Juta (Corchorus olitorius, L. 1753)

Corchorus olitorius è un’erbacea annuale delle Malvaceae, coltivata in quasi tutte le regioni tropicali e subtropicali per le foglie mucillaginose e la fibra di juta. I fusti rossastri portano foglie dentate con due lunghi filamenti basali e capsule cilindriche costolute ricche di semi grigi. I giovani germogli si raccolgono in poche settimane; i semi maturi concentrano glicosidi cardiotonici tossici.

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Nome scientificoCorchorus olitorius
GenereCorchorus
OrdineMalvales

Juta, Molokhia, Craincrain, Krinkrin e Nalta jute

Identità
Tossicità
Semi tossici per glicosidi cardiaci; foglie senza rischi noti
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Erbacea annuale · Erbacea da orto
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Annuale
Paese d'origine
Africa subsaharianaIndia, Bangladesh e Asia meridionaleAsia sudorientale
Habitat
Incolti, margini dei campi e terreni sabbioso-limosi ricchi, in clima caldo e umido
Stagionalità
Fioritura
EstateAutunno
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
9/10
Tempo di maturazione
Germogli raccoglibili da 3-4 settimane; fiori e frutti a fine estate
Propagazione
Semina, Semina sotto copertura
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
40–60 km/h
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno franco sabbioso, Terreno ricco, Suolo coltivato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Pieno sole; calore indispensabile per germinazione e crescita
Esterno
Orto, Bordo del campo
Aspetto
Altezza60–400 cmLarghezza30–80 cm
Foglie
Verde
Corchorus olitorius: origine e usi — foglie 1
Corchorus olitorius: origine e usi — foglie 2
Corchorus olitorius: origine e usi — foglie 3
Corchorus olitorius: origine e usi — foglie 4
Corchorus olitorius: origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloDimensioni1–1.5 cm
Corchorus olitorius: origine e usi — fiori 1
Corchorus olitorius: origine e usi — fiori 2
Corchorus olitorius: origine e usi — fiori 3
Corchorus olitorius: origine e usi — fiori 4
Corchorus olitorius: origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeMarroneDimensioni5–10 cm
Corchorus olitorius: origine e usi — frutti 1
Corchorus olitorius: origine e usi — frutti 2
Corchorus olitorius: origine e usi — frutti 3
Portamento
Corchorus olitorius: origine e usi — portamento 1
Corchorus olitorius: origine e usi — portamento 2
Corteccia
VerdeRosso
Corchorus olitorius: origine e usi — corteccia 1
Corchorus olitorius: origine e usi — corteccia 2

Distribuzione mondiale

L’origine precisa di Corchorus olitorius resta discussa: la diversità genetica indica l’Africa subsahariana come centro principale e la regione indo-birmana come centro secondario. La specie è oggi coltivata in quasi tutte le regioni tropicali e subtropicali del mondo.

  • Autoctona3
  • Introdotta1
  • Invasiva1
  • Africa subsahariana
  • India, Bangladesh e Asia meridionale
  • Asia sudorientale
  • Brasile, Antille e Riunione
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Corchorus olitorius (Corchorus olitorius L., 1753), conosciuta come juta o molokhia, è un’erbacea annuale del genere Corchorus, famiglia Malvaceae. Plants of the World Online ne accetta il nome pubblicato da Linneo nel 1753. 1 2

Il genere deriva dal greco korkhoros, che designava già un ortaggio affine; l’epiteto olitorius significa in latino «relativo agli ortaggi». Il termine juta risale, attraverso il bengalese jhōto, al sanscrito jūta; in francese entrò nell’Ottocento tramite l’inglese. 5

Riconoscimento

Il fusto di Corchorus olitorius è eretto, spesso rossastro alla base, poco ramificato salvo in cima. Crescendo liberamente ai tropici raggiunge comunemente 1-3 m, con segnalazioni fino a 4 m; coltivata come ortaggio da foglia e raccolta regolarmente, rimane piuttosto tra 60 cm e 1,50 m. 4 5

Le lamine alterne, ovato-lanceolate e dentate, misurano 7-10 cm; due lunghi filamenti basali prolungano la nervatura mediana alla base della lamina, un indizio utile per riconoscere la specie. I piccoli fiori gialli, poco appariscenti, sono solitari o riuniti a due o tre all’ascella delle foglie. Dopo la cottura le foglie sviluppano una marcata consistenza mucillaginosa, che distingue in cucina Corchorus olitorius da molti ortaggi tropicali affini e completa i caratteri visibili della lamina. 4 6

La parte aerea glabra, spesso fragile, non è accompagnata da organi di riserva sotterranei come rizomi o bulbi. Una semplice radice a fittone sostiene la rapida crescita di una stagione, anziché la sopravvivenza invernale. 5

Tassonomia utile

Per Plants of the World Online il nome accettato è Corchorus olitorius L., pubblicato nel 1753, nelle Malvaceae in senso ampio, sottofamiglia Grewioideae. La letteratura descrive diverse varietà, tra cui Corchorus olitorius var. incisifolius Asch. & Schweinf. e Corchorus olitorius var. malchairii (De Wild.) R.Wilczek, senza cambiare il nome accettato della specie. 1

