Rosmarino (Salvia rosmarinus, Spenn. 1835)

Il rosmarino (Salvia rosmarinus), un tempo Rosmarinus officinalis, è un suffrutice sempreverde delle Lamiaceae originario del bacino del Mediterraneo. Le foglie strette, coriacee e intensamente aromatiche, portate da fusti prima quadrangolari e poi legnosi, spiegano il suo doppio ruolo di pianta da giardino secco e di erba aromatica in cucina.

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Nome scientificoSalvia rosmarinus
GenereSalvia
FamigliaLamiaceae
OrdineLamiales

Ramerino e Rosemary

Identità
Tossicità
Non tossico secondo l'ASPCA; oli essenziali a partePrudenza : umani, inclusi bambini · Non tossico : gatti, cani e cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Sottoarbusto aromatico · Vivace aromatico
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
Francia mediterraneaSpagnaItaliaGreciaMaroccoTunisia
Habitat
Garighe, pendii aridi, rocce e giardini ben drenati in pieno sole
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstateAutunno
Raccolta
PrimaveraEstateAutunnoInverno
Crescita
Ciclo
Vivace
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
5/10
Tempo di maturazione
5-10 anni per le dimensioni adulte
Diametro della chioma
90–150 cm
Propagazione
Talea, Talea aerea, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona in terreno drenato
Umidità
35–65 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Terreno minerale drenante, Terreno drenato e caldo
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Indicazioni sulla luce
Pieno sole
Interno
Veranda, Bordo luminoso
Esterno
Roccia resistente al gelo, Aiuola a pieno sole, Bac, Contenitore
Vasi
Terracotta, Vaso drenante, Vasca profonda
Aspetto
Altezza15 cm–2.5 mLarghezza2.5 m
Foglie
VerdeBianco
Fiori
BluViolaBiancoRosa
Frutti
Marrone
Portamento
Rosmarino (Salvia rosmarinus): origine e usi — portamento 1
Corteccia
VerdeMarrone

Distribuzione mondiale

POWO colloca l'areale nativo di Salvia rosmarinus nel bacino del Mediterraneo. La presenza nei paesi rivieraschi va letta come spontanea nelle zone mediterranee, non come una diffusione uniforme su tutto il territorio.

  • Autoctona6
  • Introdotta3
  • Francia mediterranea
  • Spagna
  • Italia
  • Grecia
  • Marocco
  • Tunisia
  • Regno Unito
  • Germania
  • Stati Uniti

Esagoni: regioni con fonte. Punti verdi: area nativa. Status secondo POWO (Kew).

Identità

Il rosmarino corrisponde a Salvia rosmarinus Spenn., specie accettata del genere Salvia, nella famiglia delle Lamiaceae. Il nome Rosmarinus officinalis compare ancora ovunque nei ricettari, nei vivai e nelle vecchie schede botaniche, ma POWO lo tratta come sinonimo omotipico del nome accettato. 1 2

Arbusto o suffrutice sempreverde e aromatico, è una pianta tipica del clima mediterraneo. In italiano il nome d'uso è rosmarino, affiancato in Toscana e in parte del Centro da ramerino; il nome botanico ricorda invece l'attuale collocazione nel genere Salvia, un dettaglio che in cucina passa quasi sempre inosservato. 2 3

Conviene quindi tenere in vista entrambi i nomi: Salvia rosmarinus per la tassonomia attuale, Rosmarinus officinalis per le ricerche storiche, gastronomiche e orticole. Non vanno presentati come due piante diverse. 1 4

Riconoscimento

Cespuglio sempreverde dal portamento molto variabile secondo la selezione, il rosmarino può essere eretto, arcuato, tondeggiante o prostrato. La RHS indica un intervallo orticolo amplissimo, da forme basse di circa 15 cm fino ad arbusti vicini ai 2 m, con una larghezza adulta che può arrivare a 1,5-2,5 m. 5

I fusti giovani sono quadrangolari, carattere comune nelle Lamiaceae, e poi lignificano. Le foglie sono opposte, semplici, lineari, strette e coriacee, molto aromatiche, verde scuro sopra e biancastre e tomentose sotto; il margine revoluto le fa sembrare piccoli aghi. 6 5

