Prugnolo (Prunus spinosa, )
Prugnolo (Prunus spinosa L., 1753) è un arbusto spinoso delle Rosaceae, nativo di quasi tutta l’Europa, dell’Asia occidentale e dell’Africa nordoccidentale. Fiorisce presto, prima delle foglie, e forma macchie dense grazie ai numerosi polloni radicali. I frutti restano molto astringenti finché non subiscono il gelo o una congelazione equivalente, da cui la tradizione della raccolta tardiva per i liquori. La specie è anche fra i probabili antenati del susino domestico.
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Distribuzione mondiale
POWO situa l’areale nativo di Prunus spinosa in Europa, Asia centrale, Iran e Africa nordoccidentale. La specie è comune in quasi tutta la Francia, nelle siepi e ai margini dei boschi, sulla maggior parte dei suoli salvo le torbe acide. Introdotto o sfuggito alla coltivazione in America settentrionale e Tasmania, il prugnolo vi si è naturalizzato senza essere considerato fortemente invasivo.
- Autoctona5
- Introdotta2
- Francia metropolitana
- Regno Unito
- Europa centrale e settentrionale
- Asia centrale e Iran
- Africa nordoccidentale
- America settentrionale
- Tasmania
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il prugnolo (Prunus spinosa L., 1753) è un arbusto spinoso della famiglia delle Rosaceae. Carl von Linné lo descrisse nel 1753 in Species Plantarum. POWO mantiene questa denominazione come nome accettato, senza che da allora siano intervenute revisioni tassonomiche di rilievo. 1 9
Nel francese prunellier, il diminutivo prunelle indica prima il piccolo frutto aspro e poi l’intero arbusto. L’altro nome francese, épine noire, lo contrappone al biancospino, detto «spina bianca», e richiama la corteccia scura, quasi nera, dei rami più vecchi. Il nome inglese blackthorn segue lo stesso riferimento cromatico. 5
Riconoscimento
Una macchia compatta e spinosa, alta 1–6 m, è il portamento tipico del prugnolo, con variazioni legate alla forma e alla gestione. Un esemplare isolato impiega 10–20 anni a raggiungere la piena fruttificazione. I rami rigidi, spesso trasformati in corte punte, costituiscono una barriera difficile da attraversare. Le radici striscianti emettono numerosi polloni, responsabili della rapida espansione laterale delle macchie. 5 2
I fiori precedono le foglie: è un carattere di riconoscimento affidabile in primavera. Già da febbraio, e fino ad aprile secondo la latitudine, compaiono piccoli fiori bianco crema di circa 1,5 cm, con cinque petali, solitari sul legno dell’anno precedente. Le foglie appaiono in seguito sui getti dell’anno: sono ovali, lunghe 2–4,5 cm, con margine finemente dentato. 4 2
La drupa del prugnolo misura 10–15 mm, è nero-bluastra e rivestita da una caratteristica pruina cerosa. Matura nel tardo autunno e, prima del gelo, risulta troppo astringente per essere apprezzata cruda. Un ramo privo di spine accompagnato da frutti rossi orienta invece verso un biancospino o una rosa selvatica. 4 3
Tassonomia utile
Nelle Rosaceae, POWO colloca Prunus spinosa nella sottofamiglia Amygdaloideae, con un areale nativo dall’Europa all’Asia centrale e all’Iran, fino all’Africa nordoccidentale. Fra i nomi storici poi ricondotti in sinonimia figurano Druparia spinosa Clairv., che attribuiva la specie a un genere oggi abbandonato, e Prunus stepposa Kotov, descritto per popolazioni delle steppe dell’Europa orientale. 1 7
Merita attenzione sul campo Prunus × fruticans Weihe, ibrido naturale fra prugnolo e susino domestico accettato da POWO. Frequente presso i frutteti e nelle siepi miste, rende più difficile identificare esemplari con frutti intermedi per dimensioni e astringenza. 1
Habitat e distribuzione
Quasi tutta l’Europa rientra nell’areale nativo del prugnolo, che si estende all’Asia centrale e all’Iran e raggiunge l’Africa nordoccidentale. In Francia è comune nelle siepi e ai margini boschivi su quasi tutti i suoli. Evita le torbe acide sature d’acqua, dove il ristagno permanente soffoca le radici. 1 3
In America settentrionale e in Tasmania, l’introduzione o la fuga dalla coltivazione hanno dato origine a popolazioni localmente naturalizzate. In entrambe le regioni la specie non è considerata invasiva. 4 6
La vegetazione spinosa offre rifugio a diversi passeriformi, che vi nidificano al riparo dai predatori. Alcune farfalle, fra cui la tecla del prugnolo, vi depongono le uova. I frutti rimasti sui rami dopo le prime gelate nutrono tordi e beccofrusoni in pieno inverno, quando molte altre risorse fruttifere sono già scomparse. 5
Ciclo e riproduzione
Fiori ermafroditi impollinati dagli insetti si aprono prima delle foglie, generalmente da febbraio ad aprile, secondo la latitudine. Questa precocità è richiamata dall’espressione inglese blackthorn winter, che indica un ritorno del freddo primaverile spesso coincidente con la prima fioritura del prugnolo. 4
