Radica (Erica arborea, )
Radica (Erica arborea) è un arbusto o piccolo albero sempreverde delle Ericaceae, originario del bacino mediterraneo e delle montagne tropicali dell’Africa orientale. Fiorisce in inverno e in primavera, quando pochi altri arbusti sono in fiore. Alla base nasconde un lignotubero sotterraneo che consente di ricacciare dopo un incendio. Il suo legno, noto come radica, è anche il materiale di riferimento per la fabbricazione delle pipe.
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Taken Mar 2, 2014 by Tela Botanica − Yoan MARTIN (cc-by-sa)
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Taken May 4, 2014 by Tela Botanica − Claire RIGOULAT (cc-by-sa)
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Taken Mar 12, 2022 by irene frino (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Erica arborea è discontinuo. Comprende il bacino mediterraneo, dalle coste atlantiche di Portogallo e Spagna al mar Nero in Turchia e Georgia, e ricompare sulle montagne tropicali di Etiopia, Kenya e Tanzania e nella penisola Arabica. La specie si è naturalizzata anche fuori dall’areale originario, in particolare nel Regno Unito, nell’Australia sudorientale e in Nuova Zelanda.
- Autoctona9
- Introdotta2
- Invasiva1
- Francia
- Spagna
- Portogallo
- Italia
- Marocco
- Turchia
- Etiopia
- Kenya
- Tanzania
- Regno Unito
- Nuova Zelanda
- Australia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Radica (Erica arborea L., 1753) è un arbusto o piccolo albero sempreverde delle Ericaceae, nel genere Erica. Descritta da Carl von Linné nel 1753, si distingue dalle basse brughiere europee per la struttura eretta e robusta e per l’altezza, che può raggiungere diversi metri. 1 2
L’inglese tree heath, come tree heather, richiama proprio il portamento eretto: mentre la calluna resta tappezzante e raramente supera 60 cm, Erica arborea può arrivare a 7 m in natura. La sua fama oltre i confini della macchia dipende però dal legno della base, la radica, detta briar in inglese e lavorata per fabbricare pipe dalla metà del XIX secolo. 5 3
Riconoscimento
La struttura di Erica arborea è quella di un arbusto eretto e ben ramificato, alto 1–4 m in giardino, ma capace di raggiungere 7 m allo stato spontaneo in Africa orientale, con una larghezza di 1–4 m. 3 4
Aghi verde scuro, riuniti in verticilli serrati di tre o quattro lungo i rami, danno al fogliame un aspetto da piccola conifera. Sono ben diversi dalle foglie piatte e squamiformi della calluna, mai riunite in verticilli. I fiori minuscoli e bianchi hanno forma di campanella, profumano di miele e si raccolgono in grappoli densi all’ascella delle foglie. 4 3
Negli esemplari vecchi la corteccia bruno-rossastra si sfalda in sottili strisce. La base del fusto nasconde il lignotubero, un ingrossamento legnoso sotterraneo: non si vede senza scavare, ma è decisivo per la sopravvivenza della pianta dopo una perturbazione. 4
Tassonomia utile
Il binomio Erica arborea L., pubblicato nel 1753, è accettato da Plants of the World Online nella famiglia delle Ericaceae. 1 2
Delle diverse centinaia di specie del genere Erica, quasi tutte originarie dell’Africa australe, Erica arborea appartiene al piccolo gruppo mediterraneo e dell’Africa orientale. Due nomi con lo stesso binomio sono stati applicati in passato ad altre specie:
- Erica arborea Brot., nome storicamente usato per quella che corrisponde in realtà a Erica lusitanica;
- Erica arborea Thunb., applicato erroneamente a Erica strigosa, specie sudafricana distinta dall’erica mediterranea.
