Garden phlox (Phlox paniculata, L. 1753)

Phlox paniculata è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Polemoniaceae, originaria degli Stati Uniti orientali e centrali. Da luglio a settembre, i fusti eretti portano grandi pannocchie arrotondate di fiori tubolari profumati, un elemento classico delle aiuole di perenni estive.

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Nome scientificoPhlox paniculata
GenerePhlox
OrdineEricales

Garden phlox e Fall phlox

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, inclusi bambini, gatti e cani · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Vivace fiorito · Vivace erbacea
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
Stati Uniti
Habitat
Boschi radi, boscaglie e pendii calcarei; rive e banchi di ghiaia lungo i corsi d’acqua
Stagionalità
Fioritura
EstateAutunno
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Piena fioritura dal secondo o terzo anno
Propagazione
Divisione, Talea di fusto con nodo, Talea di radice, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Moderata, sostenere i fusti alti nelle posizioni esposte
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole, tollera una leggera mezz’ombra
Esterno
Aiuola, Aiuola a pieno sole
Aspetto
Altezza60–150 cmLarghezza50–100 cm
Foglie
Verde
Phlox paniculata: origine e usi — foglie 1
Phlox paniculata: origine e usi — foglie 2
Phlox paniculata: origine e usi — foglie 3
Phlox paniculata: origine e usi — foglie 4
Phlox paniculata: origine e usi — foglie 5
Fiori
RosaViolaBiancoRossoArancioneDimensioni1.5–2.5 cm
Phlox paniculata: origine e usi — fiori 1
Phlox paniculata: origine e usi — fiori 2
Phlox paniculata: origine e usi — fiori 3
Phlox paniculata: origine e usi — fiori 4
Phlox paniculata: origine e usi — fiori 5
Frutti
Phlox paniculata: origine e usi — frutti 1
Phlox paniculata: origine e usi — frutti 2
Phlox paniculata: origine e usi — frutti 3
Phlox paniculata: origine e usi — frutti 4
Phlox paniculata: origine e usi — frutti 5
Portamento
Phlox paniculata: origine e usi — portamento 1
Phlox paniculata: origine e usi — portamento 2
Phlox paniculata: origine e usi — portamento 3
Phlox paniculata: origine e usi — portamento 4
Phlox paniculata: origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Phlox paniculata: origine e usi — corteccia 1
Phlox paniculata: origine e usi — corteccia 2
Phlox paniculata: origine e usi — corteccia 3
Phlox paniculata: origine e usi — corteccia 4
Phlox paniculata: origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Phlox paniculata va dallo Stato di New York e dall’Iowa a nord fino a Georgia, Mississippi e Arkansas a sud, soprattutto a est del fiume Mississippi. Coltivata ampiamente dal XIX secolo, la specie si è naturalizzata localmente anche fuori da quest’area, in Nordamerica e altrove, senza essere considerata invasiva su scala mondiale.

  • Autoctona1
  • Introdotta1
  • Stati Uniti orientali e centrali
  • Canada sudorientale

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Phlox paniculata (Phlox paniculata L., 1753) è un’erbacea perenne della famiglia delle Polemoniaceae, coltivata per le pannocchie profumate che fioriscono da luglio a settembre, quando molte perenni primaverili hanno già concluso il ciclo. Carl von Linné la descrisse nel 1753, nell’opera in cui istituì il genere Phlox; il nome accettato è rimasto invariato. 1 7

Il nome del genere deriva dal greco antico phlox, fiamma, scelto da Linné per i colori accesi di alcune specie. Il genere comprende oggi 68 specie, quasi tutte nordamericane. In inglese l’uso orticolo generale è richiamato da garden phlox, mentre fall phlox allude alla fioritura che spesso prosegue fino alle prime gelate. 8

Riconoscimento

Un cespo di Phlox paniculata presenta fusti eretti, non ramificati alla base, alti da 60 cm a 1,5 m, con un’espansione di 50–100 cm. Le foglie opposte, ellittiche e appuntite, sono lunghe 10–15 cm e di colore verde vivo; i fusti non mostrano macchie né punteggiature. 2 4

I fiori tubolari a cinque lobi misurano 1,5–2,5 cm di diametro e si riuniscono in grandi pannocchie arrotondate di 15–20 cm, all’estremità dei fusti. Il profumo dolce, spesso percepibile prima ancora di vedere la pianta, è uno dei caratteri più ricordati dai giardinieri. 3 4

La fioritura da luglio a settembre è più tardiva di quella di molte altre perenni da aiuola, con tonalità rosa, porpora, bianche, rosse o arancioni secondo la cultivar. Un fusto macchiato di rosso alla base indica quasi sempre Phlox maculata, una specie affine a fioritura più precoce: Phlox paniculata mantiene invece fusti verdi uniformi per tutta l’altezza. 3

Tassonomia utile

Nel repertorio POWO, Phlox paniculata L. è il nome accettato. Due secoli di intensa coltivazione orticola hanno accompagnato la comparsa di almeno sei sinonimi registrati, alcuni dei quali sopravvivono soprattutto in cataloghi ed erbari antichi:

  • Phlox decussata G.F.Lyon ex Pursh, sinonimo storico;
  • Phlox acuminata Pursh, sinonimo;
  • Phlox undulata Aiton, sinonimo;
  • Phlox paniculata var. acuminata (Pursh) A.Gray, nome varietale sinonimo;
  • Armeria paniculata (L.) Kuntze, combinazione sinonima;
  • Phlox corymbosa Sweet, sinonimo.

