Enula vischiosa (Dittrichia viscosa, )
Enula vischiosa (Dittrichia viscosa (L.) Greuter, 1973) è un’erbacea perenne o un suffrutice delle Asteraceae del bacino mediterraneo e della Macaronesia. Coperta di peli ghiandolari appiccicosi e odorosi, colonizza incolti, scarpate stradali e terreni poveri, dove i grappoli di capolini gialli fioriscono dalla fine dell’estate all’autunno. Favorisce la lotta biologica negli oliveti e nutre le api a stagione avanzata.
Leggi di piùEnula vischiosa, Inula vischiosa, Olivarda, False yellowhead e Sticky fleabane
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Dittrichia viscosa comprende il bacino mediterraneo e la Macaronesia (Canarie, Madeira, Azzorre). Introdotta altrove, si è naturalizzata in California, dove figura nella lista di sorveglianza Cal-IPC, e in Australia, dove è classificata invasiva.
- Autoctona5
- Introdotta1
- Invasiva1
- Francia metropolitana
- Spagna
- Italia
- Grecia
- Macaronesia
- Stati Uniti (California)
- Australia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
L’Enula vischiosa (Dittrichia viscosa (L.) Greuter, 1973) è un’erbacea perenne o un suffrutice del genere Dittrichia, nella famiglia delle Asteraceae. Linné la descrisse nel 1753 come Erigeron viscosus. Werner Greuter la ricombinò nel 1973 in Dittrichia, genere dedicato al botanico tedesco Manfred Dittrich. 2 1
L’epiteto latino viscosa descrive la resina appiccicosa e odorosa che riveste tutta la pianta. La stessa caratteristica spiega il nome inglese Sticky fleabane, mentre il catalano Olivarda richiama l’antico legame con la protezione dell’olivo. È conosciuta anche come Inula vischiosa. 2 3
Riconoscimento
I fusti di Dittrichia viscosa sono eretti, disposti «a ventaglio» e piuttosto ramificati, alti 40 cm–1 m, fino a 1,5 m su terreno particolarmente favorevole. Con l’età la base lignifica e scurisce, mentre la parte superiore resta erbacea e flessibile. 2 4
Alterne e lanceolate, le foglie si inseriscono direttamente sul fusto senza picciolo. Le ghiandole su entrambe le pagine liberano allo sfregamento un odore di canfora, spesso giudicato sgradevole. Tutta la pianta porta peli ghiandolari appiccicosi: al tatto, questo carattere è affidabile quanto l’odore per identificarla sul campo. 2 3
Capolini gialli radiati si riuniscono in lunghi grappoli piramidali, visibili dalla fine dell’estate a novembre. La loro dimensione risolve una confusione frequente: in Dittrichia viscosa superano 1 cm di larghezza; in Dittrichia graveolens, annuale con foglie nettamente più strette, restano sotto 1 cm. 2 5
Tassonomia utile
La combinazione Dittrichia viscosa (L.) Greuter, pubblicata nel 1973, è accettata da Plants of the World Online. Il basionimo Erigeron viscosus L. risale alla descrizione del 1753. Lungo la sua storia la specie è passata anche sotto Inula viscosa (L.) Aiton, Cupularia viscosa (L.) Godr. & Gren., Pulicaria viscosa (L.) W.D.J.Koch e Conyza viscosa (L.) Steud.. 1 6
Sono riconosciute quattro sottospecie: Dittrichia viscosa subsp. viscosa, forma nominale più diffusa nel Mediterraneo; subsp. angustifolia (Bég.) Greuter, a foglie strette del Mediterraneo orientale; e due forme costiere portoghesi, subsp. maritima (Brullo & De Marco) Greuter e subsp. revoluta (Hoffmanns. & Link) P.Silva & Tutin. 1 7
Al genere Dittrichia sono attribuite altre due specie affini: Dittrichia graveolens, annuale e fetida più che appiccicosa, e Dittrichia crithmoides, dalle foglie carnose delle paludi salate. 2 8
Habitat e distribuzione
Il territorio originario di Dittrichia viscosa comprende il Mediterraneo e la Macaronesia, dalle Canarie a Madeira. La pianta colonizza letti fluviali asciutti e incolti fino a 1500 m; oggi occupa soprattutto macerie e bordi stradali. 3 1
Nella Francia mediterranea e in Corsica la specie è nativa. Vi è nota con nomi regionali come nasque in Provenza e pecita in Corsica. Negli incolti può essere considerata localmente invadente, pur senza essere una specie introdotta. 2 6
Fuori dall’areale nativo si è stabilita in California, nella valle del Sacramento e nella baia di San Francisco. Il Cal-IPC la inserisce nella lista di sorveglianza e la CDFA in categoria A, riservata agli organismi nocivi dalla distribuzione ancora limitata. In Australia è invece qualificata direttamente come specie invasiva. 5 3
Ciclo e riproduzione
La fioritura dell’enula si prolunga dalla fine dell’estate a novembre, secondo la regione. I capolini ricchi di nettare e polline attirano le api fino alla cessazione del bottinamento nel tardo autunno. 2
