Melanzana (Solanum melongena, L. 1753)

La Melanzana (Solanum melongena) è una pianta da orto della famiglia delle Solanaceae, coltivata per il frutto carnoso consumato cotto. Specie della stagione calda, nei climi temperati si coltiva come annuale, mentre è legnosa e perenne nelle regioni tropicali di origine. Come le altre Solanacee, contiene glicoalcaloidi nel fogliame e nei frutti verdi.

Leggi di più
Nome scientificoSolanum melongena
GenereSolanum
OrdineSolanales

Melanzana, Eggplant, Aubergine e Brinjal

Identità
Tossicità
Non tossico : umani · Prudenza : gatti, cani e cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Annuale
Paese d'origine
IndiaBirmania
Habitat
Pianta dei climi caldi, coltivata in suolo ricco e drenato al sole; assente dalla flora spontanea temperata
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Frutti raccolti da 3 a 5 mesi dopo la semina
Propagazione
Semina sotto copertura, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa, sostenere con tutori le piante cariche
Umidità
45–65 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Esterno
Orto, Aiuola a pieno sole, Serra
Vasi
Contenitore
Aspetto
Altezza60–120 cmLarghezza40–70 cm
Foglie
Verde
Fiori
Viola
Frutti
ViolaBiancoVerde
Corteccia
Verde

Distribuzione mondiale

Solanum melongena è un cultigeno assente dalla flora spontanea temperata. La domesticazione è avvenuta nell'Asia tropicale a partire da forme selvatiche indo-birmane; la coltura si è poi diffusa nelle regioni calde del Vecchio Mondo, dal subcontinente indiano alla Cina, al Vicino Oriente e al bacino mediterraneo. Ovunque la sua presenza corrisponde a una pianta coltivata.

  • Autoctona2
  • India
  • Birmania

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

La Melanzana (Solanum melongena L., 1753) è una pianta da orto della famiglia delle Solanaceae, nel genere Solanum. Si coltiva per il frutto carnoso usato come ortaggio: una bacca lucida viola, bianca o verde secondo la varietà, consumata sempre cotta. È un cultigeno nato da una lunga domesticazione nell'Asia tropicale, assente dalla flora spontanea temperata. 1 4

Nell'orto la melanzana segue la stagione calda e nei climi temperati si coltiva come annuale; nelle regioni tropicali di origine è invece legnosa e perenne. I nomi internazionali Aubergine, Brinjal ed Eggplant indicano questa parente di pomodoro, peperone e patata. 2 3

Riconoscimento

Il cespuglio di Solanum melongena è eretto e ramificato, alto 60–120 cm nell'orto. Le grandi foglie ovali, spesso lobate, sono verde opaco e ricoperte da una peluria stellata, talvolta con piccoli aculei sulla nervatura principale. 3 5

Solitari oppure riuniti a due o tre, i fiori sono viola, con stami gialli, e decisamente più grandi di quelli del pomodoro. Producono una bacca carnosa pendula, il frutto commestibile, sormontata da un calice spinoso persistente. La buccia lucida può essere viola scuro, bianca, verde o striata; la forma va da allungata a grossa e ovale. 4 6

Sotto la buccia si trova una polpa bianca e spugnosa con numerosi piccoli semi: soda e amara da cruda, diventa fondente con la cottura. Forma e colore del frutto cambiano molto fra le varietà, mentre il grande fiore viola e il calice spinoso restano caratteri costanti della specie. 6 3

Tassonomia utile

Linneo descrisse nel 1753 questa specie come Solanum melongena L. Il genere Solanum è vasto e circolano ancora diversi sinonimi antichi o nomi di forme selvatiche e coltivate. Fra i principali:

  • Solanum esculentum Dunal, nome storico.
  • Solanum ovigerum Dunal, nome storico.
  • Solanum melongena var. esculentum (Dunal) Walp., nome storico.
  • Solanum melongena subsp. insanum (L.) Banfi, Galasso & Bartolucci, nome storico.
  • Solanum trongum Poir., nome storico.

Il gruppo insanum riunisce forme selvatiche e infestanti indo-birmane, considerate le antenate dirette della melanzana coltivata e oggi ricondotte a Solanum melongena. Il riferimento stabile resta il nome scientifico accettato, Solanum melongena: i nomi delle varietà da orto indicano selezioni coltivate, senza designare specie botaniche distinte. 1 5

Habitat e distribuzione

Nei climi temperati Solanum melongena non vive allo stato selvatico: è un cultigeno domesticato nell'Asia tropicale a partire da forme selvatiche indo-birmane. Il subcontinente indiano e la Birmania sono ritenuti il probabile centro d'origine dei suoi antenati. 1 4

Da quel centro la coltura della melanzana si diffuse verso la Cina, il Vicino Oriente, l'Africa settentrionale e poi il Mediterraneo, dove arrivò attraverso il mondo arabo. Oggi si coltiva in tutte le regioni calde del pianeta, nelle aiuole dell'orto, in grandi contenitori o in serra nei climi più freschi. 3 6

