Cedro (Citrus medica, L. 1753)

Cedro (Citrus medica) è un arbusto o piccolo albero delle Rutaceae, considerato una delle tre specie ancestrali degli agrumi coltivati, insieme al mandarino e al pomelo. Originario delle pendici himalayane, produce un frutto dalla buccia molto spessa e profumata, assai più voluminosa della polpa.

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Nome scientificoCitrus medica
GenereCitrus
OrdineSapindales

Cedro, Etrog, Citron e Mano di Buddha

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, gatti e cani · Prudenza : bambini e animali · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
IndiaNepalMyanmar (Birmania)
Habitat
Arbusto o piccolo albero subtropicale da pieno sole e terreno drenato, molto sensibile al gelo
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstate
Raccolta
AutunnoInverno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
5/10
Tempo di maturazione
Maturazione lenta, raccolta scalare secondo clima e varietà
Propagazione
Semina, Talea, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Scarsa, proteggere dai venti forti e freddi
Umidità
40–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Substrato per agrumi, Terreno drenato leggermente acido a neutro
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Interno
Veranda fresca luminosa, Serra
Esterno
Giardino mediterraneo, Frutteto, Patio
Vasi
Grande vaso drenante, Terracotta
Aspetto
Altezza250–450 cmLarghezza250–350 cm
Foglie
Verde
Cedro (Citrus medica): origine e usi — foglie 1
Cedro (Citrus medica): origine e usi — foglie 2
Cedro (Citrus medica): origine e usi — foglie 3
Cedro (Citrus medica): origine e usi — foglie 4
Cedro (Citrus medica): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoViolaCrema
Cedro (Citrus medica): origine e usi — fiori 1
Cedro (Citrus medica): origine e usi — fiori 2
Cedro (Citrus medica): origine e usi — fiori 3
Cedro (Citrus medica): origine e usi — fiori 4
Cedro (Citrus medica): origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeGialloArancioneDimensioni10–20 cm
Cedro (Citrus medica): origine e usi — frutti 1
Cedro (Citrus medica): origine e usi — frutti 2
Cedro (Citrus medica): origine e usi — frutti 3
Cedro (Citrus medica): origine e usi — frutti 4
Cedro (Citrus medica): origine e usi — frutti 5
Portamento
Cedro (Citrus medica): origine e usi — portamento 1
Cedro (Citrus medica): origine e usi — portamento 2
Cedro (Citrus medica): origine e usi — portamento 3
Cedro (Citrus medica): origine e usi — portamento 4
Cedro (Citrus medica): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Cedro (Citrus medica): origine e usi — corteccia 1
Cedro (Citrus medica): origine e usi — corteccia 2
Cedro (Citrus medica): origine e usi — corteccia 3
Cedro (Citrus medica): origine e usi — corteccia 4
Cedro (Citrus medica): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L'areale originario del cedro si trova alle pendici dell'Himalaya, dall'India nordorientale al Nepal e al Myanmar. L'antica diffusione verso la Persia e il Mediterraneo deriva dall'introduzione e dalla coltivazione, non dall'espansione naturale dell'areale.

  • Autoctona3
  • Introdotta2
  • India nordorientale
  • Nepal
  • Myanmar
  • Cina meridionale (Yunnan)
  • Iran

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Cedro (Citrus medica L.) è un arbusto o piccolo albero delle Rutaceae e rientra tra le tre specie ancestrali degli agrumi, insieme al mandarino e al pomelo. Dai loro incroci nel corso del tempo deriva la maggior parte degli agrumi oggi coltivati, compresi limone e arancio. 1 6

Una buccia molto spessa, profumata e spesso bitorzoluta occupa quasi tutto il volume del frutto del cedro, lasciando poco spazio alla polpa. Il nome citron, tuttora usato in inglese, indicava un tempo questo frutto anche in francese, prima di passare al limone: uno slittamento linguistico che alimenta ancora equivoci. 5 6

Riconoscimento

Con un’altezza abituale di 2,5–4,5 m, il cedro presenta rami spesso spinosi e foglie persistenti e lucide, intensamente profumate se strofinate. I fiori hanno sfumature porpora nei tipi acidi e bianco-giallastre nei tipi dolci. 9 7

Lungo comunemente 10–20 cm, il frutto contiene poca polpa, scarsamente succosa e spesso acida, avvolta da una spessa buccia bianca aderente agli spicchi. La prevalenza della buccia sulla polpa, opposta a quella del limone comune, permette di riconoscerlo a colpo d’occhio, prima ancora di tagliarlo. 7 6

Anche la sensibilità al freddo aiuta a inquadrare la specie quando mancano fiori e frutti: il cedro non tollera il gelo e foglie e frutti giovani iniziano a subire danni già tra -2 e -4 °C. Resiste quindi meno di molti agrumi coltivati, tra cui limone e arancio. 8

Tassonomia utile

Nella classificazione di POWO, Citrus medica è una specie accettata con autorità L. 1753. Diverse combinazioni storiche e varietà ruotano attorno a questo nome senza costituire taxa distinti: 1 2

  • Citrus medica var. sarcodactylis (Hoola van Nooten) Swingle, la mano di Buddha, inclusa nella specie
  • Citrus medica var. limon L., antica combinazione legata al complesso del limone
  • Citrus × aurantium var. medica (L.) Wight & Arn., combinazione storica riferita al cedro

