Fava (Vicia faba, )
Fava (Vicia faba) è una leguminosa annuale da orto delle Fabaceae, coltivata da millenni per i grossi semi ricchi di proteine. Pianta di stagione fresca, eretta e azotofissatrice, è sconosciuta allo stato strettamente selvatico. I suoi semi sono commestibili, ma possono provocare anemia nelle persone affette da favismo.
Leggi di piùFava, Favino, Favetta, Broad bean, Fava bean e Faba bean






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Distribuzione mondiale
Vicia faba è un cultigeno sconosciuto allo stato strettamente selvatico e il suo antenato selvatico non è stato identificato con certezza. La domesticazione risale a diversi millenni fa nel Vicino Oriente e nel Mediterraneo orientale, da cui la coltivazione si è estesa all’Europa, all’Africa settentrionale e all’Asia. Ovunque le segnalazioni di presenza riguardano una pianta coltivata, mai una flora spontanea.
- Autoctona1
- Vicino Oriente
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Fava (Vicia faba L., 1753) è il nome della leguminosa da orto delle Fabaceae appartenente al genere Vicia, quello delle vecce. Coltivata da millenni per i grossi semi ricchi di proteine, è una pianta annuale eretta e azotofissatrice, sconosciuta allo stato strettamente selvatico. 1 3
Prima dell’arrivo del fagiolo americano, la fava era la principale leguminosa d’Europa. I nomi comuni favino e favetta, come quelli francesi fève, féverole e gourgane, designano tipi della stessa specie a semi grossi o piccoli, destinati all’alimentazione, al foraggio o al sovescio. In inglese è nota come Broad bean, Fava bean o Faba bean. 2 6
Riconoscimento
A distinguere Vicia faba è anzitutto il fusto eretto, robusto e nettamente quadrangolare, poco ramificato, spesso alto 60–150 cm secondo varietà e tecnica colturale. Il portamento rigido e angoloso la separa immediatamente dalle vecce rampicanti dello stesso genere. 3 4
Le foglie sono composte da due o poche foglioline carnose di colore verde glauco e non hanno il viticcio terminale sviluppato delle altre specie di Vicia. I fiori, tipici delle Fabaceae, sono bianchi con un’ampia macchia nera sulle ali; si aprono all’ascella delle foglie in brevi grappoli. 3 6
Dopo la fioritura compaiono baccelli eretti e carnosi, riuniti in grappoli lungo il fusto. Contengono grossi semi appiattiti, dal beige al bruno-verde, molto più grandi di quelli delle vecce foraggere. Un altro carattere si trova sottoterra: sulle radici sono presenti noduli nei quali i batteri fissano l’azoto dell’aria. 6 5
Tassonomia utile
Linneo descrisse la fava nel 1753 con il nome Vicia faba L. Il genere Vicia è vasto e la fava ha avuto numerosi nomi antichi, spesso assegnati al genere non più riconosciuto Faba. Fra i principali sinonimi figurano:
- Faba vulgaris Moench, sinonimo botanico;
- Faba sativa Bernh., sinonimo botanico;
- Faba major Desf., sinonimo botanico;
- Orobus faba (L.) Brot., sinonimo botanico;
- Vicia faba var. equina (Medik.) Pers., nome della varietà.
