVP considera questo il nome accettato per la specie. 1 4
Una «zampa d'oca» è il significato greco di Chenopodium, allusione al profilo di alcune foglie del genere. L'epiteto quinoa deriva invece dal quechua kinuwa, passato attraverso lo spagnolo prima di diffondersi nelle altre lingue. Le forme Quinua e Kinwa richiamano questa origine; gli Inca la chiamavano anche chisiya mama, «madre di tutti i semi». 3
Dal punto di vista botanico, la quinoa è uno pseudocereale: viene coltivata per il seme come il frumento, ma non appartiene alle graminacee. È invece parente dello spinacio e della barbabietola nelle Amaranthaceae, una distinzione rilevante anche per l'etichettatura degli alimenti senza glutine. 2
Riconoscimento
Un fusto eretto, talvolta ramificato, sostiene la quinoa. L'altezza varia molto con la varietà e le condizioni di coltivazione: da 60 cm in alcune linee coltivate a oltre 3 m nelle piante spontanee su terreno fertile. 4 3
Romboidali o triangolari, le foglie alterne possono essere verde intenso, rosse o viola secondo i pigmenti presenti nella varietà. Questa variabilità, insieme all'aspetto talvolta farinoso tipico del genere Chenopodium, aiuta a riconoscere la pianta anche prima della fioritura. 3
Pannocchie terminali e ascellari raccolgono piccoli glomeruli verdastri, con fiori privi di petali. L'energia della pianta si concentra sulla produzione di semi, più che sull'attrazione degli impollinatori. Ogni seme, di appena 2 mm di diametro, è avvolto da uno strato di saponine che lo protegge naturalmente da uccelli e insetti finché resta sulla pannocchia. 4 2
Tassonomia utile
Per la classificazione POWO/WCVP, Chenopodium quinoa Willd. è il nome accettato nelle Amaranthaceae, sottofamiglia Chenopodioideae. I sinonimi raccontano una storia complessa: vari autori consideravano un tempo la quinoa una semplice varietà del diffusissimo farinello comune, Chenopodium album. 1
I principali sinonimi registrati illustrano questa antica sovrapposizione:
- Chenopodium album var. quinoa (Willd.) Kuntze (varietà di Chenopodium album)
- Chenopodium album subsp. quinoa (Willd.) Kuntze (sottospecie di Chenopodium album)
- Chenopodium hircinum var. quinoa (Willd.) Aellen (varietà di Chenopodium hircinum)
- Chenopodium quinoa var. melanospermum Hunz. (forma varietale a seme scuro)
- Chenopodium quinoa f. purpureum Aellen (forma botanica porpora)
Il sequenziamento del genoma completo ha confermato che la quinoa è allotetraploide: possiede due corredi completi di cromosomi ereditati da antenati diploidi selvatici del genere Chenopodium. Condivide questa storia genetica con il nordamericano Chenopodium berlandieri, domesticato separatamente per ottenere lo huauzontle messicano. 6
Habitat e distribuzione
Dall'Ecuador all'Argentina nordoccidentale si estende l'areale nativo riconosciuto da POWO/WCVP, con Perù e Bolivia come centri storici di coltivazione. Il Missouri Botanical Garden indica una fascia altitudinale preferenziale di 2.400–4.000 m, sugli altopiani andini. 1 4
Da circa 5.000 anni, ricorda Purdue University, le popolazioni degli altopiani andini di Perù, Bolivia, Ecuador e Cile coltivano e consumano quinoa senza interruzione. 3
Al di fuori della regione andina la coltivazione è minoritaria ma presente: il raccolto è commercializzato nel Colorado meridionale, negli Stati Uniti; in Francia la specie è coltivata marginalmente e compare nell'inventario nazionale del patrimonio naturale; le sperimentazioni arrivano fino alle Praterie canadesi. 3 5
Ciclo e riproduzione
Con la semina direttamente a dimora, la quinoa germina rapidamente appena il terreno si riscalda in primavera. Sviluppa poi una radice fittonante profonda, da cui deriva la buona tolleranza alla siccità una volta attecchita. 2 3
Nei glomeruli verdastri avviene una fioritura poco vistosa: prevale l'autofecondazione, ma interviene anche il vento, senza dipendenza dagli insetti impollinatori. Secondo la varietà, il ciclo completo fra semina e raccolta dura 90–220 giorni. 2
Quando i glomeruli si seccano e i semi induriscono cambiando colore, arriva il momento della raccolta. Il sequenziamento del genoma ha identificato il gene che controlla la produzione delle saponine amare del rivestimento. Una sua mutazione è all'origine delle varietà dette dolci, meno amare anche senza un risciacquo preliminare. 6
Usi e rischi
Come alimento, il seme offre proteine di buona qualità e un equilibrio degli amminoacidi superiore a quello del frumento, che contribuisce al successo della quinoa nelle diete senza glutine. Anche le giovani foglie si preparano come gli spinaci. 2
Sciacquare i semi prima della cottura elimina le saponine del rivestimento, responsabili dell'amaro naturale. Questi composti si degradano in gran parte con la cottura e vengono assorbiti poco dall'organismo. Chi soffre di reumatismi, gotta o calcoli renali ha tuttavia motivo di limitare i semi sciacquati male, per la presenza associata di acido ossalico. 2
Per gatti, cani ed esseri umani non è documentata tossicità. Il quadro resta invece incerto per il cavallo, per mancanza di dati specifici.
