Platano orientale (Platanus orientalis, )
Platano orientale (Platanus orientalis) è un grande albero deciduo delle Platanaceae, originario dell’Europa sudorientale e dell’Asia occidentale fino all’Iran. Le foglie hanno cinque o sette lobi profondi, la corteccia si stacca in placche chiare e i frutti sferici si riuniscono a tre–sei sullo stesso peduncolo, distinguendolo dal parente americano e dall’ibrido.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Platanus orientalis va dall’Europa sudorientale, comprese Italia e Balcani, attraverso Turchia e Caucaso fino all’Iran. Cresce quasi sempre in montagna, lungo fiumi e sorgenti, fino a 1.500 m. Coltivato dall’antichità in Persia, poi in Medio Oriente e Asia meridionale, è stato introdotto in Europa occidentale come albero ornamentale e da filare.
- Autoctona5
- Grecia
- Turchia
- Iran
- Italia
- Azerbaigian
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Platano orientale (Platanus orientalis L., 1753), chiamato anche chinar, è un grande albero deciduo delle Platanaceae che raggiunge 25–40 m da adulto. Due caratteri lo distinguono dal vicino parente americano, Platanus occidentalis, descritto da Linneo nella stessa opera: foglie con cinque o sette lobi profondi e frutti sferici riuniti a tre–sei per peduncolo. L’epiteto orientalis contrappone le due specie sul piano geografico: una eurasiatica, l’altra originaria degli Stati Uniti orientali e centrali. 1 2
La parola platano risale al greco antico platys, largo, riferito tanto all’ampiezza del fogliame quanto al tronco adulto, spesso massiccio e corto negli alberi antichi. In Persia e poi nell’Asia meridionale la specie prende il nome di chinar; gli imperatori moghul ne diffusero la piantagione per ombreggiare i giardini nel XVI secolo, soprattutto in Kashmir, dove resta un forte simbolo regionale. 5
Nell’isola greca di Kos un antico platano è tradizionalmente associato a Ippocrate, che avrebbe insegnato medicina sotto i suoi rami nel V secolo a.C. L’esemplare oggi visibile è molto più giovane di quanto suggerisca la leggenda, ma perpetua un luogo legato a questa storia fin dall’antichità. 5
Riconoscimento
Ancora prima della corteccia, le foglie profondamente lobate rivelano Platanus orientalis: i cinque–sette lobi stretti, separati da seni marcati, sono molto più incisi di quelli del platano americano e del platano comune ibrido. Le foglie giovani sono aromatiche e rivestite di peli stellati, che si staccano rapidamente quando si seccano. 5 4
Un albero adulto arriva comunemente a 25–40 m, con grandi branche legnose, talvolta contorte negli esemplari più vecchi. La corteccia si sfoglia in placche brune e biancastre; alla base del tronco è più scura e fessurata. Questo disegno rimane visibile da lontano in ogni stagione. 5 3
L’infruttescenza, una sfera bruna e pelosa di circa 2–2,5 cm, compare quasi sempre in gruppi di tre–sei sul medesimo peduncolo. Basta questo carattere per distinguerla dal platano americano, che ne porta una sola, e dal platano comune ibrido, che ne porta generalmente due. 5 4
Tassonomia utile
La denominazione accettata, Platanus orientalis L., appartiene alla piccola famiglia isolata delle Platanaceae, con poche specie nel genere Platanus. La sinonimia comprende diverse varietà storiche, oggi ricondotte alla specie tipica. 1
- Platanus vulgaris proles orientalis (L.) Cadevall, sinonimo storico
- Platanus orientalis var. insularis A.DC., varietà storica
- Platanus orientalis var. cuneata (Willd.) Loudon, varietà storica
- Platanus orientalis var. acerifolia Aiton, varietà storica
Tra i taxa vicini spicca l’ibrido Platanus × hispanica, nato dall’incrocio tra Platanus orientalis e Platanus occidentalis e noto come platano comune o di Londra. È questo ibrido, anziché la specie eurasiatica pura, a fiancheggiare la maggior parte delle strade e dei canali francesi. 2 5
Habitat e distribuzione
Dall’Europa sudorientale, comprese Italia e Balcani, l’areale spontaneo di Platanus orientalis attraversa Turchia e Caucaso e raggiunge l’Iran. La specie occupa quasi esclusivamente boschi ripariali e sorgenti montane, fino a 1.500 m di quota, in un ambiente simile a quello del parente americano. 5 6
Coltivato dall’antichità in Persia e poi largamente diffuso in Asia meridionale e Medio Oriente, il platano orientale fu successivamente introdotto in Europa occidentale per ornamento e filari. È apprezzato per la resistenza all’inquinamento atmosferico e ai suoli compattati. 6 3
La valutazione dell’Unione internazionale per la conservazione della natura rimane dati insufficienti, poiché manca un monitoraggio demografico affidabile nell’intero areale. Anche l’ibridazione diffusa con il platano comune rende difficile individuare le popolazioni selvatiche rimaste pure. 8
Ciclo e riproduzione
In primavera compaiono piccoli capolini tondeggianti rossastri, maschili e femminili sullo stesso albero monoico, impollinati dal vento. I frutti maturano in autunno nelle sfere riunite a tre–sei, che si disgregano gradualmente durante l’inverno liberando i semi. 4 5
