Che qian cao (Plantago asiatica, )
Plantago asiatica è una perenne delle Plantaginaceae originaria dell’Asia temperata e subtropicale, dalla Cina e dal Giappone fino all’India e al Sud-est asiatico. La rosetta di foglie nervate cresce abbondante su scarpate, margini dei sentieri e suoli disturbati. I semi, commercializzati nell’Asia orientale come che qian zi, sono usati da secoli nella farmacopea tradizionale come mucillagine lassativa e diuretica.
Leggi di piùChe qian cao, Ōbako, Chinese plantain e Asian plantain
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Plantago asiatica copre l’Asia temperata e subtropicale, dalla Cina, Taiwan compresa, e dal Giappone, da Hokkaidō alle Ryūkyū, fino alla Corea e più a sud all’India, all’Indocina e alla Malaysia. Altrove è soprattutto coltivata su piccola scala per i semi medicinali, anziché ampiamente naturalizzata.
- Autoctona6
- Cina
- Taiwan
- Giappone
- Corea
- India
- Malaysia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Plantago asiatica (Plantago asiatica L., 1753), nota in Cina come Che qian cao, è un’erbacea perenne del genere Plantago, nella famiglia Plantaginaceae. Carl von Linné la pubblicò nel 1753 nel primo volume di Species Plantarum; Plants of the World Online continua ad accettare Plantago asiatica come nome della specie. 1 2
L’espressione cinese che qian, «davanti al carro», descrive una pianta osservata nei solchi e lungo i sentieri percorsi dai carri, un ambiente che la specie occupa ancora. In Giappone si chiama Ōbako, letteralmente «grande foglia»: il nome giapponese richiama la rosetta, quello cinese il luogo di crescita. I semi essiccati, venduti come che qian zi, hanno un ruolo antico nella farmacopea dell’Asia orientale. 3 4 I nomi internazionali Chinese plantain e Asian plantain si riferiscono alla stessa pianta.
Riconoscimento
Una rosetta basale di foglie ovali o ellittiche, con picciolo ben distinto e poche nervature parallele, caratterizza Plantago asiatica. La lamina è più stretta di quella della piantaggine maggiore: è il primo carattere da controllare per separare le due specie. In coltivazione raggiunge comunemente 50 cm d’altezza e circa 30 cm di larghezza; gli esemplari spontanei su suoli ricchi possono superare queste dimensioni. 5 3
Uno o più scapi eretti, senza foglie e alti 20–45 cm, portano una spiga densa di minuscoli fiori biancastri dalla primavera alla fine dell’estate. I frutti sono capsule a pisside, che liberano piccoli semi neri e mucillaginosi. Una rosetta senza scapi visibili non indica una malattia: può essere ancora immatura oppure troppo ombreggiata per fiorire. 5
Tassonomia utile
Per questa piantaggine il nome accettato da Plants of the World Online è Plantago asiatica L., pubblicato in Species Plantarum 1: 113 (1753). Fra le sottospecie riconosciute figurano: 1
- Plantago asiatica subsp. asiatica, la forma più diffusa nell’areale nativo;
- Plantago asiatica subsp. densiflora (J.Z.Liu) Z.Yu Li, descritta dal Tibet alla Cina centro-meridionale;
- Plantago asiatica subsp. erosa (Wall.) Z.Yu Li, presente dal subcontinente indiano alla Cina.