Il riferimento stabile rimane il nome scientifico accettato, Vicia faba. Le distinzioni orticole fra fave a semi grossi e favino a semi piccoli e duri riguardano tipi coltivati (var. major e var. minor o equina), e non specie botaniche separate. 1 6
Habitat e distribuzione
In natura Vicia faba non esiste: è un cultigeno il cui antenato selvatico non è stato identificato con certezza. La domesticazione risale a diversi millenni fa nel Vicino Oriente e nel Mediterraneo orientale, probabile centro delle forme coltivate più antiche. 1 3
Da questa culla la coltivazione si è diffusa in tutta l’Europa, in Africa settentrionale, in Etiopia e in Asia, fino alla Cina, dove la fava è coltivata da lungo tempo. Oggi cresce sia nelle aiuole dell’orto sia in grandi appezzamenti, su terreni freschi e profondi esposti al sole. 6 3
Ovunque la presenza della fava corrisponde a una pianta seminata intenzionalmente. Non si naturalizza praticamente mai e non fa parte della flora spontanea: un carattere che la distingue nettamente dalle vecce selvatiche dello stesso genere. 4 1
Ciclo e riproduzione
Per la fava è favorevole la stagione fresca. Tollera temperature di 10–20 °C e brevi gelate, ma non il caldo secco della piena estate, che fa abortire i fiori. Nei climi miti si semina in autunno per un raccolto precoce; altrove la semina avviene a fine inverno o all’inizio della primavera. 2 3
I fiori bianchi con macchia nera sono soprattutto impollinati da api e bombi, in una stagione in cui poche piante sono in fiore. Dopo la fecondazione si formano baccelli eretti nei quali maturano grossi semi appiattiti. Dalla semina al raccolto occorrono 90–150 giorni, secondo varietà e clima. 4 5
La moltiplicazione avviene esclusivamente per semina dei grossi semi direttamente a dimora; l’emergenza richiede due o tre settimane. Una volta formati i primi baccelli si cimano gli apici dei fusti: il gesto concentra l’energia sui baccelli e priva l’afide nero dei giovani germogli teneri che predilige. Sottoterra i noduli azotofissatori arricchiscono il suolo per la coltura successiva. 2 6
Usi e rischi
La destinazione alimentare della fava prevale sulle altre: i giovani semi freschi si consumano crudi o cotti, mentre quelli secchi entrano in molte cucine regionali, dal Vicino Oriente al bacino mediterraneo. Ricca di proteine, apporta anche ferro, tiamina e riboflavina. In giardino viene usata per sovescio e foraggio, soprattutto nei tipi di favino coltivati a questi scopi. 3 6
Nei semi si trovano vicina e convicina, glucosidi che possono scatenare anemia emolitica nelle persone affette da favismo, un deficit ereditario dell’enzima G6PD. Per la popolazione generale la fava rimane un alimento sano e nutriente; solo le persone predisposte devono evitarla. Questa particolarità richiede dunque attenzione, senza giustificare un timore generalizzato. 3 4
Varietà, confusioni e piante affini
Fra i numerosi tipi coltivati cambiano i caratteri della selezione, senza che si tratti di specie separate. Aguadulce è una fava dai lunghi baccelli per la semina autunnale; Witkiem ed Express sono tipi primaverili; Gourgane indica una fava a semi grossi degli orti settentrionali. Il favino riunisce le forme a semi piccoli e duri destinate a foraggio e sovescio. Prima di seminare è meglio verificare tipo, rusticità e stagione di semina adatta.
Le confusioni più frequenti riguardano altre leguminose dell’orto:
- Pisum sativum, il pisello, rampicante con viticci e semi rotondi;
- Phaseolus vulgaris, il fagiolo, di origine americana e sensibile al freddo;
- Vicia sativa, la veccia comune, selvatica e rampicante, con semi piccoli.
Il fusto quadrangolare eretto, i grossi semi appiattiti e il fiore bianco con macchia nera restano i caratteri più affidabili per confermare che una leguminosa sia proprio la fava Vicia faba. 6 1
Fonti principali
Domande frequenti
La fava è tossica?
Per la popolazione generale i semi della fava sono perfettamente commestibili, cotti oppure crudi quando sono giovani. Le persone affette da favismo, un deficit ereditario dell’enzima G6PD, possono invece soffrire di anemia emolitica dopo averli consumati.
Che cos’è il favismo?
Il favismo è una reazione legata a un deficit genetico di G6PD. Nelle persone predisposte, vicina e convicina presenti nella fava distruggono i globuli rossi e provocano anemia. Il resto della popolazione non è interessato.
Quando si seminano le fave?
Nei climi miti si semina in autunno per un raccolto precoce in primavera. Altrove si semina a fine inverno o all’inizio della primavera, direttamente a dimora, perché la fava è una pianta di stagione fresca.
Perché si cimano le fave?
Si cima l’apice dei fusti quando si formano i primi baccelli. Questo concentra l’energia sui baccelli ed elimina i giovani germogli teneri colonizzati dall’afide nero della fava.
La fava arricchisce davvero il terreno?
Sì. Le radici portano noduli nei quali batteri fissano l’azoto dell’aria. Questo azoto favorisce la coltura successiva: la fava è quindi un’ottima coltura iniziale della rotazione e una pianta da sovescio.
Da dove viene la fava coltivata?
È un cultigeno sconosciuto allo stato strettamente selvatico, frutto di un’antica domesticazione nel Vicino Oriente e nel Mediterraneo orientale. Per molto tempo fu la principale leguminosa europea.
Quali piante si confondono con la fava?
Le confusioni riguardano altre leguminose da orto, soprattutto pisello e fagiolo. Il fusto quadrangolare, i grossi semi appiattiti e il fiore bianco con macchia nera rimangono i caratteri migliori.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






