Malva selvatica (Malva sylvestris, )
La malva selvatica (Malva sylvestris) è un’erbacea biennale o perenne delle Malvaceae, specie tipo del genere Malva. Originaria dell’Europa, dell’Africa settentrionale e dell’Asia temperata, colonizza spontaneamente incolti, margini dei sentieri e scarpate, evitando i suoli acidi. I fiori rosa vivace venati di porpora e i frutti a disco, simili a piccole forme di formaggio, ne fanno una delle infestanti più riconoscibili dei bordi stradali europei.
Leggi di piùMalva selvatica, Malva comune, Malva silvestre, Common mallow e Wilde Malve
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Taken Jun 27, 2021 by Radu Nicolau (cc-by-sa)
Taken Jun 6, 2022 by Gaël GOUJON (cc-by-sa)
Taken Jun 27, 2020 by Giode Tonpino (cc-by-sa)
Taken May 3, 2022 by Marie-Claude Deboin (cc-by-sa)
Taken Oct 17, 2020 by Jean-René Girardeau (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
Secondo POWO, l’areale nativo di Malva sylvestris comprende la Macaronesia e l’Europa fino all’Asia centrale e all’Himalaya occidentale, con un’estensione spesso descritta all’Africa settentrionale e all’Asia sudoccidentale. La specie è stata introdotta ampiamente altrove e talvolta si comporta da infestante invasiva, soprattutto nell’Australia orientale e nell’America settentrionale.
- Autoctona5
- Introdotta1
- Invasiva1
- Francia
- Spagna
- Regno Unito
- Marocco
- Turchia
- Stati Uniti
- Australia orientale
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La malva selvatica (Malva sylvestris L., 1753) è la specie tipo del genere Malva, nella famiglia delle Malvaceae. Il nome del genere deriva dal greco antico malakos, dolce o morbido, in riferimento alla mucillagine emolliente condivisa con l’altea e il malvone. 5 1
Nell’epiteto sylvestris, dal latino silva, luogo selvatico, il richiamo non è al bosco ma alla crescita spontanea: la pianta si insedia da sola lungo i sentieri e viene coltivata volontariamente solo di rado. Nel mondo anglofono questo percorso le ha dato nomi regionali come cheeses e high mallow. 6
Riconoscimento
Un cespo di fusti eretti o ricadenti raggiunge 50 cm–1,5 m, secondo terreno e clima. Le foglie alterne, poco pelose, sono tondeggianti o reniformi e divise in 5–7 lobi poco profondi; quelle superiori, vicine ai fiori, diventano più triangolari e incise. 2 3
All’ascella delle foglie si riuniscono 2–4 fiori, ciascuno con cinque petali smarginati, lunghi fino a 2 cm, dal rosa vivace al porpora. Le venature più scure guidano gli impollinatori verso il centro della corolla. I sepali, molto più corti dei petali, misurano soltanto 3–6 mm nella maggior parte degli esemplari. 6 3
Terminata la fioritura, si forma un disco costoluto di circa 5–6 mm, con 10–12 carpelli uniti in cerchio attorno a un asse centrale. La somiglianza con una piccola forma di formaggio, riconoscibile anche sul campo, spiega il soprannome inglese cheeses. 6
Tassonomia utile
Pubblicato nel 1753, il nome accettato Malva sylvestris L. designa il tipo nomenclaturale del genere Malva, che ne costituisce il riferimento tassonomico. 1 7
Sotto questo nome POWO riconosce due varietà botaniche: Malva sylvestris var. sylvestris, la forma più diffusa, e Malva sylvestris var. oxyloba Post, propria del Mediterraneo orientale. Una vecchia varietà, var. malaca, viene oggi trattata come semplice gruppo orticolo anziché come rango botanico. 1 6
Per identificare con sicurezza la specie conviene riferirsi al nome accettato. Denominazioni comuni come il francese mauve o gli inglesi cheeses e high mallow possono infatti indicare, a seconda della regione, anche altre specie del genere, fra cui Malva neglecta. 7 5
Habitat e distribuzione
L’areale originario riportato da POWO comprende la Macaronesia e l’Europa fino all’Asia centrale e all’Himalaya occidentale, in clima temperato. Altre fonti descrivono più ampiamente l’origine della specie nell’Europa occidentale, nell’Africa settentrionale e nell’Asia sudoccidentale. 1 3
Negli incolti, nei terreni abbandonati, lungo sentieri e scarpate, la malva selvatica colonizza suoli comuni o ricchi, evitando nettamente quelli acidi. In Francia è presente in tutto il territorio, compresa la Corsica, e compare nella maggior parte delle flore regionali di riferimento. 4 5
La diffusione oltre l’areale europeo ha portato a un’ampia naturalizzazione nell’America settentrionale. Nell’Australia orientale si comporta da specie invasiva, in contrasto con il ruolo di infestante comune e tollerata che conserva in molti paesaggi rurali europei. 6 8
Ciclo e riproduzione
Con la semina primaverile direttamente a dimora, in terreno fresco, i semi germinano in 1–2 settimane. Secondo il momento della semina e il clima, la pianta fiorisce già il primo anno oppure nel secondo, mostrando un comportamento intermedio fra biennale e perenne di breve durata. 4 1
