Sicomoro (Ficus sycomorus, L. 1753)

Sicomoro (Ficus sycomorus) è un grande albero delle Moraceae, originario dell’Africa subsahariana, della penisola Arabica e del Madagascar. Coltivato in Egitto dall’Antichità, porta grappoli di fichi direttamente sul tronco e sui rami maggiori. È distinto dall’acero di monte, chiamato sycomore in Francia.

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Nome scientificoFicus sycomorus
GenereFicus
OrdineRosales

Sicomoro, Fico sicomoro, Sycamore fig, Fig-mulberry e Mulberry fig

Identità
Tossicità
Prudenza : umani, gatti, cani, cavalli e animali
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Semisempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
SenegalEtiopiaSudafricaArabia SauditaMadagascar
Habitat
Savane alberate e foreste a galleria lungo i fiumi, suoli ricchi con falda elevata
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstate
Raccolta
EstateAutunnoInverno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Primi frutti dopo vari anni; portamento adulto in alcuni decenni
Propagazione
Talea, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona, tronco massiccio, talvolta con contrafforti alla base
Umidità
30–60 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Suolo profondo, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Esterno
Serra calda, Terra piena
Vasi
Grande bacino
Aspetto
Altezza1000–2100 cmLarghezza1000–2000 cm
Foglie
Verde
Fiori
Verde
Frutti
VerdeGialloRosso
Portamento
Sicomoro (Ficus sycomorus): origine e usi — portamento 1
Corteccia
GialloArancione

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Ficus sycomorus comprende l’Africa subsahariana, dal Senegal all’Etiopia e fino all’Africa australe, con popolazioni naturali nella penisola Arabica e in Madagascar. La coltivazione in Egitto e nel Levante risale all’Antichità: è un’introduzione molto antica, distinta dall’areale nativo in senso stretto.

  • Autoctona5
  • Introdotta2
  • Senegal
  • Etiopia
  • Sudafrica
  • Arabia Saudita
  • Madagascar
  • Israele
  • Cipro

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Sicomoro (Ficus sycomorus L., 1753), detto anche fico sicomoro, è un grande albero del genere Ficus, nella famiglia delle Moraceae. Il nome deriva dal greco antico sykomoros, che unisce sykon (fico) e moron (mora), per la somiglianza delle foglie con quelle del gelso. 1 7

Il nome francese sycomore può indicare anche l’acero di monte (Acer pseudoplatanus). La somiglianza del nome non implica una parentela stretta: il Sicomoro è un Ficus tropicale con fichi e lattice, delle Moraceae; l’altro è un acero temperato con samare, delle Sapindaceae. 2

Riconoscimento

Una chioma densa e ampia caratterizza Ficus sycomorus, albero imponente alto comunemente 10–21 m. Sono segnalati casi eccezionali fino a 46 m in esemplari molto vecchi, con contrafforti alla base del tronco. 4

Giallo-verde da giovane, la corteccia diventa aranciata con l’età e si stacca in lunghe strisce cartacee, lasciando intravedere uno strato interno più chiaro. Come negli altri Ficus, una minima ferita fa fuoriuscire subito lattice bianco, utile per riconoscere il genere. 5

Le lamine fogliari cuoriformi misurano circa 14 cm di lunghezza e 10 cm di larghezza. Sono verde scuro e lisce sopra, mentre sotto presentano nervature giallo vivo e una superficie ruvida al tatto. 5

A distinguere questo fico coltivato sono soprattutto i grappoli fitti sul tronco e sui rami maggiori, anziché all’ascella delle foglie come nel fico comune. I fichi misurano 2–3 cm di diametro, talvolta di più, e maturando passano dal verde al giallo o al rosso. 4 5

Tassonomia utile

La descrizione originaria risale al 1753, quando Linneo pubblicò Ficus sycomorus L. La specie è stata a lungo collocata anche in un genere separato, Sycomorus, prima di tornare nei Ficus. Fra i sinonimi botanici figurano:

  • Sycomorus antiquorum Gasp., nome sinonimo
  • Ficus gnaphalocarpa (Miq.) Steud. ex Miq., nome sinonimo
  • Ficus cocculifolia Baker, nome sinonimo
  • Ficus chanas Forssk., nome sinonimo
  • Ficus damarensis Engl., nome sinonimo

La sottospecie Ficus sycomorus subsp. gnaphalocarpa (Miq.) C.C.Berg, dai fichi più grandi e pelosi, è stata a lungo considerata una specie distinta e poi ricondotta in sinonimia. Il riferimento stabile per identificazioni e inventari botanici resta il nome accettato Ficus sycomorus. 1 2 9

Habitat e distribuzione

Dall’Africa occidentale a quella australe, l’areale nativo comprende l’Africa subsahariana, dal Senegal all’Etiopia, oltre a popolazioni naturali nella penisola Arabica e in Madagascar. Il Sicomoro vive nelle savane alberate e nelle foreste a galleria, su suoli ricchi con falda elevata, spesso lungo i fiumi. 4 1

La coltivazione in Egitto e nel Levante è così antica da essere talvolta confusa con una presenza nativa. Risale infatti all’Antichità, ma costituisce un’introduzione precoce, distinta dalle popolazioni spontanee. Nella valle del Nilo manca la vespa impollinatrice della specie, eppure l’albero vi è stato coltivato su vasta scala. 8 5

