Mirto crespo (Lagerstroemia indica, L. 1759)

Mirto crespo (Lagerstroemia indica L.) è un arbusto o piccolo albero deciduo del genere Lagerstroemia, nella famiglia delle Lythraceae. Originario della Cina meridionale, dell’Himalaya e dell’Indocina, viene coltivato in tutto il mondo per la lunga fioritura estiva dai colori vivaci e la corteccia liscia che si sfalda in placche.

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Nome scientificoLagerstroemia indica
GenereLagerstroemia
OrdineMyrtales

Mirto crespo, Lagerstroemia, Lillà delle Indie e Crape myrtle

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, inclusi bambini, gatti, cani, cavalli e animali
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
Himalaya centraleCina meridionaleIndocina (Vietnam, Laos, Cambogia, Thailandia)FilippineGiappone e Corea
Habitat
Prati aperti, rupi a bassa quota e margini forestali; in coltura, aiuole soleggiate e bordi stradali
Stagionalità
Fioritura
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Prima fioritura a 2-3 anni, corteccia ornamentale a 10-20 anni
Propagazione
Talea, Semina, Talea di radice
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona a portamento stabilizzato; la chioma aperta risente poco del vento
Umidità
30–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Argilla, limo o sabbia
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Interno
Veranda
Esterno
Aiuola a pieno sole, Siepe campestre
Vasi
Terracotta, Grande bacino
Aspetto
Altezza180–800 cmLarghezza180–600 cm
Foglie
VerdeRossoArancioneGiallo
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — foglie 1
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — foglie 2
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — foglie 3
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — foglie 4
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoRosaRossoViolaDimensioni2.5–4 cm
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — fiori 1
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — fiori 2
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — fiori 3
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — fiori 4
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — fiori 5
Frutti
Marrone
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — frutti 1
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — frutti 2
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — frutti 3
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — frutti 4
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — frutti 5
Portamento
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — portamento 1
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — portamento 2
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — portamento 3
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — portamento 4
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — corteccia 1
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — corteccia 2
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — corteccia 3
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — corteccia 4
Mirto crespo (Lagerstroemia indica): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Lagerstroemia indica va dall’Himalaya centrale alla Cina meridionale, all’Indocina, alle Filippine e al Giappone. L’antica coltivazione nell’Asia orientale e l’introduzione orticola nel resto del mondo dal XVIII secolo hanno esteso molto l’areale coltivato oltre questi confini.

  • Autoctona5
  • Introdotta1
  • Invasiva1
  • Himalaya centrale
  • Cina meridionale
  • Indocina (Vietnam, Laos, Cambogia, Thailandia)
  • Filippine
  • Giappone e Corea
  • Bacino mediterraneo
  • Stati Uniti sudorientali

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Mirto crespo (Lagerstroemia indica L., 1759) è un arbusto o piccolo albero deciduo della famiglia delle Lythraceae. Il binomio, pubblicato da Linneo nel 1759, è il nome accettato da POWO. 1

La somiglianza delle dense pannocchie colorate ha suggerito il nome lillà delle Indie, ma non esiste alcuna parentela con il vero lillà (Syringa). Lagerstroemia rende omaggio a Magnus von Lagerström, amministratore della Compagnia svedese delle Indie orientali che nel XVIII secolo fece pervenire la pianta a Linneo. L’epiteto indica conserva un’antica attribuzione di origine indiana, mentre l’areale nativo si concentra soprattutto nella Cina meridionale e nell’Himalaya. 2

Riconoscimento

Nella descrizione di NC State, il mirto crespo è spesso a più fusti e raggiunge comunemente 1,8-9 m, secondo la varietà. RHS indica 4-8 m per gli esemplari adulti nei climi temperati; Missouri Botanical Garden colloca la maggior parte delle cultivar fra 1,8 e 7,6 m. Un’estate lunga e calda favorisce una ramificazione più densa e dimensioni finali maggiori. 2 3 4