Il caso di decussata è particolarmente utile: questo nome è stato a lungo usato in orticoltura come designazione collettiva degli ibridi e delle cultivar di flox estivi, anche nei cataloghi ottocenteschi, benché sia soltanto un sinonimo botanico di Phlox paniculata. 1 7

Habitat e distribuzione

Dallo Stato di New York e dall’Iowa, a nord, l’areale nativo raggiunge Georgia, Mississippi e Arkansas a sud, soprattutto a est del fiume Mississippi. La specie cresce in boschi radi, boscaglie e pendii spesso calcarei, oltre che sulle rive e sui banchi di ghiaia lungo i corsi d’acqua. 5 6

La rusticità spiega buona parte della diffusione fuori dall’areale originario: il cespo tagliato a fine autunno sopporta temperature inferiori a −20 °C, corrispondenti alle zone USDA 4–8 e alla classe RHS H7, senza particolari protezioni invernali nella maggior parte dei giardini temperati. 2 Coltivata diffusamente dal XIX secolo in Europa e Nordamerica, la specie si è naturalizzata localmente anche altrove, soprattutto in alcune aree urbane e periurbane nordamericane, senza essere considerata invasiva su scala mondiale. 4

Ciclo e riproduzione

Dividere in primavera o in autunno i cespi ben insediati resta il modo più rapido per ottenere nuove piante già capaci di fiorire. Le talee basali primaverili e le talee di radice di fine autunno permettono invece di moltiplicare una determinata cultivar senza ricorrere alla semina. 2 3

La semina richiede più tempo e non garantisce la fedeltà alla cultivar madre: le piantine possono produrre fiori più pallidi rispetto alla pianta d’origine, un fenomeno comune nelle vecchie aiuole lasciate disseminare spontaneamente. La prima fioritura è modesta; quella piena arriva soltanto dal secondo o terzo anno. 3

Una volta insediato, il cespo si allarga ogni anno a partire dal colletto e aumenta il numero di fusti fioriferi. Senza interventi, dopo alcuni anni si dirada al centro e fiorisce meno: una divisione ogni 3–4 anni favorisce una fioritura più densa e fornisce nuove piante per ampliare l’aiuola o crearne un’altra. 2

Usi e rischi

Nelle aiuole di perenni estive, Phlox paniculata occupa tradizionalmente il fondo della bordura grazie all’altezza, alla fioritura abbondante e al profumo. I fiori tubolari attirano api, farfalle e, nell’areale nativo, colibrì, in un periodo estivo in cui altre perenni hanno già terminato di fiorire. 4 3

Non è stato identificato alcun principio tossico nelle foglie o nei fiori. La specie non compare fra le piante tossiche per cani o gatti nelle comuni banche dati orticole; la tossicità nel cavallo non è documentata. 5

Il principale rischio in coltivazione è sanitario: l’oidio, favorito dall’aria stagnante e dall’irrigazione a pioggia, è la malattia più citata per questa specie. Distanziare bene i cespi e irrigare alla base riduce sensibilmente il problema. 4 2

Varietà, confusioni e piante affini

Decine di cultivar selezionate dal XIX secolo sono oggi disponibili in vivaio. Eva Cullum e Starfire offrono i classici rosa e rosso cremisi; Grey Lady e Prince of Orange aggiungono tonalità più rare, rispettivamente malva grigio e arancione, mentre Norah Leigh si distingue per le foglie variegate di crema. Contro l’oidio, David resiste sensibilmente meglio della forma selvatica ed è quindi una scelta privilegiata in climi umidi o aiuole fitte. 2

La confusione più frequente riguarda Phlox maculata: i fusti macchiati di rosso nella parte bassa spiegano l’epiteto; la fioritura è più precoce e la resistenza all’oidio migliore rispetto a Phlox paniculata. Gli ibridi Phlox × arendsii, derivati dall’incrocio con Phlox divaricata, costituiscono un gruppo distinto, generalmente più precoce e compatto. 2

Fonti principali

Domande frequenti

Phlox paniculata è tossico per cani e gatti?

No. Phlox paniculata non compare fra le piante tossiche per gatti o cani nelle comuni banche dati orticole; la tossicità nel cavallo non è documentata.

Come prevenire l’oidio su Phlox paniculata?

L’oidio si sviluppa soprattutto con aria stagnante e foglie bagnate. Distanziare i cespi, irrigare alla base anziché a pioggia e scegliere una cultivar resistente come David riduce sensibilmente il rischio.

Che differenza c’è tra Phlox paniculata e Phlox maculata?

Phlox maculata ha la parte bassa dei fusti macchiata di rosso e fiorisce prima, mentre Phlox paniculata ha fusti verdi uniformi e fiorisce soprattutto da luglio a settembre.

Occorre dividere regolarmente Phlox paniculata?

Sì, ogni 3–4 anni. Un cespo troppo vecchio fiorisce meno e produce fusti esili; la divisione primaverile o autunnale rilancia la fioritura e permette di moltiplicare la pianta.

Perché Phlox paniculata non fiorisce?

Le cause più frequenti sono luce insufficiente, un cespo troppo vecchio mai diviso o un terreno troppo povero. Pieno sole e divisioni periodiche risolvono la maggior parte dei casi.

Phlox paniculata è invasivo?

Non è considerato invasivo su scala mondiale. Coltivato da tempo fuori dal suo areale nativo, talvolta si è naturalizzato localmente ai margini dei boschi o delle strade, senza uno status normativo di specie invasiva.

Da dove viene il nome Phlox?

Il nome del genere deriva dal greco antico phlox, fiamma, scelto da Carl von Linné nel 1753 per i colori accesi di alcune specie. Phlox paniculata è soltanto una delle 68 specie del genere.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.