Il corredo del prugnolo è tetraploide, con 2n = 32 cromosomi. Gli studi genetici presentano il susino domestico (Prunus domestica) come un antico ibrido fra questo prugnolo tetraploide e il mirabolano diploide (Prunus cerasifera), seguito da un raddoppiamento cromosomico che fissò una linea esaploide fertile. Questa parentela aiuta a comprendere perché alcuni esemplari delle siepi ricordino piccoli susini, con frutti più grandi e meno astringenti. 4 7
La riproduzione naturale avviene attraverso i semi, dispersi dopo il passaggio nell’apparato digerente degli uccelli frugivori, ma soprattutto tramite polloni radicali. Le radici emettono nuovi getti che allargano la macchia senza passare dal seme. In coltivazione la semina richiede una doppia stratificazione al freddo; la divisione dei polloni conserva invece fedelmente i caratteri della pianta madre. 3
Usi e rischi
Fra le provviste di Ötzi, la mummia dei ghiacci di circa 5.300 anni fa, sono stati ritrovati noccioli di prugnolo: il consumo del frutto risale quindi alla preistoria. Oggi viene usato soprattutto per confetture, sciroppi e liquore di prugnolo. La macerazione alcolica si diffuse in Inghilterra nel XVII secolo, quando l’impianto su vasta scala di siepi rese i frutti più disponibili. 4
Da freschi i frutti sono troppo astringenti per risultare piacevoli crudi. Il gelo, o una congelazione artificiale che ne riproduca l’effetto, ammorbidisce la buccia e addolcisce la polpa prima della lavorazione. Il legno duro e denso serve per bastoni da passeggio, fra cui lo shillelagh irlandese, e piccoli oggetti torniti. 4 5
I noccioli e le foglie appassite contengono glicosidi cianogenici, fra cui l’amigdalina, capaci di liberare tracce di acido cianidrico in caso d’ingestione massiccia. Il rischio riguarda soprattutto cani, cavalli e roditori che masticano i noccioli. La RHS segnala esplicitamente il pericolo per gli animali domestici, senza mettere in discussione il consueto consumo del frutto maturo trasformato. 2 3
Varietà, confusioni e piante affini
Fra le selezioni ornamentali si distinguono due cultivar, adatte a chi cerca fogliame decorativo anziché una siepe difensiva. 'Purpurea' presenta foglie porpora e fiori rosa pallido prima della comparsa delle foglie; 'Plena' produce fiori doppi bianchi, senza una fruttificazione rilevante. Rimangono selezioni marginali rispetto alla forma selvatica, largamente prevalente nelle siepi campestri. 2
Il biancospino comune (Crataegus monogyna) è una frequente fonte di confusione: fiorisce insieme alle foglie o dopo, sul legno più chiaro, e porta frutti rossi con un solo nocciolo. Il prugnolo fiorisce prima delle foglie e produce drupe blu-nere pruinose. Il mirabolano (Prunus cerasifera) condivide la sagoma spinosa e una fioritura quasi altrettanto precoce, ma i suoi frutti, molto più grandi e meno astringenti, vengono spesso mangiati freschi. 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Prunus spinosa L.
- Royal Horticultural Society, Prunus spinosa, prugnolo
- Plants For A Future, Prunus spinosa scheda botanica
- Wikipedia (EN), Prunus spinosa
- Wikipedia (FR), prugnolo
- Inventaire National du Patrimoine Naturel, Prunus spinosa L., 1753
- Tela Botanica (repertorio BDTFX), Prunus spinosa
- IUCN Red List, Prunus spinosa valutazione
- Integrated Taxonomic Information System, Prunus spinosa
Domande frequenti
Il prugnolo è tossico?
Noccioli e foglie appassite contengono glicosidi cianogenici come l’amigdalina, che liberano tracce di acido cianidrico. Il rischio riguarda soprattutto cani, cavalli e l’ingestione massiccia di noccioli; la polpa del frutto maturo non è coinvolta.
Perché raccogliere i frutti dopo il gelo?
I frutti freschi sono estremamente astringenti per i tannini. Il gelo, o una congelazione artificiale equivalente, ammorbidisce la buccia e addolcisce il frutto prima della trasformazione in liquore o confettura.
Come distinguere il prugnolo dal biancospino comune?
Il prugnolo fiorisce prima delle foglie, su legno più scuro, e produce frutti blu-neri coperti di pruina. Il biancospino fiorisce insieme alle foglie o dopo e porta frutti rossi con un solo nocciolo.
Il prugnolo è l’antenato del susino domestico?
Gli studi genetici presentano il susino domestico come un antico ibrido fra prugnolo tetraploide e mirabolano diploide, seguito da un raddoppiamento cromosomico che fissò una linea esaploide fertile.
Il prugnolo è invasivo fuori dall’Europa?
Introdotto o sfuggito alla coltivazione in America settentrionale e Tasmania, vi si è naturalizzato localmente senza essere considerato fortemente invasivo, diversamente da alcune altre Rosaceae da siepe.
A cosa serve il legno del prugnolo?
Il legno duro e denso è tradizionalmente usato per bastoni da passeggio, fra cui lo shillelagh irlandese, piccoli oggetti torniti e legna da ardere ad alto potere calorifico.
Si possono mangiare i frutti crudi?
Sì, ma prima del gelo l’astringenza li rende poco gradevoli. Si consumano soprattutto cotti in confetture o sciroppi, oppure macerati nell’alcol per preparare il liquore di prugnolo.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