La variabilità dei nomi rende il nome accettato, Citrus medica, più affidabile delle denominazioni commerciali o varietali, che cambiano secondo il paese e il venditore. 1 3

Habitat e distribuzione

Alle pendici dell’Himalaya, dall’India nordorientale al Nepal e al Myanmar, si trova l’areale nativo del cedro. La sua antica domesticazione raggiunse poi la Persia e il bacino del Caspio, ben prima dell’epiteto medica, che suggerisce erroneamente un’origine botanica nella Media. 7 6

La presenza del frutto nel mondo persiano è attestata fin dal III millennio a.C.; in seguito si diffuse nel Mediterraneo attraverso l’antica Palestina. La prima menzione cinese risale al 304 d.C. 5

Oggi prevale la coltivazione in frutteto: al di fuori di aree precise come Yunnan, Calabria, Corsica e Israele, la naturalizzazione rimane rara. Fuori dal suo areale originario, il cedro è dunque soprattutto una pianta coltivata. 5 8

Ciclo e riproduzione

In condizioni climatiche favorevoli, le fioriture si susseguono a ondate e i frutti impiegano diversi mesi a ingrossare, prima che la buccia si indurisca e assuma il colore definitivo. Sullo stesso albero convivono spesso boccioli, fiori e frutti a diversi stadi di maturazione. 7 9

Rispetto alla maggior parte degli agrumi coltivati, il cedro si riproduce facilmente da seme: i semi sono spesso poliembrionici e possono dare piante geneticamente fedeli alla pianta madre senza ricorrere all’innesto. La talea semilegnosa offre un’altra possibilità, più rapida per conservare una cultivar precisa. 7

Usi e rischi

La parte più apprezzata in cucina è la buccia, trasformata in canditi, marmellate e liquori; la polpa ridotta e poco succosa ha un ruolo minore. L’olio essenziale della scorza, noto anche come acqua di cedro, viene utilizzato in profumeria da diversi secoli. 5 6

Tra gli usi rituali, l’etrog è una delle «quattro specie» dell’ebraismo, portate durante Sukkot. La varietà digitata mano di Buddha, offerta nei templi buddhisti, accompagna anche alcune cerimonie induiste in Nepal. 5 6

Non è documentata una tossicità rilevante per gatti e cani, né un pericolo noto per le persone in caso d’ingestione accidentale. Per il cavallo lo stato resta incerto, in assenza di dati pubblicati e verificati. La cautela riguarda soprattutto gli oli essenziali concentrati della scorza, da trattare con la prudenza riservata a quelli degli altri agrumi, più che un comune rischio alimentare. 7

Varietà, confusioni e piante affini

Diamante, in Calabria, e Balady, in Israele, sono fra le cultivar meglio documentate, rispettivamente per la canditura e per gli usi rituali. Il cedro di Corsica ha alimentato a lungo una produzione locale di liquori e canditi, oggi più marginale ma ancora viva. 5

Tre confusioni ricorrono più spesso: Citrus limon, il limone, il cui nome condivide la radice latina con quello del cedro ma il cui frutto è molto più succoso; Citrus medica var. sarcodactylis, la mano di Buddha, spesso scambiata per una specie autonoma mentre POWO la include in Citrus medica; e i grossi limoni o pomeli a buccia spessa, talvolta venduti con un’etichetta impropria.

Per identificare un frutto o sceglierlo all’acquisto, il rapporto fra buccia e polpa resta il criterio più affidabile: nel cedro la buccia è sempre nettamente più voluminosa della parte carnosa, diversamente dal limone comune. 6 7

Fonti principali

Domande frequenti

Che differenza c’è tra cedro e limone?

Il cedro (Citrus medica) è una specie ancestrale dalla buccia molto spessa e dalla polpa ridotta; il limone (Citrus × limon) è un ibrido più succoso che discende in parte dal cedro. In francese, citron ha indicato a lungo il cedro prima di passare al limone.

Il cedro è tossico per gatti e cani?

Non è documentata una tossicità rilevante per gatti e cani. Come per ogni agrume, è comunque prudente limitare l’ingestione di scorza e olio essenziale concentrato.

Perché il cedro ha così poco succo?

Gran parte del frutto è occupata da una spessa buccia bianca, aderente agli spicchi. La polpa, ridotta e spesso acida, costituisce solo una piccola parte del frutto, diversamente da limone e arancia.

Che cos’è la mano di Buddha?

È una cultivar di cedro (var. sarcodactylis) il cui frutto si divide in spicchi allungati simili a dita, privi di polpa. POWO la include in Citrus medica anziché considerarla un taxon distinto.

Il cedro resiste al gelo?

No, è uno degli agrumi coltivati meno resistenti al freddo. Foglie e frutti giovani iniziano a subire danni già tra -2 e -4 °C, mentre limone e arancio tollerano temperature inferiori.

Perché il cedro è usato nell’ebraismo?

Il cedro, chiamato etrog in ebraico, è una delle «quattro specie» rituali utilizzate durante Sukkot. Un frutto perfetto e integro può avere un elevato valore commerciale per i praticanti.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.