Cotogno (Cydonia oblonga, Mill. 1768)

Il cotogno (Cydonia oblonga) è un piccolo albero da frutto deciduo delle Rosacee, unico rappresentante del suo genere. Originario del Caucaso e dell’Asia centrale, è coltivato dall’antichità per il frutto profumato, la cotogna, consumato cotto; viene usato anche come portinnesto nanizzante del pero.

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Nome scientificoCydonia oblonga
GenereCydonia
OrdineRosales

Cotogno, Quince e Membrillero

Identità
Tossicità
Non tossico : umani · Prudenza : gatti e cani · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
ArmeniaAzerbaigianIranTurkmenistanUzbekistan
Habitat
Siepi campestri e arbusteti su terreni freschi e ricchi; frutteti e giardini in coltivazione
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
4/10
Tempo di maturazione
Primo raccolto significativo 4–6 anni dopo la piantagione
Propagazione
Talea di fusto con nodo, Talea aerea, Trapianto, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Moderata; portamento basso e rami flessibili poco sensibili al vento
Umidità
40–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo profondo, Terreno ricco, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Esterno
Frutteto, Giardino di frutta, Siepe campestre
Vasi
Vasca profonda
Aspetto
Altezza250–600 cmLarghezza250–700 cm
Foglie
Verde
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — foglie 1
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — foglie 2
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — foglie 3
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — foglie 4
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoRosa
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — fiori 1
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — fiori 2
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — fiori 3
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — fiori 4
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — fiori 5
Frutti
Giallo
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — frutti 1
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — frutti 2
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — frutti 3
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — frutti 4
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — frutti 5
Portamento
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — portamento 1
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — portamento 2
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — portamento 3
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — portamento 4
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — corteccia 1
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — corteccia 2
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — corteccia 3
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — corteccia 4
Cotogno (Cydonia oblonga): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

Il cotogno è originario del Caucaso e dell’Asia centrale, con un centro d’origine nelle foreste ircaniche a sud del Mar Caspio. Diffuso presto dall’agricoltura neolitica verso Anatolia e Vicino Oriente, poi in Europa e nel Mediterraneo, oggi è coltivato in tutte le regioni temperate e talvolta naturalizzato in siepi e arbusteti fuori dall’areale originario.

  • Autoctona5
  • Introdotta1
  • Armenia
  • Azerbaigian
  • Iran
  • Turkmenistan
  • Uzbekistan
  • Stati Uniti

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Cotogno (Cydonia oblonga Mill., 1768) è un piccolo albero da frutto deciduo delle Rosacee, unico rappresentante del genere Cydonia. Due caratteri lo distinguono subito dal pero e dal melo: il fiore solitario si apre dopo le foglie e la polpa cruda resta troppo astringente per essere mangiata senza cottura. 2 4

Il frutto è la cotogna. In francese, il nome dell’albero, cognassier, deriva da coing, il nome del frutto, come pommier deriva da pomme: indica la pianta che lo produce anziché il frutto stesso. 1

Coltivata fin dall’antichità, questa specie era conosciuta nei frutteti del Vicino Oriente prima del melo e del pero. Il francese coing risale al greco kydónion mêlon, «mela di Cidonia», dal nome di una città cretese nota per i frutteti, attraverso il latino cotoneum e l’antico francese cooin. 4 3

Riconoscimento

Con il suo portamento tortuoso, Cydonia oblonga forma un piccolo albero o un grande arbusto che supera raramente 6 m di altezza, con ampiezza simile. I giovani rametti grigi e pelosi permettono di distinguerlo dal pero già in inverno, prima della comparsa delle foglie. 2 3

Semplici e ovali, le foglie hanno margine intero, senza denti: un carattere che le separa dalle foglie finemente dentate di melo e pero. La pagina superiore è verde opaca, quella inferiore bianca e pelosa. Mentre molte Rosacee da frutto fioriscono prima delle foglie o insieme a esse, il cotogno apre i fiori solitari, bianchi o rosa pallido, soltanto dopo il completo sviluppo del fogliame, a fine primavera. 2 4

A forma di pera o di mela, la cotogna diventa giallo oro a maturità e presenta una superficie pelosa molto profumata; alcune varietà superano 1 kg. La polpa dura, granulosa e astringente da cruda richiede quasi sempre la cottura prima del consumo. 4 2

Tassonomia utile

Il botanico scozzese Philip Miller descrisse la specie nel 1768 come Cydonia oblonga Mill. Il genere Cydonia è monotipico: comprende soltanto il cotogno, senza altre specie selvatiche da associargli. Nella sinonimia o negli usi storici compaiono tuttavia diversi nomi:

  • Cydonia vulgaris var. oblonga (Mill.) DC., nome storico
  • Pyrus cydonia L., antica denominazione
  • Cydonia communis var. oblonga (Mill.) Loisel., sinonimo
  • Cydonia silvestris var. oblonga (Mill.) Risso, nome in sinonimia

La sottotribù delle Pyrinae riunisce il cotogno, il pero e il melo: questa parentela spiega sia la somiglianza tra i tre alberi sia la sensibilità condivisa ad alcune malattie. Il riferimento stabile resta il nome accettato Cydonia oblonga, perché Vranja e Champion sono selezioni orticole, non specie distinte. 1 2 8

Habitat e distribuzione

Nel Caucaso e nell’Asia centrale si trova l’areale originario del cotogno, con un centro storico nelle foreste ircaniche a sud del Mar Caspio, nell’attuale Iran. Gli agricoltori neolitici diffusero la specie verso Anatolia, Azerbaigian e Asia centrale già fra circa il 5000 e il 3000 a.C. 4 3

