Nashi (Pyrus pyrifolia, )
Pyrus pyrifolia è un albero da frutto deciduo delle Rosaceae, originario della Cina meridionale. Domesticato precocemente e poi diffuso in Giappone e Corea, produce frutti tondi, croccanti e succosi anche a piena maturità, diversamente dal pero europeo. Si moltiplica per innesto e richiede perlopiù impollinazione incrociata.
Leggi di piùNashi, Pero giapponese, Pera-mela, Pero asiatico e Asian pear






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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Pyrus pyrifolia si trova nella Cina meridionale, soprattutto nella media valle dello Yangzi, nel Sichuan e nello Yunnan, con un’estensione al Laos settentrionale e al Vietnam. Domesticato precocemente, raggiunse poi Giappone e Corea, dove dallo stesso antenato selvatico si formarono tre grandi gruppi di cultivar.
- Autoctona3
- Introdotta4
- Cina
- Vietnam
- Laos
- Giappone
- Corea del Sud
- Stati Uniti
- Australia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Pyrus pyrifolia (Pyrus pyrifolia (Burm.f.) Nakai, 1926), noto come nashi, pero giapponese o pero asiatico, è un albero da frutto deciduo del genere Pyrus, nella famiglia delle Rosaceae. Il botanico olandese Nicolaas Laurens Burman lo descrisse inizialmente come Ficus pyrifolia nel 1768; il giapponese Takenoshin Nakai lo trasferì al genere Pyrus nel 1926. Questo passaggio spiega la combinazione di autori nel nome scientifico accettato. 1 6
Il nome commerciale pera-mela non indica un incrocio botanico fra melo e pero: si tratta a tutti gli effetti di un pero, il cui frutto tondo e croccante ricorda la mela nella forma. Le denominazioni nashi, pero cinese e pero del Giappone riflettono il percorso della domesticazione dalla Cina al Giappone e alla Corea; Asian pear è il nome inglese usato in commercio. 3
Riconoscimento
Il frutto distingue subito Pyrus pyrifolia dal pero europeo: tondo, quasi sferico e largo 6–8 cm secondo la cultivar, ha buccia beige, bruna o giallo-verde spesso punteggiata di lenticelle chiare. Si differenzia così dalla classica forma allungata della pera comune. La polpa bianca resta soda e croccante anche a piena maturità, mentre quella di Pyrus communis diventa fondente. 2 3
La chioma di questo albero deciduo è più espansa di quella del pero europeo. Le foglie ovali, finemente dentate e lucide, diventano rosse in autunno. I fiori bianchi a cinque petali compaiono in corimbi a metà primavera, prima o insieme alle prime foglie. Nel frutteto allevato l’albero misura comunemente 4–8 m; allo stato selvatico può superare 10–15 m. 2 3 8
Nei frutti coltivati il diametro di 6–8 cm, variabile secondo la cultivar, contrasta con i soli 2–2,5 cm del frutto selvatico originario, aspro e granuloso. La selezione ne ha triplicato le dimensioni senza eliminare le cellule pietrose responsabili della granulosità. Nelle cultivar oggi commercializzate queste cellule si concentrano soprattutto intorno al torsolo. 3
Tassonomia utile
La denominazione completa Pyrus pyrifolia (Burm.f.) Nakai illustra una curiosità nomenclaturale: l’epiteto pyrifolia significa letteralmente «con foglie a forma di pera», una tautologia nata dalle convenzioni di denominazione anziché da una scelta deliberata. Fra i principali sinonimi figurano:
- Pyrus serotina Rehder, sinonimo storico
- Pyrus pyrifolia var. culta (Makino) Nakai, nome varietale
- Pyrus pyrifolia f. hiemalis (Siebold) Nakai, nome di forma
- Ficus pyrifolia Burm.f., denominazione originaria
Proposto indipendentemente dal botanico tedesco Alfred Rehder nel 1915, il nome Pyrus serotina fu infine abbandonato a favore di Pyrus pyrifolia per le regole di priorità della nomenclatura botanica. Il riferimento stabile resta quindi il nome accettato da Kew. 1 6
Habitat e distribuzione
Nella Cina meridionale l’areale nativo di Pyrus pyrifolia gravita sulla media valle dello Yangzi e sulle province del Sichuan e dello Yunnan, estendendosi al Laos settentrionale e al Vietnam. Uno studio genetico recente colloca precisamente il centro d’origine nel sud-ovest cinese, da cui la coltura si diffuse verso nord e verso est seguendo la valle dello Yangzi. 7 5
Prima della diffusione in coltura, la specie cresceva nei boschi radi e sui pendii caldi, fra 100 e 1400 m di altitudine. Le popolazioni realmente spontanee sono oggi scomparse sia dalla Cina sia dal Giappone, a causa della distruzione degli habitat e dell’eccessivo sfruttamento dei terreni. 7
Dalla domesticazione precoce in Cina, il nashi raggiunse poi Giappone e Corea. Dallo stesso antenato selvatico, Pyrus pyrifolia, derivano tre grandi gruppi di cultivar: le pere bianche cinesi, le pere sabbiose cinesi e il nashi giapponese. Questa origine comune rimase a lungo poco chiara, perché i testi storici non erano abbastanza precisi per ricostruire l’evoluzione delle cultivar estasiatiche. 7
Ciclo e riproduzione
A metà primavera compaiono fiori ermafroditi impollinati dagli insetti. Nella maggior parte dei casi sono autosterili, perciò occorre l’impollinazione incrociata con una seconda cultivar compatibile, come accade per il pero europeo. 3 2
