Dulcamara (Solanum dulcamara, )
La Dulcamara (Solanum dulcamara) è una rampicante sarmentosa perenne della famiglia delle Solanaceae, comune nelle siepi, sulle rive e nelle zone umide d’Europa, Africa settentrionale e Asia temperata. I fiori violetti a stella e le bacche che passano dal verde al rosso vivo ne fanno una delle piante tossiche più visibili ai bordi dei sentieri, spesso confusa con la belladonna o con l’erba morella.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Solanum dulcamara comprende l’Europa, l’Africa nordoccidentale e l’Asia temperata fino all’Indocina settentrionale, incluse le Azzorre. La specie è stata poi ampiamente introdotta al di fuori di quest’area, dove talvolta è classificata come invasiva negli ambienti umidi.
- Autoctona4
- Introdotta2
- Invasiva2
- Francia metropolitana
- Regno Unito
- Portogallo (Azzorre)
- Marocco
- Canada
- Australia
- Stati Uniti
- Nuova Zelanda
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La Dulcamara (Solanum dulcamara L., 1753) è una rampicante sarmentosa perenne della famiglia delle Solanaceae, la stessa del pomodoro, della patata e della melanzana. Il nome specifico viene dal latino dulcis, dolce, e amara, amaro: masticando un giovane fusto si percepisce prima una punta di dolcezza, poi un’amarezza netta che prevale in pochi secondi. 1 9
In Francia i nomi vernacolari variano secondo la regione: morelle douce-amère, vigne de Judée, herbe à la fièvre o bronde. In inglese la pianta è nota come bittersweet e woody nightshade, cioè «solano legnoso»: quest’ultimo nome indica un carattere reale, la base dei fusti che lignifica con l’età mentre il resto della pianta mantiene un portamento erbaceo. 7
Riconoscimento
Priva di viticci, Solanum dulcamara si arrampica appoggiandosi alla vegetazione vicina e raggiunge 1–4 m di lunghezza secondo il sostegno. I giovani fusti sono porpora, poi diventano verde brunastri e parzialmente legnosi; le foglie alterne, a forma di punta di freccia, presentano spesso due piccoli lobi alla base ed emanano un odore sgradevole se stropicciate. 4 6
I fiori, riuniti in grappoli pendenti, misurano circa 1–1,5 cm di diametro. I cinque petali violetti, ripiegati all’indietro, circondano un cono di stami gialli saldati: una sagoma che richiama immediatamente il fiore del pomodoro, suo stretto parente botanico. 9 2
I frutti sono bacche ovoidali che passano dal verde al giallo aranciato, poi al rosso vivo e lucido a piena maturità, fra fine estate e autunno. Questo rosso vivo contrasta nettamente con l’erba morella (Solanum nigrum), dalle bacche nero opaco, e con la belladonna (Atropa belladonna), le cui bacche nere crescono isolate anziché in grappoli: portamento rampicante senza viticci e grappoli di bacche rosse bastano a confermare la specie a colpo d’occhio. 6 4
Tassonomia utile
La denominazione accettata, Solanum dulcamara L., fu pubblicata da Carl von Linné nel 1753, nella famiglia delle Solanaceae e nel vastissimo genere Solanum, che comprende anche pomodoro, patata e melanzana. Questa parentela spiega perché il fiore della dulcamara ricordi tanto quello delle sue cugine dell’orto. 1
Diversi nomi storici o sinonimi circolano ancora negli erbari e nella letteratura antica:
- Lycopersicon dulcamara (L.) Medik., sinonimo storico;
- Dulcamara flexuosa Moench, nome storico;
- Solanum scandens Neck., sinonimo storico;
- Solanum littorale Raab, nome storico;
- Solanum dulcamara var. variegatum Sweet, forma a foglie variegate.