La valutazione mondiale IUCN colloca la specie nella categoria «minor preoccupazione», coerentemente con la sua amplissima diffusione agricola sin dall’antichità. 5

Negli ambienti naturali il cotogno cresce in siepi campestri e arbusteti, su terreni freschi e ricchi. Con l’espansione agricola è arrivato in Europa, Russia, Cina e Nordamerica; oggi è coltivato nella maggior parte delle regioni temperate e talvolta naturalizzato ai margini dei boschi. 3 1

Ciclo e riproduzione

I fiori del cotogno compaiono tardi e isolati: a differenza di quanto avviene in pero e melo, ogni fiore si apre dopo il completo sviluppo delle foglie, generalmente a fine primavera. Questo ritardo protegge in parte il raccolto dalle gelate più precoci, ma lascia i fiori già avanzati esposti a eventuali gelate tardive. 2 4

Essendo autofertile, il cotogno può produrre frutti anche con un solo esemplare, sebbene una seconda varietà vicina migliori spesso impollinazione e regolarità produttiva. Dopo la fecondazione passano diversi mesi prima della maturazione: si raccoglie nel tardo autunno, quando le cotogne sono ben gialle e profumate, prima delle prime gelate intense. 3 4

Per riprodurre fedelmente una varietà si ricorre soprattutto a talee di fusto con nodo, margotta o innesto. La semina non conserva i caratteri della pianta madre e serve principalmente a ottenere portinnesti. Un raccolto significativo arriva 4–6 anni dopo la piantagione. 3 2

Usi e rischi

La produzione di frutti è l’impiego principale: ricche di pectina, le cotogne si consumano quasi sempre cotte, in gelatina, cotognata (membrillo in Spagna, cotignac in Francia) o composta. Fa parzialmente eccezione Aromatnaya, dalla polpa più dolce, talvolta mangiata cruda in piccole quantità; una caratteristica non confermata da tutti i fornitori. 4 3

Un secondo impiego del cotogno riguarda il frutteto: usato come portinnesto, riduce la vigoria del pero. Rispetto a un pero da seme, la varietà innestata forma un albero più piccolo e precoce, soluzione comune nei frutteti di dimensioni contenute. 2 3

Quanto ai rischi, la polpa cotta è commestibile, senza pericoli riconosciuti per persone e animali domestici. Come nelle altre Rosacee a pomo, soltanto i semi contengono amigdalina, un glicoside cianogenetico; occorrerebbe triturarne e ingerirne grandi quantità per liberare abbastanza cianuro da provocare un effetto concreto. Le minacce sanitarie principali riguardano invece l’albero: ruggine del cotogno, che alterna il ciclo con ginepri vicini, e colpo di fuoco batterico sono fra le malattie più serie del frutteto. 6 2

Varietà, confusioni e piante affini

Vranja, Champion, Meech’s Prolific e Portugal sono selezioni orticole del cotogno. Vranja, spesso venduta come Serbian Gold, produce frutti particolarmente grandi e ha ricevuto il RHS Award of Garden Merit. Champion e Meech’s Prolific fruttificano presto e abbondantemente; Portugal ha frutti allungati dalla polpa più tenera. Prima dell’acquisto conviene verificare varietà, portinnesto e vigoria desiderata. 7 2

Nel frutteto le confusioni più comuni riguardano altre Rosacee a pomo:

  • Pyrus communis, il pero, con foglie dentate prive di evidente peluria bianca;
  • Malus domestica, il melo, che riunisce i fiori in gruppi e li apre prima delle foglie;
  • Chaenomeles speciosa, il cotogno del Giappone, arbusto ornamentale spinoso botanicamente distinto.

Restano decisivi il margine intero delle foglie, la peluria grigia della pagina inferiore e il fiore solitario tardivo: insieme permettono di riconoscere Cydonia oblonga. 1 4

Fonti principali

Domande frequenti

La cotogna si mangia cruda?

Raramente. Nella maggior parte delle varietà la polpa cruda è dura, granulosa e molto astringente. Alcune cultivar, come Aromatnaya, sono presentate come più dolci, ma il frutto si consuma quasi sempre cotto, in gelatina, cotognata o composta.

Perché si innesta il pero sul cotogno?

Il cotogno è un portinnesto nanizzante del pero. Una varietà innestata sulle sue radici forma un albero più piccolo e precoce rispetto a un pero da seme, facilitando potatura e raccolta nei piccoli giardini.

Il cotogno è tossico?

La polpa cotta della cotogna è commestibile e sicura. Come nelle altre Rosacee a pomo, soltanto i semi contengono amigdalina, un composto cianogenetico; per produrre un effetto concreto occorrerebbe triturarne e ingerirne una grande quantità.

Servono due cotogni per ottenere frutti?

No, la maggior parte delle varietà è autofertile e fruttifica anche con un solo esemplare. Una seconda varietà vicina migliora spesso impollinazione e regolarità del raccolto, ma non è indispensabile.

Quando si raccolgono le cotogne?

Nel tardo autunno, quando sono ben gialle, pelose e profumate, prima delle prime gelate intense. Raccolte troppo presto restano verdi e dure; lasciate troppo a lungo soffrono il freddo.

Con quali piante si confonde il cotogno?

Soprattutto con pero e melo, altre Rosacee a pomo. Il margine fogliare intero e non dentato, la peluria grigia sulla pagina inferiore e il fiore solitario tardivo distinguono il cotogno da entrambi.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.