Fagiolo (Phaseolus vulgaris, )
Fagiolo (Phaseolus vulgaris) è un ortaggio annuale delle Fabaceae originario dell’America tropicale. Le forme nane e rampicanti si coltivano per il baccello verde o per il seme secco. Questa leguminosa azotofissatrice è una coltura fondamentale dell’orto; i semi crudi sono tossici e devono essere cotti completamente.
Leggi di piùFagiolo, Fagiolo comune, Fagiolino, Common bean e French bean






© foto
Wikimedia Commons · CC BY-SA or Public Domain
Wikipedia · CC BY-SA
Taken Aug 31, 2020 by engel maria (cc-by-sa)
Taken Jul 29, 2012 by Tela Botanica − Yoan MARTIN (cc-by-sa)
Taken May 28, 2015 by Tela Botanica − Julie Chouquette (cc-by-sa)
Taken Aug 21, 2006 by selber pflanzen (cc-by-sa)
Taken Jun 19, 2010 by Tela Botanica − Yoan MARTIN (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
Phaseolus vulgaris deriva da forme selvatiche dell’America tropicale, dal Messico all’Argentina settentrionale. Domesticato indipendentemente in Mesoamerica e nelle Ande, si è diffuso in tutto il mondo dopo l’arrivo degli europei in America. Fuori dall’areale originario è presente come pianta coltivata.
- Autoctona4
- Messico
- Guatemala
- Perù
- Argentina
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Fagiolo (Phaseolus vulgaris L., 1753) è un ortaggio delle Fabaceae, nel genere Phaseolus. È fra le leguminose più coltivate al mondo per l’alimentazione: si raccoglie il baccello verde intero oppure il seme secco ricco di proteine. La pianta è annuale e fissa l’azoto atmosferico attraverso le radici. 1 4
Nell’orto si distinguono forme nane, basse e cespugliose, e forme rampicanti, volubili e allevate su sostegni. I diversi nomi d’uso, dal fagiolino al fagiolo da sgranare o secco, indicano soprattutto modalità e stadi di raccolta della stessa specie. 2 3
Riconoscimento
La foglia trifogliata di Phaseolus vulgaris porta tre foglioline ampie e appuntite, verde vivo, con disposizione alterna sul fusto. Nelle varietà nane il fusto è eretto e ramificato; nelle forme rampicanti diventa volubile e si avvolge a un sostegno per due o tre metri. 3 5
Fiori papilionacei bianchi, rosa o violacei, tipici delle Fabaceae, precedono baccelli allungati, diritti o leggermente curvi, verdi, gialli o marmorizzati di rosso. Ogni baccello racchiude diversi semi reniformi, dai colori molto variabili: bianchi, neri, rossi o screziati. 4 6
Un indizio meno appariscente si trova sulle radici: estraendo una pianta si osservano piccole nodulosità, rigonfiamenti che ospitano i batteri azotofissatori propri delle leguminose. 5 4
Tinte dei fiori e dei semi e forma dei baccelli cambiano moltissimo fra varietà. Questa diversità varietale lascia costanti foglia trifogliata, fiore papilionaceo e baccello, caratteri comuni all’intera specie. 6 3
Tassonomia utile
La descrizione del fagiolo risale a Linneo, che nel 1753 gli attribuì il nome Phaseolus vulgaris L. Il genere Phaseolus comprende diverse specie coltivate; per questa specie circolano ancora nomi antichi o riferiti a forme particolari:
- Phaseolus vulgaris var. vulgaris, varietà nominale;
- Phaseolus vulgaris var. nanus (L.) Asch., nome legato alle forme nane;
- Phaseolus nanus L., denominazione storica;
- Phaseolus communis Pritz., denominazione storica;
- Phaseolus esculentus Salisb., denominazione storica.
