Parijat (Nyctanthes arbor-tristis, )
Nyctanthes arbor-tristis è un arbusto o piccolo albero delle Oleaceae, originario dell’Himalaya, del subcontinente indiano e dell’Asia sudorientale continentale. I fiori bianchi con tubo arancione si aprono al crepuscolo, profumano la notte e cadono all’alba: da qui l’epiteto latino arbor-tristis, albero triste. Coltivata ai tropici per i fiori e la tintura, la specie rimane rara nell’orticoltura temperata.
Leggi di piùParijat, Coral jasmine, Night-flowering jasmine e Harsingar
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Taken Nov 26, 2020 by Luis Oscar Herrera Valdez (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Nyctanthes arbor-tristis si estende dall’Himalaya orientale e dal subcontinente indiano all’Asia sudorientale continentale, a Sumatra e Giava. La specie è ampiamente introdotta e coltivata ai tropici per i fiori profumati e la tintura, anche nei Caraibi e nei territori francesi d’oltremare come La Riunione.
- Autoctona5
- Introdotta3
- India
- Nepal
- Thailandia
- Cambogia
- Indonesia
- Malaysia
- La Riunione
- Trinidad e Tobago
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Nyctanthes arbor-tristis (Nyctanthes arbor-tristis L., 1753), chiamata anche parijat, coral jasmine, night-flowering jasmine o harsingar, è un arbusto o piccolo albero delle Oleaceae. È l’unica specie del genere Nyctanthes davvero diffusa in coltivazione. Raggiunge normalmente 2–6 m, talvolta 10 m se lasciata crescere liberamente, e si riconosce subito per il tubo della corolla rosso-arancio, assente nei gelsomini del genere Jasminum. L’epiteto latino arbor-tristis significa «albero triste» e descrive la fioritura effimera, che si apre al crepuscolo e cade prima del sorgere del sole. 1 2
In Francia metropolitana è rara fuori dalle serre, ma figura nell’inventario nazionale con i nomi francesi nyctanthe arbre-triste e jasmin de nuit. È insediata anche alla Riunione, dove il clima tropicale le è molto più favorevole. 5
Riconoscimento
Gli esemplari coltivati arrivano comunemente a 2–6 m, mentre quelli liberi possono avvicinarsi a 10 m nei climi favorevoli. La corteccia grigia, ruvida e desquamante si distingue dal legno liscio di molti gelsomini affini. 4 3
Le lamine fogliari, opposte e semplici, misurano 6–12 cm di lunghezza e 2–6,5 cm di larghezza. La pagina superiore ruvida al tatto permette di riconoscere la specie anche senza fiori. Questi sono bianchi, con 5–8 lobi e un caratteristico tubo rosso-arancio, riuniti in gruppi di 2–7. 3 4
Una sola notte esaurisce la vita del fiore: si apre al crepuscolo, profuma per diverse ore e cade appassito all’alba, ricoprendo il suolo di bianco e arancione. Il frutto è una capsula piatta, bruna e cuoriforme, di circa 2 cm di diametro, suddivisa in due logge contenenti ciascuna un solo seme. 3
Tassonomia utile
Per la nomenclatura POWO/WCVP è accettato Nyctanthes arbor-tristis L., pubblicato nel 1753. Le revisioni botaniche hanno accumulato diversi sinonimi:
- Parilium arbor-tristis (L.) Gaertn., nome in sinonimia
- Nyctanthes dentata Blume, nome in sinonimia
- Bruschia macrocarpa Bertol., nome in sinonimia
- Scabrita scabra L., nome in sinonimia
- Scabrita triflora L., nome in sinonimia
Le classificazioni antiche la assegnavano alle Verbenaceae, ma la tassonomia moderna la colloca nelle Oleaceae, la famiglia dell’olivo, del ligustro e dei gelsomini del genere Jasminum. Lo stesso genere Nyctanthes comprende soltanto poche specie dell’Asia tropicale, nessun’altra con un impiego orticolo paragonabile. 1 8
Habitat e distribuzione
Dall’Himalaya orientale e dal subcontinente indiano, in particolare Nepal e India, l’areale nativo arriva all’Asia sudorientale continentale: Myanmar, Thailandia, Cambogia, Laos e Vietnam. Le popolazioni raggiungono Sumatra e Giava. La pianta colonizza foreste secche decidue e pendii rocciosi, dal livello del mare fino a 1500 m di quota. 4 1
Le introduzioni per i fiori e la tintura sono numerose ai tropici. La specie si è insediata nell’Asia sudorientale insulare, nei Caraibi e in diversi territori francesi d’oltremare, tra cui La Riunione. Fuori dall’areale nativo rimane soprattutto una pianta ornamentale e rituale, senza uno stato invasivo documentato. 4 5
Ciclo e riproduzione
Fra la fine dell’estate e l’autunno si concentra la fioritura, secondo il clima, spesso con un massimo legato alla stagione delle piogge in Asia meridionale. Nel Bengala Occidentale, dove è il fiore simbolo dello Stato, l’apertura in massa annuncia tradizionalmente la festa di Durga Puja. 4 6
