Ciliegio canino (Prunus mahaleb, )
Ciliegio canino (Prunus mahaleb L., 1753) è un arbusto o piccolo albero deciduo delle Rosaceae, diffuso dall’Europa meridionale e centrale all’Asia centrale, al Pakistan settentrionale e al Marocco. Si riconosce per i fiori bianchi primaverili molto profumati, il legno aromatico e la netta preferenza per i terreni calcarei. A lungo usato come portinnesto dei ciliegi coltivati, fornisce anche il seme da cui si ricava la spezia mahlab.
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Taken Jun 7, 2021 by Alain Bigou (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
POWO colloca l’areale nativo di Prunus mahaleb dall’Europa all’Asia centrale e al Pakistan settentrionale, con un’estensione al Marocco. La specie è stata ampiamente diffusa altrove come portinnesto dei ciliegi coltivati, soprattutto in Nord America, dove si è talvolta naturalizzata fino a essere segnalata come invasiva in diversi Stati nordorientali e centrali degli USA.
- Autoctona6
- Introdotta1
- Invasiva1
- Francia
- Italia
- Spagna
- Turchia
- Marocco
- Asia centrale
- Canada
- Stati Uniti (nord-est e centro)
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Ciliegio canino (Prunus mahaleb L., 1753), chiamato anche Ciliegio di Santa Lucia, è un arbusto o piccolo albero deciduo delle Rosaceae. Carl von Linné descrisse la specie già nel 1753 in Species Plantarum, con il binomio che POWO mantiene tuttora come nome accettato. 1 8
L’epiteto mahaleb riprende un antico nome arabo dell’albero, attestato in francese dal XVI secolo nelle forme maguelet e poi macalep, prima di stabilizzarsi in mahaleb. Il nome ciliegio di Santa Lucia rimanda a un monastero della Mosa dove la specie abbondava: il legno odoroso vi serviva a intagliare piccoli oggetti, fra cui cannelli per pipe. 8
Riconoscimento
Con un’altezza abituale di 3–12 m e una larghezza di 3–8 m, il ciliegio canino ha spesso portamento cespuglioso, ma può essere allevato ad alberello con un solo tronco. Le foglie ovali, brevemente appuntite e finemente dentate diventano giallo vivo in autunno; si distinguono così da quelle del ciliegio selvatico (Prunus avium), più grandi e con apice più allungato. 2 5
In primavera compaiono fiori bianchi molto profumati, riuniti in brevi grappoli di 3–10 fiori. Seguono piccole ciliegie di 6–10 mm, dapprima verdi, poi rosse e infine nere a maturità, che restano decisamente amare, a differenza del frutto commestibile del ciliegio selvatico. Il legno tagliato o essiccato emana un aroma distinto, vicino alla cumarina: questo indizio olfattivo proprio della specie risolve un dubbio d’identificazione più saldamente del colore del frutto o della forma delle foglie. 2 6
Tassonomia utile
Nelle Rosaceae, POWO colloca Prunus mahaleb nella sottofamiglia delle Amygdaloideae, insieme a ciliegi, susini, albicocchi e mandorli. Nel nord della Sicilia riconosce una sottospecie distinta, Prunus mahaleb subsp. cupaniana (Guss.) Arcang.. 1
La sinonimia comprende numerose varietà e forme orticole storiche: Prunus mahaleb var. pendula (Dippel) Bean per il portamento piangente, Prunus mahaleb var. xanthocarpa (M.Roem.) Rehder per i frutti gialli. Di fronte a questi sinonimi, il nome scientifico accettato, Prunus mahaleb L., rimane il riferimento stabile per l’acquisto o l’identificazione in vivaio. 1
Habitat e distribuzione
Dall’Europa meridionale e centrale l’areale nativo arriva all’Asia centrale e al Pakistan settentrionale, con un’estensione al Marocco. La specie colonizza pendii asciutti, arbusteti e boschi radi, quasi sempre su terreni calcarei, che tollera meglio della maggior parte degli altri Prunus. 1 3
La diffusione come portinnesto dei ciliegi coltivati ha portato Prunus mahaleb molto oltre il suo areale nativo. In diversi Stati nordorientali e centrali degli USA si è naturalizzato fino a essere segnalato come specie esotica invasiva: gli uccelli disperdono le ciliegie e favoriscono la nascita di semenzali spontanei. In Francia resta invece una specie indigena delle garighe e dei pendii calcarei, senza status invasivo. 4 9
Ciclo e riproduzione
Attirate dal profumo, soprattutto le api impollinano i fiori, che si aprono per alcune settimane in primavera prima del completo sviluppo delle foglie. Gli uccelli mangiano poi le ciliegie nere, digeriscono la polpa amara ed espellono i noccioli intatti: questo passaggio spiega i frequenti semenzali spontanei attorno agli esemplari adulti. 2 4
