Fiore di luna (Ipomoea alba, )
Ipomoea alba è una liana rampicante perenne delle Convolvulaceae, originaria delle Americhe tropicali e subtropicali. I grandi fiori bianchi a tromba si aprono al crepuscolo e si richiudono prima di mezzogiorno del giorno seguente, un ritmo notturno che attira le falene e spiega molti dei suoi nomi comuni.
Leggi di piùFiore di luna, Ipomea bianca, Moonflower e Moonvine
Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.






© foto
Liv · cc0
Ruth Gutiérrez Oliveros · cc0
ritirene · CC BY-NC
Taken Apr 21, 2011 by OTS - Oviedo-Brenes, Federico (cc-by-nc-sa)
Taken Nov 21, 2019 by Nelson Zamora Villalobos (cc-by-nc)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Ipomoea alba comprende le Americhe tropicali e subtropicali, dall’Argentina settentrionale al Messico meridionale, incluse Florida e Antille. Introdotta e ampiamente coltivata altrove come ornamentale, presenta casi di invasività locale distinti dalla semplice coltura in giardino.
- Autoctona4
- Introdotta1
- Invasiva4
- Messico
- Cuba
- Argentina
- Stati Uniti (Florida)
- Cina
- Sudafrica
- Australia (Nuovo Galles del Sud)
- Isole Galápagos
- Hawaii
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Ipomoea alba (Ipomoea alba L., 1753), detta fiore di luna o ipomea bianca, è una liana rampicante perenne delle Convolvulaceae. La corolla bianca si apre al crepuscolo e si richiude prima di mezzogiorno del giorno seguente: un ritmo raro e invertito rispetto alle ipomee coltivate blu o porpora, che fioriscono al mattino. 1 2
Il francese belle-de-nuit crea una frequente confusione: nella Francia metropolitana indica soprattutto Mirabilis jalapa, specie priva di parentela con Ipomoea alba, mentre nelle Antille francesi si riferisce piuttosto a quest’ultima. Il nome scientifico identifica la pianta senza ambiguità in tutto il mondo; belle-de-nuit cambia invece specie secondo il territorio. 8
Riconoscimento
Fusti lattiginosi, talvolta leggermente spinosi al tatto, caratterizzano Ipomoea alba e aiutano a distinguerla dalle altre ipomee coltivate. È una liana volubile; Ipomoea tricolor, per confronto, ha fusti lisci. Le foglie cuoriformi, intere o talvolta trilobate, misurano 10–20 cm e si dispongono lungo tutto il fusto. In una stagione la pianta raggiunge normalmente 3–9 m; nei climi tropicali, dove è perenne, sono segnalati esemplari oltre 20 m. 2 3
Una lunga tromba bianca e intensamente profumata forma il fiore, largo 8–15 cm. Si apre in pochi minuti al crepuscolo e si richiude prima di mezzogiorno del giorno dopo, attirando le falene anziché gli insetti diurni, già ritirati per la notte. Col fresco o il cielo coperto può rimanere aperto più a lungo. 3 8
Dopo la fioritura, le capsule liberano semi bruno scuro o neri lunghi circa 10–12 mm, capaci di galleggiare in mare per lunghi periodi. Questa capacità spiega buona parte dell’ampia distribuzione pantropicale della specie, trasportata dalle correnti costiere da un’isola all’altra. 8
Tassonomia utile
Per questa liana POWO/WCVP riconosce il nome Ipomoea alba L. Prima dell’attuale collocazione, la specie è circolata a lungo sotto altri nomi di genere. Fra i sinonimi più significativi figurano:
- Convolvulus aculeatus L., il basionimo originario;
- Calonyction aculeatum (L.) House, una denominazione storica;
- Ipomoea bona-nox L., altro nome presente nella sinonimia;
- Calonyction bona-nox (Spreng.) Bojer, ulteriore sinonimo.