Da giugno a settembre i fiori richiamano gli insetti impollinatori attraverso le venature scure dei petali. Due pigmenti antocianici, malvina e malonilmalvina, producono la colorazione; un naftochinone difensivo, la malvone A, protegge invece la pianta da alcuni organismi nocivi. 3 6
In giardino e negli incolti la semina resta l’unico metodo di moltiplicazione realmente documentato. Le risemine spontanee sono così abbondanti che su un terreno ricco la pianta può diventare invadente, senza richiedere alcun intervento da un anno all’altro. 4
Usi e rischi
Prima ancora dell’impiego medicinale è documentato quello alimentare: foglie giovani e fiori si mangiano crudi in insalata o cotti, con consistenza mucillaginosa e sapore delicato. Le foglie servono anche per infusi; in Egitto entrano in uno stufato chiamato khobeiza. 4 6
L’erboristeria tradizionale descrive la pianta intera come emolliente, espettorante e leggermente lassativa. I semi vengono impiegati in decotti demulcenti e le foglie in cataplasmi sulle infiammazioni. Fiori e foglie forniscono inoltre coloranti giallo-verdi, un impiego distinto da quello alimentare. 4 6
Non risultano principi tossici documentati per persone, cani o gatti nelle fonti di riferimento; per il cavallo lo stato resta incerto, in assenza di dati specifici. Sono note due cautele: su terreni molto azotati la malva può concentrare nitrati nei tessuti, e il suo uso è sconsigliato in presenza di calcoli biliari. 4
Varietà, confusioni e piante affini
A differenza dell’altea comune, la malva selvatica comprende alcune selezioni ornamentali stabilizzate. La più commercializzata è 'Zebrina', con venature porpora scuro su petali più chiari, seguita da 'Maria's Blue Eyes', dalla tonalità più azzurrata. 6
Il confronto con quattro specie affini aiuta a evitare gli errori più comuni:
- Malva moschata porta foglie più finemente divise e leggermente profumate;
- Malva neglecta, la malva domestica, rimane più piccola e ha fiori decisamente più pallidi;
- Althaea officinalis, l’altea comune, presenta fogliame grigio-biancastro e peloso, molto diverso dal verde vivo della malva selvatica;
- Alcea rosea, il malvone, supera ampiamente la malva selvatica in altezza.
Petali rosa vivace venati di porpora e frutto a disco costoluto, osservati insieme, distinguono Malva sylvestris dalle sue congeneri meglio di un carattere isolato: questa combinazione risolve la maggior parte dei dubbi sul campo. 3
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Malva sylvestris L.
- Royal Horticultural Society, Malva sylvestris scheda botanica
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Malva sylvestris
- Plants For A Future, Malva sylvestris
- Tela Botanica, BDTFX sintesi Malva sylvestris
- Wikipedia EN, Malva sylvestris
- Integrated Taxonomic Information System, Malva sylvestris L.
- USDA PLANTS Database, Malva sylvestris scheda botanica
Domande frequenti
La malva selvatica è tossica per cani e gatti?
No. Le fonti di riferimento non indicano principi tossici documentati per persone, cani o gatti. Per il cavallo lo stato resta incerto, in assenza di dati specifici pubblicati.
Si possono mangiare foglie e fiori di malva selvatica?
Sì. Foglie giovani e fiori si consumano crudi in insalata o cotti, con consistenza mucillaginosa e sapore delicato. In Egitto le foglie entrano in uno stufato chiamato khobeiza.
Come distinguere la malva selvatica dall’altea comune?
Le foglie della malva selvatica sono verde vivo e poco pelose, quelle dell’altea grigio-biancastre e coperte da una fine peluria. Anche i fiori dell’altea sono più pallidi e piccoli.
Perché in inglese il frutto della malva viene chiamato cheeses?
Il frutto è un disco costoluto formato da una decina di carpelli uniti in cerchio, simile a una piccola forma di formaggio. Questo soprannome si è diffuso nel mondo anglofono fino all’America settentrionale, dove la specie si è naturalizzata.
La malva selvatica è invasiva?
Nell’areale nativo europeo è un’infestante comune, generalmente non problematica. Introdotta altrove, è considerata invasiva nell’Australia orientale e ampiamente naturalizzata nell’America settentrionale.
Quando seminare la malva selvatica in giardino?
Si semina in primavera direttamente a dimora, su terreno fresco e riscaldato. La germinazione avviene in 1–2 settimane; in seguito la pianta si risemina spontaneamente da un anno all’altro.
Esistono varietà ornamentali di malva selvatica?
Sì. La selezione Zebrina, con petali solcati da venature porpora scuro, è la più commercializzata. Altre selezioni come Maria’s Blue Eyes offrono tonalità più azzurrate.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.



