Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa, Roxb. 1814)

Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa) è un’erbacea perenne delle Phytolaccaceae, originaria dell’area dall’Himalaya alla Cina e al Giappone. Grappoli fiorali eretti, radice carnosa talvolta confusa con il ginseng e tossicità dell’intera pianta richiedono un’identificazione accurata, anche dove si è naturalizzata in Europa.

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Nome scientificoPhytolacca acinosa
GenerePhytolacca
OrdineCaryophyllales

Cremesina acinosa e Indian pokeweed

Identità
Tossicità
Tossico : umani, inclusi bambini · Da verificare : gatti, cani, cavalli e animali
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
CinaIndiaNepalBhutanGiapponeCorea del SudVietnam
Habitat
Valli, pendii e margini boschivi a 500–3 400 m; incolti e siepi nell’areale di naturalizzazione
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Fioritura dal primo o secondo anno, poi ceppo perenne
Propagazione
Semina, Divisione
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
40–60 km/h
Umidità
40–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Suolo da fresco a umido
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Pieno sole o leggera mezz’ombra
Esterno
Aiuola, Terra piena
Aspetto
Altezza100–200 cmLarghezza60–120 cm
Foglie
Verde
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — foglie 1
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — foglie 2
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — foglie 3
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — foglie 4
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — foglie 5
Fiori
Bianco
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — fiori 1
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — fiori 2
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — fiori 3
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — fiori 4
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeViolaNeroDimensioni0.3–0.5 cm
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — frutti 1
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — frutti 2
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — frutti 3
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — frutti 4
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — frutti 5
Portamento
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — portamento 1
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — portamento 2
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — portamento 3
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — portamento 4
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — portamento 5
Corteccia
VerdeViola
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — corteccia 1
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — corteccia 2
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — corteccia 3
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — corteccia 4
Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Phytolacca acinosa comprende l’Asia temperata orientale, dalle pendici himalayane del Pakistan settentrionale al Nepal e al Bhutan fino a gran parte della Cina, Corea, Giappone, Taiwan e Vietnam settentrionale. Introdotta in Europa e Nordamerica per gli antichi usi alimentari e tintori, si è naturalizzata localmente; queste introduzioni vanno distinte dall’areale originario, più circoscritto.

  • Autoctona7
  • Introdotta5
  • Cina
  • India
  • Nepal
  • Bhutan
  • Giappone
  • Corea del Sud
  • Vietnam
  • Francia metropolitana
  • Germania
  • Svizzera
  • Croazia
  • Stati Uniti

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

La Cremesina acinosa (Phytolacca acinosa Roxb., 1814) è un’erbacea perenne della famiglia Phytolaccaceae, nota anche con il nome internazionale Indian pokeweed. Il botanico scozzese William Roxburgh la descrisse nel 1814 nel catalogo dell’orto botanico di Calcutta; il nome è rimasto invariato, nonostante la persistente circolazione di sinonimi in orticoltura. 2 1

L’epiteto acinosa deriva dal latino acinus, acino d’uva, e descrive i frutti carnosi riuniti in grappoli densi. Il sinonimo Phytolacca esculenta, attribuito dall’orticoltore belga Louis Van Houtte, ricorda l’antico uso alimentare dei giovani germogli in Europa, precedente a una migliore documentazione della tossicità della pianta adulta. 6

Originaria dell’Asia temperata orientale, fu introdotta in Europa e Nordamerica già nel XIX secolo per i germogli e il colorante dei frutti. Phytolacca acinosa si è poi naturalizzata localmente, tanto da essere ritenuta potenzialmente invasiva in alcune regioni del suo areale secondario. 8

Riconoscimento

Un cespo verticale alto 1–2 m si sviluppa da un fusto carnoso e solcato, verde o porpora secondo l’individuo. Le foglie ellittiche o lanceolate, talvolta larghe, raggiungono 35 cm di lunghezza e 19 cm di larghezza, con base cuneata e apice affusolato. 4 7

I fiori bianchi o bianco verdastri formano grappoli eretti, densi, lunghi 5–30 cm. L’orientamento verticale, mantenuto fino alla fruttificazione, distingue la specie più sicuramente del conteggio degli stami: in Phytolacca acinosa il grappolo resta verticale, mentre in Phytolacca americana si inclina e ricade. Ogni fiore di P. acinosa presenta 5 tepali, 8 stami e 8 carpelli liberi, non saldati, contro 10 stami fusi in un’unica bacca nella specie americana. 7

I frutti maturi passano dal verde al nero violaceo e rimangono eretti sulla spiga, senza inclinarsi verso terra. La radice grossa e carnosa ricorda nella forma il ginseng: questa somiglianza ha provocato varie intossicazioni documentate in raccoglitori poco esperti. 5

Tassonomia utile

Il binomio accettato per questa specie è Phytolacca acinosa Roxb. I sinonimi comprendono soprattutto combinazioni interne al genere: Phytolacca esculenta (Van Houtte) Maxim., Phytolacca acinosa var. kaempferi (A.Gray) Makino, Phytolacca insularis Nakai e Sarcoca acinosa (Roxb.) Skalický.