Per la conservazione globale, Ficus sycomorus rientra nella categoria IUCN a minor rischio, senza minacce individuate sull’insieme del suo areale. 3

Ciclo e riproduzione

L’impollinazione dei fichi si basa su un mutualismo obbligato con una vespa specifica. In Ficus sycomorus, la vespa Ceratosolen arabicus entra nel fico chiuso e feconda i fiori racchiusi al suo interno. 8

Nella valle del Nilo, pur senza questa vespa, il Sicomoro continua a produrre frutti abbondanti. Gli antichi Egizi lo perpetuavano mediante talee di grossi rami, anziché per seme: una tecnica utilizzata ancora oggi. 4 5

Quasi ininterrotta durante l’anno, la fruttificazione presenta un picco fra luglio e dicembre e può dare cinque raccolti successivi sul medesimo albero. Per accelerare la maturazione, gli antichi Egizi praticavano incisioni sui fichi acerbi, una tecnica già citata nella Bibbia ebraica. 5

La germinazione da seme è lenta e irregolare e riesce in modo affidabile soltanto intorno a 20 °C. In coltivazione, sono più sicure le talee ricavate da porzioni di 5–15 cm di diametro, lasciate asciugare per qualche giorno prima della messa a dimora. 4

Usi e rischi

Nell’antico Egitto, il legno di Sicomoro serviva anzitutto per sarcofagi e bare, con una funzione funeraria e religiosa. L’albero era venerato come albero della vita, associato alle dee Hathor, Iside e Nut. 5

I fichi maturi sono commestibili, consumati freschi, essiccati o fermentati. Le foglie alimentano il bestiame e il lattice viene tradizionalmente impiegato per cagliare il latte. Nella medicina tradizionale africana, corteccia, foglie e lattice sono usati contro disturbi digestivi e infiammatori. 4

La principale cautela riguarda il lattice, ricco di ficina e psoralene, una sostanza fotosensibilizzante. Dopo il contatto con la pelle e l’esposizione al sole può provocare fitofotodermatite, con arrossamenti, ustioni e vesciche, nell’uomo, nel cane, nel gatto e nel cavallo. 6

Varietà, confusioni e piante affini

Fra le selezioni tradizionali egiziane documentate da tempo compaiono Roumi, con rami orizzontali e grossi frutti rosati, e Kelabi, più eretto e con piccoli fichi giallastri piriformi. Non sono specie distinte: derivano da secoli di propagazione per talea. 5

Un equivoco frequente nasce dalla parola francese sycomore, che in Francia indica quasi sempre l’acero di monte (Acer pseudoplatanus), un albero temperato del tutto diverso. Fra le altre possibili confusioni rientrano:

  • Ficus carica, il fico comune, i cui fichi crescono all’ascella delle foglie e non sul tronco;
  • Ficus vallis-choudae, altro fico africano con frutti riuniti in grappoli sul legno vecchio;
  • i numerosi Ficus ornamentali, accomunati dal lattice bianco ma privi dello stesso portamento e della fruttificazione sul tronco.

Per confermare Ficus sycomorus si osservano insieme la chioma massiccia, la corteccia che si sfalda in strisce e i fichi raggruppati direttamente sul tronco. 4 1

Fonti principali

Domande frequenti

Il Sicomoro è lo stesso albero chiamato sycomore in Francia?

No. In Francia sycomore indica di solito l’acero di monte (Acer pseudoplatanus), albero temperato delle Sapindaceae. Il Sicomoro (Ficus sycomorus) appartiene alle Moraceae e cresce nell’Africa tropicale: condividono soltanto quel nome vernacolare.

Il Sicomoro è tossico?

Il lattice contiene ficina e psoralene, sostanza fotosensibilizzante. Il contatto con la pelle seguito dall’esposizione al sole può causare fitofotodermatite nell’uomo, nel cane, nel gatto e nel cavallo. Il frutto maturo è invece commestibile.

Perché i fichi crescono direttamente sul tronco?

È la caulifloria, una strategia che facilita l’accesso di pipistrelli, scimmie e altri animali di grandi dimensioni ai grappoli sul legno vecchio, anziché alle estremità di rami troppo sottili per sostenerli.

Come si usava il Sicomoro nell’antico Egitto?

Il legno serviva per sarcofagi e bare; l’albero era venerato come albero della vita associato alle dee Hathor, Iside e Nut. Gli Egizi incidevano inoltre i fichi immaturi per accelerarne la maturazione.

Si può coltivare il Sicomoro in Francia?

Non in piena terra: l’albero non tollera il gelo. La coltivazione duratura è possibile soltanto in serra riscaldata o nei territori d’oltremare a clima tropicale.

Come si riproduce il Sicomoro in Egitto senza la sua vespa impollinatrice?

Ceratosolen arabicus, indicata come unica vespa impollinatrice della specie, è assente dalla valle del Nilo. Gli Egizi hanno quindi propagato l’albero mediante talee di grossi rami anziché per seme, una pratica tuttora utilizzata.

Da dove proviene il Sicomoro?

L’areale nativo comprende l’Africa subsahariana, dal Senegal all’Etiopia e all’Africa australe, con popolazioni nella penisola Arabica e in Madagascar. In Egitto e nel Levante la coltivazione risale all’Antichità, ma si tratta di un’antica introduzione.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.