Che qian cao (Plantago asiatica, L. 1753)

Plantago asiatica è una perenne delle Plantaginaceae originaria dell’Asia temperata e subtropicale, dalla Cina e dal Giappone fino all’India e al Sud-est asiatico. La rosetta di foglie nervate cresce abbondante su scarpate, margini dei sentieri e suoli disturbati. I semi, commercializzati nell’Asia orientale come che qian zi, sono usati da secoli nella farmacopea tradizionale come mucillagine lassativa e diuretica.

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Nome scientificoPlantago asiatica
GenerePlantago
OrdineLamiales

Che qian cao, Ōbako, Chinese plantain e Asian plantain

Identità
Tossicità
Nessuna tossicità nota; polline allergenico, cautela con eccessi di semi
Impegno di cura
Basso
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
CinaTaiwanGiapponeCorea del SudIndiaMalaysia
Habitat
Scarpate e gole montane, sponde fluviali, campi coltivati, sentieri, incolti e prati disturbati
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstate
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Fioritura da aprile ad agosto, semi maturi da giugno a settembre
Propagazione
Semina, Divisione
Clima e acqua
Temperatura tollerata
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa, semi mucillaginosi dispersi soprattutto per contatto
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo povero, Suolo perturbato, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole o mezz’ombra leggera
Esterno
Bordo della strada, Prateria, Rudere urbano
Aspetto
Altezza20–60 cmLarghezza15–30 cm
Foglie
Verde
Fiori
BiancoCremaDimensioni0.2–0.4 cm
Plantago asiatica: origine e usi — fiori 1
Plantago asiatica: origine e usi — fiori 2
Frutti
Marrone

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Plantago asiatica copre l’Asia temperata e subtropicale, dalla Cina, Taiwan compresa, e dal Giappone, da Hokkaidō alle Ryūkyū, fino alla Corea e più a sud all’India, all’Indocina e alla Malaysia. Altrove è soprattutto coltivata su piccola scala per i semi medicinali, anziché ampiamente naturalizzata.

  • Autoctona6
  • Cina
  • Taiwan
  • Giappone
  • Corea
  • India
  • Malaysia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Plantago asiatica (Plantago asiatica L., 1753), nota in Cina come Che qian cao, è un’erbacea perenne del genere Plantago, nella famiglia Plantaginaceae. Carl von Linné la pubblicò nel 1753 nel primo volume di Species Plantarum; Plants of the World Online continua ad accettare Plantago asiatica come nome della specie. 1 2

L’espressione cinese che qian, «davanti al carro», descrive una pianta osservata nei solchi e lungo i sentieri percorsi dai carri, un ambiente che la specie occupa ancora. In Giappone si chiama Ōbako, letteralmente «grande foglia»: il nome giapponese richiama la rosetta, quello cinese il luogo di crescita. I semi essiccati, venduti come che qian zi, hanno un ruolo antico nella farmacopea dell’Asia orientale. 3 4 I nomi internazionali Chinese plantain e Asian plantain si riferiscono alla stessa pianta.

Riconoscimento

Una rosetta basale di foglie ovali o ellittiche, con picciolo ben distinto e poche nervature parallele, caratterizza Plantago asiatica. La lamina è più stretta di quella della piantaggine maggiore: è il primo carattere da controllare per separare le due specie. In coltivazione raggiunge comunemente 50 cm d’altezza e circa 30 cm di larghezza; gli esemplari spontanei su suoli ricchi possono superare queste dimensioni. 5 3

Uno o più scapi eretti, senza foglie e alti 20–45 cm, portano una spiga densa di minuscoli fiori biancastri dalla primavera alla fine dell’estate. I frutti sono capsule a pisside, che liberano piccoli semi neri e mucillaginosi. Una rosetta senza scapi visibili non indica una malattia: può essere ancora immatura oppure troppo ombreggiata per fiorire. 5

Tassonomia utile

Per questa piantaggine il nome accettato da Plants of the World Online è Plantago asiatica L., pubblicato in Species Plantarum 1: 113 (1753). Fra le sottospecie riconosciute figurano: 1

  • Plantago asiatica subsp. asiatica, la forma più diffusa nell’areale nativo;
  • Plantago asiatica subsp. densiflora (J.Z.Liu) Z.Yu Li, descritta dal Tibet alla Cina centro-meridionale;
  • Plantago asiatica subsp. erosa (Wall.) Z.Yu Li, presente dal subcontinente indiano alla Cina.

