Spinacio di Malabar (Basella alba, L. 1753)

Basella alba è una rampicante erbacea delle Basellaceae, coltivata come ortaggio a foglia in tutta l’Asia tropicale e in gran parte dell’Africa. I fusti carnosi, verdi o rosso violacei secondo la forma, portano foglie spesse e lucide che liberano una mucillagine utile ad addensare i brodi. Nei climi temperati il primo gelo la uccide: si coltiva quindi come annuale estiva su tutore o graticcio.

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Nome scientificoBasella alba
GenereBasella
OrdineCaryophyllales

Spinacio di Malabar, Basella, Malabar spinach, Ceylon spinach e Vine spinach

Identità
Tossicità
Non tossica per persone e animali; foglie commestibili cotte
Impegno di cura
Basso
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
IndiaSri LankaIndonesiaPapua Nuova Guinea
Habitat
Siepi, margini e boscaglie umide fino a circa 500 m; ampiamente coltivata nei climi tropicali e subtropicali
Stagionalità
Fioritura
EstateAutunno
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
9/10
Tempo di maturazione
Germogli raccoglibili a 45-60 giorni, piena produzione a 70-90 giorni
Propagazione
Semina, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa, fusti fragili senza un tutore robusto
Umidità
60–85 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Terriccio drenante
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole, tollera una leggera mezz’ombra
Interno
Serra calda, Veranda
Esterno
Orto, Aiuola a pieno sole
Vasi
Grande bacino, Vaso con tutore
Aspetto
Altezza100–400 cmLarghezza60–90 cm
Foglie
Verde
Basella alba: origine e usi — foglie 1
Basella alba: origine e usi — foglie 2
Basella alba: origine e usi — foglie 3
Basella alba: origine e usi — foglie 4
Basella alba: origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoRosaDimensioni0.3–0.5 cm
Basella alba: origine e usi — fiori 1
Basella alba: origine e usi — fiori 2
Basella alba: origine e usi — fiori 3
Basella alba: origine e usi — fiori 4
Basella alba: origine e usi — fiori 5
Frutti
ViolaNero
Basella alba: origine e usi — frutti 1
Basella alba: origine e usi — frutti 2
Basella alba: origine e usi — frutti 3
Basella alba: origine e usi — frutti 4
Basella alba: origine e usi — frutti 5
Portamento
Basella alba: origine e usi — portamento 1
Basella alba: origine e usi — portamento 2
Basella alba: origine e usi — portamento 3
Basella alba: origine e usi — portamento 4
Basella alba: origine e usi — portamento 5
Corteccia
VerdeRosso
Basella alba: origine e usi — corteccia 1
Basella alba: origine e usi — corteccia 2
Basella alba: origine e usi — corteccia 3
Basella alba: origine e usi — corteccia 4
Basella alba: origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Basella alba comprende l’Asia tropicale, dal subcontinente indiano al Sud-est asiatico e alla Nuova Guinea. Alcuni autori discutono invece un’origine nell’Africa tropicale. Oggi è coltivata e talvolta naturalizzata in gran parte dei tropici e subtropici, mentre nei climi temperati il primo gelo la uccide.

  • Autoctona4
  • Introdotta3
  • India
  • Sri Lanka
  • Indonesia
  • Papua Nuova Guinea
  • Nigeria
  • Brasile
  • Stati Uniti (Florida)

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Basella alba (Basella alba L., 1753), detta anche spinacio di Malabar, è una pianta erbacea rampicante delle Basellaceae, nell’ordine delle Caryophyllales. Il nome spinacio può trarre in inganno: non è imparentata con il vero spinacio (Spinacia oleracea, Amaranthaceae); la somiglianza riguarda soltanto il sapore delle foglie cotte. 1 6

L’epiteto alba, «bianca», distingueva storicamente questa forma dalla variante a fusti rossi, a lungo descritta come specie separata, Basella rubra. Linneo pubblicò entrambi i nomi lo stesso giorno nel 1753, in Species Plantarum. Solo nel 1832 William Roxburgh scelse alba come nome accettato, relegando rubra a sinonimo. 2

Riconoscimento

I fusti della basella sono carnosi, glabri e fragili; la pianta volubile si avvolge a qualsiasi sostegno disponibile. Con il caldo intenso può superare 4 m di lunghezza in una stagione; in un grande contenitore rimane più compatta, intorno a 1-2 m. 6 4

Le lamine fogliari sono semplici, da ovali a cuoriformi, spesse e lucide, spesso più grandi e tenere a mezz’ombra che in pieno sole. Tagliate o cotte liberano una mucillagine appiccicosa, la stessa consistenza che rende il gombo utile per legare le salse. 5 6

Piccoli fiori bianchi o rosati si riuniscono in spighe erette all’ascella delle foglie. Compaiono soltanto quando la durata del giorno scende sotto 12 ore, quindi a fine estate o in autunno nei climi temperati. Seguono piccole bacche carnose, viola scuro o nere a maturità, contenenti ciascuna un solo seme. 4 5

Tassonomia utile

Due denominazioni sono ancora diffuse per la stessa specie, creando confusione tanto nel vivaismo quanto nella letteratura storica:

  • Basella rubra L. è il sinonimo storico della forma a fusti rossi
  • Basella alba var. alba indica la forma tipo a fusti verdi, oggi l’unico nome mantenuto

Per identificare correttamente la pianta venduta o coltivata, il riferimento resta il nome accettato Basella alba, indipendentemente dal colore dei fusti. 1 2

Habitat e distribuzione

Il territorio d’origine si trova nell’Asia tropicale, dal subcontinente indiano al Sud-est asiatico e alla Nuova Guinea; alcuni autori discutono invece un’origine africana tropicale. Nei suoi ambienti originari la basella cresce ai margini delle siepi, nelle boscaglie e nei luoghi umidi fino a circa 500 m. 5 5

Oggi la coltivazione interessa quasi tutte le regioni tropicali e subtropicali, e talvolta la pianta si insedia fuori dall’areale originario. In Florida, per esempio, è censita come non indigena, coltivata e occasionalmente sfuggita ai giardini, senza uno stato invasivo ufficialmente stabilito. Nella Francia metropolitana il clima temperato ne limita la presenza alla coltivazione estiva: il primo gelo autunnale conclude il ciclo, impedendo un insediamento duraturo. 7 3

Ciclo e riproduzione

Perenne nei tropici, la basella si coltiva come annuale dove l’inverno scende sotto 15 °C. La crescita diventa vigorosa sopra 27 °C e ristagna al di sotto di questa soglia; il gelo è fatale all’intera pianta. 6 5

Per seminare occorre un terreno riscaldato, oltre 18-24 °C: l’emergenza richiede una-due settimane. I germogli commestibili compaiono già dopo 45-60 giorni, con piena produzione fra 70 e 90 giorni. 5 6

Accanto alla semina si pratica la talea di fusto: la basella radica facilmente nell’acqua o in un substrato umido quando un nodo viene immerso. 5

Usi e rischi

Il principale impiego è alimentare. Foglie giovani e apici dei fusti si consumano crudi in insalata oppure cotti in zuppa, saltati o come contorno; il sapore delicato ricorda lo spinacio, talvolta con note lievemente agrumate e pepate. La mucillagine liberata in cottura addensa naturalmente i brodi, come il gombo in diverse cucine asiatiche e africane. 6 5 5

Dai frutti maturi si ricava un succo viola-nero che colora tradizionalmente dolci e confetteria. Questo uso spiega diversi nomi comuni asiatici che richiamano il trucco o il fard. 5

Non è riportata tossicità per persone o animali domestici: le banche dati orticole di riferimento includono la basella fra le piante non tossiche. Restano le normali precauzioni previste per gli ortaggi a foglia ricchi di ossalati. 5 4

Varietà, confusioni e piante affini

Nei vivai tropicali si distinguono soprattutto la forma verde e la forma rossa, con fusti e nervature rosso violacei, legata al sinonimo Basella rubra. Si coltivano e consumano allo stesso modo; cambia soltanto il colore dei fusti. 2

La specie più facilmente confusa con la basella è Ipomoea aquatica Forssk., altra rampicante tropicale da orto con foglie verdi e consistenza simile dopo la cottura. Appartiene però alle Convolvulaceae e cresce in acqua o in ambienti molto umidi, anziché in terreno semplicemente fresco. Nome scientifico e ambiente di coltivazione, acquatico o terrestre, sono quindi i criteri più affidabili per distinguerle. 4

Fonti principali

Domande frequenti

Basella alba è tossica per gatti e cani?

No. Non compare fra le piante tossiche elencate per animali domestici o persone; le sue foglie sono comunemente consumate cotte come verdura in diverse cucine tropicali.

Che differenza c’è fra la basella verde e quella rossa?

Sono la stessa specie. La forma rossa corrisponde al sinonimo storico Basella rubra, oggi ricondotto a Basella alba. Cambia solo il colore di fusti e nervature, da verde a rosso violaceo.

Perché le foglie di basella diventano viscide in cottura?

Liberano una mucillagine che addensa naturalmente brodi e salse, come avviene con il gombo. È una consistenza normale e non segnala problemi di coltivazione.

Basella alba resiste al freddo?

No. La crescita ristagna già sotto i 15 °C e il primo gelo autunnale uccide l’intera pianta. Nei climi temperati si coltiva quindi come annuale estiva, anziché tenerla in piena terra tutto l’anno.

Come si raccoglie la basella senza indebolirla?

Preleva germogli giovani e foglie tenere invece di tagliare tutto il fusto principale: potrai raccogliere per diverse settimane. I primi germogli commestibili compaiono 45-60 giorni dopo la semina.

Si possono mangiare i frutti della basella?

Le bacche mature non sono la parte ricercata per l’alimentazione; il succo viola-nero serve tradizionalmente a colorare dolci e confetteria, più che al consumo diretto.

Come si distingue la basella da Ipomoea aquatica?

Entrambe sono rampicanti da orto tropicali a foglie verdi, ma la basella appartiene alle Basellaceae e Ipomoea aquatica alle Convolvulaceae. Quest’ultima cresce soprattutto in acqua o ambienti molto umidi, mentre la basella si arrampica su un sostegno in terreno semplicemente fresco.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.