Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos, L. 1753)

Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos) è un grande albero deciduo delle Fabaceae, originario delle valli alluvionali dell'America settentrionale centrale e orientale. La forma spontanea porta robuste spine ramificate, spesso riunite a tre sul tronco e sui rami; le cultivar orticole, quasi tutte derivate dalla varietà inerme var. inermis, sono oggi diffuse nelle città per l'ombra leggera e la tolleranza ai terreni compattati.

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Nome scientificoGleditsia triacanthos
GenereGleditsia
OrdineFabales

Spino di Giuda, Honey locust, Thorny locust e Sweet bean tree

Identità
Tossicità
Non tossico, ma con spine pericolose nella forma spontanea
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
Stati UnitiMessico
Habitat
Valli alluvionali, rive e pianure dai suoli ricchi e umidi; coltivato in parchi, viali e parcheggi
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstate
Raccolta
AutunnoInverno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Portamento adulto in circa quindici–vent'anni
Propagazione
Semina, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona; tollera il vento e i suoli urbani compattati
Umidità
30–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Argilla, limo o sabbia
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole; tollera una leggera mezz'ombra
Esterno
Aiuola, Terra piena
Aspetto
Altezza2000–3000 cmLarghezza1200–2000 cm
Foglie
VerdeGiallo
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — foglie 1
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — foglie 2
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — foglie 3
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — foglie 4
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloVerde
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — fiori 1
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — fiori 2
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — fiori 3
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — fiori 4
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — fiori 5
Frutti
MarroneNeroDimensioni30–45 cm
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — frutti 1
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — frutti 2
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — frutti 3
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — frutti 4
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — frutti 5
Portamento
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — portamento 1
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — portamento 2
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — portamento 3
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — portamento 4
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — corteccia 1
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — corteccia 2
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — corteccia 3
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — corteccia 4
Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L'areale nativo di Gleditsia triacanthos comprende l'America settentrionale centrale e orientale, soprattutto le valli alluvionali del Mississippi e dell'Ohio, fino al Messico nordorientale. Molto piantato come ornamentale nelle regioni temperate, è diventato localmente invasivo fuori dall'areale originario, in particolare in Australia e Argentina, prive dei grandi erbivori che in passato ne limitavano la diffusione.

  • Autoctona2
  • Invasiva2
  • Stati Uniti
  • Messico
  • Argentina
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Lo Spino di Giuda (Gleditsia triacanthos L., 1753), chiamato in inglese honey locust, è un grande albero deciduo del genere Gleditsia, nella famiglia delle Fabaceae. Il genere rende omaggio al botanico tedesco Johann Gottlieb Gleditsch, contemporaneo di Linneo; l'epiteto triacanthos unisce il greco tri- e akantha, «tre spine», richiamando le spine ramificate spesso riunite a tre sul tronco e sui rami degli esemplari spontanei. Il nome scientifico descrive quindi un carattere direttamente visibile sulla corteccia. 1 2

I grandi baccelli appiattiti ricordano, in dimensioni maggiori, quelli della fava comune: da questo confronto deriva il nome francese dell'albero. L'inglese honey locust può trarre in inganno: allude alla polpa dolce che circonda i semi nel baccello maturo, paragonata a quella del carrubo, e non alla produzione di miele. 6

Riconoscimento

Con un'altezza abituale di 20–30 m e una chioma larga 12–20 m, lo spino di Giuda cresce rapidamente, soprattutto nei primi venti–trent'anni. La forma spontanea porta sul tronco e sulle branche spine lunghe 5–8 cm, ramificate e spesso raggruppate a tre; quasi tutte le cultivar piantate dagli anni Cinquanta del Novecento ne sono prive. 2 3

Le foglie composte, pennate o bipennate, misurano 10–20 cm e comprendono numerose piccole foglioline ellittiche: ne risulta una chioma leggera, dall'ombra filtrata. Il fogliame, verde scuro e lucido sulla pagina superiore, ingiallisce in autunno. Piccoli e giallo-verdastri, i fiori profumati si riuniscono in racemi tra primavera ed estate e rimangono poco appariscenti, pur essendo numerosi. 2 4

