Sensitiva (Mimosa pudica, )
Mimosa pudica è una pianta strisciante delle Fabaceae, originaria dei Caraibi e dell’America tropicale e oggi diffusa in gran parte delle regioni calde del mondo. Le foglie composte si chiudono in pochi secondi al minimo contatto, al calore o a una scossa e si riaprono dopo qualche minuto. Coltivata in vaso per questa reazione spettacolare, ai tropici è anche un’infestante tenace dei terreni disturbati.
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Taken Jul 4, 2022 by Tristan Jaton-Maria (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Mimosa pudica comprende Caraibi, America centrale e Sudamerica settentrionale. Divenuta pantropicale per introduzione, colonizza l’Asia meridionale e sud-orientale, l’Australia, l’Africa tropicale e alcuni territori francesi d’oltremare, dove spesso è un’infestante delle colture.
- Autoctona3
- Introdotta3
- Invasiva3
- Brasile
- Messico
- Guyana francese
- Stati Uniti
- La Riunione
- Indonesia
- India
- Australia
- Tanzania
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Mimosa pudica (Mimosa pudica L., 1753), chiamata anche sensitiva, è una pianta strisciante delle Fabaceae, annuale o perenne di breve durata secondo il clima. Contatto, calore o scosse fanno chiudere le foglie composte in pochi secondi: un movimento rapido e reversibile che la maggior parte delle piante non compie a questa velocità. In inglese è conosciuta come sensitive plant o touch-me-not. 3 1
Dai Caraibi e dall'America tropicale la specie si è diffusa nella maggior parte delle regioni calde, divenendo pantropicale e spesso infestante dei terreni disturbati. Il nome comune «mimosa» può trarre in inganno: la pianta venduta in mazzi appartiene a una specie del tutto diversa dalla sensitiva. 4 5
Riconoscimento
Sottile e provvisto di piccoli aculei, il fusto è eretto nelle giovani piante e poi diventa strisciante o ricadente. Supera raramente 30 cm d'altezza, ma può raggiungere 1 m di lunghezza, talvolta di più allo stato selvatico. 3 5
Ogni foglia bipennata presenta generalmente due paia di pinne, ciascuna con 10-20 paia di foglioline strette e allungate. Il contatto genera un segnale elettrico che fa uscire acqua dalle cellule del pulvino, il rigonfiamento alla base delle foglioline e del picciolo. Il calo di pressione le fa ripiegare in pochi secondi; si riaprono 10-20 minuti dopo. La stessa chiusura avviene ogni notte senza contatto, secondo un ritmo detto nictinastia. 10 3
Piccoli capolini globosi rosa o malva, di circa 8-10 mm di diametro, sbocciano all'ascella delle foglie in estate; ogni fiore dura un solo giorno. I frutti sono baccelli appiattiti di circa 1,8 cm, con setole sui margini e riuniti in gruppi di 2-8. A maturità si dividono in articoli, ciascuno contenente un seme bruno chiaro. 3 10
Tassonomia utile
Nel Species Plantarum del 1753 Carl von Linné descrisse Mimosa pudica L., nome accettato da POWO/WCVP. L'epiteto latino pudica, «pudica» o «che si ritrae», richiama direttamente la chiusura delle foglie al contatto. 1 2
Un sinonimo omotipico ben documentato e diverse varietà botaniche ancora riconosciute, distinte soprattutto per pelosità dei fusti e distribuzione, completano la nomenclatura:
- Eburnax pudica (L.) Raf., sinonimo omotipico
- Mimosa pudica var. unijuga (Duchass. & Walp.) Griseb., varietà botanica
- Mimosa pudica var. tetrandra (Humb. & Bonpl. ex Willd.) DC., varietà botanica
- Mimosa pudica var. hispida Brenan, varietà botanica
La varietà unijuga, citata più spesso in Sudamerica, è anche quella associata a casi di dermatosi nei cavalli d'allevamento. Identificare la varietà corretta ha quindi un valore sanitario oltre che tassonomico. 7 1
Habitat e distribuzione
Caraibi, America centrale e Sudamerica settentrionale costituiscono l'areale nativo, dove la pianta vive in ambienti disturbati e soleggiati fino a 1300 m di quota. 5 4
La valutazione IUCN assegna a Mimosa pudica la categoria a minor rischio: la distribuzione molto ampia e l'abbondante riproduzione per seme motivano questo stato, nonostante pressioni locali su alcuni ambienti naturali. 9
Introduzioni volontarie o accidentali hanno reso la specie pantropicale. Oggi colonizza l'Asia meridionale e sud-orientale, l'Australia e l'Africa orientale, dove rientra fra le infestanti delle colture soggette a regolamentazione. A La Riunione forma localmente coperture dense nei campi di canna da zucchero e ostacola l'insediamento di altre specie. 5
Ciclo e riproduzione
Protetto da un rivestimento duro, il seme germina lentamente senza trattamento. Un ammollo in acqua calda o una lieve scarificazione riduce l'attesa a 1-3 settimane. Le alte temperature interrompono la dormienza più efficacemente dell'umidità o dell'acidità del terreno. 4