Queste quattro denominazioni compaiono ancora nelle flore regionali dell’Asia orientale, soprattutto in Giappone e Corea, dove la varietà kaempferi indica talvolta popolazioni locali prive di uno status tassonomico autonomo. Il riferimento stabile è Phytolacca acinosa: né Kew né l’International Plant Names Index riconoscono quei quattro sinonimi come nome valido. 1 2

Habitat e distribuzione

Dalle pendici himalayane del Pakistan settentrionale al Nepal e al Bhutan, l’areale originario raggiunge gran parte della Cina, Corea, Giappone, Taiwan e Vietnam settentrionale. La pianta colonizza valli, pendii e margini boschivi tra 500 e 3 400 m, insediandosi anche nei coltivi e lungo i sentieri. 1 3

Le antiche introduzioni alimentari e tintorie in Europa e Nordamerica hanno portato alla naturalizzazione in Francia, Germania, Svizzera, Croazia e fino al Wisconsin, spesso nelle siepi o ai margini urbani. Uno studio recente considera Phytolacca acinosa naturalizzata con tendenza invasiva nell’areale secondario, a uno stadio meno avanzato rispetto a Phytolacca americana, già più diffusa negli stessi ambienti. 8 6

Ciclo e riproduzione

Tra giugno e agosto si svolge la fioritura, seguita da frutti che persistono fino a settembre. La forte dormienza dei semi richiede scarificazione o un lungo periodo freddo per la germinazione; ciò spiega un insediamento talvolta lento, nonostante l’efficace dispersione da parte degli uccelli che mangiano i frutti maturi. 8

Nei terreni ricchi e freschi la pianta ricaccia ogni anno da un ceppo carnoso persistente e ricostituisce molta biomassa in una sola stagione. Questa rapidità interessa anche il risanamento dei suoli: nei cumuli minerari contaminati di Xiangtan, in Cina, sono stati misurati fino a 19 300 µg/g di manganese nelle foglie secche di Phytolacca acinosa. È uno degli iperaccumulatori di manganese meglio documentati. 9

Per moltiplicarla in orticoltura si ricorre alla semina dopo stratificazione oppure alla divisione del ceppo, in primavera o autunno. La divisione attecchisce più rapidamente e con maggiore fedeltà rispetto al seme, la cui emergenza resta irregolare. 3

Usi e rischi

Nelle tradizioni mediche cinesi e indiane radice e giovani germogli sono impiegati contro edema, tosse, disturbi urinari e alcune infezioni. Studi recenti confermano attività antinfiammatorie, antimicrobiche e antitumorali di estratti radicali, senza che finora ne derivi un impiego clinico validato. 4

La tossicità riguarda tutta la pianta: saponine (esculentosidi), triterpenoidi e l’alcaloide ipaforina irritano le mucose orali e digestive. Nei casi gravi compaiono disturbi neurologici, calo pressorio e danni cardiaci, con esordio tra 20 minuti e 3 ore dopo l’ingestione. Lo scambio della radice con il ginseng è la causa meglio documentata delle intossicazioni accidentali, soprattutto in Vietnam. 5 4

Solo germogli giovanissimi, bolliti e scolati, vengono talvolta consumati come verdura in Asia. Con l’invecchiamento le foglie diventano tossiche e nessuna preparazione domestica elimina completamente il rischio. 3

Varietà, confusioni e piante affini

Per la cremesina acinosa non esiste un vero assortimento di cultivar, ma la letteratura etnobotanica menziona due forme antiche: una a fiori bianchi, la cui radice era talvolta consumata dopo un lungo ammollo, e una a fiori rossi, con radice ritenuta ancora più tossica. Nessuna delle due costituisce un alimento sicuro. 3

Il confronto più frequente è con Phytolacca americana: i grappoli penduli e i 10 stami la distinguono dalla specie asiatica, con grappoli eretti e 8 carpelli liberi. In Asia anche Phytolacca polyandra può creare confusione. Non bisogna mai raccogliere una radice selvatica simile al ginseng senza assoluta certezza nell’identificazione. 7 5

Fonti principali

Domande frequenti

La cremesina acinosa è tossica?

Sì. Tutta la pianta contiene saponine, triterpenoidi e un alcaloide irritanti per le mucose. Un’ingestione abbondante può provocare gravi disturbi digestivi e, nei casi più seri, problemi neurologici e cardiaci.

Si possono mangiare i giovani germogli di Phytolacca acinosa?

In Asia talvolta si consumano come verdura primaverile solo germogli giovanissimi, bolliti e scolati. Le foglie più vecchie diventano tossiche e nessuna preparazione domestica garantisce di eliminare completamente il rischio.

Come distinguere Phytolacca acinosa da Phytolacca americana?

Il carattere più affidabile è il grappolo, sempre eretto in Phytolacca acinosa e pendulo in Phytolacca americana. Cambia anche il numero di stami e carpelli: 8 nella specie asiatica e 10 in quella americana.

Perché la radice di Phytolacca acinosa è pericolosa?

La forma carnosa ricorda il ginseng e ha causato intossicazioni documentate in raccoglitori che l’avevano scambiata per una radice medicinale commestibile. Non bisogna raccogliere radici selvatiche simili senza assoluta certezza nell’identificazione.

Phytolacca acinosa è invasiva in Francia?

È naturalizzata in diversi paesi europei, compresa la Francia, ma è meno insediata di Phytolacca americana. Studi recenti la considerano potenzialmente invasiva nell’areale secondario; al momento non ha uno status normativo di specie invasiva in Francia.

Phytolacca acinosa ha usi medicinali?

La radice è impiegata nella medicina tradizionale cinese e indiana contro edema, tosse e disturbi urinari. Studi recenti confermano attività antinfiammatorie e antimicrobiche degli estratti, senza che ne derivi finora un uso clinico validato.

Da dove proviene Phytolacca acinosa?

L’areale nativo va dall’Himalaya alla Cina, alla Corea e al Giappone. Fu poi introdotta in Europa e Nordamerica per i giovani germogli commestibili e il colorante dei frutti, naturalizzandosi localmente.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.