Curcuma (Curcuma longa, )
Curcuma (Curcuma longa) è una pianta erbacea perenne rizomatosa delle Zingiberaceae, coltivata dall'antichità in India e nel Sud-est asiatico. Il rizoma giallo arancio, essiccato e ridotto in polvere, fornisce la spezia omonima e il colorante che danno al curry la sua tinta caratteristica.
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Taken Jan 21, 2021 by miranda maria (cc-by-sa)
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Taken Dec 20, 2020 by Coral Prince (cc-by-sa)
Taken Mar 19, 2022 by J.P. Becker (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
La curcuma è un cultigene associato all’India sudoccidentale, diffuso da molto tempo nel subcontinente indiano e poi nel Sud-est asiatico. Nessuna popolazione certamente selvatica è stata identificata con sicurezza; talvolta la pianta si è naturalizzata ai margini delle foreste di teak, soprattutto a Giava, senza diventare per questo una specie nativa di quelle regioni.
- Autoctona1
- Introdotta2
- India
- Indonesia
- Giamaica
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La Curcuma (Curcuma longa L., 1753), o zafferano delle Indie, è un'erbacea perenne del genere Curcuma, nella famiglia delle Zingiberaceae. Dai suoi rizomi essiccati e ridotti in polvere si ricava la spezia omonima, di colore giallo arancio, che dà al curry la sua tinta caratteristica. 5 7
Il nome zafferano delle Indie descrive un colore, non una parentela botanica: lo zafferano proviene da un Crocus, la curcuma da una Zingiberaceae, due piante distanti nella classificazione. Il nome inglese turmeric deriva dal francese terre mérite, a sua volta dal latino terra merita, riferito all'aspetto terroso del rizoma e alle sue presunte virtù. 5
Riconoscimento
Dal rizoma sotterraneo aromatico nasce un cespo erbaceo eretto di curcuma, alto 60 cm–1,20 m. I coltivatori distinguono un rizoma centrale più ingrossato, la curcuma madre, e rizomi secondari a forma di dita, più numerosi: il primo è tradizionalmente riservato agli impieghi medicinali, i secondi alla cucina. 5 3
Le foglie ampie, da lanceolate a ellittiche e di un verde uniforme, raggiungono 50 cm di lunghezza e 7–25 cm di larghezza, disposte in due file alterne. La spiga fiorale eretta porta un ciuffo di brattee rosa o bianche all'apice; i fiori giallo pallido restano quasi nascosti tra brattee verde chiaro. 5 3
Tagliato fresco, il rizoma macchia a lungo pelle, tessuti e utensili di un giallo arancio tenace, difficile da eliminare con il lavaggio. Spesso questa macchia permette di riconoscere la pianta più rapidamente dell'assaggio del suo sapore pepato e aromatico. 3 4
Tassonomia utile
Il riferimento accettato da POWO è Curcuma longa, descritto da Linneo nel 1753. Nella letteratura antica compaiono ancora diversi nomi come sinonimi strettamente botanici: 1 5
- Curcuma domestica Valeton, sinonimo botanico storico della curcuma
- Curcuma brog Valeton, sinonimo botanico storico della curcuma
- Curcuma ochrorhiza Valeton, sinonimo botanico storico della curcuma
- Curcuma soloensis Valeton, sinonimo botanico storico della curcuma
- Curcuma tinctoria Guibourt, sinonimo botanico storico della curcuma
Più sorprendente della sinonimia è l'assenza di popolazioni certamente selvatiche di Curcuma longa, mai formalmente identificate nonostante millenni di coltivazione. Studi citogenetici indicano che il numero aploide di cromosomi, a lungo stimato in 21, sarebbe in realtà 7; molte curcume coltivate possiedono 42 o 63 cromosomi. Questa poliploidia sostiene l'ipotesi di un cultigene sterile, modellato dalla selezione umana a partire da specie parentali ancora incerte. 8 5
Habitat e distribuzione
All'India sudoccidentale è associata la curcuma, domesticata precocemente e poi diffusa in tutto il subcontinente indiano e nel Sud-est asiatico. Non tollera terreni saturi d'acqua e richiede molto sole su un suolo molto fertile, condizioni che il monsone riunisce naturalmente. 5 4
Fuori dall'area d'origine la pianta si è talvolta naturalizzata, in particolare nelle foreste di teak di Giava orientale, senza diventare per questo una specie nativa di quelle regioni. L'India resta di gran lunga il primo produttore mondiale: la curcuma rappresenta circa il 57 % della produzione nazionale di spezie, di cui il 90 % viene consumato sul posto. 4 5
Anche altri paesi asiatici, tra cui Bangladesh, Sri Lanka, Cina meridionale e Indonesia, coltivano la curcuma su larga scala. Lo stesso avviene in alcune regioni tropicali fuori dall'Asia, come la Giamaica e La Réunion, dove la Plaine des Grègues la produce con agricoltura biologica. 5
Ciclo e riproduzione
Quasi sempre sterili, i fiori della curcuma impediscono una riproduzione sessuata affidabile e rendono necessaria la divisione del rizoma per moltiplicarla in coltivazione. Un frammento dotato di una gemma, posto orizzontalmente in terreno caldo, emette il primo germoglio in 2–4 settimane. 5 3
