Attaccamano (Galium aparine, )
Attaccamano (Galium aparine) è una pianta erbacea annuale delle Rubiaceae, diffusa in Europa temperata, Nord Africa e Asia fino al Giappone. Fusto quadrangolare e foglie sono coperti di piccoli peli uncinati, che aderiscono a vestiti, pelo animale e vegetazione vicina. Comune in siepi, incolti e colture cerealicole, è documentata anche come verdura selvatica e come surrogato del caffè ricavato dai frutti tostati.
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Distribuzione mondiale
Secondo POWO Galium aparine è nativo dalla Macaronesia all’Eurasia temperata, dall’Europa e dal Nord Africa fino al Giappone. Si è poi ampiamente naturalizzato in Nord e Sud America, Australia e Nuova Zelanda, dove compare fra le infestanti dei cereali.
- Autoctona4
- Introdotta2
- Invasiva2
- Francia
- Regno Unito
- Spagna
- Giappone
- Canada
- Nuova Zelanda
- Stati Uniti
- Australia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
L’Attaccamano (Galium aparine L., 1753), detto anche attaccamani o attaccaveste, è un’erbacea annuale delle Rubiaceae. Fusti, foglie e frutti portano peli uncinati che aderiscono al minimo contatto, carattere richiamato dal nome comune. Carl von Linné lo descrisse nello Species Plantarum del 1753. Il nome generico deriva dal greco gala, latte: Dioscoride chiamava già così Galium verum, usato per far cagliare il latte. 4 1
Anche aparine ha origine greca: apairo, afferrare. Richiama i piccoli uncini di fusti, foglie e frutti, grazie ai quali la pianta aderisce a vestiti, pelo animale e vegetazione vicina, pur non avendo viticci o altri organi per arrampicarsi. 4
Riconoscimento
Sottile e quadrangolare, il fusto presenta piccoli aculei ricurvi lungo i quattro spigoli. Privo di viticci e organi di ancoraggio, non si sostiene oltre poche decine di centimetri; appoggiato a una siepe o una coltura, si arrampica o striscia fino a 1,2 m, talvolta oltre in climi favorevoli. 4 3
Intorno a ogni nodo le foglie strette e lanceolate formano verticilli di 6–8 elementi; i margini uncinati prolungano l’effetto adesivo del fusto. I minuscoli fiori di 2–3 mm, con quattro petali bianco-verdastri, compaiono a gruppi di due o tre all’ascella delle foglie, dalla fine dell’inverno all’estate secondo la regione. 3 2
Dopo i fiori si forma un piccolo globo di 3–7 mm, coperto di peli uncinati e composto da uno o due acheni ravvicinati. Il frutto adesivo, più ancora del fiore, permette di riconoscere la specie anche dopo la fioritura. 5 4
Tassonomia utile
Per Galium aparine L., pubblicato nel 1753, Plants of the World Online conferma lo stato di nome accettato nella famiglia delle Rubiaceae, sottofamiglia Rubioideae. 1
I numerosi nomi vernacolari francesi, fra cui rièble, grateron, gratte-langue, saigne-langue e ne-me-quitte-pas, richiamano la sensazione di adesione alla pelle o ai vestiti. Designano la stessa specie nota qui come attaccamano. 5
Fra le diverse centinaia di specie del genere Galium sono frequenti le confusioni, se non si osservano frutto e odore della pianta stropicciata. Per identificarla con precisione conviene usare il binomio completo Galium aparine anziché il solo nome comune. 1
Habitat e distribuzione
La Macaronesia, l’Europa, il Nord Africa e l’Asia temperata fino al Giappone rientrano nell’areale nativo attribuito da POWO a Galium aparine. La specie si è poi ampiamente naturalizzata in Nord e Sud America, Australia e Nuova Zelanda. 1 4
Sul territorio francese è presente ovunque, dalle siepi ai cereali. 6 Negli Stati Uniti, dove è stata introdotta, l’USDA la elenca fra le infestanti delle grandi colture, tra cui mais e soia. 7
L’attaccamano predilige suoli pesanti, ricchi di azoto e fosforo, con pH fra 5,5 e 8. Vi colonizza siepi, margini, incolti e soprattutto cereali, frutteti e vigneti; una crescita densa segnala spesso una fertilizzazione eccessiva. 4 5
Ciclo e riproduzione
Già alla fine dell’inverno può germinare l’attaccamano, oppure in autunno nelle popolazioni annuali invernali. Ogni pianta produce normalmente 300–400 semi, vitali nel terreno per soli due o tre anni. Il ricambio rapido spiega perché una sola stagione di sfalcio non basta a eliminarlo. 3
