Black tupelo (Nyssa sylvatica, )
Nyssa sylvatica è un albero caducifoglio medio o grande delle Nyssaceae, originario dell’America settentrionale orientale e di alcuni massicci montuosi del Messico. Si riconosce per la corteccia scura fessurata in blocchi quadrangolari, i colori autunnali precoci, dal giallo al rosso e al porpora, e i piccoli frutti blu-neri ricercati dagli uccelli migratori.
Leggi di piùBlack tupelo, Black gum e Sour gum
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Taken Aug 30, 2020 by Vicki Brown (cc-by-sa)
Taken Nov 25, 2022 by Gray Simpson (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Nyssa sylvatica comprende l’America settentrionale orientale, dal Maine sudoccidentale e dallo Stato di New York all’Ontario meridionale, al Michigan centrale, all’Illinois e al Missouri, poi a sud fino alla Florida meridionale e al Texas orientale. Popolazioni isolate occupano le foreste nebulose montane del Messico orientale e meridionale. Introdotta in Europa come ornamentale, non vi è segnalata come invasiva.
- Autoctona3
- Stati Uniti
- Canada
- Messico
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Nyssa sylvatica (Nyssa sylvatica Marshall, 1785), nota in inglese come Black tupelo, Black gum o Sour gum, è un albero caducifoglio medio o grande del genere Nyssa, famiglia Nyssaceae, capace di superare 20 m. Il nome del genere richiama una naiade della mitologia greca. L’epiteto sylvatica significa «dei boschi», ma comprende ambienti molto diversi, dai pendii asciutti ai margini delle paludi. 1 3
L’origine nordamericana comprende la fascia orientale del continente, dalle coste nordorientali degli Stati Uniti e dall’Ontario meridionale alla Florida centrale e al Texas orientale, oltre a popolazioni isolate nelle montagne del Messico orientale e meridionale. Il nome tupelo deriva dalle parole creek ito, «albero», e opilwa, «palude», in uso già dalla metà del XVIII secolo. 3 9
I nomi inglesi che richiamano una gomma non descrivono una secrezione reale: nessuna parte dell’albero è propriamente gommosa. Servono soprattutto a distinguerlo dal liquidambar (Liquidambar styraciflua), una specie vicina che produce invece una vera resina aromatica. 9
Riconoscimento
Un’altezza spontanea di 20–25 m, eccezionalmente fino a 35 m, si accompagna a una chioma larga 6–11 m; coltivato isolato in clima temperato, l’albero supera raramente 12–20 m. Il tronco, spesso unico e diritto, porta rami inseriti ad angolo retto: un carattere utile anche quando mancano le foglie. 3 4
La corteccia giovane è grigio chiaro e finemente squamosa. Con l’età si approfondisce in creste che ricordano la pelle di un alligatore, fino a formare blocchi quadrangolari scuri negli alberi vecchi. I rametti sono bruno-rossastri e il midollo, suddiviso da membrane verdastre, si distingue bene in sezione longitudinale. 3 4
Le foglie, lunghe 5–12 cm, ovali od obovate, lucide e coriacee, sono tra le prime a colorarsi di giallo, arancio, rosso e porpora, spesso già a fine estate. I cervidi ricercano molto le giovani plantule, tanto da ostacolare localmente l’insediamento della specie, mentre brucano poco gli alberi adulti. 3
Tassonomia utile
Humphry Marshall descrisse Nyssa sylvatica nel 1785; Kew accetta ancora questo nome. Diversi nomi storici sono oggi ricondotti allo stesso taxon e compaiono nella letteratura come sinonimi:
- Nyssa multiflora Wangenh., sinonimo storico;
- Nyssa multiflora Elliott, sinonimo storico;
- Nyssa villosa Michx., sinonimo storico;
- Nyssa integrifolia Aiton, sinonimo storico;
- Nyssa caroliniana Poir., sinonimo storico;
- Nyssa canadensis Poir., sinonimo storico.
Il genere Nyssa comprende circa nove o dieci specie accettate, soprattutto nordamericane e dell’Asia orientale. Tra le più vicine figurano Nyssa aquatica L. e Nyssa biflora Walter. Quest’ultima, legata alle paludi, è stata a lungo considerata una semplice varietà, prima di essere riconosciuta come specie distinta da diversi repertori. 1 3
La variante appalachiana Nyssa sylvatica var. caroliniana occupa i pendii asciutti anziché i margini palustri. Le sue foglie sono più sottili, meno lucide e leggermente pelose sulla pagina inferiore. 5
Habitat e distribuzione
Dal Maine sudoccidentale e dallo Stato di New York, l’areale raggiunge l’Ontario meridionale, il Michigan centrale, l’Illinois e il Missouri, poi scende fino alla Florida meridionale, al Texas orientale e all’Oklahoma orientale. Nyssa sylvatica compare in 35 tipi diversi di popolamenti forestali, dai pendii asciutti ai fondovalle alluvionali. 3 7
In Messico, popolazioni isolate vivono ai margini dell’areale principale, nelle foreste nebulose montane della Sierra Madre Orientale, della Sierra Madre di Oaxaca e sui rilievi del Chiapas. Crescono fra 1.000 e 2.200 m, in situazioni umide o ripariali. L’Unione internazionale per la conservazione della natura classifica la specie a minor preoccupazione. 6
L’introduzione ornamentale in Europa ha portato l’albero nei parchi e nei grandi giardini britannici, dove Wisley Bonfire ha ricevuto l’Award of Garden Merit della Royal Horticultural Society. La specie è coltivata anche in Francia e nell’Europa centrale, senza esservi segnalata come invasiva. 2
Ciclo e riproduzione