Piccoli e bilabiati, i fiori vanno di solito dall'azzurro pallido al violetto, a volte bianchi o rosati secondo la cultivar. Compaiono soprattutto dalla primavera all'estate, con qualche rifiorenza autunnale quando le condizioni sono buone. Il frutto secco si divide in piccole nucule brune, poco utili per il riconoscimento corrente. 5 6

Tassonomia utile

Per POWO il nome accettato è Salvia rosmarinus, pubblicato da Spenner nel 1835, e tra i riferimenti a sostegno di questa scelta figura il lavoro di Drew e colleghi. L'articolo del 2017 propone di includere in una Salvia in senso ampio diversi piccoli generi annidati al suo interno, tra cui Rosmarinus. 1 7

Nelle fonti, nei cataloghi e sulle etichette i nomi principali da riconoscere sono:

  • Rosmarinus officinalis L.
  • Rosmarinus angustifolius Mill.
  • Rosmarinus officinalis var. angustifolius (Mill.) DC.
  • Rosmarinus laxiflorus de Noé
  • Rosmarinus prostratus H.J.Veitch
  • Salvia fasciculata Fernald

La trappola più comune è linguistica: Salvia rosmarinus non è Salvia officinalis. La prima è il rosmarino, la seconda la salvia comune. Entrambe sono Lamiaceae aromatiche, ma schede, usi e precauzioni non sono intercambiabili. 1 2

Habitat e distribuzione

POWO descrive un areale nativo mediterraneo, con presenza spontanea in particolare in Francia, Spagna, Italia, Grecia, Nord Africa, Turchia e isole del Mediterraneo. NC State ne dà la stessa lettura d'insieme e distingue aree di introduzione come la Gran Bretagna o gli Stati Uniti. 1 6

Nativo non significa ovunque: il rosmarino è una pianta mediterranea di garighe, pendii aridi, rocce, litorali e giardini ben drenati. Fuori da questi ambienti è soprattutto coltivato, in vaso, come siepe bassa, nel giardino roccioso o in fioriera al pieno sole. 3 5

Da questo habitat derivano le cure: pieno sole, substrato povero o mediamente fertile, drenaggio rigoroso, buona circolazione d'aria. Il rosmarino tollera siccità e salsedine meglio di un terreno freddo e zuppo; in inverno un vaso fradicio è spesso più pericoloso di un breve gelo in terra asciutta. Lungo le coste e nel Sud di norma resta all'aperto tutto l'anno, mentre nelle vallate alpine e nella pianura padana più fredda conviene un angolo riparato e un terreno che non trattenga acqua. 5 6

Nessuna delle fonti consultate giustifica uno status di specie invasiva. Il rosmarino è nativo nelle zone mediterranee dell'areale e coltivato altrove, senza essere trattato come specie esotica invasiva. 1 6

Ciclo e coltivazione

Pianta legnosa, perenne e sempreverde, il rosmarino cresce a ritmo moderato: la RHS indica 5-10 anni per raggiungere le dimensioni adulte, mentre NC State lo descrive come un arbusto in genere eretto e tondeggiante, alto in coltivazione circa 1,2-1,5 m. 5 6

La fioritura parte spesso in primavera e prosegue d'estate. I fiori richiamano api, farfalle e altri visitatori, e questo spiega il suo interesse nel giardino secco e per gli impollinatori, oltre all'uso in cucina. 5 6

Si può seminare, ma i semi germinano lentamente e non sempre riproducono fedelmente una cultivar. Per ottenere un tipo preciso le fonti orticole privilegiano le talee di fusto semilegnoso, la margotta o la divisione di forme già radicate. 5 6

Le malattie più coerenti con le fonti dipendono dall'umidità: oidio, botrite, marciumi del colletto o delle radici. In casa vanno tenuti d'occhio anche afidi, cocciniglie, aleurodidi e acari; all'aperto la RHS segnala in particolare la crisomela del rosmarino, la cicalina della salvia e le cocciniglie. 5 6

Usi e rischi

In cucina il suo impiego è consolidato: le foglie insaporiscono carni, verdure, pane, aceti, infusi e miscele di erbe. NC State cita come commestibili anche i fiori, ma l'organo culinario principale resta la foglia. 6

