Pimento (Pimenta dioica, )
Pimento (Pimenta dioica) è un albero delle Myrtaceae originario delle Grandi Antille e dell’America centrale. Le bacche verdi essiccate forniscono una sola spezia che ricorda insieme pepe, chiodi di garofano, cannella e noce moscata.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Pimenta dioica comprende le Grandi Antille, soprattutto la Giamaica, il Messico meridionale e l’America centrale. Diffusamente coltivata per la spezia, la specie si è anche naturalizzata fuori dall’areale originario, diventando localmente invasiva in diverse isole del Pacifico.
- Autoctona4
- Invasiva3
- Giamaica
- Messico
- Guatemala
- Cuba
- Hawaii
- Tonga
- Figi
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Pimento (Pimenta dioica (L.) Merr., 1947), chiamato anche pepe della Giamaica o pepe garofanato, è un albero delle Myrtaceae originario delle Grandi Antille e dell’America centrale. 1 3 Il nome botanico attuale deriva da una combinazione relativamente tarda: Carl von Linné descrisse la specie nel 1759 come Myrtus dioica, prima che Elmer Drew Merrill la trasferisse al genere Pimenta nel 1947. 1
La denominazione inglese allspice risale all’inizio del XVII secolo. I mercanti britannici riconobbero nel singolo frutto essiccato gli aromi di pepe, chiodi di garofano, cannella e noce moscata, da cui l’idea di una spezia che le riassumesse tutte. 4 In francese quatre-épices esprime la stessa impressione olfattiva, mentre piment de la Jamaïque ricorda lo storico paese produttore principale. 7
Riconoscimento
Un esemplare adulto presenta portamento eretto, strettamente colonnare, e raggiunge 10–18 m nell’areale nativo, contro appena 2–4 m in un grande contenitore nei climi temperati. 2 6 La corteccia del pimento, grigio-bruno chiara, si sfalda in placche sottili sul tronco adulto: un carattere utile per distinguerlo da altre Myrtaceae dal fogliame simile. 2
Opposte, coriacee e lucide, le foglie sono lunghe 7–15 cm. Stropicciate, emanano un netto odore di chiodi di garofano, dovuto all’elevata concentrazione di eugenolo nel tessuto fogliare. 4 I piccoli fiori bianco crema del pimento formano cime all’ascella delle foglie superiori e compaiono soprattutto in estate. 2 Il frutto è una bacca globosa di 10–15 mm, verde e poi rosso-bruna a piena maturazione. Raccolta ancora verde ed essiccata al sole, fornisce la spezia commerciale; lasciata maturare e arrossire sull’albero, perde gran parte del valore aromatico. 7 2
Tassonomia utile
Prima di stabilizzarsi sotto Pimenta dioica, la specie ha portato diversi nomi. Nella letteratura botanica e nei vecchi cataloghi ricorrono soprattutto questi sinonimi:
- Myrtus dioica L., basionimo pubblicato nel 1759
- Myrtus pimenta L., denominazione storica
- Pimenta officinalis Lindl., sinonimo botanico
- Eugenia pimenta (L.) DC., combinazione in un altro genere
- Caryophyllus pimenta (L.) Mill., altra combinazione storica
Il riferimento stabile è il nome accettato Pimenta dioica, nel genere Pimenta, a lungo confuso con il vicino Myrtus. 1 Una forma distinta in Messico come Pimenta dioica var. tabasco è oggi inclusa nella sinonimia della specie tipica, senza rango botanico separato. 1
Habitat e distribuzione
Dalle Grandi Antille, soprattutto la Giamaica, l’areale nativo si estende al Messico meridionale e all’America centrale, nelle foreste tropicali umide di bassa quota su terreni calcarei ben drenati. 1 2 La Giamaica è storicamente il principale paese produttore: il passaggio nell’apparato digerente degli uccelli frugivori favorisce la germinazione dei semi. Per molto tempo questo meccanismo limitò la propagazione fuori dall’isola da parte dei produttori concorrenti, prima che la tecnica fosse padroneggiata altrove. 4
Introdotta diffusamente per la produzione della spezia, la specie si è anche naturalizzata fuori dall’areale originario. Alle Hawaii e in altre isole del Pacifico, soprattutto Tonga e Figi, il pimento colonizza le foreste secondarie: interi tappeti di giovani piante germinano sotto gli alberi fruttiferi, disseminati dagli uccelli che inghiottono le bacche mature. 5 Una valutazione regionale lo considera capace di provocare danni ecologici o economici significativi nel Pacifico. 5 Nella Francia metropolitana e nei territori tropicali francesi come la Riunione, lo stesso albero rimane invece coltivato in collezione o in veranda, senza naturalizzazioni documentate finora. 7
Ciclo e riproduzione
