Sedano comune (Apium graveolens, L. 1753)

Sedano comune (Apium graveolens) è una Apiaceae biennale descritta da Linneo nel 1753, coltivata per i piccioli carnosi, nel sedano da costa, per l’ipocotile tuberizzato, nel sedano rapa, o per le foglie, nel sedano da taglio. La forma selvatica cresce nelle paludi salmastre e nei fossi umidi dal Mediterraneo al Nordafrica e all’Himalaya occidentale.

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Nome scientificoApium graveolens
GenereApium
OrdineApiales

Sedano comune, Sedano, Sedano da costa, Sedano rapa, Celery e Apio

Identità
Tossicità
Prudenza : umani · Non tossico : bambini, gatti, cani e animali · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Erbacea da orto · Biennale
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Biennale
Paese d'origine
FranciaSpagnaMaroccoIndia
Habitat
Paludi salmastre, fossi umidi e rive costiere; forma selvatica biennale di terreni salini
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
4/10
Tempo di maturazione
Raccolta 90–120 giorni dopo la semina, foglie utilizzabili prima
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa, piccioli fragili senza irrigazioni regolari
Umidità
60–85 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Suolo fresco
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole, mezz’ombra nei climi caldi
Interno
Semina sotto copertura
Esterno
Orto
Vasi
Vasca profonda
Aspetto
Altezza60–90 cmLarghezza30–46 cm
Foglie
Verde
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — foglie 1
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — foglie 2
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — foglie 3
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — foglie 4
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoCremaDimensioni0.2–0.3 cm
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — fiori 1
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — fiori 2
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — fiori 3
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — fiori 4
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — fiori 5
Frutti
Marrone
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — frutti 1
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — frutti 2
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — frutti 3
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — frutti 4
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — frutti 5
Portamento
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — portamento 1
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — portamento 2
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — portamento 3
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — portamento 4
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — corteccia 1
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — corteccia 2
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — corteccia 3
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — corteccia 4
Sedano comune (Apium graveolens): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Apium graveolens va dalla Macaronesia e dal Nordafrica all’Europa e all’Himalaya occidentale. La pianta selvatica occupa paludi salmastre e zone umide costiere; le forme coltivate sono diffuse nel mondo come ortaggio e aromatica.

  • Autoctona4
  • Introdotta1
  • Francia
  • Spagna
  • Marocco
  • India
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Sedano comune (Apium graveolens L., 1753) è una Apiaceae biennale descritta da Linneo. Le sue forme coltivate forniscono parti diverse: il fusto nel sedano da costa, la radice tuberizzata nel sedano rapa, le foglie nel sedano da taglio. Un’unica specie comprende così tre ortaggi dall’aspetto molto diverso. 1 2

Il termine graveolens significa «dall’odore intenso»: strofinando le foglie si coglie un carattere molto più marcato che nel prezzemolo, il suo principale sosia nell’orto. La forma selvatica cresce nei fossi umidi e nelle paludi salmastre del litorale europeo, ben prima della domesticazione come ortaggio. 7 6

La parola francese céleri deriva dal lombardo seleri, a sua volta dal greco selinon attraverso il latino. Ghirlande di sedano selvatico sono state rinvenute nella tomba di Tutankhamon, datata intorno al 1323 a.C.: un impiego funerario di millenni precedente all’attuale coltivazione orticola. 8

Riconoscimento

All’inizio compare una rosetta di foglie pennate, verde lucido, profondamente divise e molto aromatiche se strofinate. I piccioli si ingrossano con l’età e si separano facilmente in fibre longitudinali: un indizio visibile per distinguere il sedano dal prezzemolo. 4 5

Nel primo anno l’altezza è generalmente di 60–90 cm, con una larghezza di 30–46 cm. Lo scapo fiorale del secondo anno raggiunge 90–100 cm, quasi il doppio della rosetta iniziale. I minuscoli fiori bianco crema, di 2–3 mm, formano le tipiche ombrelle delle Apiaceae, seguite da piccoli frutti secchi bruno chiaro. 5 8

Tassonomia utile

La specie accettata da POWO è Apium graveolens, nativa dalla Macaronesia e dal Nordafrica all’Europa e all’Himalaya occidentale. Il nome commerciale da solo non basta: sedano da costa, sedano rapa e sedano da taglio appartengono alla stessa specie, distinti soltanto per varietà botanica. 1 3

  • Apium graveolens var. dulce (Mill.) Pers., gruppo del sedano da costa
  • Apium graveolens var. rapaceum (Mill.) Gaudin, gruppo del sedano rapa
  • Apium graveolens var. secalinum Alef., gruppo del sedano da taglio
  • Sium graveolens (L.) Vest, sinonimo storico

Sull’etichetta orticola è la varietà botanica a indicare la parte raccolta; il nome generico «sedano» copre tutti e tre i profili commerciali. 1 7