Per evitare equivoci conta l’autore completo: Erica arborea L. è la sola combinazione accettata da Plants of the World Online. Confondere questi nomi può portare a piantare una specie adatta all’Africa australe invece che alla macchia mediterranea. 1
Habitat e distribuzione
Discontinuo e molto esteso, l’areale originario di Erica arborea comprende tutto il bacino mediterraneo, dalle coste atlantiche di Portogallo e Spagna al mar Nero in Turchia e Georgia. La specie ricompare poi sulle montagne tropicali di Etiopia, Kenya e Tanzania e nella penisola Arabica. 1 5
Nella macchia e nei boschi radi mediterranei cresce fino a 1.400 m di quota. In Africa orientale sale molto più in alto e domina le brughiere tra 3.000 e 4.000 m. Questa distribuzione altitudinale aiuta a capire come la stessa specie attraversi climi tanto diversi: inverni miti e piovosi nel Mediterraneo, notti vicine a 0 °C tutto l’anno sugli altopiani etiopici. 5 6
Fuori dai territori d’origine si è insediata nel Regno Unito, nell’Australia sudorientale e in Nuova Zelanda. Qui può naturalizzarsi ai margini dei boschi e diventare localmente invasiva. 5
Ciclo e adattamento al fuoco
Come molti arbusti della macchia mediterranea, Erica arborea possiede un lignotubero, un ingrossamento legnoso sotterraneo ricco di riserve e gemme dormienti. Dopo un incendio che distrugge la parte aerea, questa struttura permette ricacci vigorosi in pochi mesi, senza dover ripartire dal seme. 8
Il ricaccio ripetuto spiega perché la specie domini spesso la macchia alta dopo diversi incendi: il fuoco elimina concorrenti meno adattati, mentre l’erica riparte dalla base. Le giovani piante nate da seme, prive di un lignotubero già formato, muoiono invece se il fuoco torna troppo presto. Nei primi anni sono anche molto infiammabili, caratteristica che può aumentare la frequenza degli incendi in alcuni massicci. 8
Tra gennaio e aprile, secondo il clima, avviene la fioritura, quando pochi altri arbusti sono in fiore. I grappoli di campanelle bianche attirano numerose api e danno il miele di erica bianca raccolto in Corsica e in Provenza. 3 4
Usi e rischi
Il fogliame ha valore ornamentale, ma la notorietà industriale della pianta viene dal lignotubero sotterraneo. Questa radica si raccoglie da esemplari di 30–60 anni, si fa bollire per diverse ore e si lascia asciugare per mesi prima di lavorarla in pipe, gioielli o manici di coltello. Denso e resistente al calore, il legno non altera l’aroma del tabacco: dalla metà del XIX secolo è il materiale di riferimento per la pipa. 5
Per siepi informali, aiuole di eriche e schermi sempreverdi, la specie trova posto al sole anche in giardini costieri. Non è documentata tossicità per le persone, i gatti o i cani; per il cavallo lo stato rimane incerto, mancando dati specifici. 3
Varietà, confusioni e piante affini
Il fogliame dorato distingue diverse selezioni premiate dalla Royal Horticultural Society: 'Estrella Gold', la varietà alpina più compatta var. alpina, la sua forma interamente dorata 'Albert's Gold' e l’ibrido Erica × veitchii 'Gold Tips', ottenuto dall’incrocio con Erica lusitanica. 3
Fra le altre eriche arbustive mediterranee, i confronti più frequenti sono con:
- Erica lusitanica, l’erica del Portogallo, con fiori più rosati e fioritura più precoce;
- Erica scoparia, dai fiori verdastri e poco appariscenti;
- la calluna (Calluna vulgaris), bassa e tappezzante, spesso confusa per il nome generico di erica pur appartenendo a un genere distinto.
Già superiore a 1 m nello stadio arbustivo, il portamento distingue Erica arborea meglio del solo colore dei fiori, troppo variabile tra individui. Insieme al lignotubero sotterraneo, il fusto eretto costituisce una doppia firma che le tre specie vicine non condividono. 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Erica arborea L.
- International Plant Names Index, Erica arborea
- Royal Horticultural Society, Erica arborea - tree heath
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Erica arborea
- Encyclopaedia Britannica, white heath (Erica arborea)
- INPN / MNHN, Erica arborea L., 1753
- IUCN Red List, Erica arborea assessment
- Plant Ecology (Springer), Lignotubers in Mediterranean basin plants
Domande frequenti
La radica è tossica per cani e gatti?
No. Erica arborea è considerata non tossica per le persone, i gatti e i cani; per il cavallo lo stato resta incerto per mancanza di dati specifici.
Che differenza c’è tra Erica arborea e la calluna?
Sono piante di generi distinti, entrambe chiamate eriche in senso ampio. Erica arborea forma un arbusto eretto che può superare 2 m; Calluna vulgaris resta bassa e tappezzante, raramente oltre 60 cm.
Perché le pipe di radica non si fanno con la calluna?
La radica utilizzata per le pipe è il lignotubero di Erica arborea, un legno denso e resistente al calore che non altera l’aroma del tabacco. La calluna non sviluppa questo tipo di ingrossamento legnoso utilizzabile.
Come si pota Erica arborea?
Una potatura leggera subito dopo la fioritura, in primavera o all’inizio dell’estate secondo il clima, basta a mantenere un portamento compatto. Meglio evitare tagli nel legno vecchio.
Erica arborea può crescere in terreno calcareo?
Non è consigliabile. La specie è calcifuga e sviluppa clorosi ferrica nei terreni troppo basici. Un suolo drenante, da acido a neutro, resta la scelta più sicura.
Che cosa succede a Erica arborea dopo un incendio?
La pianta ricaccia dal lignotubero sotterraneo, una riserva legnosa ricca di gemme dormienti. Può così ricostituire rapidamente il fogliame senza ripartire dal seme: è un comportamento normale, non un segno di malattia.
Quando fiorisce la radica?
La fioritura si concentra tra fine inverno e primavera, da gennaio ad aprile secondo il clima, quando pochi altri arbusti sono in fiore e le api la visitano attivamente.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







