Cerro (Quercus cerris, )
Cerro (Quercus cerris L., 1753) è un grande albero caducifoglio delle Fagaceae, originario dell’Europa sudorientale e dell’Asia Minore. Si riconosce dalle gemme circondate da lunghe setole, dalle foglie profondamente lobate e dalle ghiande con cupola irta di squame, che richiedono diciotto mesi per maturare.
Leggi di piùCerro, Turkey oak, Austrian oak e Zerreiche
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Quercus cerris comprende l’Europa meridionale e sudorientale fino alla Turchia e all’Anti-Libano. Nella Francia metropolitana la specie raggiunge appena il limite del suo areale naturale, essendo indigena solo in poche stazioni del Var e delle Alpi Marittime; altrove, nella bassa valle della Loira, nella Bretagna orientale o nel Centro-Valle della Loira, gli alberi derivano da impianti o popolazioni subspontanee, non dall’areale nativo.
- Autoctona6
- Introdotta2
- Turchia
- Grecia
- Italia
- Austria
- Libano
- Francia metropolitana
- Regno Unito
- Irlanda
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Cerro (Quercus cerris L., 1753) appartiene al genere Quercus, nella famiglia delle Fagaceae, ed è la specie tipo della sezione Cerris. Due caratteri lo distinguono subito dalle altre querce europee: gemme circondate da setole morbide e ghiande che maturano in due stagioni anziché una. 1 6
Per questa quercia il nome italiano è cerro; il francese richiama invece il fogliame e le gemme pelose. Gli appellativi inglesi Turkey oak e Austrian oak evocano l’origine sudorientale europea e l’antica introduzione nell’Europa nordoccidentale; in tedesco è detta Zerreiche. 2 3
Riconoscimento
Un cerro spontaneo può raggiungere 25–40 m di altezza, con un tronco che supera talvolta 2 m di diametro. Isolato o in un parco, senza la concorrenza del bosco, rimane più spesso sui 12–18 m, con chioma dapprima conica e poi larga e arrotondata a maturità. È un grande albero caducifoglio. 6 4
Sulla corteccia grigio scuro si aprono profonde fessure, con striature aranciate talvolta visibili alla base degli esemplari vecchi. Le foglie lucide, lunghe 7–14 cm, portano 6–12 paia di lobi triangolari, a volte con apici spinosi. 6 3
Durante l’inverno le lunghe setole morbide intorno alle gemme, visibili a occhio nudo e proprie della sezione Cerris, permettono di separare il cerro dalla farnia e dal rovere, che hanno gemme lisce. Anche le ghiande sono diagnostiche: lunghe 2,5–4 cm, hanno una cupola coperta da squame dall’aspetto muschioso, sporgenti per 4–8 mm. Richiedono diciotto mesi per maturare, contro una sola stagione nelle altre due querce. 6 3
Tassonomia utile
Nel repertorio POWO il cerro figura come Quercus cerris L., nome accettato pubblicato nel 1753, con areale nativo dall’Europa meridionale e sudorientale alla Turchia e all’Anti-Libano. 1 2
La sinonimia del cerro comprende Quercus austriaca Willd. e Cerris austriaca (Willd.) Raf., denominazioni storiche della stessa pianta. Quercus tournefortii Willd. indica invece una variazione regionale oggi ricondotta alla specie. 1
Per il confronto sul campo sono utili Quercus robur e Quercus petraea: entrambe hanno gemme lisce e ghiande a maturazione annuale. Sono molto comuni in Francia, dove il cerro resta raro e localizzato. 1 7
Habitat e distribuzione
Dai boschi radi dell’Europa sudorientale l’areale nativo si estende attraverso l’Asia Minore fino alla Turchia e all’Anti-Libano. La specie occupa anche arbusteti e siepi, spesso su terreni poveri o acidi. 1 5
Sul territorio della Francia metropolitana il limite naturale dell’areale interessa appena poche stazioni isolate del Var e delle Alpi Marittime. Altrove il cerro è stato soprattutto piantato: nella bassa valle della Loira, nella Bretagna orientale e nel Centro-Valle della Loira esistono popolamenti antichi e consolidati, ma di origine introdotta. 7 8
Nel Regno Unito e in Irlanda il cerro fu introdotto come albero ornamentale fin dal XVIII secolo e si è poi ampiamente naturalizzato. Viene usato anche come frangivento in posizioni riparate, mentre sopporta male l’esposizione marittima diretta. 6 5
