Fagiolo (Phaseolus vulgaris, L. 1753)

Fagiolo (Phaseolus vulgaris) è un ortaggio annuale delle Fabaceae originario dell’America tropicale. Le forme nane e rampicanti si coltivano per il baccello verde o per il seme secco. Questa leguminosa azotofissatrice è una coltura fondamentale dell’orto; i semi crudi sono tossici e devono essere cotti completamente.

Leggi di più
Nome scientificoPhaseolus vulgaris
GenerePhaseolus
OrdineFabales

Fagiolo, Fagiolo comune, Fagiolino, Common bean e French bean

Identità
Tossicità
Prudenza : umani, gatti e cani
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Annuale
Paese d'origine
MessicoGuatemalaPerùArgentina
Habitat
Orti e campi soleggiati, suoli freschi e drenati; deriva da forme selvatiche dell’America tropicale
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Baccelli verdi 50–70 giorni; semi secchi 80–100 giorni dalla semina
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
40–60 km/h
Umidità
40–60 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo fresco, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Esterno
Orto, Aiuola a pieno sole
Vasi
Contenitore
Aspetto
Altezza40–300 cmLarghezza20–40 cm
Foglie
Verde
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — foglie 1
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — foglie 2
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — foglie 3
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — foglie 4
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoRosaViola
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — fiori 1
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — fiori 2
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — fiori 3
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — fiori 4
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeGiallo
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — frutti 1
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — frutti 2
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — frutti 3
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — frutti 4
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — frutti 5
Portamento
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — portamento 1
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — portamento 2
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — portamento 3
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — portamento 4
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — corteccia 1
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — corteccia 2
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — corteccia 3
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — corteccia 4
Fagiolo (Phaseolus vulgaris): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

Phaseolus vulgaris deriva da forme selvatiche dell’America tropicale, dal Messico all’Argentina settentrionale. Domesticato indipendentemente in Mesoamerica e nelle Ande, si è diffuso in tutto il mondo dopo l’arrivo degli europei in America. Fuori dall’areale originario è presente come pianta coltivata.

  • Autoctona4
  • Messico
  • Guatemala
  • Perù
  • Argentina

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Fagiolo (Phaseolus vulgaris L., 1753) è un ortaggio delle Fabaceae, nel genere Phaseolus. È fra le leguminose più coltivate al mondo per l’alimentazione: si raccoglie il baccello verde intero oppure il seme secco ricco di proteine. La pianta è annuale e fissa l’azoto atmosferico attraverso le radici. 1 4

Nell’orto si distinguono forme nane, basse e cespugliose, e forme rampicanti, volubili e allevate su sostegni. I diversi nomi d’uso, dal fagiolino al fagiolo da sgranare o secco, indicano soprattutto modalità e stadi di raccolta della stessa specie. 2 3

Riconoscimento

La foglia trifogliata di Phaseolus vulgaris porta tre foglioline ampie e appuntite, verde vivo, con disposizione alterna sul fusto. Nelle varietà nane il fusto è eretto e ramificato; nelle forme rampicanti diventa volubile e si avvolge a un sostegno per due o tre metri. 3 5

Fiori papilionacei bianchi, rosa o violacei, tipici delle Fabaceae, precedono baccelli allungati, diritti o leggermente curvi, verdi, gialli o marmorizzati di rosso. Ogni baccello racchiude diversi semi reniformi, dai colori molto variabili: bianchi, neri, rossi o screziati. 4 6

Un indizio meno appariscente si trova sulle radici: estraendo una pianta si osservano piccole nodulosità, rigonfiamenti che ospitano i batteri azotofissatori propri delle leguminose. 5 4

Tinte dei fiori e dei semi e forma dei baccelli cambiano moltissimo fra varietà. Questa diversità varietale lascia costanti foglia trifogliata, fiore papilionaceo e baccello, caratteri comuni all’intera specie. 6 3

Tassonomia utile

La descrizione del fagiolo risale a Linneo, che nel 1753 gli attribuì il nome Phaseolus vulgaris L. Il genere Phaseolus comprende diverse specie coltivate; per questa specie circolano ancora nomi antichi o riferiti a forme particolari:

  • Phaseolus vulgaris var. vulgaris, varietà nominale;
  • Phaseolus vulgaris var. nanus (L.) Asch., nome legato alle forme nane;
  • Phaseolus nanus L., denominazione storica;
  • Phaseolus communis Pritz., denominazione storica;
  • Phaseolus esculentus Salisb., denominazione storica.