La fioritura primaverile avviene con le foglie ancora a metà sviluppo. I piccoli fiori verdastri o giallastri, raccolti in mazzetti poco appariscenti, attirano numerose api. La specie è perlopiù dioica, con piante maschili e femminili separate, ma alcuni individui portano entrambi i tipi di fiori: una condizione poligamo-dioica. Senza un maschio vicino, una femmina isolata non fruttifica. 3
Il frutto è una drupa ovoidale blu-nera di 1–1,3 cm, con polpa sottile, oleosa e decisamente acida. Compare da solo o in gruppi di due o tre su un lungo peduncolo e matura fra fine settembre e ottobre, prima di molti altri frutti autunnali. Questo anticipo offre agli uccelli migratori una delle prime risorse affidabili della stagione. Anche la precoce colorazione delle foglie è interpretata come un segnale che li attira verso frutti già maturi. 3 4
La propagazione orticola ricorre soprattutto alla semina, con semi stratificati al freddo, e alla propaggine. Il seme riproduce la specie, ma non fedelmente una cultivar: per conservare selezioni come Wildfire o Wisley Bonfire serve l’innesto. Il fittone si sviluppa presto e rende rischioso il trapianto tardivo; conviene piantare esemplari giovani e lasciarli nella posizione scelta. Una volta insediata, la specie figura fra le latifoglie non clonali più longeve dell’America settentrionale orientale, con individui di oltre 650 anni. 5 3
Usi e rischi
I colori autunnali precoci e intensi spiegano il principale impiego ornamentale, come albero isolato o da parco. La crescita lenta o moderata e la radice fittonante richiedono una collocazione definitiva fin dalla messa a dimora, perché spostare l’albero in seguito spesso non riesce. 3 8
Il legno, pesante, duro e difficile da spaccare da secco, è stato usato per mazzuoli, pulegge, mozzi di ruote e pavimentazioni. La resistenza all’usura lo rendeva apprezzato anche per navette da tessitura, traversine ferroviarie impregnate di creosoto e pavimenti industriali. Nella medicina popolare i rametti fibrosi servivano persino come bastoncini da masticare per l’igiene dentale. 9
I fiori offrono nettare ricercato dalle api e la specie è tra le principali fonti di miele selvatico del proprio areale. Un tempo i tronchi cavi servivano da arnie rustiche. Il frutto maturo è commestibile crudo o cotto, pur essendo molto acido, e si presta alle confetture. Nessuna tossicità è documentata per l’uomo o per i comuni animali domestici; per il cavallo il dato resta semplicemente non disponibile. 9 5
Varietà, confusioni e piante affini
Portamento e colore autunnale guidano la selezione delle cultivar: Wildfire produce nuovi germogli bronzo-rossi, Wisley Bonfire è stata premiata nel Regno Unito e Red Rage è meno sensibile alle maculature fogliari. Autumn Cascades ha invece un insolito portamento piangente. Queste selezioni non modificano la biologia fondamentale dell’albero. 2 8
La confusione più comune riguarda Liquidambar styraciflua, che condivide spesso habitat e colori autunnali. Le sue foglie palmate a 5–7 lobi appuntiti e la corteccia talvolta munita di ali di sughero lo distinguono dalle foglie intere e dalla corteccia a blocchi di Nyssa sylvatica. 9
Negli ambienti umidi il confronto riguarda anche Nyssa biflora Walter, dalle foglie più strette e strettamente legata ai suoli fradici, e Nyssa aquatica L.. In quest’ultima il tronco spesso rigonfio alla base indica un habitat con acqua stagnante quasi permanente, più vincolante di quello di Nyssa sylvatica. 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Nyssa sylvatica Marshall
- Royal Horticultural Society, Nyssa sylvatica 'Wisley Bonfire'
- NC State Extension, Nyssa sylvatica (Black Gum)
- Missouri Botanical Garden, Nyssa sylvatica
- Plants For A Future, Nyssa sylvatica
- IUCN Red List, valutazione di Nyssa sylvatica
- USDA PLANTS Database, Nyssa sylvatica (NYSY)
- Oregon State University Landscape Plants, Nyssa sylvatica
- University of Arkansas Extension, Plant of the Week — Tupelo
Domande frequenti
Nyssa sylvatica è tossica?
No. Non è documentata tossicità per l’uomo o per i comuni animali domestici. Il frutto maturo è commestibile crudo o cotto, nonostante l’acidità marcata.
Perché le foglie diventano rosse già a fine estate?
È una caratteristica normale della specie. Nyssa sylvatica cambia colore prima della maggior parte degli alberi del suo areale, attirando gli uccelli migratori verso frutti già maturi.
Perché Nyssa sylvatica non produce frutti?
La specie è perlopiù dioica, con individui maschili e femminili separati. Una pianta femminile isolata, senza impollinatore vicino, non fruttifica; i primi frutti compaiono inoltre tardi, verso 20–30 anni.
Si può trapiantare Nyssa sylvatica da adulta?
È rischioso. Sviluppa presto una radice fittonante profonda, che rende incerto il trapianto tardivo. Conviene scegliere subito una collocazione definitiva.
Come distinguere Nyssa sylvatica da Liquidambar styraciflua?
Le foglie sono decisive: intere, ovali od obovate nella prima, palmate con 5–7 lobi appuntiti nel liquidambar, la cui corteccia può presentare anche ali di sughero.
Nyssa sylvatica tollera i terreni fradici?
Sì, temporaneamente. Cresce ai margini di paludi e depressioni allagabili, ma sopporta molto meno un terreno calcareo che un eccesso d’acqua occasionale.
Da dove deriva il nome tupelo?
Deriva dalle parole creek ito, albero, e opilwa, palude, in uso dalla metà del XVIII secolo. I nomi inglesi black gum e sour gum, più comuni a nord, non indicano una reale secrezione dell’albero.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