Per epizoocoria i frutti viaggiano agganciati al pelo animale, ai vestiti e alle macchine agricole, oltre la distanza di una semplice caduta. I semi sopravvivono anche al passaggio nel tubo digerente del bestiame e si diffondono lungo i sentieri di pascolo. La specie pioniera ricolonizza inoltre le aree incendiate dalla banca di semi interrata: il fuoco prescritto è quindi poco efficace nel controllarla. 3 8
Usi e rischi
Prima che i frutti induriscano, i giovani germogli si raccolgono e si consumano cotti come gli spinaci; gli uncini rendono invece poco gradevole la pianta cruda. I frutti maturi, essiccati e tostati, forniscono un surrogato del caffè meno ricco di caffeina, uso documentato in Francia e nel Regno Unito. 4 5
Fra i composti della pianta figurano glicosidi iridoidi come l’asperuloside, flavonoidi, cumarine e un derivato antrachinonico repellente per alcuni bruchi. Questa composizione accompagna gli usi tradizionali in tisane diuretiche e cataplasmi per piccole ferite, senza tossicità alimentare documentata. 4
Il rischio accertato è meccanico: sulle pelli sensibili il contatto ripetuto con i peli uncinati può provocare piccole irritazioni. Vengono talvolta scambiate per allergie, benché siano semplici micrograffi. 4
Varietà, confusioni e piante affini
Non esistono selezioni orticole dell’attaccamano: è un’infestante spontanea, mai domesticata come ornamentale, a differenza del caglio odoroso, coltivato come tappezzante da sottobosco. 2
Sul campo si possono confondere diversi Galium:
- Galium spurium porta frutti più piccoli su un fusto spesso più sottile e cresce nelle stesse colture dell’attaccamano;
- Galium odoratum, il caglio odoroso, non presenta uncini sul fusto e profuma di fieno tagliato dopo l’essiccazione;
- Galium verum produce fiori gialli e frutti lisci, privi di peli uncinati.
Per separare queste specie restano decisivi l’odore, assente da fresco in Galium aparine, e la presenza di uncini su tutta la pianta.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Galium aparine L.
- Plants For A Future, Galium aparine
- University of Wisconsin Extension, Catchweed Bedstraw, Galium aparine
- Wikipedia EN, Galium aparine
- Wikipedia FR, Gaillet gratteron
- Inventaire National du Patrimoine Naturel, Galium aparine L.
- USDA PLANTS Database, Galium aparine profilo della pianta
- Fire Effects Information System, Galium aparine rassegna della specie
Domande frequenti
L’attaccamano è tossico?
No. Le fonti di riferimento non documentano tossicità alimentare né principi tossici per le persone o gli animali domestici. Il rischio accertato è meccanico: sulle pelli sensibili il contatto ripetuto con i peli uncinati può causare piccole irritazioni.
Si può mangiare l’attaccamano?
Sì. I giovani germogli si consumano cotti prima che i frutti induriscano. I frutti maturi, essiccati e tostati, servono da surrogato del caffè meno ricco di caffeina.
Perché l’attaccamano si attacca ai vestiti?
Fusto, foglie e frutti portano piccoli peli ricurvi a uncino. Servono soprattutto a disperdere i frutti per epizoocoria, agganciandoli al pelo degli animali di passaggio.
Come distinguere l’attaccamano dal caglio odoroso?
Il caglio odoroso, Galium odoratum, non ha peli uncinati sul fusto e profuma di fieno tagliato quando secca; l’attaccamano è inodore da fresco.
L’attaccamano è infestante nelle colture?
Sì, nei cereali, nei frutteti e nei vigneti. I fusti si intrecciano alle colture e possono ostacolare la mietitura; ogni pianta produce 300–400 semi, che ricostituiscono rapidamente la banca di semi del suolo.
Da dove viene il nome Galium aparine?
Galium deriva dal greco gala, latte, in riferimento a Galium verum, usato per far cagliare il latte. Aparine viene dal greco apairo, afferrare, e descrive i peli uncinati.
L’attaccamano cresce in Francia?
Sì, è presente in tutta la Francia, in siepi, incolti e soprattutto colture cerealicole, su suoli ricchi di azoto e fosforo.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