Ovunque la melanzana compare come pianta seminata e piantata intenzionalmente. Nei climi temperati non si naturalizza e non fa parte della flora spontanea: una differenza netta rispetto alle specie selvatiche. 5 1

Ciclo e riproduzione

Anche la melanzana, come le altre Solanacee, porta fiori ermafroditi con corolla viola, impollinati dalle api e soprattutto dai bombi, le cui vibrazioni liberano il polline dalle antere. Su una pianta ben esposta la fioritura va dall'inizio dell'estate all'autunno. 4 5

Una volta fecondato, ciascun fiore forma una bacca carnosa con numerosi piccoli semi. Nell'orto si raccoglie prima della piena maturità, giovane e lucida, per avere polpa tenera; lasciata sulla pianta, indurisce, ingiallisce e concentra i semi. L'allegagione dipende molto da calore e luce: sotto i 15 °C la crescita si arresta e le notti fresche fanno cadere i boccioli. 6 2

Per moltiplicarla si ricorre alla semina al caldo, a 22–28 °C, a fine inverno al riparo, perché al fresco la germinazione è lenta. Nella coltivazione professionale l'innesto su un portainnesto resistente limita malattie del terreno come la verticilliosi. Dalla semina alla raccolta occorrono 3–5 mesi, secondo varietà e clima. 3 2

Usi e rischi

In cucina la melanzana si consuma sempre cotta, grigliata, fritta, stufata o ripiena, mai cruda. La cottura ammorbidisce la polpa spugnosa, riduce l'amarezza e la rende fondente. È centrale nelle cucine mediterranee e asiatiche, dal caviale di melanzane alla moussaka. Botanicamente il frutto è una bacca, trattata però come ortaggio. 4 5

Nelle parti verdi della melanzana sono presenti glicoalcaloidi del tipo della solanina, concentrati soprattutto nel fogliame e nei frutti verdi. Il frutto maturo cotto ne contiene troppo pochi per comportare rischi alle persone, ma le foglie non si mangiano. L'ASPCA la classifica come tossica per gatti, cani e cavalli: ingerire il fogliame può causare disturbi digestivi e abbattimento. Conviene tenere gli animali lontano dalle piante e dai residui di potatura. 7 8

Varietà, confusioni e piante affini

Le numerose varietà sono selezioni da orto, senza costituire specie distinte. Violette de Barbentane e Black Beauty producono grossi frutti viola scuro; Ronde de Valence ha un frutto tondeggiante e sodo; Listada de Gandia si distingue per la buccia striata viola e bianca; i tipi Thaï danno piccole melanzane verdi o bianche. Prima di acquistare i semi conviene controllare forma, colore e precocità del frutto.

Nell'orto le confusioni più frequenti riguardano altre Solanacee:

  • Solanum lycopersicum, il pomodoro, con fiori gialli e frutto rosso ;
  • Capsicum annuum, il peperone, con frutto cavo e fiore bianco ;
  • Solanum tuberosum, la patata, coltivata per il tubero.

Per confermare l'identità della melanzana Solanum melongena, i riferimenti più affidabili restano il grande fiore viola con stami gialli, il calice spinoso persistente sul frutto e la peluria stellata delle foglie. 3 1

Fonti principali

Domande frequenti

La melanzana è tossica?

Il frutto consumato cotto è sicuro per le persone. Come nelle altre Solanacee, il fogliame e i frutti verdi contengono però glicoalcaloidi; l'ASPCA classifica la melanzana come tossica per gatti, cani e cavalli, soprattutto in seguito all'ingestione delle foglie.

Perché mangiare la melanzana cotta e mai cruda?

Cruda, la polpa è soda, spugnosa e amara, e più ricca di glicoalcaloidi. La cottura la ammorbidisce, riduce l'amarezza e rende il frutto digeribile e fondente, adatto a piatti stufati o grigliati.

Quando si raccolgono le melanzane?

Si raccolgono giovani, sode e lucide, prima che i semi induriscano e la buccia diventi opaca. Una raccolta regolare, da 3 a 5 mesi dopo la semina, stimola la formazione di nuovi frutti.

Quale esposizione serve alla melanzana?

Pieno sole e calore sono indispensabili. La crescita si arresta sotto i 15 °C e le notti fresche provocano la caduta dei fiori; nei climi freschi la coltura in serra o tunnel rende più sicuro il raccolto.

Quali piante si possono confondere con la melanzana?

Soprattutto altre Solanacee da orto, pomodoro e peperone, e melanzane ornamentali non commestibili. Il grande fiore viola e il frutto sormontato da un calice spinoso sono buoni indizi.

Da dove proviene la melanzana coltivata?

È un cultigeno domesticato nell'Asia tropicale a partire da forme selvatiche indo-birmane. La coltura si è poi diffusa in Cina, nel Vicino Oriente e nel Mediterraneo, dove oggi è un ortaggio comune.

La melanzana richiede molta acqua?

Sì, durante la fruttificazione serve irrigare regolarmente alla base: la carenza idrica fa abortire i fiori e indurire i frutti. Si evita comunque di bagnare il fogliame e di inzuppare il terreno.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.