La riproduzione naturale avviene per seme, con germinazione lenta e irregolare: occorrono 2–3 mesi di stratificazione fredda e l’emergenza può richiedere fino a 18 mesi. In frutticoltura si preferisce spesso l’innesto alla semina diretta, perché consente di installare subito la varietà di ciliegio desiderata su una pianta di ciliegio canino già radicata. 3 5
Usi e rischi
Per Prunus mahaleb l’impiego arboricolo meglio documentato è quello di portinnesto, prima dell’uso ornamentale o del legno per pipe: la tolleranza ai terreni poveri, asciutti e calcarei ne ha fatto a lungo una scelta di riferimento per ciliegi dolci e acidi destinati a questi suoli. Casi di incompatibilità tardiva dell’innesto ne hanno però ridotto l’uso rispetto ad altri portinnesti. Il seme del frutto, sgusciato e macinato, fornisce la spezia mahlab, dall’aroma di mandorla amara e ciliegia, usata da secoli nei dolci e nei pani del Medio Oriente e dell’Europa sudorientale. 5 6
Come nella maggior parte dei Prunus, foglie, corteccia e nocciolo di Prunus mahaleb contengono glicosidi cianogenici. L’ASPCA considera i ciliegi tossici per cani e gatti, con rischio maggiore nelle foglie appassite. Nel seme trasformato nella spezia mahlab, analisi recenti non hanno invece rilevato i cianogeni del tipo dell’amigdalina caratteristici della mandorla amara: questo distingue l’uso culinario in piccole quantità dal resto della pianta. 7 6
Varietà, confusioni e piante affini
La selezione ornamentale 'Kursar', ottenuta incrociando la specie con Prunus incisa, si distingue per i fiori precoci rosa pallido. La forma 'Pendula', dal portamento piangente, resta più rara in vivaio rispetto alla pianta selvatica eretta. La sottospecie cupaniana, localizzata in Sicilia, costituisce un’entità botanica distinta dalle semplici selezioni orticole. 1
Fra le confusioni più frequenti c’è quella con il ciliegio selvatico (Prunus avium), dalle foglie più grandi e dai frutti commestibili, mentre i frutti di Prunus mahaleb restano amari a maturità. Il prugnolo (Prunus spinosa), più spinoso e basso, presenta un cespuglio denso e frutti blu-neri pruinosi. Il profumo del legno tagliato, vicino alla cumarina, resta l’indizio più affidabile per distinguere questi tre Prunus, più netto della sola osservazione di foglie o frutti. 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Prunus mahaleb L.
- Royal Horticultural Society, Prunus mahaleb
- Plants For A Future, Prunus mahaleb scheda botanica
- Invasive Plant Atlas of the United States, Mahaleb cherry
- Missouri State University, identificazione di Prunus mahaleb
- Gernot Katzer's Spice Pages, Mahaleb cherry (mahlab)
- ASPCA, tossicità dei ciliegi (Prunus spp.)
- Tela Botanica eFlore, Prunus mahaleb L., 1753
- University of Wisconsin-Green Bay Herbarium, Prunus mahaleb
Domande frequenti
Il ciliegio canino è davvero un ciliegio?
Sì, dal punto di vista botanico. Prunus mahaleb appartiene allo stesso genere del ciliegio dolce (Prunus avium), ma il suo frutto molto amaro non ha un uso culinario diretto, diversamente da quello del suo parente.
Perché Prunus mahaleb viene usato come portinnesto?
La buona tolleranza ai terreni poveri, asciutti e calcarei ne ha fatto un portinnesto storico per i ciliegi coltivati su questi suoli, anche se l’impiego è diminuito per il rischio di incompatibilità tardiva dell’innesto.
Che cos’è la spezia mahlab?
Il mahlab si ricava dal seme contenuto nel nocciolo di Prunus mahaleb, sgusciato e macinato. L’aroma, vicino alla mandorla amara e alla ciliegia, profuma dolci e pani tradizionali del Medio Oriente e dell’Europa sudorientale.
Il ciliegio canino è tossico?
Foglie, corteccia e nocciolo contengono glicosidi cianogenici, come nella maggior parte dei Prunus, e sono documentati come tossici per cani, gatti e bestiame. Nel seme trasformato nella spezia mahlab non sono invece stati rilevati i cianogeni del tipo dell’amigdalina caratteristici della mandorla amara.
Da dove viene il nome ciliegio di Santa Lucia?
Il nome rimanda a un monastero della Mosa dove l’albero era abbondante e il legno, dall’odore particolare vicino alla cumarina, serviva a realizzare piccoli oggetti, fra cui cannelli per pipe.
Prunus mahaleb è invasivo?
In Francia non ha uno status riconosciuto di specie invasiva. Negli Stati Uniti, dove è stato molto piantato come portinnesto, è invece segnalato come specie esotica invasiva in diversi Stati del nord-est e del centro.
Come si distingue il ciliegio canino dal ciliegio selvatico?
Le foglie sono più piccole e più sottili di quelle di Prunus avium e il frutto rimane amaro a maturità, mentre quello del ciliegio selvatico è commestibile. Anche il profumo del legno tagliato è un carattere distintivo.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