La separazione da Plantago major ha posto a lungo problemi: alcune flore trattavano asiatica come una varietà della piantaggine maggiore, sotto il nome Plantago major var. asiatica. Revisioni successive le hanno restituito il rango di specie distinta. 1
Habitat e distribuzione
Dalla Cina, Taiwan compresa, e dal Giappone, da Hokkaidō alle Ryūkyū, l’areale nativo di Plantago asiatica raggiunge la Corea e più a sud l’India, l’Indocina e la Malaysia, attraverso l’Asia temperata e subtropicale. 3 5
Scarpate e gole montane, sponde fluviali, campi coltivati, margini dei sentieri e suoli disturbati ospitano la specie sia in pianura sia nella media montagna. Dal Giappone settentrionale temperato alle Ryūkyū subtropicali, questa ampiezza ambientale spiega una vasta tolleranza termica. Plantago asiatica resiste a gelate fino a circa -15 °C, corrispondenti alle zone di rusticità USDA 6–9. 5
Al di fuori dell’areale nativo viene soprattutto coltivata su piccola scala per i semi medicinali, anziché naturalizzarsi diffusamente come la parente Plantago major. 3
Ciclo e riproduzione
Da aprile ad agosto gli scapi eretti portano fiori autofertili, impollinati dal vento più che dagli insetti. Le capsule maturano poi da giugno a settembre, liberando piccoli semi neri. 5
Bagnati, i semi si gonfiano grazie a un tegumento ricco di mucillagine, che secondo le analisi arriva a circa il 30% del peso del seme. Questo rigonfiamento, simile a quello dello psillio (Plantago ovata), spiega sia la dispersione per contatto con suole e pelo degli animali, sia l’impiego tradizionale dei semi come fibra lassativa. 5
Per coltivarla si semina a fine inverno in cassone freddo oppure direttamente in piena terra in primavera, trapiantando le giovani piante all’inizio dell’estate. La divisione di un cespo già insediato resta una possibilità secondaria. 5
Usi e rischi
I semi essiccati, che qian zi, e la pianta intera, che qian cao, occupano un posto antico nella farmacopea dell’Asia orientale, impiegati tradizionalmente contro disturbi epatici, infiammazioni urinarie e problemi digestivi. 3 4
Tre composti spiegano gran parte di questo uso tradizionale. Il plantamajoside, estratto da foglie e semi, inibisce la glicazione cellulare secondo gli esperimenti pubblicati, un meccanismo legato all’invecchiamento e al diabete. 6 Un estratto di semi modula anche il metabolismo lipidico attraverso la via PPAR, con un effetto documentato in modelli murini di obesità. 7 L’acteoside, un altro composto dei semi, inibisce la xantina ossidasi, una pista studiata per ridurre l’acido urico nella gotta. 8
Nell’uso alimentare o medicinale ordinario non è documentata tossicità per Plantago asiatica. Come nelle altre piantaggini, il polline anemofilo è fra gli allergeni pollinici di fine estate. Un eccesso di semi mucillaginosi assunto senza acqua sufficiente espone a disturbi digestivi più che a un effetto tossico. 5
Varietà, confusioni e piante affini
Per Plantago asiatica non sono documentate cultivar ornamentali paragonabili a 'Rubrifolia' di Plantago major: si coltiva per i semi medicinali più che per scopi decorativi. 3
Si confonde soprattutto con Plantago major, la piantaggine maggiore dalle foglie più larghe e dalla nervatura più fitta, e con Plantago depressa, un’affine est-asiatica dalle foglie più strette e più densamente pelose che condivide gli ambienti ruderali. 1
Larghezza della lamina e numero di nervature parallele sono i caratteri più affidabili per separarle sul campo: una lamina stretta con poche nervature indica Plantago asiatica, mentre una lamina larga e arrotondata indica Plantago major.Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Plantago asiatica L.
- International Plant Names Index, Plantago asiatica L.
- USDA ARS GRIN Global Taxonomy, Plantago asiatica
- Integrated Taxonomic Information System, Plantago asiatica L.
- Plants For A Future, Plantago asiatica
- Phytotherapy Research, attività antiglicazione del plantamajoside in Plantago asiatica
- International Journal of Molecular Sciences, estratto di semi di Plantago asiatica e metabolismo lipidico mediato da PPAR
- BioMed Research International, estratto di semi di Plantago asiatica e inibizione della xantina ossidasi
Domande frequenti
Plantago asiatica è tossica?
Non è documentata tossicità nell’uso alimentare o medicinale ordinario. Il polline è un comune allergene di fine estate; un eccesso di semi ricchi di mucillagine senza acqua sufficiente può causare disturbi digestivi.
Si può mangiare Plantago asiatica?
Le giovani foglie si consumano cotte, in zuppa o saltate, dopo aver eliminato le fibre coriacee. Crude diventano presto fibrose e leggermente amare con l’età.
Che cos’è il che qian zi?
Che qian zi indica i semi essiccati di Plantago asiatica, usati da secoli nella farmacopea dell’Asia orientale per le proprietà diuretiche, antinfiammatorie e lassative.
Come distinguere Plantago asiatica da Plantago major?
I caratteri più rapidi sono la larghezza della lamina e il numero di nervature parallele: Plantago asiatica ha foglie più strette con meno nervature rispetto alle foglie larghe e arrotondate della piantaggine maggiore.
Da dove proviene Plantago asiatica?
L’areale nativo comprende l’Asia temperata e subtropicale, dalla Cina e dal Giappone alla Corea, all’India, all’Indocina e alla Malaysia, secondo i dati di distribuzione del GRIN statunitense.
Plantago asiatica è invasiva?
È una comune infestante dei suoli disturbati nel proprio areale nativo, senza uno status invasivo documentato su vasta scala fuori dall’Asia, diversamente da Plantago major.
Perché i semi sono usati come lassativo?
Il tegumento contiene fino a circa il 30% di mucillagine, che si gonfia a contatto con l’acqua con un meccanismo simile allo psillio (Plantago ovata). Da qui l’impiego come fibra lassativa.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.