La specie Pimenta dioica è dioica: i fiori maschili e femminili crescono su piante separate, perciò un esemplare isolato non fruttifica, indipendentemente dalle cure. 7 Alla fioritura estiva segue la formazione delle bacche verdi, che ingrossano gradualmente e vengono raccolte prima della piena maturazione: allo stadio verde il contenuto di oli volatili, tra cui l’eugenolo, è più favorevole all’essiccazione. 4
Per ottenere i grani bruni e rugosi del commercio, simili a grossi grani di pepe, l’essiccazione tradizionale avviene al sole per più giorni. 4 In coltivazione si ricorre soprattutto alla semina, più affidabile per ottenere giovani piante vigorose malgrado l’emergenza lenta, oppure alla margotta aerea per riprodurre fedelmente un esemplare già identificato come femminile e produttivo. 6
Usi e rischi
In cucina il pimento trova il suo impiego principale: le bacche essiccate, intere o macinate, aromatizzano marinate, salumi, salse e dolci; le foglie fresche o secche si usano come l’alloro nei piatti creoli. 7 6 L’olio essenziale estratto da foglie e frutti entra anche in profumi e preparati tradizionali antillani per frizioni, come il bay rum. 7
Per l’uso alimentare ordinario delle bacche o delle foglie del pimento non risulta tossicità nell’uomo, nel gatto o nel cane. 1 Per il cavallo lo stato resta incerto, perché mancano dati pubblicati specifici. Al di fuori dell’uso culinario dosato, l’olio essenziale concentrato di eugenolo richiede le precauzioni generali di ogni olio essenziale puro: non va mai applicato né ingerito senza diluizione.
Varietà, confusioni e piante affini
Rispetto a molte piante ornamentali da interno, Pimenta dioica non ha prodotto cultivar ornamentali stabili e commercializzate. L’unica distinzione storica rilevante, Pimenta dioica var. tabasco, indicava una forma messicana oggi assorbita nella sinonimia della specie, senza valore di selezione orticola. 1
Altre Myrtaceae aromatiche possono essere confuse con il pimento:
- Myrtus communis, il mirto comune, dalle foglie anch’esse profumate ma molto più piccole;
- Pimenta racemosa, il bay delle Antille, il cui olio essenziale è simile ma proviene da una specie distinta;
- Syzygium aromaticum, l’albero dei chiodi di garofano, il cui bocciolo essiccato ricorda l’odore del pimento senza condividerne la tassonomia.
Il solo odore di chiodi di garofano delle foglie stropicciate non basta dunque all’identificazione. La distribuzione dioica dei fiori e la bacca globosa, verde e poi rosso-bruna a maturità, restano i criteri più affidabili sul campo. 2
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Pimenta dioica (L.) Merr.
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Pimenta dioica
- INPN MNHN, Pimenta dioica (L.) Merr., 1947
- Encyclopaedia Britannica, Allspice
- IUCN Global Invasive Species Database, Pimenta dioica
- Gerbeaud, Pimento (Pimenta dioica)
- Wikipédia FR, Pepe della Giamaica
- Florida Plant Atlas (Univ. South Florida), Allspice
Domande frequenti
Il pimento è un vero peperoncino?
No. Pimenta dioica non appartiene al genere Capsicum dei peperoncini e peperoni, ma alle Myrtaceae. Il nome francese piment de la Jamaïque deriva dalla somiglianza delle bacche secche con i grani di pepe, non da una parentela botanica con il peperoncino.
Perché il pimento ricorda quattro spezie?
Il singolo frutto essiccato di Pimenta dioica combina aromi che ricordano pepe, chiodi di garofano, cannella e noce moscata. Il nome francese quatre-épices descrive questa impressione olfattiva composita, non una miscela di spezie diverse.
Il pimento è tossico per gatti e cani?
Non risulta una tossicità per l’uso alimentare ordinario delle bacche o delle foglie nell’uomo, nel gatto o nel cane. Per il cavallo lo stato resta incerto, perché mancano dati pubblicati specifici.
Perché la mia pianta di pimento non fa frutti?
Pimenta dioica è una specie dioica: i fiori maschili e femminili si trovano su piante separate. Un esemplare isolato non fruttifica; occorrono una pianta maschile e una femminile vicine.
Si può coltivare il pimento in un clima temperato?
In piena terra il clima temperato è troppo freddo per questo albero tropicale sensibile al freddo sotto 10 °C. Si coltiva piuttosto in un grande contenitore, all’aperto in estate e al riparo in veranda o serra calda dall’autunno.
Il pimento è invasivo?
Nel suo areale nativo no. La specie si è però naturalizzata aggressivamente in diverse isole del Pacifico, come le Hawaii, dove colonizza le foreste secondarie grazie agli uccelli che disperdono i semi.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.


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