Durante l'estate si aprono fiori delicati, ciascuno appassito in meno di un giorno, impollinati sia dagli insetti sia dal vento. Dopo la fecondazione si formano i baccelli setolosi, che liberano i semi frammentandosi. 3 10
Nei noduli radicali di Mimosa pudica vivono batteri azotofissatori, come in molte Fabaceae. Trasformano l'azoto atmosferico in una forma assimilabile dalla pianta: la simbiosi permette alla specie di colonizzare terreni poveri e appena disturbati prima di piante più esigenti. 4
Usi e rischi
La mimosina contenuta nella pianta è un amminoacido tossico, noto per gli effetti sulla crescita del pelo e della lana nel bestiame. Cavalli che pascolavano a lungo in appezzamenti invasi dalla varietà unijuga hanno sviluppato perdita di criniera e coda, insieme a una dermatosi confermata dalla biopsia cutanea. 7 8
Nelle radici la tossina raggiunge concentrazioni maggiori che nel resto della pianta. Sono quindi sconsigliati impieghi alimentari o medicinali senza supervisione, nonostante antichi usi tradizionali contro vari disturbi digestivi. 4
Come curiosità didattica, la sensitiva permette di avvicinare i bambini alla fisiologia vegetale grazie alla risposta visibile e immediata al tocco. In orticoltura questo impiego è più comune di quello ornamentale nelle aiuole. 6
Varietà, confusioni e piante affini
Con il nome mimosa si vende in mazzi quasi sempre Acacia dealbata, albero dai fiori gialli profumati di fine inverno, privo di parentela diretta con il genere Mimosa. Le due piante condividono soltanto il nome comune.
Anche altre piante con foglie sensibili possono confondere: alcune specie del genere Biophytum, botanicamente molto lontane, e Neptunia dimorphantha, anch'essa talvolta chiamata «sensitive plant» in inglese. La chiusura rapida al tocco, da sola, non dimostra l'identità botanica.
All'interno del genere, Mimosa pigra condivide la chiusura fogliare ma raggiunge diversi metri d'altezza negli ambienti umidi. È fra le infestanti acquatiche più problematiche dei tropici; le foglie molto simili non devono farla confondere con Mimosa pudica.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Mimosa pudica L.
- International Plant Names Index, Mimosa pudica L.
- Royal Horticultural Society, Mimosa pudica
- Plants For A Future, Mimosa pudica
- Useful Tropical Plants Database, Mimosa pudica
- Société Nationale d’Horticulture de France, Mimosa pudica o sensitiva
- PubMed, perdita di pelo e dermatosi endocrina in cavalli allevati in un’area invasa da Mimosa pudica var. unijuga
- Cornell University, Poisonous Plants Informational Database, semi di Mimosa pudica
- IUCN Red List, valutazione di Mimosa pudica (Groom, 2012)
- Flora of China via eFloras, Mimosa pudica
Domande frequenti
Perché le foglie di Mimosa pudica si chiudono al tocco?
Il contatto innesca un segnale elettrico che fa uscire acqua dalle cellule del pulvino, la base rigonfia delle foglioline e del picciolo. Questa perdita locale d’acqua riduce la pressione interna e provoca una chiusura quasi immediata.
Mimosa pudica è la mimosa dei fioristi?
No. La mimosa venduta in mazzi è quasi sempre Acacia dealbata, un albero dai fiori gialli profumati senza parentela diretta con la sensitiva, che appartiene al genere Mimosa.
Mimosa pudica è tossica?
Contiene mimosina, un amminoacido tossico. In cavalli e bestiame l’ingestione ripetuta al pascolo provoca soprattutto perdita di pelo e dermatosi, documentate in cavalli esposti a terreni invasi dalla pianta.
Quanto impiega Mimosa pudica a riaprire le foglie?
Le foglioline si riaprono in genere dopo 10-20 minuti da un singolo contatto. Chiusure ripetute in breve tempo affaticano la pianta, perché ogni ciclo richiede energia.
Come far germinare i semi di Mimosa pudica?
Il seme ha un rivestimento duro che rallenta la germinazione. Un ammollo di alcune ore in acqua tiepida o una lieve scarificazione, seguito dalla semina a 20-25 °C, riduce l’attesa a 1-3 settimane.
Mimosa pudica può vivere diversi anni?
Sì, nei climi tropicali privi di gelo. Nei climi temperati viene coltivata soprattutto come annuale, perché non resiste a temperature stabilmente inferiori a 13 °C.
Perché Mimosa pudica è invasiva in alcuni paesi?
La crescita rapida sui terreni disturbati, l’abbondante produzione di semi e l’assenza di predatori naturali ne fanno un’infestante difficile da controllare nelle colture tropicali dell’Asia meridionale e sud-orientale e dell’Australia.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