Dopo la fecondazione, ogni capolino produce acheni minuscoli di 1–2 mm, raccolti sul ricettacolo e sormontati da un pappo sericeo che facilita la dispersione con il vento. È questa diffusione aerea, più che l’espansione delle radici, a spiegare la rapida colonizzazione dei terreni nudi dopo lavori o incendi. 2 5
Per moltiplicarla in coltivazione si ricorre alla semina primaverile al riparo oppure alla divisione del cespo in primavera o autunno. In natura conta realmente soltanto la disseminazione spontanea. 4
Usi e rischi
L’interesse agronomico di Dittrichia viscosa deriva dai capolini, che ospitano galle della mosca Myopites stylata. In autunno le larve vengono parassitizzate da diversi imenotteri, fra cui Eupelmus urozonus, che regolano anche la mosca dell’olivo Bactrocera oleae. Dopo la reintroduzione della pianta ai margini dell’oliveto, questa regolazione biologica richiede quattro o cinque anni per stabilirsi. 2
Gli usi della medicina tradizionale mediterranea sono soprattutto esterni e documentati da fonti regionali. In Sardegna la pianta viene impiegata contro i dolori reumatici; in Sicilia come emostatico e cicatrizzante. In Corsica e all’isola d’Elba si usa anche per punture di meduse, api e vespe. Non è invece documentata tossicità per l’uomo o gli animali. 2 4
Come risorsa mellifera di fine stagione, offre alle api nettare e polline tardivi. Il miele di enula ottenuto si conserva però meno bene di altri mieli, a causa del contenuto d’acqua più elevato. 2
Varietà, confusioni e piante affini
Per l’enula vischiosa non risultano cultivar orticole riconosciute: è una pianta selvatica, mai selezionata per l’ornamento. Plants For A Future la descrive comunque come facile da insediare in un terreno ordinario e soleggiato. 4
Prima della fioritura, Dittrichia graveolens viene spesso scambiata per una giovane Dittrichia viscosa. Ciclo e fogliame sono decisivi: un’annuale con foglie lineari larghe 1–3 mm e piccoli capolini orienta verso D. graveolens; portamento perenne, foglie lanceolate più larghe e capolini oltre 1 cm confermano D. viscosa. 2 5
La lunga sinonimia testimonia altre confusioni storiche: la specie fu collocata in Inula, Erigeron, Pulicaria e Conyza prima della combinazione definitiva in Dittrichia. Il nome accettato Dittrichia viscosa evita questi equivoci meglio dei nomi comuni e dei vecchi sinonimi di genere, variabili fra opere e regioni. 1 6
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Dittrichia viscosa (L.) Greuter
- Wikipedia in francese, enula vischiosa
- Wikipedia in inglese, Dittrichia viscosa
- Plants For A Future, Dittrichia viscosa
- California Invasive Plant Council, Dittrichia viscosa - profilo
- Integrated Taxonomic Information System, Dittrichia viscosa
- Tela Botanica / eFlore bdtfx, Dittrichia viscosa (L.) Greuter
- GBIF Backbone Taxonomy, Dittrichia viscosa (L.) Greuter
Domande frequenti
L’enula vischiosa è tossica?
Plants For A Future non documenta pericoli. La resina appiccicosa e odorosa può tuttavia irritare la pelle di alcune persone sensibili in caso di contatti ripetuti.
Come distinguere Dittrichia viscosa da Dittrichia graveolens?
Dittrichia graveolens è annuale, con foglie strette di 1–3 mm e capolini inferiori a 1 cm. Dittrichia viscosa è perenne, con foglie più larghe e capolini oltre 1 cm.
L’enula vischiosa è invasiva?
Nativa e comune nel bacino mediterraneo, non è considerata un problema in Francia. Introdotta in California e Australia, vi è invece classificata come specie da sorvegliare o invasiva.
A cosa serve l’enula vischiosa negli oliveti?
I capolini ospitano galle in cui si sviluppano imenotteri parassitoidi che regolano anche la mosca dell’olivo: un servizio documentato nell’olivicoltura biologica.
Da dove proviene l’enula vischiosa?
L’areale nativo comprende il Mediterraneo e la Macaronesia, dalle Canarie a Madeira. È stata poi introdotta in varie regioni dal clima mediterraneo, come la California.
Si può coltivare l’enula vischiosa in giardino?
Cresce liberamente in terreno ordinario, senza irrigazione o concimazione, ma non ha una tradizione ornamentale consolidata. Si insedia soprattutto spontaneamente su scarpate e incolti.
Come si riproduce l’enula vischiosa?
Soprattutto mediante acheni con pappo, dispersi dal vento dopo la fioritura autunnale. La divisione del cespo resta un metodo secondario in coltivazione.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