Con le talee di fusto semilegnoso le radici compaiono in poche settimane, in modo più rapido e affidabile rispetto alla semina, dalla germinazione irregolare. L’arbusto ricaccia facilmente anche dopo potature drastiche, una qualità utile per mantenerlo in siepi informali. 4
Il profumo notturno così intenso suggerisce l’impollinazione da parte di insetti attivi al crepuscolo e durante la notte, un tratto condiviso con altri fiori bianchi molto odorosi, come quelli dei gelsomini. I semi, uno per loggia della capsula, costituiscono la via più lenta: la loro germinazione irregolare spiega perché i coltivatori preferiscano le talee. 4
Usi e rischi
Nel tubo arancione della corolla si trova la nictantina, pigmento affine alla crocetina dello zafferano, usato per tingere seta e cotone di giallo zafferano. Nell’Asia sudorientale la stessa tintura ha a lungo colorato alcune vesti dei monaci buddisti. 4
Le foglie amare rientrano nella farmacopea tradizionale contro febbre, reumatismi e vermi intestinali; studi recenti vi associano proprietà antimalariche e antinfiammatorie. Uno studio di tossicità acuta nel topo indica una dose letale mediana di 977 mg/kg per via intraperitoneale, descritta come tossicità complessivamente bassa, ma senza dati specifici pubblicati per gatti, cani o esseri umani. 7 4
Dai semi si ricava un olio giallo pallido ricco di composti steroidei, mentre la corteccia contiene glicosidi ancora poco studiati fuori dai laboratori regionali. Nessuna autorità sanitaria occidentale ha convalidato una dose terapeutica di Nyctanthes arbor-tristis per l’uomo: l’impiego senza supervisione medica richiede quindi prudenza. 4
Varietà, confusioni e piante affini
La letteratura orticola indiana segnala due cultivar ornamentali, 'Karna-phool' e 'Seeya Shrinagar', prive finora di uno standard botanico internazionale verificato. 4
I gelsomini del genere Jasminum sono la confusione più frequente: anch’essi profumati e talvolta a fioritura notturna, non presentano però il tubo della corolla rosso-arancio e le foglie opposte ruvide caratteristiche di Nyctanthes arbor-tristis. L’oleandro (Nerium oleander), altamente tossico, condivide con questa specie soltanto l’uso ornamentale tropicale e non una stretta parentela botanica.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Nyctanthes arbor-tristis L.
- International Plant Names Index, Nyctanthes arbor-tristis L.
- NParks Singapore FloraFaunaWeb, Nyctanthes arbor-tristis
- PROSEA / Pl@ntUse, Nyctanthes arbor-tristis
- INPN / MNHN, Nyctanthes arbor-tristis L., 1753
- Top Tropicals Plant Encyclopedia, Nyctanthes arbor-tristis (Parijat)
- PMC, In vivo antimalarial property and acute toxicity of Nyctanthes arbor-tristis leaves
- GBIF Backbone Taxonomy, Nyctanthes arbor-tristis L.
Domande frequenti
Nyctanthes arbor-tristis è un gelsomino?
No. Nyctanthes arbor-tristis appartiene alle Oleaceae, come i gelsomini del genere Jasminum, ma costituisce un genere distinto. Il tubo della corolla rosso-arancio e le foglie opposte ruvide lo distinguono dai veri gelsomini.
Perché i fiori cadono ogni mattina?
I fiori di Nyctanthes arbor-tristis si aprono al crepuscolo e appassiscono naturalmente all’alba, completando il ciclo in una sola notte. Questo comportamento, già noto ai tempi di Linneo, spiega l’epiteto arbor-tristis.
È tossica per gatti e cani?
Non esiste una scheda formale di tossicità per gli animali domestici. Uno studio di tossicità acuta nel topo indica una dose letale mediana di 977 mg/kg per via intraperitoneale, considerata complessivamente bassa tossicità, senza dati specifici per gatti o cani.
A cosa serve la tintura ricavata dai fiori?
Il tubo arancione della corolla contiene nictantina, un pigmento affine alla crocetina dello zafferano. Serve a tingere seta e cotone di giallo zafferano, oltre ad alcune vesti monastiche buddiste.
Da dove viene il nome Parijat?
Parijat è il nome sanscrito della pianta, legato a una leggenda indù in cui Krishna sottrae l’albero celeste dal giardino di Indra. È tuttora molto usato in India, anche per il fiore simbolo dello Stato del Bengala Occidentale.
Quali esposizione e annaffiatura preferisce?
L’arbusto preferisce pieno sole o mezz’ombra leggera e annaffiature moderate. Lasciare asciugare il substrato tra gli apporti evita il marciume radicale, il suo principale punto debole in coltivazione.
Si può confondere con altre specie di Nyctanthes?
Il genere Nyctanthes comprende varie specie affini dell’Asia meridionale e sudorientale, ma Nyctanthes arbor-tristis è di gran lunga la più coltivata e l’unica ampiamente descritta in orticoltura. Il nome scientifico completo resta il riferimento più affidabile.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







