Mirto (Myrtus communis, )
Mirto (Myrtus communis L., 1753) è un arbusto o piccolo albero sempreverde delle Myrtaceae, nativo del bacino mediterraneo fino al Pakistan secondo POWO/WCVP. Coltivato per il fogliame aromatico e i fiori bianchi, produce bacche blu nerastre commestibili e, secondo i dati disponibili, non è tossico per l’essere umano e gli animali domestici.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Myrtus communis va dalla Macaronesia e dal Portogallo al Pakistan, attraverso tutto il Mediterraneo, l’Africa settentrionale e l’Asia occidentale. In Francia cresce spontaneo nella macchia e nella gariga costiere di Provenza e Corsica; altrove è soprattutto coltivato come ornamentale, senza uno status invasivo riconosciuto.
- Autoctona8
- Introdotta2
- Portogallo
- Spagna
- Francia (Provenza, Corsica)
- Italia
- Grecia
- Marocco
- Turchia
- Pakistan
- Stati Uniti (California)
- Sudafrica
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Mirto (Myrtus communis L., 1753) è un arbusto o piccolo albero sempreverde del genere Myrtus, nativo del bacino mediterraneo fino al Pakistan. Una foglia stropicciata sprigiona subito un profumo netto, grazie a piccole ghiandole di olio essenziale nella lamina: è un carattere che lo distingue dagli arbusti vicini con foglie soltanto lucide e inodori. 1 2
Alcuni nomi regionali francesi testimoniano due usi distinti. Myrte juif, «mirto ebraico», ricorda il suo ruolo come hadas tra le quattro specie rituali della festa ebraica di Sukkot; herbe du lagui è invece un nome vernacolare provenzale, ancora usato dai vivaisti del sud della Francia accanto al nome botanico. 7 8
Riconoscimento
Da giovane Myrtus communis forma un cespuglio denso ed eretto, che si allarga con l'età e può raggiungere 5 m allo stato selvatico; in giardino supera raramente 2–3 m. Le foglie opposte, ovali o lanceolate, sono lunghe 2–5 cm, lucide e verde scuro. Piccole ghiandole traslucide liberano un profumo netto non appena si stropiccia la lamina. 3 2
All'ascella delle foglie si aprono fiori solitari di circa 2 cm di diametro, con cinque petali bianchi attorno a un ciuffo di numerosi stami gialli. La fioritura, dalla primavera all'estate secondo il clima, precede bacche carnose blu nerastre o nero violacee, lunghe 8–12 mm, bianche in alcune forme. 3 4
Tassonomia utile
Sono riconosciute due sottospecie: Myrtus communis subsp. communis, la forma più diffusa, e Myrtus communis subsp. tarentina (L.) Nyman. Quest'ultima è una forma mediterranea più compatta, con foglie piccole e spesso bacche bianche, venduta come mirto tarantino. Le foglie nettamente più piccole rispetto alla forma tipica sono un indizio di riconoscimento più rapido del colore delle bacche. 1
La sinonimia comprende soprattutto vecchie varietà oggi ricondotte alla specie tipica:
- Myrtus communis var. italica L. (sinonimo storico)
- Myrtus communis var. baetica L. (sinonimo storico)
- Myrtus communis var. leucocarpa DC. (sinonimo storico)
- Myrtus communis var. angustifolia L. (sinonimo storico)
Queste denominazioni compaiono ancora sulle vecchie etichette orticole e indicano variazioni locali del fogliame o della fruttificazione, senza rappresentare taxa distinti. Il riferimento stabile rimane il binomio accettato Myrtus communis. 1
Habitat e distribuzione
Dalla Macaronesia e dal Portogallo l'areale nativo raggiunge il Pakistan, passando per l'intero Mediterraneo, l'Africa settentrionale e l'Asia occidentale. 1 In Francia la specie cresce spontanea nella macchia e nella gariga costiere di Provenza e Corsica, generalmente sotto i 400 m di quota. 7
Terreni poveri, sabbiosi o sassosi sono tollerati purché ben drenati; il mirto sopporta anche gli spruzzi salmastri, una qualità utile nei giardini costieri. Al contrario, un suolo perennemente fradicio favorisce il marciume radicale, prima causa di deperimento osservata in piena terra. Una volta attecchito, tollera bene la siccità estiva e cresce facilmente accanto a rosmarino e lavanda, altri due arbusti della macchia mediterranea. 2 5
Le bacche mature vengono mangiate volentieri dagli uccelli, che disperdono così i semi nella macchia. 3 La valutazione IUCN classifica Myrtus communis come specie a rischio minimo, con popolazione ritenuta stabile nell'ampio areale mediterraneo e macaronesico. 6
Ciclo e riproduzione
Sul legno dell'anno compaiono fiori impollinati soprattutto dalle api. Per una fruttificazione abbondante occorrono diverse estati lunghe e calde, condizione che limita la produzione di bacche nei climi temperati freschi. 3 2