La raccolta avviene 7–10 mesi dopo la messa a dimora, quando il fusto comincia a ingiallire e poi a seccare, segno che il rizoma ha raggiunto la piena maturità. I rizomi vengono dissotterrati, lasciati riposare alcune ore, selezionati e lavati con acqua. 5 4
Per ottenere la polvere, i rizomi vengono sbollentati per uno–tre minuti, essiccati al sole per 10–15 giorni o in essiccatoio a 65 °C, poi macinati. La sbollentatura elimina sia le muffe sia parte dell'amarezza del rizoma fresco. 5
Usi e rischi
La curcumina, principio attivo della curcuma, è un pigmento giallo studiato dagli anni Ottanta per le proprietà antinfiammatorie e il potenziale antitumorale in laboratorio. Una recente revisione di revisioni ritiene che la curcuma possa alleviare la sindrome metabolica e alcune malattie infiammatorie croniche, ma richiede studi clinici di migliore qualità per confermare queste osservazioni. 5 7
Una metanalisi del 2017 mostra tuttavia che la curcumina è una molecola instabile e poco biodisponibile: in laboratorio si lega facilmente a numerose proteine, senza che ciò corrisponda a un'effettiva azione terapeutica nell'uomo. In Italia, Svezia e Norvegia sono stati documentati anche casi di danno epatico associati a integratori con alte dosi di curcuma. 5
Per il rizoma consumato nelle normali quantità alimentari non sono documentate tossine rilevanti. Il contatto con il rizoma fresco può provocare una dermatite da contatto e lasciare sulla pelle una colorazione gialla persistente; quest'ultima è un inconveniente cosmetico più che un rischio sanitario. 3 4
Varietà, confusioni e piante affini
Le cultivar agricole si distinguono soprattutto per il contenuto di curcumina e oleoresina, più che per il portamento. Roma, ricca di curcumina, e Suguna, ricca di oleoresina, sono tra le selezioni indiane più diffuse per l'uso industriale. 5
Le confusioni più comuni riguardano:
- Curcuma zedoaria, la zedoaria, dal rizoma più canforato ;
- Curcuma aromatica, la curcuma aromatica selvatica, usata soprattutto in cosmetica ;
- Zingiber officinale, lo zenzero comune, di un genere distinto malgrado la somiglianza del rizoma.
Nei mercati creoli o di prodotti esotici la curcuma è venduta anche con denominazioni francesi come «safran péi», «safran calédonien» e «safran des Indes». Si tratta di appellativi commerciali privi di valore tassonomico. Di fronte a questi nomi, soltanto il binomio Curcuma longa permette di sciogliere con certezza l'ambiguità. 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Curcuma longa L.
- International Plant Names Index, Curcuma longa L.
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Curcuma longa
- Useful Tropical Plants Database, Curcuma longa
- Wikipedia FR, Curcuma (Curcuma longa)
- Wikipedia EN, Turmeric
- Encyclopaedia Britannica, Turmeric
- Leong-Skornicková et al., 2007, Chromosome numbers and genome size variation in Indian species of Curcuma
Domande frequenti
Curcuma e zenzero sono la stessa pianta?
No. La curcuma (Curcuma longa) e lo zenzero (Zingiber officinale) appartengono a due generi distinti delle Zingiberaceae. I rizomi si somigliano nella forma, ma quello della curcuma è giallo arancio all’interno, quello dello zenzero è più pallido.
La curcuma è tossica per gatti e cani?
Non sono documentate tossine rilevanti in Curcuma longa. Il rischio principale resta la dermatite da contatto e la colorazione gialla del pelo o della pelle a contatto con il rizoma fresco.
Esiste una curcuma selvatica?
Nessuna popolazione certamente selvatica è stata formalmente identificata. La curcuma potrebbe essere un cultigene sterile, modellato dalla selezione umana da millenni nell’Asia meridionale e sudorientale.
Che differenza c’è tra il rizoma madre e le dita della curcuma?
Il rizoma centrale, detto curcuma madre, è tradizionalmente riservato agli usi medicinali. I rizomi secondari a forma di dita, più numerosi, sono destinati soprattutto alla cucina.
Si può coltivare la curcuma nei climi temperati con inverni freddi?
Sì, ma solo in un grande vaso da ricoverare in inverno o in serra riscaldata. La crescita si arresta sotto i 15 °C e il fogliame non sopporta il gelo.
La curcuma può sostituire lo zafferano?
Talvolta viene venduta con questo nome per ragioni economiche, ma botanicamente le due spezie non sono imparentate. Lo zafferano proviene da un Crocus, la curcuma da una Zingiberaceae, con un sapore meno complesso.
Quanto bisogna aspettare per raccogliere la curcuma?
Il rizoma è pronto circa 7–10 mesi dopo la messa a dimora, quando il fogliame comincia a ingiallire e poi a seccare.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





