Butterfly pea (Clitoria ternatea, )
Clitoria ternatea è una rampicante erbacea delle Fabaceae, coltivata per i fiori blu cobalto dal centro bianco e per il colorante naturale usato in bevande e piatti del Sud-est asiatico. L’epiteto ternatea richiama Ternate, isola indonesiana che Linneo riteneva d’origine, ma Kew colloca l’areale nativo in Africa tropicale e australe e nella penisola Arabica. Non tossica per persone e principali animali domestici, è strettamente tropicale e si coltiva come annuale nei climi temperati.
Leggi di piùButterfly pea e Blue pea
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo riconosciuto da POWO comprende Capo Verde, Africa tropicale e australe e penisola Arabica. L’epiteto ternatea, riferito all’isola indonesiana di Ternate, ha fatto a lungo pensare a un’origine asiatica; la specie vi fu invece introdotta in seguito, naturalizzandosi poi in tutta la fascia pantropicale.
- Autoctona3
- Introdotta1
- Invasiva2
- Capo Verde
- Kenya
- Arabia Saudita
- India
- Hawaii
- Australia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Clitoria ternatea (Clitoria ternatea L., 1753), nota anche come butterfly pea o blue pea, è una rampicante erbacea delle Fabaceae. Si coltiva nel mondo per i fiori blu cobalto intenso, con centro bianco o giallo. 1 2
Clitoria deriva direttamente da «clitoride»: la forma del fiore ricordò una vulva umana al naturalista polacco Jakób Breyne, che descrisse la pianta nel 1678 come Flos clitoridis ternatensibus, «fiore del clitoride di Ternate». Il nome sollevò critiche tra botanici dell’Ottocento, tra cui James Edward Smith nel 1807, che lo giudicavano indecente. 7
Il riferimento geografico di ternatea è Ternate, nelle Molucche indonesiane, che Linneo riteneva la culla della specie. Il toponimo può però trarre in inganno: POWO colloca l’areale nativo in Africa tropicale e australe, a Capo Verde e nella penisola Arabica, anziché nel Sud-est asiatico. 1
Riconoscimento
I fusti sottili e volubili si arrampicano o strisciano per 3–6 m: la crescita rapida permette di coprire un graticcio in una sola stagione. 3 Le foglie composte e alterne hanno 5–9 foglioline, ellittiche od ovali, larghe alcuni centimetri. 4
All’ascella delle foglie i fiori sono solitari o appaiati e raggiungono 4–5 cm di diametro. Il vessillo blu intenso, talvolta bianco o rosa nelle selezioni orticole, presenta un caratteristico centro bianco o giallo. 2 4
Come nel vicino genere Centrosema, il fiore di Clitoria ternatea è resupinato: una torsione del pedicello lo rovescia, portando il vessillo, il petalo maggiore, in basso anziché eretto alla sommità, al contrario della maggior parte delle Fabaceae. Questo dettaglio aiuta a distinguerlo da un comune fiore di pisello osservato da lontano. 7
Dalla fioritura al baccello piatto passano 8–10 settimane. A maturità il frutto si apre bruscamente e proietta i semi: un meccanismo che spiega la rapida naturalizzazione fuori coltura. 3
Tassonomia utile
Nelle Fabaceae il nome riconosciuto da POWO è Clitoria ternatea L., in un genere di diverse decine di specie rampicanti o erette. Sotto questo nome sono state descritte varie forme: la varietà alba Berhaut ha fiori bianchi, la forma flaviflora Chiov. fiori giallastri e la varietà angustifolia Hochst. ex Baker f. foglie più strette del tipo. 1
Tutte queste forme appartengono alla stessa specie botanica. Il nome accettato Clitoria ternatea è un riferimento più affidabile del colore dei fiori, che cambia liberamente con la selezione orticola. 1
Habitat e distribuzione
Capo Verde, Africa tropicale e australe e penisola Arabica compongono l’areale nativo riconosciuto da POWO. La specie vive in prati, margini forestali aperti, boscaglie e vegetazione riparia. 1 3
Dopo un’antica introduzione nel Sud-est asiatico, la specie si è diffusa nella fascia pantropicale. Naturalizzata alle Hawaii dal 1871, cresce oggi in India, Thailandia, Malaysia, Australia e in gran parte dell’America tropicale, con stati che vanno da coltivata a invasiva secondo la regione. 5
L’espansione comporta rischi ecologici: la valutazione PIER per le isole del Pacifico le assegna un punteggio di 9 su 10. La pianta può invadere sponde, margini di stagni e terreni disturbati a scapito della flora locale. 5
Ciclo e riproduzione
Con la scarificazione del tegumento duro, il seme germina in 3–6 giorni, favorendo emergenze uniformi nelle semine raggruppate su graticcio. La fioritura segue 7–11 settimane dopo la semina, un ciclo abbastanza breve da permettere la coltivazione annuale nei climi temperati. 3