Per germinare i semi richiedono una stratificazione al freddo di circa tre mesi; senza questa fase le nascite restano rare o assenti, motivo dei frequenti insuccessi della semina domestica. La talea semilegnosa prelevata a fine estate dal legno dell'anno riproduce invece fedelmente i caratteri di una cultivar come 'Compacta', cosa che la semina, geneticamente più variabile, non garantisce sempre. 5
Un mirto ben insediato vive spesso diversi decenni senza un netto riposo invernale, poiché rimane sempreverde. Dopo un incendio della macchia la ceppaia ricaccia vigorosamente: questa capacità spiega la persistenza della specie in ambienti mediterranei soggetti a incendi ricorrenti. 3
Usi e rischi
Fresche o essiccate, le bacche mature sostituiscono tradizionalmente il pepe in diverse cucine mediterranee; servono anche per il mirto, liquore ottenuto per macerazione tipico di Sardegna e Corsica. Le foglie aromatiche, essiccate e tritate, insaporiscono le carni arrosto, secondo un antico uso sardo ancora praticato. 5
Ricco di cineolo e mirtenolo, l'olio essenziale trova impiego in profumeria e in preparazioni tradizionali per le vie respiratorie; il legno essiccato fornisce anche carbone di buona qualità. I dati disponibili classificano il mirto come non tossico per gatti, cani ed esseri umani; per il cavallo le informazioni rimangono però scarse. 5
Nell'antichità greca e poi romana il mirto era consacrato ad Afrodite e quindi a Venere. Incoronava sia gli sposi sia i vincitori di competizioni pacifiche, distinguendosi dall'alloro riservato alle imprese belliche. La tradizione delle corone nuziali di mirto è continuata fino ai matrimoni reali britannici. 8
Varietà, confusioni e piante affini
Dalla sottospecie tarentina derivano diverse cultivar: 'Compacta', bassa e con foglie minute, e varie forme 'Variegata', con fogliame variegato di bianco o crema. Queste selezioni conservano la biologia della specie tipica. Sia la specie sia la sottospecie tarentina hanno ricevuto l'Award of Garden Merit della RHS, riconoscimento del loro valore in giardino. 2
Altri arbusti mediterranei sempreverdi dalle foglie lucide, come il ligustro (Ligustrum spp.) o alcuni Pittosporum, possono essere scambiati per mirto. Per distinguerli basta stropicciare una foglia: quella del mirto sprigiona un profumo netto grazie alle ghiandole di olio essenziale, mentre ligustro e pitosfori restano inodori. 3
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Myrtus communis L.
- Royal Horticultural Society, Myrtus communis
- NC State Extension, Myrtus communis (mirto), Plant Toolbox
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Myrtus communis
- Plants For A Future, Myrtus communis
- Lista rossa IUCN, valutazione di Myrtus communis
- INPN / MNHN, Myrtus communis L., 1753 (cd_nom 109186)
- Smithsonian Libraries and Archives, provenienza e significato del mirto
Domande frequenti
Il mirto è tossico per gatti e cani?
I dati disponibili classificano Myrtus communis come non tossico per gatti, cani ed esseri umani. Per il cavallo le informazioni restano però scarse, in assenza di dati specifici pubblicati.
Le bacche del mirto si possono mangiare?
Sì, le bacche mature sono commestibili e tradizionalmente usate come spezia o nei liquori, come il mirto sardo e corso. Quelle immature sono più astringenti e meno gradevoli al palato.
Il mirto resiste al gelo?
Il mirto sopporta brevi gelate fino a circa -10 °C, corrispondenti approssimativamente alle zone USDA 8–11. Un gelo più intenso o prolungato danneggia il fogliame e talvolta il legno.
Che differenza c’è tra il mirto comune e quello tarantino?
Il mirto tarantino corrisponde a Myrtus communis subsp. tarentina, una forma naturale più compatta, con foglie piccole e spesso bacche bianche. È una sottospecie riconosciuta da POWO/WCVP, non una specie distinta.
Il mirto cresce spontaneo in Francia?
Sì, Myrtus communis fa parte della macchia e della gariga costiere di Provenza e Corsica. Cresce spontaneo generalmente sotto i 400 m di quota, accanto a rosmarino e lavanda.
Come si moltiplica facilmente il mirto?
La talea semilegnosa prelevata a fine estate dal legno dell’anno dà i risultati migliori e conserva i caratteri della pianta madre. I semi richiedono una stratificazione al freddo di circa tre mesi prima di germinare.
Perché il mio mirto non fiorisce?
La mancata fioritura dipende spesso da poco sole, potatura nel momento sbagliato o estati troppo fresche nella zona di coltivazione. Un posto in pieno sole e la potatura subito dopo la fioritura precedente risolvono la maggior parte dei casi.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