Per germinare alla fine dell’inverno, i semi seminati in autunno richiedono 8–10 settimane di stratificazione fredda a circa 1 °C; sopra 15–20 °C entrano invece in dormienza secondaria. La semina non riproduce fedelmente la cultivar: per conservarne i caratteri si ricorre all’innesto di una marza su un portinnesto franco o sul cotogno. 3
Dall’innesto al primo raccolto significativo trascorrono circa tre–cinque anni, meno che per molti peri europei. A differenza della pera comune, raccolta soda e maturata lontano dall’albero, il nashi deve maturare completamente sulla pianta prima della raccolta, generalmente a fine estate, senza diventare ammezzito al cuore. 4 8
Usi e rischi
La destinazione è quasi esclusivamente frutticola: il nashi si consuma fresco e crudo, apprezzato per la consistenza croccante e succosa. La produzione mondiale supera largamente quella del pero europeo: nel 2017 la sola Cina ne raccoglieva oltre 16 milioni di tonnellate, contro 2,5 milioni di tonnellate di pere comuni nell’intera Unione europea nello stesso anno. 7
Per questa specie non è segnalato alcun rischio tossico noto, né per l’essere umano né per gli animali domestici. Come per le altre Rosaceae con semi, resta una cautela teorica qualora questi vengano triturati e ingeriti in grande quantità, ma nessun caso documentato riguarda specificamente il nashi. 3
Nel frutteto il principale rischio sanitario riguarda l’albero stesso: il colpo di fuoco batterico, causato da Erwinia amylovora, rimane la malattia più grave, accanto a ticchiolatura, ruggine del pero e insetti come carpocapsa e afidi. 4
Varietà, confusioni e piante affini
Da un comune antenato selvatico cinese derivano i diversi gruppi di cultivar di Pyrus pyrifolia. Nijisseiki, detta pera del XX secolo, Kosui e Hosui sono fra i nashi giapponesi più coltivati; Chojuro e Shinko completano l’offerta con una migliore conservabilità. La cultivar coreana Hwangkeum produce, secondo il frutteto, grandi frutti gialli molto succosi di circa 500 g ciascuno. 7
Tre specie vicine possono essere confuse con il nashi, ognuna per un motivo diverso:
- Pyrus communis, il pero europeo, produce un frutto allungato dalla polpa fondente, all’opposto del nashi tondo e croccante;
- Pyrus ussuriensis, il pero della Manciuria, si è talvolta ibridato naturalmente con il nashi nel nord del suo areale, rendendo meno netti i confini fra le due specie;
- Pyrus × bretschneideri, un’altra pera cinese, è talvolta venduta con lo stesso nome commerciale «nashi», senza condividerne la consistenza caratteristica.
Forma tonda, diametro di 6–8 cm nelle cultivar, buccia punteggiata di lenticelle e polpa che resta croccante anche matura sono i caratteri più affidabili per confermare Pyrus pyrifolia. 2 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Pyrus pyrifolia (Burm.f.) Nakai
- Royal Horticultural Society, Pyrus pyrifolia
- Plants For A Future, Pyrus pyrifolia
- North Carolina State Extension, Pyrus pyrifolia
- USDA PLANTS Database, Pyrus pyrifolia (Burm.f.) Nakai
- International Plant Names Index, Pyrus pyrifolia (Burm.f.) Nakai
- Yue et al. 2018, origine e vie di diffusione dei peri coltivati nativi dell’Asia orientale
- Missouri Botanical Garden, Pyrus pyrifolia 'Nijisseiki'
Domande frequenti
Il nashi è una mela o una pera?
È una pera. Pyrus pyrifolia appartiene al genere Pyrus, come il pero europeo. Il nome pera-mela deriva soltanto dalla forma tonda e dalla consistenza croccante del frutto, non da un incrocio botanico con il melo.
Perché il nashi resta croccante anche quando è maturo?
Diversamente da Pyrus communis, la cui polpa diventa fondente a maturità, Pyrus pyrifolia conserva una consistenza soda e succosa fino a piena maturazione, un carattere ereditato dalla specie selvatica della Cina meridionale.
Servono due alberi per ottenere frutti?
Nella maggior parte dei casi sì. Quasi tutte le cultivar sono autosterili e richiedono l’impollinazione incrociata con una seconda cultivar compatibile che fiorisca nello stesso periodo; funzionano anche alcuni abbinamenti con peri europei.
Quando si raccolgono i frutti di Pyrus pyrifolia?
Diversamente dalla pera europea raccolta ancora soda, il nashi si lascia maturare completamente sull’albero prima della raccolta, perlopiù dalla fine dell’estate all’autunno, secondo la cultivar.
Il nashi è tossico per gatti e cani?
Non sono segnalati rischi noti per questo frutto commestibile. Come per le altre pere, soltanto grandi quantità di semi schiacciati richiederebbero una prudenza teorica, senza casi documentati specificamente per il nashi.
Quali piante si possono confondere con il nashi?
Soprattutto Pyrus communis, dal frutto allungato e dalla polpa fondente, e Pyrus ussuriensis, il pero della Manciuria, con cui il nashi si è talvolta ibridato naturalmente nella parte settentrionale del suo areale.
Da dove proviene il nashi coltivato?
L’origine si colloca nella Cina meridionale, nella media valle dello Yangzi e nelle province del Sichuan e dello Yunnan. Da qui la coltura raggiunse Giappone e Corea, dando origine ai tre grandi gruppi di cultivar attuali.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






