Cardo campestre (Cirsium arvense, (L.) Scop. 1771)

Cardo campestre (Cirsium arvense (L.) Scop., 1771) è una perenne delle Asteraceae nativa dell’Europa temperata, dell’Asia occidentale e dell’Africa nord-occidentale, oggi ampiamente introdotta in Nordamerica, Australia e Nuova Zelanda. Il fusto eretto senza ali porta foglie spinose e piccoli capolini lilla in corimbo; un vasto apparato di radici striscianti consente di rigenerare un’intera colonia da un frammento.

Leggi di più
Nome scientificoCirsium arvense
GenereCirsium
OrdineAsterales

Cardo campestre, Creeping Thistle, Canada Thistle e Field Thistle

Identità
Tossicità
Tossicità non documentata; spine irritanti al contatto
Impegno di cura
Alto
Tipo di pianta
Vivace erbacea · Erbaccia invasiva
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaUnione europeaRussia
Habitat
Campi coltivati e a riposo, pascoli, bordi di sentieri e strade, incolti e rive dei corsi d’acqua
Stagionalità
Fioritura
Estate
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Fioritura da giugno a settembre, acheni dispersi dall’estate all’autunno
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Temperatura tollerata
Resistenza al vento
Acheni con pappo dispersi efficacemente dal vento
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
Tipi di terreno
Suolo perturbato, Suolo coltivato, Terreno ricco, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole; tollera una leggera mezz’ombra
Esterno
Bordo della strada, Bordo del campo, Riva del fiume, Cantiere
Aspetto
Altezza30–150 cmLarghezza30–100 cm
Foglie
VerdeBianco
Fiori
ViolaRosa
Frutti
Marrone
Portamento
Cardo campestre (Cirsium arvense): origine e usi — portamento 1
Corteccia
Verde

Distribuzione mondiale

Il WCVP indica come areale nativo di Cirsium arvense l’Eurasia temperata e l’Africa nord-occidentale, inclusa la Francia metropolitana. Introdotta dall’Europa, oggi la specie è considerata infestante invasiva in 42 Stati degli USA e 13 province o territori canadesi, oltre che in Australia, Nuova Zelanda e Giappone.

  • Autoctona3
  • Introdotta4
  • Invasiva1
  • Francia metropolitana
  • Europe
  • Russia
  • Stati Uniti
  • Canada
  • Nuova Zelanda
  • Giappone
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Cardo campestre (Cirsium arvense (L.) Scop., 1771) si riconosce dal fusto eretto privo di ali, che lo distingue da molti altri cardi europei. La sua persistente ricomparsa nei campi dipende invece dall'apparato radicale. Appartiene al genere Cirsium e alla famiglia Asteraceae. Plants of the World Online accetta la combinazione pubblicata da Giovanni Antonio Scopoli nel 1771 a partire da un basionimo descritto da Carl von Linné. 1 2

Il nome scientifico Cirsium deriva dal greco kirsos, «varice»: le radici di varie specie del genere venivano a lungo impiegate in decotto contro le affezioni venose. Questo uso antico ha lasciato traccia nel nome botanico. L'epiteto arvense significa «dei campi coltivati», l'ambiente prediletto dalla specie. 3

La denominazione inglese Canada Thistle è geograficamente ingannevole: il Cardo campestre non è originario del Nordamerica. Vi fu introdotto dall'Europa, probabilmente già nel XVII secolo, come contaminante delle sementi agricole. Tra i nomi inglesi figurano anche Creeping Thistle e Field Thistle. 6

Riconoscimento

Fusto eretto senza ali né spine lungo tutta la sua lunghezza e altezza di 30–150 cm caratterizzano il Cardo campestre. Questo insieme consente spesso di separarlo dagli altri cardi già a prima vista. Le foglie sono alterne, lobate e spinose, verde-grigiastre sulla pagina superiore e più chiare o tomentose su quella inferiore. 5 4

I piccoli capolini misurano 10–22 mm di diametro e sono lilla o porpora pallido. Si riuniscono in un corimbo denso, mentre molti cardi di grandi dimensioni portano capolini isolati all'estremità dei fusti. 7

La dioecia funzionale è un carattere poco comune nelle Asteraceae: i capolini maschili e quelli femminili si sviluppano su individui separati. I fiori femminili hanno un leggero profumo di vaniglia, assente in quelli maschili; questi ultimi producono invece polline abbondante. 7

Tassonomia utile

La combinazione Cirsium arvense (L.) Scop., accettata dal WCVP, deriva da un trasferimento di genere. Linneo aveva inizialmente descritto la pianta in Serratula, prima che Giovanni Antonio Scopoli la ricollocasse in Cirsium nel 1771. 1

La pelosità del fogliame separa soprattutto due varietà: Cirsium arvense var. arvense, presente nella maggior parte dell'Europa, e Cirsium arvense var. incanum (S.G.Gmel.) Ledeb., più meridionale e con foglie più densamente tomentose. 1

Tra i numerosi sinonimi storici attribuiti al taxon dal WCVP figurano Cirsium arvense var. setosum (Willd.) Hohen. e Cirsium arvense var. vestitum Wimm. & Grab.. Questi nomi riflettono soprattutto variazioni locali della pelosità, anziché specie distinte. 1