Il nome accettato, Solanum dulcamara, rimane il riferimento unico sia in commercio sia in erbario: questi sinonimi e varietà orticole rimandano tutti alla stessa specie, con etichette di vendita o nomi regionali diversi. 1
Habitat e distribuzione
Dall’Europa all’Africa nordoccidentale e all’Asia temperata, fino all’Indocina settentrionale e incluse le Azzorre, si estende l’areale nativo della specie. Colonizza siepi, rive di fiumi e stagni, zone umide e incolti, evitando soprattutto i suoli molto acidi, e sopporta inverni rigidi fino alla zona USDA 4, ossia circa -20 °C. 1 3
Nel Regno Unito e in Irlanda la pianta è comune quasi ovunque, salvo nell’estremo nord: cresce tanto nei terreni argillosi, limosi o sabbiosi quanto nelle esposizioni a mezzombra, caratteristica che spiega questa ampia distribuzione. 9 8
Introdotta fuori dall’areale originario, soprattutto in America settentrionale, la dulcamara si è naturalizzata nelle zone umide e compare negli elenchi delle specie invasive di diversi Stati americani. È segnalata anche come naturalizzata o invasiva in Australia e in Nuova Zelanda. 4
Ciclo e riproduzione
Da giugno a settembre, nei climi temperati, si protrae la fioritura. I fiori con il cono di stami gialli vengono impollinati dai bombi, che fanno vibrare le antere per liberare il polline: è l’impollinazione vibratile, detta anche buzz pollination, condivisa con le altre Solanaceae ad antere poricide. 9 2
Le bacche maturano lentamente dal verde al rosso e vengono poi mangiate da diversi uccelli, che disperdono i semi lungo le siepi e i corsi d’acqua. La pianta tollera sia le inondazioni temporanee sia la siccità grazie alla base legnosa persistente, capace di ricacciare dopo un taglio o un episodio di gelo. 6 4
Oltre alla disseminazione naturale, anche un fusto reciso può radicare direttamente nel suolo umido: questo spiega la frequente presenza della pianta in colonie dense lungo una stessa sponda. 3
Usi e rischi
In passato il fusto essiccato, raccolto in autunno, entrava in preparazioni tradizionali contro affezioni cutanee, reumatismi e disturbi bronchiali. Questo antico impiego è ancora documentato in erboristeria, ma non è più raccomandato senza supervisione medica, perché il margine fra dose attiva e dose tossica è stretto. 3
Per la salute, tutta la pianta è tossica: fusti, foglie e bacche contengono solanina e alcaloidi steroidei affini, con la massima concentrazione nelle bacche ancora verdi. L’ingestione provoca nausea, vomito e diarrea, con casi gravi, più rari, nei bambini piccoli che assaggiano le bacche colorate. 6 3
L’ASPCA classifica Solanum dulcamara fra le piante tossiche per gatti, cani e cavalli: gli stessi sintomi digestivi, talvolta accompagnati da sonnolenza o calo della pressione. Per chi coltiva un orto è anche un ospite serbatoio documentato di malattie della patata e del pomodoro: è preferibile tenerla lontana dagli ortaggi anziché lasciarla arrampicare su un margine vicino. 5 4
Varietà, confusioni e piante affini
Poche forme orticole stabili sono note. La var. variegatum, dal fogliame variegato, fu usata occasionalmente come curiosità da giardino in epoca vittoriana; la f. albiflorum, con fiori bianchi anziché violetti, rimane soprattutto una menzione nella sinonimia botanica. Nessuna di queste forme riduce la tossicità della pianta. 1
Sul campo predominano due confusioni:
- Solanum nigrum, l’erba morella, erbacea annuale eretta e non rampicante, con bacche nero opaco anziché rosse;
- Atropa belladonna, la belladonna, arbusto eretto con bacche nere isolate, molto più tossico, privo di portamento rampicante e di fiori violetti stellati.
Tre caratteri combinati risolvono il dubbio: portamento sarmentoso senza viticci, fiori violetti a stella con cono di stami gialli e bacche riunite in grappoli anziché isolate. Affidarsi al solo colore delle bacche è raramente sufficiente, perché restano verdi o giallo aranciate per buona parte dell’estate prima di arrossare. 4 9
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Solanum dulcamara L.
- Royal Horticultural Society, Solanum dulcamara - bittersweet
- Plants For A Future, Solanum dulcamara
- North Carolina Extension Gardener Plant Toolbox, Solanum dulcamara
- ASPCA, European bittersweet, scheda di tossicità
- Greenfield Community College, Climbing Nightshade, scheda di riconoscimento
- INPN / MNHN, Solanum dulcamara L., 1753
- Info Flora, Solanum dulcamara L.
- First Nature, Solanum dulcamara - Bittersweet / Woody Nightshade
Domande frequenti
La Dulcamara è tossica?
Sì. Tutta la pianta contiene solanina, con la massima concentrazione nelle bacche ancora verdi. L’ASPCA classifica Solanum dulcamara come tossico per gatti, cani e cavalli, con nausea, vomito e diarrea in caso d’ingestione.
Si può confondere la Dulcamara con la belladonna?
Entrambe sono Solanaceae tossiche, ma la belladonna (Atropa belladonna) è un arbusto eretto, non rampicante, con singole bacche nere in un calice a coppa, mentre la Dulcamara si arrampica senza viticci e porta grappoli di bacche rosse.
Le bacche rosse della Dulcamara sono pericolose per gatti e cani?
Sì, contengono solanina come il resto della pianta. L’ASPCA raccomanda di contattare un veterinario in caso d’ingestione, anche se le intossicazioni mortali rimangono rare negli animali adulti.
Da dove viene il nome Dulcamara?
Il nome descrive il sapore percepito masticando un giovane fusto, prima leggermente dolce e poi nettamente amaro, carattere già espresso nell’epiteto latino dulcamara, da dulcis e amara.
Dove cresce la Dulcamara in Francia?
È comune nelle siepi campestri, sulle rive di fiumi e stagni e negli incolti umidi di quasi tutto il territorio metropolitano, evitando soprattutto i suoli molto acidi.
La Dulcamara è una specie invasiva?
In Europa, dove è nativa, rimane una pianta comune senza uno status invasivo. Introdotta in America settentrionale, Australia e Nuova Zelanda, colonizza le zone umide e vi figura talvolta negli elenchi delle specie invasive.
Come distinguere la Dulcamara dall’erba morella?
Solanum nigrum è un’erbacea annuale eretta e non rampicante, con bacche nere opache, mentre la Dulcamara è una rampicante sarmentosa perenne con bacche rosse lucide e base parzialmente legnosa.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




