Bambù sacro (Nandina domestica, Thunb. 1781)

Bambù sacro (Nandina domestica) è un arbusto sempreverde delle Berberidaceae, originario della Cina centrale e meridionale, del Giappone e dell’India. Nonostante il nome, non è un bambù ed è l’unica specie del genere Nandina. Il fogliame fine e colorato, le pannocchie di fiori bianchi e i grappoli di bacche rosse ne fanno un ornamentale comune, oggi invasivo in diverse regioni temperate.

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Nome scientificoNandina domestica
GenereNandina
OrdineRanunculales

Bambù sacro, Nandina, Heavenly bamboo e Sacred bamboo

Identità
Tossicità
Tossico per gli animali
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
CinaGiapponeIndia
Habitat
Gole boscose, valli forestali e margini in clima temperato caldo, spesso in sottobosco rado
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
AutunnoInverno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
5/10
Tempo di maturazione
Taglia adulta in 4–6 anni, piena fruttificazione dal 3º o 4º anno
Propagazione
Semina, Talea, Divisione
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Moderata, canne flessibili e poco fragili
Umidità
40–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Terra ricca e ben aerata
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole o leggera mezz’ombra
Interno
Veranda
Esterno
Vasi
Grande bacino, Vaso drenante
Aspetto
Altezza100–250 cmLarghezza100–150 cm
Foglie
VerdeRosso
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — foglie 1
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — foglie 2
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — foglie 3
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — foglie 4
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoDimensioni0.5–1 cm
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — fiori 1
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — fiori 2
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — fiori 3
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — fiori 4
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — fiori 5
Frutti
Rosso
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — frutti 1
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — frutti 2
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — frutti 3
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — frutti 4
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — frutti 5
Portamento
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — portamento 1
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — portamento 2
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — portamento 3
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — portamento 4
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — corteccia 1
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — corteccia 2
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — corteccia 3
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — corteccia 4
Bambù sacro (Nandina domestica): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Nandina domestica comprende Cina centrale e meridionale, Giappone e India, dove cresce in gole e valli forestali dal clima temperato caldo. Molto diffusa come ornamentale, si è naturalizzata ed è localmente invasiva nel sud-est degli Stati Uniti; in Francia rimane soprattutto coltivata, senza uno status invasivo riconosciuto.

  • Autoctona3
  • Invasiva1
  • Cina
  • Giappone
  • India
  • Stati Uniti (sud-est)

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Bambù sacro (Nandina domestica Thunb., 1781) è un arbusto sempreverde delle Berberidaceae, unica specie attualmente accettata nel genere Nandina. Il nome comune può trarre in inganno: la pianta non è imparentata con i bambù, che appartengono alle Poaceae. A distinguerla sono anzitutto i fusti pieni, mentre il culmo di un vero bambù è cavo. 1 2

Nandina è la forma latinizzata di nanten, il nome giapponese della pianta. L'epiteto domestica significa «dei giardini» e descrive l'uso tradizionale dell'arbusto vicino alle abitazioni in Cina e in Giappone, ben prima della descrizione botanica di Carl Peter Thunberg del 1781. 1 5

Riconoscimento

Un cespuglio eretto alto 1–2,5 m e largo 1–1,5 m a maturità riunisce fusti sottili, poco ramificati, che si moltiplicano dalla base. Le foglie sempreverdi, due o tre volte composte, portano foglioline strette e lanceolate: creano una trama fine e leggera, molto diversa da quella di un vero bambù. 2 3

Tre cambiamenti di colore scandiscono l'anno: i giovani getti primaverili sono spesso rosso ramato, diventano verdi in estate e arrossano di nuovo in autunno e in inverno, soprattutto al sole. Questo ciclo cromatico permette di riconoscere un esemplare anche senza fiori o frutti, quando la sola forma delle foglie non basta a distinguerlo da un giovane bambù nano. 4 2

Alla sommità dei fusti si aprono in estate piccoli fiori bianchi con stami gialli, raccolti in ampie pannocchie erette. Negli esemplari fruttiferi lasciano posto in autunno a grappoli penduli di bacche tonde rosso vivo, spesso persistenti per tutto l'inverno. 3 2

Tassonomia utile

Nelle Berberidaceae Nandina domestica occupa una posizione isolata, nella sottofamiglia Nandinoideae. È l'unica specie del genere Nandina: una volta riconosciuta la famiglia, non vi sono quindi specie sorelle dello stesso genere con cui confonderla. 1

Diversi nomi storici, usati come sinonimi o varietà, sono oggi ricondotti al nome accettato:

  • Nandina domestica f. alba Rehder (sinonimo storico)
  • Nandina domestica var. longifolia Dippel (sinonimo storico)
  • Nandina denudata Lavallée (sinonimo storico)
  • Nandina tsermonanten Hassk. (sinonimo storico)

Si tratta soprattutto di variazioni nel colore del fogliame o delle bacche, senza distinzione in specie botaniche autonome. Il riferimento affidabile resta il nome accettato Nandina domestica Thunb. 1

Habitat e distribuzione

La Cina centrale e meridionale, il Giappone e l'India costituiscono l'areale nativo. La specie cresce in gole boscose e valli forestali dal clima temperato caldo, spesso nella luce filtrata di un sottobosco rado. 5 4

