Mandarino (Citrus reticulata, Blanco 1837)

Mandarino (Citrus reticulata) è un piccolo albero sempreverde delle Rutaceae, originario di una zona circoscritta della Cina meridionale e del Vietnam settentrionale. Produce mandarini, frutti appiattiti dalla buccia sottile e flessibile, oggi coltivati in gran parte delle regioni subtropicali del mondo.

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Nome scientificoCitrus reticulata
GenereCitrus
OrdineSapindales

Mandarino, Tangerino, Tangerine, Satsuma e Mandarin orange

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, inclusi bambini, gatti, cani e animali · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Albero · Albero da frutto · Pianta da contenitore
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
CinaVietnam
Habitat
Piccolo albero subtropicale da pieno sole, terreno drenato e clima senza gelate prolungate
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
AutunnoInverno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
5/10
Tempo di maturazione
Raccolta autunnale e invernale, diversi mesi dopo la fioritura primaverile
Diametro della chioma
300–400 cm
Propagazione
Trapianto, Talea, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Moderata, riparare dai venti forti
Umidità
40–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
Tipi di terreno
Substrato per agrumi, Terreno drenato leggermente acido a neutro
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Interno
Veranda fresca luminosa, Serra fredda
Esterno
Giardino mediterraneo, Patio, Giardino in cassette
Vasi
Grande vaso drenante, Terracotta
Aspetto
Altezza200–750 cm
Foglie
Verde
Fiori
Bianco
Frutti
ArancioneRosso
Portamento
Mandarino (Citrus reticulata): origine e usi — portamento 1
Corteccia
VerdeMarrone

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Citrus reticulata è limitato a una zona della Cina meridionale e del Vietnam settentrionale, attorno ai monti Nanling. La specie si è poi diffusa in Asia, Europa e nelle Americhe per introduzione orticola, senza diventare invasiva in queste regioni.

  • Autoctona2
  • Introdotta1
  • Cina meridionale
  • Vietnam
  • Stati Uniti (Florida, California)

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Mandarino (Citrus reticulata Blanco, 1837) fu descritto dal botanico Francisco Manuel Blanco nelle Filippine, allora sotto amministrazione spagnola. Appartiene al genere Citrus, famiglia Rutaceae, e produce i mandarini, venduti anche come tangerine o satsuma secondo la cultivar. 1 2

L’epiteto latino reticulata, «a rete», richiama la trama sottile di venature della buccia e delle membrane interne del frutto. Il nome comune segue un percorso diverso: il termine cinese imperiale, ripreso dal francese per indicare un alto funzionario, passò a designare un colore e infine il frutto. 4

Riconoscimento

Sempreverde e alto 2–7,5 m secondo il clima e la forma di allevamento, il mandarino rimane spesso molto più compatto in vaso. I rami giovani portano spine; le foglie lanceolate e lucide hanno un picciolo corto, appena alato, a differenza di quello dell’arancio, nettamente alato. 4 7

Dopo i fiori bianchi, solitari o in piccoli gruppi, si sviluppa un frutto appiattito (oblato) di 4–8 cm di diametro, mentre l’arancia è rotonda. La buccia sottile e flessibile si separa facilmente dagli spicchi: da qui il soprannome inglese «kid-glove orange», che allude alla facilità con cui si sbuccia. 4 7

Tassonomia utile

Il sistema Swingle riunisce i mandarini coltivati, tra cui satsuma, mandarino mediterraneo e tachibana, in un’unica specie variabile, Citrus reticulata. La classificazione Tanaka, precedente, li considerava specie separate. 4 3

Fra i principali sinonimi e taxa associati figurano:

  • Citrus reticulata subsp. unshiu (Tanaka ex Swingle) D.Rivera & al., il mandarino satsuma
  • Citrus reticulata subsp. deliciosa (Ten.) D.Rivera & al., il mandarino mediterraneo
  • Citrus reticulata subsp. tachibana (Makino) D.Rivera & al., la sottospecie tachibana
  • Citrus × nobilis subf. reticulata (Blanco) M.Hiroe, combinazione storica del nome

La denominazione accettata rimane Citrus reticulata Blanco; i mandarini commerciali come clementina, ponkan e dancy sono ibridi o cultivar distinti, non sinonimi diretti. 1

Habitat e distribuzione

Attorno ai monti Nanling, in una piccola regione fra Cina meridionale e Vietnam settentrionale, si trova l’areale nativo. POWO ne colloca l’origine nel Guangxi, nello Hunan e nel Jiangxi. 1 4