La separazione da Plantago major ha posto a lungo problemi: alcune flore trattavano asiatica come una varietà della piantaggine maggiore, sotto il nome Plantago major var. asiatica. Revisioni successive le hanno restituito il rango di specie distinta. 1

Habitat e distribuzione

Dalla Cina, Taiwan compresa, e dal Giappone, da Hokkaidō alle Ryūkyū, l’areale nativo di Plantago asiatica raggiunge la Corea e più a sud l’India, l’Indocina e la Malaysia, attraverso l’Asia temperata e subtropicale. 3 5

Scarpate e gole montane, sponde fluviali, campi coltivati, margini dei sentieri e suoli disturbati ospitano la specie sia in pianura sia nella media montagna. Dal Giappone settentrionale temperato alle Ryūkyū subtropicali, questa ampiezza ambientale spiega una vasta tolleranza termica. Plantago asiatica resiste a gelate fino a circa -15 °C, corrispondenti alle zone di rusticità USDA 6–9. 5

Al di fuori dell’areale nativo viene soprattutto coltivata su piccola scala per i semi medicinali, anziché naturalizzarsi diffusamente come la parente Plantago major. 3

Ciclo e riproduzione

Da aprile ad agosto gli scapi eretti portano fiori autofertili, impollinati dal vento più che dagli insetti. Le capsule maturano poi da giugno a settembre, liberando piccoli semi neri. 5

Bagnati, i semi si gonfiano grazie a un tegumento ricco di mucillagine, che secondo le analisi arriva a circa il 30% del peso del seme. Questo rigonfiamento, simile a quello dello psillio (Plantago ovata), spiega sia la dispersione per contatto con suole e pelo degli animali, sia l’impiego tradizionale dei semi come fibra lassativa. 5

Per coltivarla si semina a fine inverno in cassone freddo oppure direttamente in piena terra in primavera, trapiantando le giovani piante all’inizio dell’estate. La divisione di un cespo già insediato resta una possibilità secondaria. 5

Usi e rischi

I semi essiccati, che qian zi, e la pianta intera, che qian cao, occupano un posto antico nella farmacopea dell’Asia orientale, impiegati tradizionalmente contro disturbi epatici, infiammazioni urinarie e problemi digestivi. 3 4

Tre composti spiegano gran parte di questo uso tradizionale. Il plantamajoside, estratto da foglie e semi, inibisce la glicazione cellulare secondo gli esperimenti pubblicati, un meccanismo legato all’invecchiamento e al diabete. 6 Un estratto di semi modula anche il metabolismo lipidico attraverso la via PPAR, con un effetto documentato in modelli murini di obesità. 7 L’acteoside, un altro composto dei semi, inibisce la xantina ossidasi, una pista studiata per ridurre l’acido urico nella gotta. 8

Nell’uso alimentare o medicinale ordinario non è documentata tossicità per Plantago asiatica. Come nelle altre piantaggini, il polline anemofilo è fra gli allergeni pollinici di fine estate. Un eccesso di semi mucillaginosi assunto senza acqua sufficiente espone a disturbi digestivi più che a un effetto tossico. 5

Varietà, confusioni e piante affini

Per Plantago asiatica non sono documentate cultivar ornamentali paragonabili a 'Rubrifolia' di Plantago major: si coltiva per i semi medicinali più che per scopi decorativi. 3

Si confonde soprattutto con Plantago major, la piantaggine maggiore dalle foglie più larghe e dalla nervatura più fitta, e con Plantago depressa, un’affine est-asiatica dalle foglie più strette e più densamente pelose che condivide gli ambienti ruderali. 1

Larghezza della lamina e numero di nervature parallele sono i caratteri più affidabili per separarle sul campo: una lamina stretta con poche nervature indica Plantago asiatica, mentre una lamina larga e arrotondata indica Plantago major.

Fonti principali

Domande frequenti

Plantago asiatica è tossica?

Non è documentata tossicità nell’uso alimentare o medicinale ordinario. Il polline è un comune allergene di fine estate; un eccesso di semi ricchi di mucillagine senza acqua sufficiente può causare disturbi digestivi.

Si può mangiare Plantago asiatica?

Le giovani foglie si consumano cotte, in zuppa o saltate, dopo aver eliminato le fibre coriacee. Crude diventano presto fibrose e leggermente amare con l’età.

Che cos’è il che qian zi?

Che qian zi indica i semi essiccati di Plantago asiatica, usati da secoli nella farmacopea dell’Asia orientale per le proprietà diuretiche, antinfiammatorie e lassative.

Come distinguere Plantago asiatica da Plantago major?

I caratteri più rapidi sono la larghezza della lamina e il numero di nervature parallele: Plantago asiatica ha foglie più strette con meno nervature rispetto alle foglie larghe e arrotondate della piantaggine maggiore.

Da dove proviene Plantago asiatica?

L’areale nativo comprende l’Asia temperata e subtropicale, dalla Cina e dal Giappone alla Corea, all’India, all’Indocina e alla Malaysia, secondo i dati di distribuzione del GRIN statunitense.

Plantago asiatica è invasiva?

È una comune infestante dei suoli disturbati nel proprio areale nativo, senza uno status invasivo documentato su vasta scala fuori dall’Asia, diversamente da Plantago major.

Perché i semi sono usati come lassativo?

Il tegumento contiene fino a circa il 30% di mucillagine, che si gonfia a contatto con l’acqua con un meccanismo simile allo psillio (Plantago ovata). Da qui l’impiego come fibra lassativa.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.