La varietà nanus è un esempio utile: per molto tempo ha distinto i fagioli nani dai rampicanti, poi riuniti nella sola specie Phaseolus vulgaris. Il nome scientifico accettato resta il riferimento stabile, mentre le varietà dell’orto sono selezioni coltivate e non specie botaniche distinte. 1 5
Habitat e distribuzione
L’origine di Phaseolus vulgaris è nelle forme selvatiche dell’America tropicale, diffuse dal Messico all’Argentina settentrionale. In quest’area è avvenuta la domesticazione e vivono ancora popolazioni selvatiche affini, in climi tropicali con una stagione secca marcata. 1 4
Il fagiolo ha conosciuto due domesticazioni indipendenti, una in Mesoamerica, intorno al Messico, e l’altra nelle Ande. I due centri spiegano la forte diversità genetica e morfologica delle varietà attuali, dai piccoli semi mesoamericani ai grandi semi andini. 4 3
Con l’arrivo degli europei in America, la coltivazione si diffuse nel bacino mediterraneo e poi nelle regioni temperate e calde del globo. Fuori dall’areale originario la presenza deriva dalla semina volontaria: il fagiolo praticamente non si naturalizza e non appartiene alla flora spontanea locale. 6 7 5
Ciclo e riproduzione
Da annuale, il fagiolo completa il ciclo dalla semina alla produzione di semi in una sola stagione calda. L’emergenza avviene dopo una o due settimane; seguono crescita rapida e fioritura autogama, con fiori che in genere si autoimpollinano prima ancora di aprirsi. 5 4
Dopo la fecondazione ogni fiore forma un baccello con diversi semi. Si può raccoglierlo tenero come fagiolino a circa 50–70 giorni dalla semina, oppure lasciarlo maturare e seccare sulla pianta per il seme secco, a 80–100 giorni. Lo stadio di raccolta determina l’impiego culinario più della varietà. 2 3
La propagazione avviene esclusivamente per seme, direttamente a dimora dopo le ultime gelate, con terreno sopra 12 °C. Freddo e ristagno fanno marcire i grossi semi prima dell’emergenza, perciò si semina in tarda primavera. Le forme nane si dispongono in file o postarelle, quelle rampicanti alla base di un tutore robusto. 2 6
Usi e rischi
L’impiego alimentare è predominante: i baccelli immaturi si consumano interi come fagiolini, mentre i semi freschi o secchi apportano proteine e fibre a moltissimi piatti. Nell’orto la pianta arricchisce il terreno di azoto grazie ai batteri dei noduli radicali ed è utile all’inizio di una rotazione. 4 5
Il pericolo principale riguarda i semi crudi, contenenti fitoemoagglutinina: questa lectina provoca nausea, vomito e diarrea se i semi vengono consumati crudi o poco cotti. La cottura completa la distrugge; occorre ammollare i fagioli secchi e portarli a ebollizione vigorosa prima del consumo. Baccelli e semi ben cotti sono sicuri. 4 6
Per gatti e cani l’ASPCA classifica il fagiolo come pianta non tossica. Per prudenza si evitano comunque i semi crudi, che contengono la stessa lectina problematica per l’uomo; agli animali si riservano eventuali avanzi cotti e senza condimenti. 8 5
Varietà, confusioni e piante affini
Le cultivar orticole sono selezioni della stessa specie. Contender e Phénomène producono fagiolini nani; Coco de Paimpol si raccoglie semisecco da sgranare; Tarbais e Borlotto si sgranano o si essiccano. Prima della semina conviene verificare portamento, impiego del baccello verde o del seme secco e precocità.
Altre leguminose coltivate possono essere confuse con il fagiolo:
- Phaseolus coccineus, fagiolo di Spagna, con grandi fiori rossi e baccello lungo;
- Phaseolus lunatus, fagiolo di Lima, dal seme piatto e appiattito;
- Vicia faba, fava, di una linea diversa ma coltivata per i grossi semi.
Foglia trifogliata, fiore papilionaceo e baccello a più semi rimangono gli indizi più affidabili per confermare l’identità di Phaseolus vulgaris. 3 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Phaseolus vulgaris L.
- Royal Horticultural Society, French beans - grow your own
- Missouri Botanical Garden, Phaseolus vulgaris
- Encyclopaedia Britannica, common bean
- Plants For A Future, Phaseolus vulgaris
- North Carolina State Extension, Phaseolus vulgaris
- USDA PLANTS Database, Phaseolus vulgaris L.
- ASPCA, toxic and non-toxic plants list
Domande frequenti
Il fagiolo è tossico?
I semi crudi contengono fitoemoagglutinina, una lectina che provoca nausea, vomito e diarrea. La cottura completa la distrugge e rende sicuri baccelli e semi. L’ASPCA classifica il fagiolo fra le piante non tossiche per gli animali, ma è meglio non dare loro semi crudi.
Perché i fagioli secchi vanno cotti bene?
I semi crudi o poco cotti concentrano fitoemoagglutinina, responsabile di disturbi digestivi. L’ammollo seguito da una bollitura vigorosa distrugge la sostanza e rende il seme commestibile.
Che differenza c’è fra fagiolo nano e rampicante?
Il nano forma un cespuglio basso, produce presto e non richiede tutori. Il rampicante ha fusti volubili, necessita di sostegno e produce più a lungo ma più tardi.
Quando seminare i fagioli?
Si seminano direttamente dopo le ultime gelate, quando il terreno supera 12 °C, in genere da maggio a luglio nei climi temperati. Il terreno troppo freddo fa marcire i semi prima dell’emergenza.
Il fagiolo richiede concime azotato?
No. Fissa l’azoto atmosferico grazie ai batteri nei noduli radicali. Un eccesso di azoto favorisce il fogliame a scapito dei baccelli; bastano terreno sciolto e poco compost.
Quali piante si confondono con il fagiolo?
Soprattutto altri Phaseolus, come il fagiolo di Spagna dai fiori rossi e il fagiolo di Lima dal seme grande e piatto. Foglia trifogliata e baccello sono buoni indizi.
Da dove proviene il fagiolo?
Deriva da forme selvatiche dell’America tropicale ed è stato domesticato due volte, in Mesoamerica e nelle Ande. La coltivazione si è diffusa nel mondo dopo l’arrivo degli europei in America.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