Anche senza fiori, la corteccia offre un indizio netto: liscia, dal bruno chiaro al grigio o cannella, si sfalda in placche quando l’esemplare è ben sviluppato. NC State e Missouri Botanical Garden ne descrivono entrambi l’interesse ornamentale invernale. Nei primi 3-5 anni, invece, la corteccia resta liscia e verde prima che inizino a staccarsi le placche. Le foglie opposte e coriacee, verdi in estate, assumono toni gialli, arancioni o rossi in autunno. 2 4

Pannocchie terminali larghe 15-45 cm riuniscono fiori con petali increspati come carta crespa, da cui il nome inglese crape myrtle. La fioritura si estende da luglio a settembre, con colori bianchi, rosa, rossi o viola secondo la cultivar. 3 2

Tassonomia utile

Fra le diverse decine di specie asiatiche e oceaniane del genere Lagerstroemia, Lagerstroemia indica è la più coltivata come ornamentale nei climi temperati. Dal 1962 il National Arboretum di Washington la incrocia con Lagerstroemia fauriei, specie giapponese dalla corteccia molto contrastata, per unire resistenza all’oidio e fioritura abbondante. 8

Nella letteratura e nel commercio orticolo ricorrono diverse forme e denominazioni storiche:

  • Lagerstroemia indica f. alba (G.Nicholson) Rehder, forma botanica storica;
  • Lagerstroemia indica var. grafii S.Yadav, varietà descritta in letteratura;
  • Lagerstroemia elegans Wall. ex C.Presl, nome storico;
  • Lagerstroemia chinensis Lam., nome storico.

Denominazioni commerciali come Natchez e Tuscarora indicano dunque ibridi indica x fauriei, non la sola specie Lagerstroemia indica. Verificare binomio completo e cultivar sull’etichetta serve anche a capire se la pianta acquistata possiede la resistenza all’oidio attesa. 1 8

Habitat e distribuzione

Dall’Himalaya centrale l’areale nativo si estende alla Cina meridionale, all’Indocina, alle Filippine e al Giappone. La specie cresce in luoghi erbosi aperti, su rupi a bassa quota e ai margini delle foreste. 5 2

La precoce introduzione orticola tramite la Compagnia svedese delle Indie orientali precede la sua diffusione nelle regioni a estate calda, dal bacino mediterraneo all’America settentrionale. Predilige il pieno sole e terreni ben drenati, tollerando argilla, limo, sabbia e calcare. 2

Negli Stati Uniti sudorientali, il caldo umido simile a quello dell’areale nativo ne ha consentito la naturalizzazione lungo le strade e ai margini dei boschi; la specie compare nell’Invasive Plant Atlas regionale. Per la Francia metropolitana il quadro descritto è diverso: l’estate più fresca limita il rischio e non è documentato uno status invasivo paragonabile; l’impiego resta strettamente ornamentale. 9

Ciclo e fioritura

I fiori estivi compaiono sui rami dell’anno. Per la gestione in giardino è un dettaglio decisivo: tagliare il legno a fine inverno non elimina le future fioriture come accadrebbe in un arbusto che fiorisce sul legno vecchio. Clemson HGIC insiste su questo aspetto per contrastare una pratica di potatura diffusa ma dannosa. 7

La capitozzatura drastica del tronco, soprannominata crape murder, non aumenta la fioritura. Secondo Clemson HGIC, un esemplare non potato fiorisce altrettanto bene di uno capitozzato ogni anno; il taglio drastico produce invece ricacci fitti e fragili e altera stabilmente il portamento. 7

Con caldo estivo persistente, i fiori possono susseguirsi da luglio all’inizio dell’autunno per quasi 100 giorni: da qui il soprannome cinese di cento giorni rossi. Segue una piccola capsula bruna, spesso persistente durante l’inverno. Nella moltiplicazione commerciale si preferiscono talee semilegnose di 8-15 cm, prelevate in estate. La semina è possibile, ma non riproduce fedelmente una cultivar con nome. 2 5

