Pero (Pyrus communis, )
Pero (Pyrus communis) è un albero da frutto caducifoglio delle Rosaceae, coltivato per il suo frutto commestibile, la pera. Deriva da una lunga domesticazione in Europa e Asia occidentale, si moltiplica per innesto, richiede per lo più un’impollinazione incrociata e rimane sensibile al colpo di fuoco batterico. È una delle principali specie frutticole dei climi temperati.
Leggi di piùPero, Pero comune, Pero coltivato, European pear, Common pear e Wild pear






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Distribuzione mondiale
Pyrus communis è una specie di origine ibrida, fissata dalla coltivazione a partire da peri selvatici dell’Europa e dell’Asia occidentale. È difficile tracciarne l’areale naturale, perché l’agricoltura l’ha diffusa molto precocemente; oggi si coltiva in tutte le regioni temperate e si trova qua e là naturalizzata fuori dall’area d’origine.
- Autoctona5
- Introdotta2
- Francia metropolitana
- Germania
- Italia
- Turchia
- Iran
- Stati Uniti
- Australia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Pero (Pyrus communis L., 1753) è un albero da frutto caducifoglio delle Rosaceae, appartenente al genere Pyrus. È una delle principali specie frutticole dei climi temperati, coltivata per il frutto carnoso, la pera. Di origine ibrida, è stato fissato dalla coltivazione a partire da peri selvatici dell’Europa e dell’Asia occidentale. 1 4
Nel frutteto, il Pero è un albero rustico e longevo, che può superare il secolo di vita. I nomi Pero comune e Pero coltivato lo distinguono dai numerosi peri selvatici rimasti localizzati; European pear, Common pear e Wild pear sono nomi internazionali presenti nella sua nomenclatura d’uso. Si moltiplica per innesto, richiede nella maggior parte dei casi un’impollinazione incrociata e resta sensibile al colpo di fuoco batterico. 2 3
Riconoscimento
Un portamento eretto, spesso più stretto e più alto di quello del melo, caratterizza Pyrus communis. Le foglie sono semplici, ovali, finemente dentate e lucide, sorrette da un lungo picciolo. In autunno il fogliame assume spesso toni rosso aranciato prima di cadere. 3 6
Quando arriva la primavera, l’albero si copre di fiori bianchi a cinque petali, riuniti in corimbi, con antere che passano dal rosso al nero. Il frutto successivo è la pera, carnosa, dalla tipica forma allargata verso la base, con piccole cellule pietrose nella polpa attorno al torsolo: un carattere che la distingue dalla mela. 4 2
Sui rami si trovano dardi e lamburde, brevi organi che portano le gemme a fiore e i futuri frutti. La corteccia, inizialmente liscia, con l’età si screpola in piccole placche grigie. In frutteto un esemplare adulto misura comunemente 4–8 m, ma un Pero su franco non potato può superare 15–20 m. 3 5
Tassonomia utile
Alla descrizione di Linneo del 1753 risale il nome Pyrus communis L. Il genere Pyrus comprende numerose specie selvatiche e al Pero coltivato sono stati attribuiti diversi nomi antichi, oggi inclusi fra i sinonimi. I principali sono:
- Pyrus communis subsp. communis (sottospecie tipica).
- Pyrus communis var. sativa (DC.) DC. (nome in sinonimia).
- Pyrus achras Gaertn. (nome in sinonimia).
- Pyrus domestica Medik. (nome in sinonimia).
- Malus communis (L.) Poir. (nome in sinonimia).
Il nome scientifico accettato, Pyrus communis, rimane il riferimento stabile: nomi varietali come Williams o Conférence designano selezioni orticole, anziché specie o varietà botaniche distinte. La sottospecie tipica, Pyrus communis subsp. communis, corrisponde alla forma coltivata ampiamente diffusa. 1 7
Habitat e distribuzione
L’origine ibrida di Pyrus communis rende difficile tracciarne l’areale naturale: l’agricoltura lo ha diffuso molto presto a partire da peri selvatici dell’Europa e dell’Asia occidentale. Oggi viene coltivato in tutte le regioni temperate del mondo. 1 4
Per svilupparsi, il Pero apprezza terreni profondi, freschi ma ben drenati e tendenzialmente neutri. Teme i suoli troppo calcarei, che provocano clorosi su alcuni portinnesti, e quelli saturi d’acqua, favorevoli al marciume radicale. Un’esposizione calda e soleggiata facilita la maturazione dei frutti. 6 2
Fuori dai frutteti si incontrano forme più o meno selvatiche nelle siepi campestri, ai margini dei boschi e nei boschi radi, talvolta naturalizzate lontano dall’area d’origine, per esempio in America settentrionale e in Australia. Si tratta di una pianta introdotta dalla coltivazione, da distinguere dai peri realmente spontanei. 7 3
Ciclo e riproduzione
Come le altre Rosaceae a pomo, il Pero fiorisce in primavera, poco prima o durante l’apertura delle foglie. I fiori ermafroditi sono impollinati dagli insetti, soprattutto dalle api. La maggior parte delle varietà è autosterile e richiede un’impollinazione incrociata con una seconda varietà compatibile che fiorisca nello stesso periodo: nel frutteto occorre quindi piantare più alberi. 4 2
Dalla fecondazione, l’ovario e il ricettacolo si sviluppano nella pera, un frutto carnoso che racchiude i semi. Il gelo tardivo è il pericolo principale di questa fase: può distruggere i fiori aperti e compromettere l’intero raccolto. Nei frutteti le pere si raccolgono per lo più ancora sode e completano poi la maturazione nel locale di conservazione; altrimenti, in molte varietà, la polpa si disfa e imbrunisce al cuore mentre il frutto è ancora sull’albero. 3 5