Per germinare al suolo i semi richiedono una stratificazione fredda di due mesi: questo passaggio spiega l’emergenza spesso concentrata nella primavera successiva alla disseminazione. In coltivazione la semina riproduce la specie tipica; la talea di legno maturo in autunno e l’innesto sono invece i metodi affidabili per moltiplicare una determinata cultivar. 6
Fra gli alberi più longevi dell’Eurasia figura proprio Platanus orientalis. Alcuni individui eccezionali, soprattutto nel Caucaso, supererebbero i duemila anni, con tronchi divenuti massicci, corti e spesso cavi. 5
Usi e rischi
Ombra e filari costituiscono gli impieghi principali del platano orientale, piantato dall’antichità per la crescita rapida e il fogliame fitto. La manutenzione è impegnativa, perché ogni anno cadono rametti, placche di corteccia e sfere fruttifere. In città lo spazio ridotto per le radici favorisce un apparato potente e superficiale, capace di sollevare marciapiedi e fondazioni vicine: occorre quindi lasciare una buona distanza dagli edifici. 4 3
Per questa specie non è documentata tossicità chimica. Il rischio è soprattutto meccanico, dovuto ai sottili peli stellati che rivestono foglie giovani e frutti: il contatto prolungato può irritare pelle, occhi e vie respiratorie. 5
Due malattie interessano il genere Platanus. L’antracnosi del platano causa un imbrunimento precoce delle foglie nelle primavere fresche e umide, senza compromettere l’albero a lungo termine. Il cancro colorato è invece una malattia grave, regolamentata in Francia, che colpisce tutto il genere, compresi il platano orientale e l’ibrido largamente piantato in città. 3
Varietà, confusioni e piante affini
Portamento e fogliame distinguono alcune cultivar orticole. Digitata sviluppa lobi fogliari ancora più stretti e profondi della forma tipica, quasi simili a dita; Minaret ha invece un portamento stretto ed eretto, utile nei filari urbani dove l’ingombro deve rimanere limitato. Autumn Glory è selezionata per la colorazione autunnale regolare e intensa. 5
Il confronto più frequente in Francia riguarda la specie eurasiatica pura e il suo ibrido Platanus × hispanica, dominante nelle città e lungo i canali. Il numero di sfere per peduncolo resta il primo riferimento: tre–sei in Platanus orientalis, generalmente due nell’ibrido e una sola in Platanus occidentalis. 5
Un’altra confusione, legata ai nomi, coinvolge l’acero di monte (Acer pseudoplatanus), privo di stretta parentela botanica con il platano. Il controllo più rapido sul campo è la disposizione delle foglie sul rametto: alterne nel platano, opposte nell’acero. Questo carattere permette di distinguerli senza aspettare o contare i frutti.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Platanus orientalis L.
- International Plant Names Index, Platanus orientalis L.
- Royal Horticultural Society, Platanus orientalis - Oriental plane
- Missouri Botanical Garden, Platanus orientalis
- Trees and Shrubs Online, Platanus orientalis
- Plants For A Future, Platanus orientalis
- Tela Botanica, Platanus orientalis L.
- IUCN Red List of Threatened Species, valutazione di Platanus orientalis
Domande frequenti
Il platano orientale e quello comune sono la stessa specie?
No. Il platano comune o di Londra (Platanus × hispanica) è un ibrido tra Platanus orientalis e Platanus occidentalis, il platano americano. È questo ibrido a costeggiare gran parte delle strade francesi.
Come si riconosce il platano orientale tra i platani di città?
Il carattere più affidabile sono i frutti sferici, riuniti a 3–6 per peduncolo in Platanus orientalis, in genere due nell’ibrido e uno nel platano americano. Le foglie più profondamente lobate offrono un secondo indizio.
Il platano orientale è tossico per gatti e cani?
Non è documentata tossicità chimica. I peli sottili delle foglie giovani e dei frutti possono irritare pelle, occhi o vie respiratorie dopo un contatto prolungato; non si tratta di intossicazione alimentare.
Perché il platano orientale è associato a Ippocrate?
A Kos, in Grecia, un platano è tradizionalmente indicato come il luogo in cui il medico avrebbe insegnato nel V secolo a.C. L’albero attuale è molto più giovane della leggenda, ma perpetua il sito legato a questa storia.
Che cos’è il chinar in Kashmir e in Iran?
Chinar è il nome di Platanus orientalis in Persia e nell’Asia meridionale. Gli imperatori moghul ne diffusero l’impiego nei giardini e per l’ombra nel XVI secolo, soprattutto in Kashmir, dove rimane un simbolo regionale e un albero storico protetto.
Il platano orientale è sensibile al cancro colorato?
Sì. Questa grave malattia fungina, regolamentata in Francia, colpisce tutto il genere Platanus, compresi il platano orientale e il suo ibrido urbano. Gli attrezzi di potatura contaminati comportano un elevato rischio di diffusione.
Quanto vive un platano orientale?
Può vivere diversi secoli; alcuni esemplari eccezionali, soprattutto nel Caucaso, supererebbero i duemila anni. Questi alberi hanno spesso tronchi massicci, corti e cavi, con grandi rami contorti.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