Come arbusto ornamentale è stata introdotta prima in Europa e poi in America settentrionale. La tolleranza a diversi terreni e climi, fino alla zona USDA 6, ne ha favorito la diffusione ben oltre l'areale originario. In Francia rimane soprattutto una pianta da giardino, senza uno status invasivo documentato dall'INPN. 7 4

Nel sud-est degli Stati Uniti i semi dispersi dagli uccelli hanno invece consentito alla nandina di insediarsi ai margini dei boschi e competere con la flora locale; in diversi Stati la specie è classificata come invasiva. 4

Ciclo e riproduzione

Dalle pannocchie bianche della fioritura estiva si ottengono bacche abbondanti soprattutto quando più piante crescono vicine: l'impollinazione incrociata aumenta nettamente l'allegagione rispetto a un esemplare isolato. 2 3

Fuori dall'areale nativo la specie si propaga anche per via vegetativa tramite rizomi sotterranei, oltre che con i semi dispersi dagli uccelli frugivori. L'azione combinata di rizomi e semi spiega la rapida colonizzazione nel sud-est degli Stati Uniti: senza isolamento e sorveglianza, il cespuglio si allarga dalla base mentre gli uccelli trasportano i semi più lontano. 4

Per moltiplicarla in giardino si ricorre soprattutto alla talea semilegnosa a fine estate o alla divisione del cespo in primavera. La semina è possibile ma lenta, con germinazione spesso irregolare. 5

Usi e rischi

Il fogliame fine e colorato e le bacche rosse decorative in inverno spiegano l'uso del bambù sacro come esemplare isolato, nelle aiuole basse o nelle siepi libere. Cultivar nane come Firepower e Gulf Stream fruttificano pochissimo: riducono così sia il rischio di disseminazione sia quello di tossicità, conservando l'interesse ornamentale. 4

In tutte le parti della pianta, soprattutto nelle bacche, sono presenti glicosidi cianogenici. L'ASPCA classifica Nandina domestica come tossica per cani, gatti e cavalli; in caso di ingestione abbondante i sintomi possono andare dai disturbi digestivi alle alterazioni neurologiche. 6

Per alcuni uccelli frugivori il rischio documentato è particolarmente serio. In Georgia le necroscopie hanno accertato la morte di un gruppo di beccofrusoni dei cedri dopo l'ingestione di grandi quantità di bacche in poco tempo: la digestione aveva liberato progressivamente una dose di cianuro che gli uccelli non erano riusciti a detossificare. 8 9

Varietà, confusioni e piante affini

Dimensioni e colore del fogliame sono i principali caratteri selezionati nelle cultivar. Firepower, Gulf Stream, Harbour Dwarf e Nana restano compatte, fra 30 cm e 1 m, con foglie molto rosse in inverno e fruttificazione ridotta; la forma tipica può invece superare 2 m e produrre molte bacche. 4

Prima dell'acquisto conviene verificare la taglia adulta e la quantità di frutti dichiarate per la cultivar scelta, soprattutto se sono presenti animali domestici o se il giardino è frequentato da uccelli svernanti.

Il portamento a canne erette può far confondere la pianta con un giovane bambù nano prima della fioritura. La distinzione è nelle foglie: nei veri bambù sono semplici, con nervature parallele e una guaina; in Nandina domestica sono composte, con foglioline lanceolate e senza guaina di bambù. Il carattere è riconoscibile anche su una giovane pianta senza fiori né bacche.

Fonti principali

Domande frequenti

Nandina domestica è un vero bambù?

No. Nonostante il nome comune e il portamento a canne erette, Nandina domestica appartiene alle Berberidaceae e non è imparentata con i bambù, che sono Poaceae. La somiglianza riguarda solo la sagoma generale dei fusti.

Il bambù sacro è tossico per gli animali?

Sì. Tutte le parti, soprattutto le bacche, contengono glicosidi cianogenici. L’ASPCA classifica Nandina domestica come tossica per cani, gatti e cavalli; è documentato che le bacche possono essere mortali anche per alcuni uccelli frugivori.

Perché i beccofrusoni muoiono dopo aver mangiato bacche di nandina?

I beccofrusoni dei cedri ingeriscono molte bacche in poco tempo durante le soste invernali. La digestione libera progressivamente il cianuro delle bacche in quantità che l’uccello non riesce più a detossificare, causando mortalità documentate in Georgia.

Nandina domestica è invasiva?

È classificata come invasiva in diversi Stati del sud-est degli Stati Uniti, dove gli uccelli disperdono i semi negli ambienti naturali. In Francia rimane per ora soprattutto coltivata, senza uno status invasivo riconosciuto dall’INPN.

Come ottenere più bacche sulla nandina?

La fruttificazione migliora piantando più esemplari vicini, perché l’impollinazione incrociata aumenta l’allegagione. Una potatura troppo precoce o severa prima dell’estate riduce il numero di fiori e quindi di bacche.

Esistono varietà di nandina senza bacche tossiche?

Sì. Cultivar nane come Firepower e Gulf Stream sono state selezionate per il fogliame colorato e fruttificano pochissimo, riducendo il rischio per animali e uccelli pur mantenendo l’interesse ornamentale.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.