Come ornamentale trova posto nel giardino secco, in bordura, in fioriera, come siepe bassa, nel giardino roccioso e vicino al mare. I rametti servono per mazzi secchi, pot-pourri o sacchetti profumati; gli usi cosmetici o come olio essenziale esistono, ma riguardano concentrazioni ben diverse da quelle della foglia in cucina. 5 6 3

Per gli animali domestici la fonte più diretta è l'ASPCA: la voce Rosemary, ancora sotto il nome Rosmarinus officinalis, classifica la pianta come non tossica per cani, gatti e cavalli. Ciò non vuol dire lasciare che un animale ne mangi grandi quantità; qualunque pianta masticata può dare un fastidio digestivo. 8

Gli oli essenziali sono un'altra faccenda. Il Merck Veterinary Manual ricorda che si tratta di estratti volatili concentrati, assorbibili per via digestiva, cutanea o respiratoria, e che i gatti sono particolarmente sensibili ad alcune esposizioni. Applicare o diffondere olio essenziale di rosmarino vicino agli animali senza il parere del veterinario è quindi sconsigliato. 9

La RHS segnala infine un potenziale allergene cutaneo e raccomanda protezioni durante la manipolazione. Questa cautela non contraddice l'uso alimentare abituale: pone solo un limite a potature, raccolte intensive e usi concentrati. 5

Varietà, confusioni e piante affini

Le cultivar differiscono soprattutto per portamento, rusticità relativa e colore dei fiori. NC State cita ad esempio 'Arp', 'Prostratus', 'Tuscan Blue', 'Albus', 'Irene', 'Majorca Pink', 'Salem' e 'Severn Sea'. Sono nomi orticoli e non cancellano il binomio Salvia rosmarinus. 6

Le confusioni utili da conoscere riguardano:

  • Salvia officinalis, la salvia comune, altra specie da cucina;
  • Lavandula angustifolia, che condivide il giardino secco ma non la foglia;
  • Thymus vulgaris, più basso e con foglie molto più piccole;
  • Santolina chamaecyparissus, fogliame grigio e aromatico ma fiori e odore diversi;
  • le forme prostrate di rosmarino, che restano S. rosmarinus anche se cambia il portamento.

Per un'identificazione senza approssimazioni vanno messi insieme il portamento legnoso e sempreverde, le foglie opposte e lineari dal rovescio biancastro, l'odore resinoso, i fiori bilabiati e il nome botanico in etichetta. 5 6

Fonti principali

Domande frequenti

Perché Rosmarinus officinalis è diventato Salvia rosmarinus?

Le fonti tassonomiche attuali adottano Salvia rosmarinus come nome accettato. Rosmarinus officinalis resta un sinonimo utilissimo per libri di cucina, etichette e ricerche.

Il rosmarino è commestibile?

Sì, le foglie e talvolta i fiori si usano come aromi in cucina. Questo però non fa dell'olio essenziale di rosmarino un prodotto alimentare o veterinario.

Il rosmarino è tossico per gatti e cani?

L'ASPCA classifica il rosmarino come non tossico per cani, gatti e cavalli. Un'ingestione insolita può comunque causare un fastidio digestivo.

Posso diffondere olio essenziale di rosmarino in presenza di animali?

Serve prudenza: gli oli essenziali sono concentrati, possono essere assorbiti per inalazione, attraverso la pelle o per ingestione, e secondo il Merck i gatti sono particolarmente sensibili.

Perché il mio rosmarino muore d'inverno?

La causa più frequente è un substrato freddo e umido. Il rosmarino sopporta meglio un freddo moderato in terreno drenato che un vaso zuppo d'acqua.

Il rosmarino è una specie invasiva?

No. Le fonti consultate lo trattano come specie mediterranea nativa, spontanea anche in Italia e nel sud della Francia, non come specie esotica invasiva.

Piante simili

Dati botanici compilati da fonti di riferimento (RHS, Kew Gardens, POWO). Il contenuto di questa scheda è indicativo e non sostituisce il parere di un botanico o di un veterinario in caso di dubbio sulla tossicità.