I baccelli piatti, spesso contorti, raggiungono 30–45 cm; dal bruno rossastro passano al nero violaceo a maturità e persistono sull'albero per buona parte dell'inverno prima di cadere. Fra gli alberi comunemente piantati in città, queste dimensioni sono particolarmente riconoscibili. Più del colore, la lunghezza dei baccelli permette di distinguere da lontano un esemplare della forma spontanea da una cultivar senza frutti come Shademaster. 4 2

Tassonomia utile

Nel repertorio POWO, Gleditsia triacanthos L., descritto da Linneo nel 1753, è il nome accettato. La letteratura ha proposto diverse varietà e forme, alcune di interesse soprattutto orticolo anziché botanico:

  • Gleditsia triacanthos var. inermis (L.) Pursh (varietà citata nella letteratura botanica).
  • Gleditsia triacanthos f. elegantissima (Grosdem.) Rehder (forma citata nella letteratura botanica).
  • Gleditsia triacanthos f. pendula (Asch. & Graebn.) Rehder (forma citata nella letteratura botanica).
  • Gleditsia triacanthos var. ferox (Desf.) Asch. & Graebn. (varietà citata nella letteratura botanica).
  • Gleditsia triacanthos f. nana (Loudon) Rehder (forma citata nella letteratura botanica).

A differenza di elegantissima, pendula, ferox e nana, presenti soprattutto nelle collezioni botaniche o come forme rare, var. inermis ha un rilievo commerciale diretto. Il suo status botanico esatto varia secondo i repertori, ma il nome identifica in orticoltura la linea senza spine da cui derivano cultivar da vivaio come Shademaster e Skyline. Con o senza spine, il nome scientifico accettato resta Gleditsia triacanthos. 1 3

Habitat e distribuzione

Le valli del Mississippi e dell'Ohio costituiscono il cuore dell'areale originario, nell'America settentrionale centrale e orientale: dalla Pennsylvania al Nebraska, verso sud fino al Texas, alla Georgia e al Messico nordorientale. Qui la specie colonizza soprattutto terreni di pianura ricchi e umidi, lungo le rive dei fiumi. 1 2

L'Unione internazionale per la conservazione della natura classifica Gleditsia triacanthos come specie a minor preoccupazione, grazie all'ampio areale nativo e a una popolazione complessivamente abbondante. 8

Introdotto come ornamentale nelle regioni temperate, lo spino di Giuda è diventato localmente invasivo, soprattutto in Australia, dove forma fitti popolamenti lungo i corsi d'acqua, e in Argentina, dove colonizza praterie e foreste subtropicali. In entrambi i paesi mancano grandi erbivori capaci di limitare la comparsa delle plantule come facevano un tempo i mastodonti nordamericani. In Francia rimane soprattutto un albero piantato, senza uno status invasivo riconosciuto. 10

Ciclo e riproduzione

Tra maggio e luglio, secondo il clima, compaiono racemi di piccoli fiori giallo-verdastri; lo stesso esemplare porta spesso fiori maschili, femminili ed ermafroditi. Dopo l'impollinazione i baccelli si sviluppano lentamente e maturano a fine estate, passando dal verde al bruno rossastro e infine al nero violaceo. 4 2

Spine ramificate e grandi baccelli dolci sono interpretati come adattamenti ereditati dal Pleistocene, quando mastodonti e altri grandi erbivori oggi estinti brucavano l'albero e disperdevano i semi ingerendone la polpa. In assenza di quei dispersori, i semi caduti vicino alla pianta germinano meno bene senza l'aiuto di animali più piccoli, come cervi e scoiattoli. 9

Pur appartenendo alle Fabaceae, Gleditsia triacanthos non fissa l'azoto in modo affidabile come la maggior parte delle leguminose: non è stata dimostrata con certezza una nodulazione radicale simbiotica, a differenza di generi affini come Robinia. In vivaio la semina dopo scarificazione riproduce la specie tipica, mentre solo l'innesto garantisce l'assenza di spine e baccelli propria di una determinata cultivar. 3