Nei tropici Clitoria ternatea è perenne, ma il gelo la uccide sotto 0 °C, imponendo altrove la coltivazione annuale. Come leguminosa fissa l’azoto atmosferico in simbiosi radicale con batteri del suolo: ciò favorisce la crescita su substrati poveri e ne spiega l’impiego come sovescio e foraggera. 4 3
Per impollinare i fiori servono insetti abbastanza pesanti, soprattutto api, il cui peso ne provoca l’apertura. Il baccello maturo e piatto si apre poi bruscamente, proiettando i semi a distanza e favorendo la naturalizzazione al di fuori dell’areale d’origine. 3
Usi e rischi
Il blu dei fiori serve soprattutto da colorante alimentare naturale. Le antocianine tingono riso, bevande e dolci del Sud-est asiatico, come il riso blu malese nasi kerabu, virando al viola o al rosa secondo l’acidità. 8 Nel 2025 la FDA statunitense ha ampliato gli usi autorizzati dell’estratto come colorante, includendo cereali, cracker e patatine. 6
Nei tessuti sono presenti anche ciclotidi, piccoli peptidi ciclici con attività insetticida documentata, che proteggono la pianta da alcuni parassiti. 8 Nella medicina ayurvedica tradizionale il fiore, detto in sanscrito aparajita, è associato alla memoria e alla lucidità mentale; la radice purgativa e diuretica rimane riservata a un uso tradizionale controllato. 3
Per gatti, cani e persone la pianta è indicata come non tossica; per i cavalli lo stato è incerto in mancanza di dati pubblicati. 9 In coltura è sensibile a ragnetti rossi, aleurodidi, antracnosi e marciume molle batterico. 4
Varietà, confusioni e piante affini
Nel commercio delle sementi le selezioni variano soprattutto per colore e forma del fiore. Double Blue ha petali soprannumerari; circolano anche forme bianche o rosa, che non costituiscono varietà botaniche distinte. 2
Il nome inglese butterfly pea, equivalente a «pisello farfalla», è condiviso con Centrosema virginianum. Questa leguminosa nordamericana ha anch’essa fiori resupinati, ma il vessillo è piatto anziché concavo e un lungo sepalo a sperone spiega il nome spurred butterfly pea. 7
Un’altra possibile confusione è con Clitoria mariana, specie nordamericana dello stesso genere: il fiore ricade con il vessillo verso il basso, mentre quello di Clitoria ternatea resta eretto. Di fronte a queste somiglianze il binomio completo permette di distinguere le tre rampicanti meglio del solo nome comune condiviso. 7
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Clitoria ternatea L.
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Clitoria ternatea
- Plants For A Future, Clitoria ternatea
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Clitoria ternatea
- Pacific Island Ecosystems at Risk (PIER), Clitoria ternatea valutazione del rischio
- Federal Register, Listing of Color Additives Exempt From Certification — Butterfly Pea Flower Extract
- Wikipedia EN, Clitoria ternatea
- PMC, Butterfly Pea (Clitoria ternatea), a Cyclotide-Bearing Plant With Applications in Agriculture and Medicine
- Perenual Plant Database, Clitoria ternatea voce sulla tossicità
Domande frequenti
Clitoria ternatea è originaria dell’Asia?
No, benché l’epiteto ternatea evochi l’isola indonesiana di Ternate. POWO riconosce un areale nativo in Africa tropicale e australe e nella penisola Arabica; il Sud-est asiatico è una zona di antica introduzione e naturalizzazione.
Clitoria ternatea è tossica per gatti e cani?
No, non è elencata come tossica per gatti, cani o persone. Per i cavalli lo stato resta incerto, in assenza di dati pubblicati.
Perché i fiori di Clitoria ternatea diventano viola nelle bevande?
Le antocianine del blu reagiscono al pH. Un succo acido, come quello di limone, fa virare il colore dal blu al viola e poi al rosa, effetto sfruttato in molte bevande del Sud-est asiatico.
Si può coltivare Clitoria ternatea all’aperto nei climi temperati?
Il gelo la uccide: si coltiva come annuale da seminare ogni primavera oppure in vaso, da riparare in inverno in veranda o serra riscaldata.
Con quali piante si confonde Clitoria ternatea?
Le confusioni più frequenti riguardano Centrosema virginianum, dal vessillo piatto e con uno sperone, e Clitoria mariana, il cui fiore ricade con il vessillo verso il basso anziché eretto.
Da dove viene il nome Clitoria?
Nel 1678 Jakób Breyne descrisse il fiore come Flos clitoridis ternatensibus per la somiglianza con una vulva umana. La scelta suscitò critiche di decenza tra diversi botanici dell’Ottocento.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





