Mandarino (Citrus reticulata, )
Mandarino (Citrus reticulata) è un piccolo albero sempreverde delle Rutaceae, originario di una zona circoscritta della Cina meridionale e del Vietnam settentrionale. Produce mandarini, frutti appiattiti dalla buccia sottile e flessibile, oggi coltivati in gran parte delle regioni subtropicali del mondo.
Leggi di piùMandarino, Tangerino, Tangerine, Satsuma e Mandarin orange
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Citrus reticulata è limitato a una zona della Cina meridionale e del Vietnam settentrionale, attorno ai monti Nanling. La specie si è poi diffusa in Asia, Europa e nelle Americhe per introduzione orticola, senza diventare invasiva in queste regioni.
- Autoctona2
- Introdotta1
- Cina meridionale
- Vietnam
- Stati Uniti (Florida, California)
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Mandarino (Citrus reticulata Blanco, 1837) fu descritto dal botanico Francisco Manuel Blanco nelle Filippine, allora sotto amministrazione spagnola. Appartiene al genere Citrus, famiglia Rutaceae, e produce i mandarini, venduti anche come tangerine o satsuma secondo la cultivar. 1 2
L’epiteto latino reticulata, «a rete», richiama la trama sottile di venature della buccia e delle membrane interne del frutto. Il nome comune segue un percorso diverso: il termine cinese imperiale, ripreso dal francese per indicare un alto funzionario, passò a designare un colore e infine il frutto. 4
Riconoscimento
Sempreverde e alto 2–7,5 m secondo il clima e la forma di allevamento, il mandarino rimane spesso molto più compatto in vaso. I rami giovani portano spine; le foglie lanceolate e lucide hanno un picciolo corto, appena alato, a differenza di quello dell’arancio, nettamente alato. 4 7
Dopo i fiori bianchi, solitari o in piccoli gruppi, si sviluppa un frutto appiattito (oblato) di 4–8 cm di diametro, mentre l’arancia è rotonda. La buccia sottile e flessibile si separa facilmente dagli spicchi: da qui il soprannome inglese «kid-glove orange», che allude alla facilità con cui si sbuccia. 4 7
Tassonomia utile
Il sistema Swingle riunisce i mandarini coltivati, tra cui satsuma, mandarino mediterraneo e tachibana, in un’unica specie variabile, Citrus reticulata. La classificazione Tanaka, precedente, li considerava specie separate. 4 3
Fra i principali sinonimi e taxa associati figurano:
- Citrus reticulata subsp. unshiu (Tanaka ex Swingle) D.Rivera & al., il mandarino satsuma
- Citrus reticulata subsp. deliciosa (Ten.) D.Rivera & al., il mandarino mediterraneo
- Citrus reticulata subsp. tachibana (Makino) D.Rivera & al., la sottospecie tachibana
- Citrus × nobilis subf. reticulata (Blanco) M.Hiroe, combinazione storica del nome
La denominazione accettata rimane Citrus reticulata Blanco; i mandarini commerciali come clementina, ponkan e dancy sono ibridi o cultivar distinti, non sinonimi diretti. 1
Habitat e distribuzione
Attorno ai monti Nanling, in una piccola regione fra Cina meridionale e Vietnam settentrionale, si trova l’areale nativo. POWO ne colloca l’origine nel Guangxi, nello Hunan e nel Jiangxi. 1 4
Due domesticazioni indipendenti, a nord e a sud dei monti Nanling, hanno dato mandarini coltivati con un’introgressione genetica di pomelo pari a circa 1,8%, assente nei mandarini selvatici. 4
Dal nucleo originario la specie raggiunse Giappone, India e Filippine, quindi l’Europa: in Inghilterra arrivò nel 1805. Negli Stati Uniti fu introdotta in Louisiana negli anni 1840–1850, prima di diffondersi in Florida, Alabama, Mississippi e California. 7
Per la coltivazione serve un terreno ben drenato, preferibilmente limoso, con pH leggermente acido tra 5 e 6. Il pieno sole influisce direttamente sulla fioritura: all’ombra l’albero cresce, ma produce pochi frutti. 6
Ciclo e riproduzione
Con la fioritura primaverile compaiono fiori bianchi, solitari o riuniti in gruppi. I frutti crescono per diversi mesi e si raccolgono tipicamente in autunno e inverno. 4
Fino a 79 kg di frutti all’anno possono provenire da un albero adulto ben insediato; la resa varia però molto in funzione di cultivar, portinnesto e clima. 4