Usi e rischi

L'ombra leggera, che permette all'erba di crescere sotto la chioma, rende lo spino di Giuda apprezzato nei giardini e nei filari urbani, insieme alla tolleranza ai terreni compattati, alla siccità, al sale e all'inquinamento. Dalla metà del XX secolo le cultivar senza spine né baccelli hanno ampiamente sostituito la forma spontanea in città, per evitare ferite e ridurre la pulizia dei frutti caduti. 4 3

Il legno duro e resistente alla marcescenza serve soprattutto per pali e recinzioni. I volumi disponibili, insufficienti per un impiego industriale di massa, alimentano piuttosto una falegnameria di nicchia. La polpa dolce dei baccelli era consumata dalle popolazioni native americane ed è tuttora appetita dal bestiame e dalla fauna selvatica. 2

Per l'ASPCA, Gleditsia triacanthos è non tossico per gatti, cani e cavalli. Il pericolo è meccanico: le lunghe spine rigide della forma spontanea possono perforare la pelle. Una cultivar inerme come Imperial o Skyline elimina alla radice questo rischio. 5

Varietà, confusioni e piante affini

Nell'offerta vivaistica prevalgono le cultivar senza spine né baccelli. Shademaster e Skyline offrono rispettivamente una chioma regolare a vaso o piramidale, adatta ai filari urbani; Sunburst ha foglie dorate al germogliamento, poi verdi in estate; Imperial rimane più compatta, adatta ai giardini di dimensioni contenute. Tutte derivano dalla linea inerme chiamata var. inermis. 3

Due alberi possono creare confusione. La robinia (Robinia pseudoacacia), altra Fabaceae spinosa resistente alla siccità, porta spine semplici e appaiate alla base delle foglie, mai ramificate o riunite a tre. L'affine asiatica Gleditsia japonica ha invece baccelli più stretti, spesso avvolti a spirale anziché semplicemente piatti. Fra queste tre specie, numero e disposizione delle spine consentono una distinzione più rapida rispetto alla forma delle foglie, molto simile fra i generi.

Fonti principali

Domande frequenti

Lo spino di Giuda è tossico per cani e gatti?

No. L'ASPCA classifica Gleditsia triacanthos come non tossico per gatti, cani e cavalli. Il rischio concreto sono le spine della forma spontanea, capaci di provocare ferite serie, anziché una sostanza chimica della pianta.

Perché alcuni esemplari non hanno spine?

La maggior parte delle cultivar piantate dalla metà del XX secolo deriva da var. inermis, una varietà naturalmente priva di spine. La forma spontanea porta invece spine ramificate, spesso riunite a tre.

Lo spino di Giuda fissa azoto come altre leguminose?

La questione è discussa. A differenza della maggior parte delle Fabaceae, in Gleditsia triacanthos non è stata dimostrata con certezza la formazione di noduli radicali con batteri azotofissatori.

Da dove viene il nome inglese honey locust?

Deriva dalla polpa dolce che avvolge i semi nel baccello maturo, paragonata a quella del carrubo. Nonostante il nome, l'albero non è una fonte importante di miele.

Lo spino di Giuda è invasivo?

Fuori dall'areale nativo sì, soprattutto in Australia e Argentina, dove forma fitti popolamenti lungo i corsi d'acqua. In Francia rimane soprattutto un albero ornamentale piantato, senza uno status invasivo riconosciuto.

Come si distingue dalla robinia?

Entrambi appartengono alle Fabaceae, hanno spine e tollerano la siccità, ma appartengono a generi diversi. Lo spino di Giuda ha spine ramificate e riunite a tre; Robinia pseudoacacia le ha semplici, appaiate alla base di ogni foglia.

Si possono mangiare i baccelli?

La polpa dolce attorno ai semi è stata consumata in passato, ma oggi non è un alimento comune. I semi, rivestiti da un tegumento durissimo, non si mangiano tal quali.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.