Per riprodurre fedelmente una varietà si ricorre all’innesto, anziché ai semi, che non ne conservano le caratteristiche. Una marza varietale viene saldata su un portinnesto scelto per il suo vigore: il cotogno dà alberi nani e precoci, adatti alle forme a spalliera e ai contenitori, mentre il franco di Pero produce grandi esemplari vigorosi e longevi. La semina serve soprattutto a ottenere portinnesti o alla ricerca varietale. Dall’innesto al primo raccolto significativo occorrono quattro–otto anni, secondo il portinnesto e la forma di allevamento. 6 5
Usi e rischi
La produzione di frutta è l’uso principale del Pero: si mangia la pera fresca, ma la si trasforma anche in composte, torte, conserve sciroppate, acquaviti e sidro di pere, una bevanda fermentata simile al sidro di mele. Il legno, duro e omogeneo, è ricercato in ebanisteria, liuteria e incisione. La fioritura primaverile rende inoltre il Pero una buona pianta mellifera per le api. 4 5
Quanto ai rischi, la polpa della pera è commestibile e sicura. Come in altre Rosaceae, soltanto i semi contengono amigdalina, un glicoside cianogenico: per liberare abbastanza cianuro da provocare effetti bisognerebbe triturarne e ingerirne grandi quantità. Per un frutto consumato normalmente, la cautela resta quindi teorica. Anche per gli animali domestici il frutto carnoso non è classificato come tossico, mentre grandi quantità di semi richiedono la medesima riserva. 5 2
La principale minaccia sanitaria riguarda l’albero: il Pero è molto sensibile al colpo di fuoco batterico, causato da Erwinia amylovora, che annerisce i fiori e i giovani germogli incurvati a uncino e può uccidere la pianta. Il controllo richiede il taglio con ampio margine delle parti colpite, la disinfezione degli attrezzi e la limitazione dell’azoto. Ticchiolatura, ruggine legata ai ginepri vicini e psilla del Pero completano l’elenco dei problemi frequenti nei frutteti. 2 6
Varietà, confusioni e piante affini
Le numerose varietà di Pero sono selezioni orticole, anziché specie separate. Williams è una pera estiva profumata dalla polpa fondente; Conférence e Doyenné du Comice sono rinomate pere autunnali; Beurré Hardy e Louise Bonne d’Avranches completano il frutteto distribuendo le raccolte nel tempo e assicurando l’impollinazione incrociata. Prima dell’acquisto conviene verificare la varietà, il portinnesto e la compatibilità delle fioriture. 2
Le somiglianze più frequenti riguardano altre Rosaceae a pomo:
- Malus domestica, il melo, dal frutto rotondo senza cellule pietrose;
- Cydonia oblonga, il cotogno, usato anche come portinnesto del Pero;
- Pyrus pyraster, il pero selvatico, spesso spinoso e dai piccoli frutti aspri.
La tipica forma a pera del frutto, le cellule pietrose nella polpa e il portamento più eretto rispetto al melo rimangono gli indizi più affidabili per riconoscere Pyrus communis. 3 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Pyrus communis L.
- Royal Horticultural Society, Pyrus communis - pero
- Missouri Botanical Garden, Pyrus communis
- Encyclopaedia Britannica, Pyrus communis
- Plants For A Future, Pyrus communis
- North Carolina State Extension, Pyrus communis
- USDA PLANTS Database, Pyrus communis L.
Domande frequenti
La pera è tossica?
La polpa della pera è commestibile e sicura per l’uomo. Soltanto i semi contengono amigdalina, un composto cianogenico; per avere un effetto reale bisognerebbe triturarne e ingerirne grandi quantità, perciò nella pratica il rischio è trascurabile.
Servono due peri per avere frutti?
Nella maggior parte dei casi sì. Quasi tutte le varietà sono autosterili e richiedono un’impollinazione incrociata con una seconda varietà compatibile che fiorisca nello stesso periodo. Alcune, come Conférence, sono parzialmente autofertili, ma producono meglio insieme ad altre.
Perché il Pero si innesta?
Un seme di pera non riproduce la varietà originaria e dà un albero dalle caratteristiche imprevedibili, spesso lento a fruttificare. L’innesto di una marza varietale su un portinnesto garantisce il tipo di pera e permette di scegliere il vigore dell’albero.
Che cos’è il colpo di fuoco batterico del Pero?
È una grave malattia causata dal batterio Erwinia amylovora. Annerisce fiori e giovani germogli, che si incurvano a uncino, e può uccidere l’albero. Occorre tagliare con ampio margine sotto le parti colpite e disinfettare gli attrezzi; un eccesso di azoto aumenta la sensibilità.
Quando si raccolgono le pere?
La maggior parte delle pere si raccoglie ancora soda, prima della piena maturità, e completa poi la maturazione nel locale di conservazione. Se raccolte troppo tardi, molte varietà imbruniscono e si sfaldano al cuore oppure diventano farinose sull’albero.
Con quali piante si confonde il Pero?
Soprattutto con altre Rosaceae a pomo, come il melo e il cotogno. La forma a pera del frutto, le cellule pietrose della polpa e il portamento più eretto rispetto al melo restano buoni indizi.
Il Pero cresce bene in vaso?
Sì, su un portinnesto nanizzante come il cotogno, in un grande contenitore profondo e drenato. Servono annaffiature più regolari, attenzione alla concimazione e una varietà impollinatrice nelle vicinanze.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