Due domesticazioni indipendenti, a nord e a sud dei monti Nanling, hanno dato mandarini coltivati con un’introgressione genetica di pomelo pari a circa 1,8%, assente nei mandarini selvatici. 4

Dal nucleo originario la specie raggiunse Giappone, India e Filippine, quindi l’Europa: in Inghilterra arrivò nel 1805. Negli Stati Uniti fu introdotta in Louisiana negli anni 1840–1850, prima di diffondersi in Florida, Alabama, Mississippi e California. 7

Per la coltivazione serve un terreno ben drenato, preferibilmente limoso, con pH leggermente acido tra 5 e 6. Il pieno sole influisce direttamente sulla fioritura: all’ombra l’albero cresce, ma produce pochi frutti. 6

Ciclo e riproduzione

Con la fioritura primaverile compaiono fiori bianchi, solitari o riuniti in gruppi. I frutti crescono per diversi mesi e si raccolgono tipicamente in autunno e inverno. 4

Fino a 79 kg di frutti all’anno possono provenire da un albero adulto ben insediato; la resa varia però molto in funzione di cultivar, portinnesto e clima. 4

L’innesto è il metodo principale di propagazione orticola, perché conserva le qualità della cultivar. Semina e talea sono usate soprattutto nelle collezioni o nella ricerca varietale; sotto 13 °C la crescita rallenta nettamente. 6

Usi e rischi

Fresco, in insalata o spremuto, il frutto trova diversi impieghi alimentari. La buccia sottile, ricca di olio essenziale, profuma dolci, bevande e prodotti di confetteria. Nella medicina tradizionale cinese, la buccia essiccata, detta chenpi, viene usata contro disturbi digestivi e tosse. 6

Una scheda ASPCA dedicata specificamente a Citrus reticulata non è disponibile. Agrumi affini come l’arancio (Citrus sinensis) e il calamondino (Citrus mitis) sono classificati come tossici per gatti, cani e cavalli: gli oli essenziali e gli psoraleni di buccia e foglie provocano vomito, diarrea e fotosensibilizzazione. 8 9

La polpa del mandarino è generalmente considerata non tossica. Per prudenza, buccia e oli concentrati vanno comunque tenuti fuori dalla portata degli animali. In caso d’ingestione di grandi quantità di buccia, chiedere il parere di un veterinario rimane la scelta più sicura.

A partire dagli anni 1880, il mandarino divenne un frutto delle feste in America settentrionale: gli immigrati giapponesi lo offrivano a Capodanno. In seguito entrò nelle calze natalizie, richiamando le monete d’oro associate a san Nicola. 4

Varietà, confusioni e piante affini

Satsuma, mandarino mediterraneo o willowleaf e tachibana sono oggi trattati come sottospecie di Citrus reticulata; ponkan e dancy rimangono cultivar orticole dello stesso complesso. 10 4

Le piante con cui viene più spesso confuso sono:

  • Citrus × clementina, la clementina, ibrido mandarino-arancio generalmente privo di semi
  • Citrus sinensis, l’arancio dolce, dal frutto rotondo e dalla buccia spessa e aderente
  • Citrus mitis, il calamondino, dal frutto minuscolo, spesso coltivato in vaso

Forma appiattita e buccia sottile, facilmente rimovibile a mano, restano i caratteri più affidabili del frutto. L’arancia è invece rotonda e la sua buccia aderisce agli spicchi. 7

Nelle etichette dei vivai, mandarino può indicare un gruppo ampio: satsuma, clementina, ponkan e tangor vengono talvolta venduti con questo nome generico, pur essendo sottospecie, ibridi o cultivar differenti dello stesso complesso. Controllare il nome botanico completo resta il modo più affidabile per sapere quale pianta si sta acquistando. 10

Fonti principali

Domande frequenti

Che differenza c’è tra mandarino e arancia?

Il mandarino ha un frutto appiattito dalla buccia sottile e flessibile, che si stacca facilmente; l’arancia è più rotonda, con una buccia più spessa e aderente agli spicchi.

Il mandarino è tossico per gli animali?

L’ASPCA non dedica una scheda specifica a Citrus reticulata. Agrumi affini come arancio e calamondino sono classificati come tossici per gli oli essenziali e gli psoraleni della buccia e delle foglie: la prudenza riguarda quindi la buccia più che la polpa.

Satsuma e mandarino appartengono alla stessa specie?

Sì. Il satsuma è oggi trattato come una sottospecie di Citrus reticulata, apprezzata per precocità, resistenza al freddo e assenza di semi.

Perché il mandarino ha le spine?

I rami giovani delle piante non innestate sono spesso spinosi; gli esemplari adulti innestati su un portinnesto adatto hanno generalmente meno spine.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.