Calonyction, nome di genere dal significato greco vicino a «bellezza della notte», compare ancora nei cataloghi e nelle opere orticole più vecchie. La classificazione attuale colloca però la specie in Ipomoea, sottogenere Quamoclit. Un catalogo che propone Calonyction aculeatum offre dunque la stessa pianta oggi chiamata Ipomoea alba. 1 8
Habitat e distribuzione
Le Americhe tropicali e subtropicali costituiscono l’areale nativo, dall’Argentina settentrionale al Messico meridionale, comprese Florida e Antille. La specie occupa margini e arbusteti di foreste a siccità stagionale, rive dei corsi d’acqua e terreni disturbati. 2 4
La valutazione IUCN assegna a Ipomoea alba lo stato di minor preoccupazione, giustificato dall’ampiezza dell’areale e dalla presenza stabile. 6
La diffusione ornamentale oltre l’areale originario ha favorito naturalizzazioni in varie regioni tropicali e subtropicali, anche grazie ai semi galleggianti. È sorvegliata come specie esotica invasiva in Sudafrica, in alcune isole del Pacifico, alle Galápagos e nel Nuovo Galles del Sud. Questo stato locale va distinto dalla semplice coltivazione nei giardini di altre regioni, dove non sono segnalati problemi. 4
Ciclo e riproduzione
Nei climi temperati i fiori compaiono da luglio a ottobre; ai tropici la fioritura può durare quasi tutto l’anno. L’impollinazione è affidata soprattutto a falene come gli sfingidi, la cui proboscide si adatta alla lunga corolla tubolare. 3 8
Per la propagazione si usa soprattutto la semina. Il tegumento duro impedisce la germinazione senza scarificazione o ammollo preliminare di 24 ore. La talea di fusto estiva permette di moltiplicare un esemplare già fiorifero più rapidamente della semina, perché evita la fase di superamento della dormienza del seme. 4 2
Nell’areale d’origine Ipomoea alba è perenne, con radice talvolta tuberosa, capace di ricacciare dopo una stagione secca o una gelata lieve che distrugge il fogliame. Nei climi temperati freddi la ripresa dalla radice non è garantita: coltivarla come annuale rimane la soluzione più sicura. 4
Usi e rischi
In una sola stagione calda Ipomoea alba ricopre rapidamente tralicci, pergole e recinzioni. L’impiego principale è ornamentale, anche nei giardini notturni insieme ad altre piante dai fiori bianchi e profumati. 2 3
La storia tecnica della specie è molto antica: già intorno al 1600 a.C. i popoli mesoamericani mescolavano il lattice di Castilla elastica al succo di Ipomoea alba per fabbricare palle e oggetti di gomma. Lo zolfo della liana reticola il lattice secondo un principio di vulcanizzazione che precede di millenni la scoperta ottocentesca di Charles Goodyear. 7
Nei semi sono presenti alcaloidi indolici, fra cui acido lisergico e lisergamide. L’ASPCA classifica il genere Ipomoea come tossico per cani, gatti e cavalli: l’ingestione provoca vomito e grandi quantità di semi possono causare allucinazioni. I semi vanno tenuti fuori dalla portata di bambini e animali domestici. 5
Varietà, confusioni e piante affini
Le sementi in commercio sono proposte soprattutto come Giant White, nome per esemplari dai fiori molto grandi, anziché per una varietà botanica stabilizzata e distinta dalla specie tipo. 2
Fra le confusioni più frequenti rientrano:
- Ipomoea tricolor e Ipomoea purpurea, dai fiori diurni e colorati, distinguibili anche dall’orario di apertura;
- le dature e Brugmansia, anch’esse con fiori bianchi notturni, ma appartenenti alle Solanaceae, molto più tossiche in ogni parte;
- Mirabilis jalapa, che nella Francia metropolitana condivide il nome belle-de-nuit pur appartenendo a un’altra famiglia botanica.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Ipomoea alba L.
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Ipomoea alba
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Ipomoea alba
- Plants For A Future, Ipomoea alba
- ASPCA, scheda sulla tossicità di Morning Glory (Ipomoea spp)
- Lista Rossa IUCN, valutazione di Ipomoea alba
- MIT News Office, lavorazione mesoamericana della gomma con Castilla elastica e Ipomoea alba (1999, archivio)
- Wikipedia EN, Ipomoea alba
Domande frequenti
Ipomoea alba è la stessa pianta delle campanelle blu?
No. Le campanelle blu corrispondono spesso a Ipomoea tricolor o Ipomoea purpurea, specie dai fiori diurni e colorati. Ipomoea alba si distingue per i fiori bianchi che si aprono soltanto di notte.
Ipomoea alba è tossica per cani e gatti?
Sì, soprattutto i semi. L’ASPCA classifica il genere Ipomoea come tossico per cani, gatti e cavalli: gli alcaloidi indolici provocano vomito e, con grandi quantità di semi, allucinazioni.
Perché i fiori si aprono soltanto di notte?
La fioritura notturna attira le falene, soprattutto gli sfingidi, che impollinano i fiori grazie alla lunga corolla tubolare e al profumo intenso, caratteri che non servono ad attirare impollinatori diurni.
Si può coltivare Ipomoea alba nei climi temperati?
Sì, come annuale. Non sopporta il gelo e in piena terra muore a 0 °C; nei climi temperati si risemina spontaneamente oppure viene riseminata ogni anno al caldo.
Che differenza c’è tra Ipomoea alba e la datura?
Entrambe portano grandi fiori bianchi notturni, ma la datura appartiene alle Solanaceae, molto più tossiche in tutte le parti. In Ipomoea alba, una Convolvulaceae, il rischio si concentra soprattutto nei semi.
Da dove viene il nome fiore di luna?
Descrive la rapida apertura della corolla bianca al crepuscolo, visibile nella penombra come un disco luminoso, e la chiusura prima di mezzogiorno del giorno seguente.
Perché questa liana veniva usata nell’antichità per produrre gomma?
I popoli mesoamericani mescolavano il succo di Ipomoea alba al lattice di Castilla elastica. Lo zolfo della liana reticolava il lattice, un principio di vulcanizzazione che precede di millenni la scoperta di Charles Goodyear.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