La specie affine Corchorus capsularis, la juta bianca, ha lo stesso impiego tessile ma produce capsule globose; quelle di Corchorus olitorius sono invece cilindriche e costolute. 5

Habitat e distribuzione

L’origine geografica rimane discussa: la diversità genetica individua nell’Africa subsahariana il centro principale e nella regione indo-birmana un centro secondario. Plants of the World Online colloca l’areale nativo nelle regioni tropicali e subtropicali del Vecchio Mondo. 5 1

Dopo secoli di coltivazione in Asia e Africa, oggi la specie è presente in quasi tutte le regioni tropicali e subtropicali, fino a Brasile, Antille e Riunione. In Australia, Egitto e diversi paesi dell’Africa orientale compare anche come infestante delle colture. 4

Nella Francia metropolitana Corchorus olitorius non è indigena. Vi si coltiva esclusivamente come annuale, in giardino o al riparo, dopo le ultime gelate. 2 8 9

Ciclo e riproduzione

La germinazione richiede 2-5 giorni in terreno riscaldato a 25-32 °C, intervallo ottimale riportato per la coltura. Un ammollo di 24 ore prima della semina accelera sensibilmente l’emergenza. 5 3

Il taglio dei giovani germogli inizia a 20-30 cm di altezza e si ripete ogni due o tre settimane nella bella stagione. Se non raccolta, la pianta fiorisce in estate e sviluppa capsule cilindriche costolute di 5-10 cm, con numerosi semi grigi angolosi di 1-3 mm. 4 5

Sotto 10 °C la crescita rallenta e poi si arresta; basta una gelata a distruggere l’intera pianta. Senza rizomi, bulbi o radici tuberizzate di riserva, Corchorus olitorius non riparte la primavera seguente fuori dai climi tropicali e subtropicali, perciò in Francia è una coltura strettamente annuale. 3

Usi e rischi

Le foglie cotte, ricche di proteine e vitamina C, sono alla base della mloukhiya, preparazione mucillaginosa simile all’okra diffusa in Africa settentrionale, Medio Oriente e Africa occidentale. Alcune analisi riportano fino a 258 mg di vitamina C per 100 g di foglie fresche e proteine superiori al 25 % del peso secco, una quota poco comune negli ortaggi da foglia. 6

Dai fusti si ricava anche la fibra di juta, impiegata per sacchi e tele: un uso tessile di grande importanza in India e Bangladesh. 4

Nei semi si concentrano invece glicosidi cardiotonici, i corcorosidi A e B, in dosi potenzialmente tossiche. Una rivista veterinaria australiana ha documentato un sospetto avvelenamento di bovini dopo l’ingestione di semi di juta; foglie e giovani frutti non presentano lo stesso rischio una volta cotti. 7 6

Varietà, confusioni e piante affini

Non risultano cultivar ornamentali riconosciute di Corchorus olitorius. Le selezioni distinguono soprattutto un gruppo destinato alle foglie commestibili e un gruppo destinato alla fibra tessile. 3

La confusione più comune riguarda Corchorus capsularis, altra grande fonte di juta, le cui capsule globose differiscono da quelle cilindriche costolute di Corchorus olitorius. Altri ortaggi mucillaginosi, come l’okra (Abelmoschus esculentus) e la basella (Basella alba), hanno una consistenza culinaria simile senza una stretta parentela botanica. 5

Forma e dimensioni della capsula sono più affidabili della tinta della fibra raccolta per distinguere le due specie: cilindrica, costoluta e lunga 5-10 cm in Corchorus olitorius, globosa e molto più corta nella specie affine da fibra.

Fonti principali

Domande frequenti

Che pianta è Corchorus olitorius?

È un’erbacea annuale delle Malvaceae, coltivata per le foglie mucillaginose e la fibra di juta. È conosciuta anche come juta e molokhia.

Corchorus olitorius è tossica?

Le foglie cotte non presentano rischi noti. I semi concentrano invece glicosidi cardiotonici, i corcorosidi A e B; una rivista veterinaria ha documentato un caso di intossicazione di bovini dopo l’ingestione di semi.

Si possono mangiare le foglie crude?

Le foglie si consumano soprattutto cotte, in salse mucillaginose simili a quelle dell’okra. La cottura sviluppa la consistenza caratteristica ed è l’uso documentato nelle cucine africane e mediorientali.

Da dove proviene Corchorus olitorius?

I dati sulla diversità genetica indicano l’Africa subsahariana, con un centro secondario nella regione indo-birmana. Coltivata da secoli in Asia e Africa, è stata poi diffusa ampiamente ai tropici.

Come si distingue da Corchorus capsularis?

La capsula è il carattere più affidabile: cilindrica e costoluta in Corchorus olitorius, globosa in Corchorus capsularis. Entrambe forniscono juta, ma solo la prima è comunemente coltivata come ortaggio da foglia.

Corchorus olitorius cresce in Francia?

Non è indigena. Si coltiva come annuale, seminando dopo le ultime gelate, in pieno sole nell’orto o in un grande contenitore. Muore con la prima gelata.

La juta tessile e la molokhia sono la stessa pianta?

Sì, per una buona parte della fibra commerciale. Corchorus olitorius fornisce juta insieme a Corchorus capsularis: la stessa specie può essere coltivata per foglie o fusti secondo la selezione impiegata.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.