La varietà nanus è un esempio utile: per molto tempo ha distinto i fagioli nani dai rampicanti, poi riuniti nella sola specie Phaseolus vulgaris. Il nome scientifico accettato resta il riferimento stabile, mentre le varietà dell’orto sono selezioni coltivate e non specie botaniche distinte. 1 5

Habitat e distribuzione

L’origine di Phaseolus vulgaris è nelle forme selvatiche dell’America tropicale, diffuse dal Messico all’Argentina settentrionale. In quest’area è avvenuta la domesticazione e vivono ancora popolazioni selvatiche affini, in climi tropicali con una stagione secca marcata. 1 4

Il fagiolo ha conosciuto due domesticazioni indipendenti, una in Mesoamerica, intorno al Messico, e l’altra nelle Ande. I due centri spiegano la forte diversità genetica e morfologica delle varietà attuali, dai piccoli semi mesoamericani ai grandi semi andini. 4 3

Con l’arrivo degli europei in America, la coltivazione si diffuse nel bacino mediterraneo e poi nelle regioni temperate e calde del globo. Fuori dall’areale originario la presenza deriva dalla semina volontaria: il fagiolo praticamente non si naturalizza e non appartiene alla flora spontanea locale. 6 7 5

Ciclo e riproduzione

Da annuale, il fagiolo completa il ciclo dalla semina alla produzione di semi in una sola stagione calda. L’emergenza avviene dopo una o due settimane; seguono crescita rapida e fioritura autogama, con fiori che in genere si autoimpollinano prima ancora di aprirsi. 5 4

Dopo la fecondazione ogni fiore forma un baccello con diversi semi. Si può raccoglierlo tenero come fagiolino a circa 50–70 giorni dalla semina, oppure lasciarlo maturare e seccare sulla pianta per il seme secco, a 80–100 giorni. Lo stadio di raccolta determina l’impiego culinario più della varietà. 2 3

La propagazione avviene esclusivamente per seme, direttamente a dimora dopo le ultime gelate, con terreno sopra 12 °C. Freddo e ristagno fanno marcire i grossi semi prima dell’emergenza, perciò si semina in tarda primavera. Le forme nane si dispongono in file o postarelle, quelle rampicanti alla base di un tutore robusto. 2 6

Usi e rischi

L’impiego alimentare è predominante: i baccelli immaturi si consumano interi come fagiolini, mentre i semi freschi o secchi apportano proteine e fibre a moltissimi piatti. Nell’orto la pianta arricchisce il terreno di azoto grazie ai batteri dei noduli radicali ed è utile all’inizio di una rotazione. 4 5

Il pericolo principale riguarda i semi crudi, contenenti fitoemoagglutinina: questa lectina provoca nausea, vomito e diarrea se i semi vengono consumati crudi o poco cotti. La cottura completa la distrugge; occorre ammollare i fagioli secchi e portarli a ebollizione vigorosa prima del consumo. Baccelli e semi ben cotti sono sicuri. 4 6

Per gatti e cani l’ASPCA classifica il fagiolo come pianta non tossica. Per prudenza si evitano comunque i semi crudi, che contengono la stessa lectina problematica per l’uomo; agli animali si riservano eventuali avanzi cotti e senza condimenti. 8 5

Varietà, confusioni e piante affini

Le cultivar orticole sono selezioni della stessa specie. Contender e Phénomène producono fagiolini nani; Coco de Paimpol si raccoglie semisecco da sgranare; Tarbais e Borlotto si sgranano o si essiccano. Prima della semina conviene verificare portamento, impiego del baccello verde o del seme secco e precocità.

Altre leguminose coltivate possono essere confuse con il fagiolo:

  • Phaseolus coccineus, fagiolo di Spagna, con grandi fiori rossi e baccello lungo;
  • Phaseolus lunatus, fagiolo di Lima, dal seme piatto e appiattito;
  • Vicia faba, fava, di una linea diversa ma coltivata per i grossi semi.

Foglia trifogliata, fiore papilionaceo e baccello a più semi rimangono gli indizi più affidabili per confermare l’identità di Phaseolus vulgaris. 3 1

Fonti principali

Domande frequenti

Il fagiolo è tossico?

I semi crudi contengono fitoemoagglutinina, una lectina che provoca nausea, vomito e diarrea. La cottura completa la distrugge e rende sicuri baccelli e semi. L’ASPCA classifica il fagiolo fra le piante non tossiche per gli animali, ma è meglio non dare loro semi crudi.

Perché i fagioli secchi vanno cotti bene?

I semi crudi o poco cotti concentrano fitoemoagglutinina, responsabile di disturbi digestivi. L’ammollo seguito da una bollitura vigorosa distrugge la sostanza e rende il seme commestibile.

Che differenza c’è fra fagiolo nano e rampicante?

Il nano forma un cespuglio basso, produce presto e non richiede tutori. Il rampicante ha fusti volubili, necessita di sostegno e produce più a lungo ma più tardi.

Quando seminare i fagioli?

Si seminano direttamente dopo le ultime gelate, quando il terreno supera 12 °C, in genere da maggio a luglio nei climi temperati. Il terreno troppo freddo fa marcire i semi prima dell’emergenza.

Il fagiolo richiede concime azotato?

No. Fissa l’azoto atmosferico grazie ai batteri nei noduli radicali. Un eccesso di azoto favorisce il fogliame a scapito dei baccelli; bastano terreno sciolto e poco compost.

Quali piante si confondono con il fagiolo?

Soprattutto altri Phaseolus, come il fagiolo di Spagna dai fiori rossi e il fagiolo di Lima dal seme grande e piatto. Foglia trifogliata e baccello sono buoni indizi.

Da dove proviene il fagiolo?

Deriva da forme selvatiche dell’America tropicale ed è stato domesticato due volte, in Mesoamerica e nelle Ande. La coltivazione si è diffusa nel mondo dopo l’arrivo degli europei in America.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.