L’innesto è il metodo principale di propagazione orticola, perché conserva le qualità della cultivar. Semina e talea sono usate soprattutto nelle collezioni o nella ricerca varietale; sotto 13 °C la crescita rallenta nettamente. 6
Usi e rischi
Fresco, in insalata o spremuto, il frutto trova diversi impieghi alimentari. La buccia sottile, ricca di olio essenziale, profuma dolci, bevande e prodotti di confetteria. Nella medicina tradizionale cinese, la buccia essiccata, detta chenpi, viene usata contro disturbi digestivi e tosse. 6
Una scheda ASPCA dedicata specificamente a Citrus reticulata non è disponibile. Agrumi affini come l’arancio (Citrus sinensis) e il calamondino (Citrus mitis) sono classificati come tossici per gatti, cani e cavalli: gli oli essenziali e gli psoraleni di buccia e foglie provocano vomito, diarrea e fotosensibilizzazione. 8 9
La polpa del mandarino è generalmente considerata non tossica. Per prudenza, buccia e oli concentrati vanno comunque tenuti fuori dalla portata degli animali. In caso d’ingestione di grandi quantità di buccia, chiedere il parere di un veterinario rimane la scelta più sicura.
A partire dagli anni 1880, il mandarino divenne un frutto delle feste in America settentrionale: gli immigrati giapponesi lo offrivano a Capodanno. In seguito entrò nelle calze natalizie, richiamando le monete d’oro associate a san Nicola. 4
Varietà, confusioni e piante affini
Satsuma, mandarino mediterraneo o willowleaf e tachibana sono oggi trattati come sottospecie di Citrus reticulata; ponkan e dancy rimangono cultivar orticole dello stesso complesso. 10 4
Le piante con cui viene più spesso confuso sono:
- Citrus × clementina, la clementina, ibrido mandarino-arancio generalmente privo di semi
- Citrus sinensis, l’arancio dolce, dal frutto rotondo e dalla buccia spessa e aderente
- Citrus mitis, il calamondino, dal frutto minuscolo, spesso coltivato in vaso
Forma appiattita e buccia sottile, facilmente rimovibile a mano, restano i caratteri più affidabili del frutto. L’arancia è invece rotonda e la sua buccia aderisce agli spicchi. 7
Nelle etichette dei vivai, mandarino può indicare un gruppo ampio: satsuma, clementina, ponkan e tangor vengono talvolta venduti con questo nome generico, pur essendo sottospecie, ibridi o cultivar differenti dello stesso complesso. Controllare il nome botanico completo resta il modo più affidabile per sapere quale pianta si sta acquistando. 10
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Citrus reticulata Blanco
- GBIF Backbone Taxonomy, Citrus reticulata Blanco
- International Plant Names Index, Citrus reticulata
- Wikipedia EN, mandarino
- Wikipedia FR, mandarino
- Plants For A Future, Citrus reticulata
- Purdue University NewCrop (Morton), mandarino
- ASPCA, arancio (Citrus sinensis) scheda di tossicità
- ASPCA, calamondino (Citrus mitis) scheda di tossicità
- Givaudan Citrus Variety Collection / UC Riverside, Citrus reticulata Blanco (CRC 3239)
Domande frequenti
Che differenza c’è tra mandarino e arancia?
Il mandarino ha un frutto appiattito dalla buccia sottile e flessibile, che si stacca facilmente; l’arancia è più rotonda, con una buccia più spessa e aderente agli spicchi.
Il mandarino è tossico per gli animali?
L’ASPCA non dedica una scheda specifica a Citrus reticulata. Agrumi affini come arancio e calamondino sono classificati come tossici per gli oli essenziali e gli psoraleni della buccia e delle foglie: la prudenza riguarda quindi la buccia più che la polpa.
Satsuma e mandarino appartengono alla stessa specie?
Sì. Il satsuma è oggi trattato come una sottospecie di Citrus reticulata, apprezzata per precocità, resistenza al freddo e assenza di semi.
Perché il mandarino ha le spine?
I rami giovani delle piante non innestate sono spesso spinosi; gli esemplari adulti innestati su un portinnesto adatto hanno generalmente meno spine.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.
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