Habitat e distribuzione

Eurasia temperata e Africa nord-occidentale costituiscono l'areale nativo indicato dal WCVP, comprensivo della Francia metropolitana. In Francia l'INPN segnala il Cardo campestre dalla pianura al piano subalpino, nei prati, nelle colture, negli incolti e ai bordi dei sentieri. 1 2

Dall'Europa la specie arrivò probabilmente già nel XVII secolo attraverso sementi contaminate. Oggi è classificata come infestante invasiva in 42 Stati degli USA e 13 province o territori canadesi, oltre che in Australia, Nuova Zelanda e Giappone. Questi riferimenti geografici descrivono le aree documentate dalle fonti. 6

Uno studio svolto in Colorado mostra una relazione inversa tra la frequenza del Cardo campestre e la diversità della vegetazione nativa circostante. L'osservazione illustra uno dei modi in cui la specie, una volta insediata, può sostituire la flora locale. 6

Ciclo e riproduzione

Radici orizzontali lunghe diversi metri attorno alla pianta iniziale si associano a radici verticali più profonde. Contrariamente a un'idea diffusa, la specie non forma veri rizomi: le nuove parti aeree nascono da gemme avventizie presenti sulle radici stesse. 7 5

Ogni individuo produce in media 1.530 semi, distribuiti, in condizioni favorevoli, in un centinaio di capolini per fusto. Gli acheni possiedono un pappo piumoso e vengono trasportati dal vento; la distanza di dispersione supera raramente poche decine di metri dalla pianta madre. 7

Moltiplicazione vegetativa da frammenti radicali e disseminazione tramite il vento agiscono insieme. Questa doppia strategia spiega i frequenti insuccessi di un singolo sfalcio o di un'estirpazione isolata: basta un segmento di radice rimasto nel terreno per rigenerare un'intera colonia. 5 4

Usi e rischi

Per il Cardo campestre non è raccomandato un impiego ornamentale: la priorità è riconoscerlo allo stadio di rosetta e gestirlo prima della fioritura. PFAF riporta l'uso tradizionale dei giovani germogli pelati, preparati come asparagi, e l'antico impiego della radice come tonico e diuretico. 3

Le informazioni disponibili non documentano tossicità per cani, gatti o esseri umani. Il rischio principale è quello delle spine, che irritano meccanicamente al contatto; per il cavallo, invece, la tossicità rimane poco accertata ed è riportata in modo discordante dalle fonti veterinarie. 4

Nonostante il ruolo di infestante agricola, il Cardo campestre offre nettare importante per farfalle e api. I semi ricchi di olio alimentano inoltre uccelli granivori come il cardellino, creando un legame ecologico che si affianca ai problemi di gestione agricola. 4

Controllo e confusioni

Tre organismi sono impiegati nella lotta biologica contro il Cardo campestre. La ruggine Puccinia punctiformis infetta sistemicamente la pianta e può ridurre una popolazione del 43–81 % nell'arco di più anni. Il punteruolo dei capolini Larinus planus distrugge fino al 95 % dei semi di un capolino; anche la mosca Orellia ruficauda parassitizza i semi in formazione. 5

Il confronto più utile è con il Cardo asinino (Cirsium vulgare): il suo fusto porta ali spinose continue, assenti in Cirsium arvense, e i capolini sono solitari e molto più grandi di quelli piccoli e riuniti in corimbo del Cardo campestre. Anche Cirsium palustre e Onopordum acanthium possono confondere allo stadio di rosetta, ma nessuno dei due condivide l'apparato radicale strisciante che rende questa specie tanto difficile da eliminare. 7

Fonti principali

Domande frequenti

Il Cardo campestre è tossico?

Le informazioni disponibili non documentano tossicità per cani, gatti o esseri umani; il rischio principale deriva dalle spine irritanti al contatto. La tossicità per i cavalli resta poco accertata e riportata in modo discordante.

Perché è così difficile eliminarlo?

Le radici orizzontali si estendono per vari metri e rigenerano un’intera colonia anche da un piccolo frammento rimasto nel terreno. Un singolo sfalcio o trattamento erbicida generalmente non basta a esaurirlo.

Come distinguerlo da Cirsium vulgare?

Il criterio più affidabile è il fusto: senza ali e spine in Cirsium arvense, con ali spinose continue in Cirsium vulgare. Anche i capolini del Cardo campestre sono più piccoli e riuniti in corimbo.

Che cosa significa il nome del Cardo campestre?

Cirsium deriva dal greco kirsos, «varice», in riferimento a un antico uso medicinale della radice. L’epiteto arvense significa «dei campi coltivati», il suo ambiente prediletto.

Il Cardo campestre è commestibile?

I giovani germogli pelati sono tecnicamente commestibili e talvolta preparati come asparagi; la radice è però fibrosa e poco usata in cucina rispetto a quella di altri cardi biennali.

È utile alla fauna?

Sì, i capolini offrono molto nettare a farfalle e api; i semi oleosi nutrono uccelli granivori come il cardellino.

Dove cresce più spesso?

Nei campi coltivati e a riposo, nei pascoli, ai bordi di sentieri e strade e lungo i corsi d’acqua, dove il terreno rimane disturbato o disponibile.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.