Varietà, confusioni e piante affini
Secoli di selezione contadina andina hanno prodotto ecotipi regionali di quinoa, anziché cultivar ornamentali con un nome come nelle piante da giardino. Plants For A Future sottolinea forti differenze nella sensibilità al fotoperiodo: nelle linee di origine cilena le giornate lunghe delle regioni temperate inducono una fioritura più netta rispetto alle linee andine classiche. 2
Il farinello comune, Chenopodium album, è la specie più spesso confusa con la quinoa: cresce come infestante nei giardini e nei campi europei. La storia della classificazione conserva questa vicinanza, perché diversi sinonimi botanici della quinoa la ricollegano formalmente a tale specie molto diffusa. 1
Più distante è il caso di Chenopodium berlandieri, spontaneo in Nord America e domesticato separatamente in Messico con il nome di huauzontle. Le due domesticazioni rimangono geneticamente distinte, pur condividendo un'origine remota. Il nome scientifico, più dell'aspetto generale, permette di distinguere le due colture sul campo. 6
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Chenopodium quinoa Willd.
- Plants For A Future, Chenopodium quinoa
- Purdue University Center for New Crops & Plants Products, Quinoa
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Chenopodium quinoa
- INPN, Chenopodium quinoa Willd. 1798, CD_nom 160222
- Jarvis et al. 2017, The genome of Chenopodium quinoa, Nature
Domande frequenti
La quinoa è un cereale?
No. Chenopodium quinoa appartiene alle Amaranthaceae, non alle graminacee. Si parla di pseudocereale perché il seme si cucina come quello dei cereali pur appartenendo a una famiglia botanica diversa.
La quinoa è tossica per gatti e cani?
Non è documentata tossicità per gatto, cane o uomo. Per il cavallo lo stato resta incerto per mancanza di dati; le saponine del rivestimento grezzo pongono soprattutto un problema di gusto e digeribilità, non di tossicità.
Perché bisogna sciacquare la quinoa prima di cucinarla?
Il rivestimento del seme contiene saponine amare che lo proteggono naturalmente da uccelli e insetti sulla pianta. Un risciacquo abbondante elimina gran parte dell’amaro prima della cottura.
Da dove proviene la quinoa?
Secondo POWO, l'areale nativo va dall'Ecuador all'Argentina nordoccidentale, con Perù e Bolivia come centri storici; qui la coltivazione continua da circa 5.000 anni.
La quinoa è invasiva in Francia?
No. In Francia resta coltivata marginalmente, senza uno stato invasivo; l'INPN la censisce come pianta coltivata anziché naturalizzata.
Come si distingue la quinoa dal farinello comune?
Le due specie condividono una storia tassonomica: a lungo la quinoa è stata trattata come varietà di Chenopodium album. Il riferimento più affidabile resta l'uso coltivato della quinoa, mentre il farinello comune cresce spontaneamente come infestante.
Tutte le varietà di quinoa si coltivano allo stesso modo?
No. Gli ecotipi andini reagiscono in modo molto diverso alla durata del giorno: le linee cilene fioriscono meglio con le giornate lunghe delle regioni temperate, mentre quelle dell’altiplano restano adattate al fotoperiodo originario.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