Usi e rischi

In giardino prevale l’impiego ornamentale: esemplare isolato per la corteccia invernale, siepe libera, alberatura urbana o grande vaso da terrazzo per le forme compatte. Api e farfalle visitano i fiori per tutta l’estate, durante una fioritura insolitamente lunga per un arbusto legnoso deciduo. 3 2

L’ASPCA classifica Lagerstroemia indica come non tossica per gatti, cani e cavalli, senza effetti indesiderati segnalati in caso di ingestione accidentale. 6

Fra i problemi colturali descritti da NC State per le cultivar moderne figurano afidi, cocciniglie, macchie fogliari legate all’umidità e clorosi ferrica nei terreni troppo alcalini, più che malattie gravi. L’oidio resta il limite principale nelle forme non ibridate con Lagerstroemia fauriei. 2

Varietà, confusioni e piante affini

Gli ibridi del National Arboretum, chiamati con nomi di tribù native americane, sono molto diffusi sul mercato dei climi temperati. Natchez abbina corteccia cannella contrastata e buona resistenza all’oidio, qualità adatte a un esemplare isolato. Tuscarora offre fiori rosa corallo sulla stessa struttura resistente; Muskogee, dal malva chiaro, amplia la gamma per i climi caldi. La forma bianca Alba corrisponde invece a Lagerstroemia indica f. alba nella sinonimia botanica ed è più vicina alla specie tipo che agli ibridi. 8 1

Sull’etichetta conviene controllare se si acquista la specie tipo o un ibrido indica x fauriei. In fiore si somigliano, ma l’ibrido tollera meglio l’umidità fogliare e conserva un fogliame più sano a fine estate. 2

Altri arbusti estivi dalle grandi pannocchie colorate possono generare confusione: l’oleandro (Nerium oleander), con foglie persistenti e coriacee e tossico per gli animali domestici, oppure la buddleja (Buddleja davidii), invasiva in diverse regioni. Il mirto crespo si distingue per la corteccia sfogliante e i petali increspati, con indizi utili sia durante sia fuori dalla fioritura. 3

Fonti principali

Domande frequenti

Il mirto crespo è tossico per gatti e cani?

No. L’ASPCA classifica Lagerstroemia indica come non tossica per gatti, cani e cavalli, senza effetti indesiderati segnalati dopo l’ingestione.

Perché la corteccia del mirto crespo si sfoglia?

Il distacco in placche è normale negli esemplari ben sviluppati ed è più evidente in alcuni ibridi come Natchez. Una pianta giovane con corteccia ancora liscia non ha semplicemente raggiunto questa fase.

Serve una potatura drastica per far fiorire il mirto crespo?

No. Clemson HGIC mostra che la pianta fiorisce abbondantemente senza potature drastiche; la capitozzatura, talvolta chiamata crape murder, indebolisce la struttura e ritarda la fioritura anziché migliorarla.

Che differenza c’è tra Lagerstroemia indica e gli ibridi come Natchez?

Gli ibridi incrociano Lagerstroemia indica con Lagerstroemia fauriei per ottenere resistenza all’oidio e una corteccia più contrastata, mantenendo una fioritura estiva paragonabile a quella della specie tipo.

Il mirto crespo è invasivo?

Negli Stati Uniti sudorientali la specie si è naturalizzata ed è inclusa nell’Invasive Plant Atlas regionale. Nella Francia metropolitana non è documentato uno status invasivo e resta una pianta strettamente ornamentale.

Quanto dura la fioritura del mirto crespo?

La fioritura va da luglio a settembre e può prolungarsi se il caldo estivo persiste: da qui il soprannome cinese di cento giorni rossi.

Come si riconosce il mirto crespo in inverno, senza foglie?

La corteccia liscia e sfogliante, dal bruno chiaro al cannella, resta l’indizio più affidabile fuori stagione, insieme alle capsule brune che spesso persistono sui rami.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.