Habitat e distribuzione

Nelle zone d’origine il sedano selvatico occupa soprattutto paludi salmastre, fossi e rive umide, spesso costiere, dal bacino mediterraneo al Nordafrica e all’Himalaya occidentale. 1 6

La resistenza al sale del sedano selvatico supera quella della maggior parte delle Apiaceae e riflette l’ambiente palustre in cui si è evoluto: una tolleranza alla salinità insolita per un ortaggio molto coltivato. La coltivazione lo ha poi diffuso nel mondo come ortaggio e aromatica, nei climi temperati e in quelli più caldi con una leggera ombra estiva. 6 4

Ciclo e riproduzione

Per il suo ciclo biennale, il sedano produce nel primo anno rosetta e organo da raccogliere, piccioli o radice. Nel secondo, dopo il freddo invernale, salgono gli scapi e compaiono i fiori. Un’esposizione prolungata sotto 13 °C nel primo anno può anticipare la salita a seme: un difetto nell’orto, ma un passaggio necessario per ottenere semi nella stagione successiva. 5 4

La propagazione avviene quasi esclusivamente per semina al riparo, circa 10 settimane prima dell’ultima gelata primaverile prevista; la germinazione è lenta, spesso di 2–3 settimane. Dopo il trapianto, piccioli o radice si raccolgono 3–4 mesi più tardi, secondo la varietà. 5

Usi e rischi

In cucina si usano piccioli crudi o cotti, sedano rapa grattugiato o in purea, foglie aromatiche e semi essiccati come spezia o nel sale al sedano. Nell’antica Grecia il sedano selvatico intrecciava anche le corone dei vincitori dei giochi Nemei e ornava le tombe: usi celebrativi e funerari lontani dall’attuale immagine di ingrediente per il fondo di cottura. 7 8

La domesticazione orticola è più tarda dell’impiego rituale: il capitolare De Villis di Carlo Magno ne raccomandava già la coltivazione intorno all’800, ma l’affermazione sulle tavole del Nord Europa richiese secoli. In Inghilterra John Evelyn lo raccomandò alle tavole aristocratiche solo nel 1699, molto dopo l’adozione mediterranea. 8

Le informazioni consultate classificano il sedano come non tossico per gatti, cani e persone nel normale uso alimentare. Restano due precauzioni documentate: le furanocumarine fotosensibilizzanti della linfa possono causare ustioni dopo il contatto seguito dal sole; inoltre il sedano è tra i quattordici allergeni con obbligo di dichiarazione nell’Unione europea e può provocare reazioni gravi nelle persone sensibili. 4 9

Varietà, confusioni e piante affini

Sedano da costa, sedano rapa e sedano da taglio costituiscono tre gruppi colturali della medesima specie, selezionati rispettivamente per picciolo, radice e foglia. La scelta dipende dall’organo desiderato e dall’uso nell’orto o in cucina. 5 7

Le piante con cui si confonde più spesso sono:

  • Il prezzemolo (Petroselinum crispum) ha foglie simili, ma fusti sottili, mai carnosi come quelli del sedano;
  • Il levistico (Levisticum officinale), detto sedano perenne, condivide l’odore intenso del sedano, ma diventa molto più grande nell’orto;
  • Il finocchio (Foeniculum vulgare), altra Apiaceae, forma un grumolo talvolta confuso con un giovane sedano rapa.

Sui piccioli di 60–90 cm, il controllo delle fibre richiede pochi secondi: spezzandoli si separano lunghi filamenti. È un indizio più chiaro della sola forma fogliare per distinguere sedano, prezzemolo e levistico. 4

Fonti principali

Domande frequenti

Il sedano è tossico per gatti e cani?

No. I dati consultati lo classificano come non tossico nel normale uso alimentare. La linfa contiene furanocumarine che possono irritare la pelle successivamente esposta al sole.

Che differenza c’è tra sedano da costa e sedano rapa?

Appartengono entrambi ad Apium graveolens. Il sedano da costa (var. dulce) è selezionato per i piccioli carnosi, il sedano rapa (var. rapaceum) per l’ipocotile tuberizzato commestibile.

Perché il sedano va a seme troppo presto?

Il freddo prolungato nel primo anno innesca la vernalizzazione e la salita a fiore, normalmente prevista nel secondo anno. Seminare più tardi o proteggere dal gelo riduce il rischio.

Il sedano è un allergene riconosciuto?

Sì. Rientra tra i quattordici allergeni con obbligo di dichiarazione nell’Unione europea e può provocare reazioni gravi nelle persone sensibili.

Da dove viene il sedano coltivato?

La forma selvatica cresce in paludi salmastre e fossi umidi d’Europa, Nordafrica e Himalaya occidentale. Tutte le forme coltivate attuali derivano da questa pianta.

Il sedano da taglio è uguale al prezzemolo?

No, anche se gli somiglia. Il sedano da taglio (var. secalinum) ha un odore molto più intenso ed è una specie diversa dal prezzemolo, Petroselinum crispum.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.