Ciclo e riproduzione
A primavera il cerro produce amenti poco appariscenti, impollinati dal vento. Seguono le ghiande, con un ciclo particolare: occorrono diciotto mesi, pari a due stagioni vegetative, per raggiungere la piena maturità, mentre per la maggior parte delle altre querce europee basta una stagione. 6 5
Il lungo sviluppo delle ghiande distribuisce diversamente nel calendario forestale questa risorsa alimentare. Ghiandaie e piccioni consumano volentieri quelle del primo anno, malgrado l’amarezza; gli scoiattoli vi ricorrono soprattutto quando mancano altre risorse. 6
Per moltiplicare il cerro si ricorre alla semina diretta. Il seme perde presto la capacità germinativa se si secca: va quindi seminato fresco, in genere proteggendolo dai roditori. Le cultivar orticole si propagano per innesto. 5 4
Usi e rischi
Rispetto al legname pregiato di altre querce, quello del cerro tende a fendersi e spezzarsi facilmente. I suoi impieghi restano quindi limitati, soprattutto a recinzioni e lavori poco esigenti. 6
Fra gli insetti ospitati dal cerro c’è il cinipide Andricus quercuscalicis: una generazione cresce sui suoi amenti, l’altra deforma le ghiande delle farnie vicine. Questo ciclo tra due ospiti motivò nel 1998 l’abbattimento preventivo di cerri in siti militari britannici. 6
Le ghiande amare si possono cuocere dopo un prolungato dilavamento dei tannini, oppure tostare come surrogato del caffè. Una linfa zuccherina chiamata manna, prodotta in seguito a punture d’insetto, viene tradizionalmente venduta in alcuni mercati iraniani. 5 I dati disponibili non segnalano tossicità accertata per uomo, gatto o cane; la sensibilità del cavallo resta poco documentata per questa precisa specie.
Varietà, ibridi e confusioni
Con 'Variegata' si indicano forme dal fogliame variegato, mentre 'Woden' comprende esemplari con foglie più profondamente incise. Nessuna delle due etichette rappresenta un rango botanico distinto. 6
La quercia di Lucombe (Quercus × hispanica) fu ottenuta intorno al 1762 dal vivaista William Lucombe a Exeter, incrociando cerro e sughera. È l’ibrido di riferimento di questa specie e diversi esemplari storici sono conservati in grandi giardini botanici. 6
I dubbi di identificazione riguardano soprattutto Quercus robur e Quercus petraea, con gemme lisce e ghiande mature in una stagione, mentre il cerro ha gemme setolose e ghiande biennali. Un ramo completo aiuta a decidere: due annate di ghiande sulla stessa branca indicano il cerro, una sola annata le altre due specie. 3 7
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Quercus cerris L.
- International Plant Names Index, Quercus cerris L.
- Royal Horticultural Society, Quercus cerris, cerro
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Quercus cerris
- Plants For A Future, Quercus cerris
- Wikipedia (EN), Quercus cerris
- INPN / MNHN, Quercus cerris L., 1753, cerro
- Tela Botanica / eFlore, Quercus cerris
Domande frequenti
Perché le ghiande del cerro impiegano due anni a maturare?
A differenza della maggior parte delle querce europee, Quercus cerris ha un ciclo di fruttificazione di diciotto mesi. Uno stesso ramo può quindi portare giovani ghiande verdi e ghiande mature dell’anno precedente, un particolare che può confondere un’identificazione frettolosa.
Come si distingue il cerro dalla farnia?
Il carattere più affidabile è la gemma invernale, circondata da lunghe setole morbide nel cerro e liscia in Quercus robur. Le ghiande confermano il confronto: biennali e con cupola dall’aspetto muschioso nel primo, mature in una stagione e quasi sessili nel secondo.
Il cerro è tossico per i cavalli?
I dati disponibili non segnalano tossicità accertata per uomo, gatto o cane. La sensibilità del cavallo è poco documentata per questa precisa specie e invita alla stessa prudenza generale adottata per le altre ghiande di quercia ricche di tannini.
Il cerro è autoctono in Francia?
Solo marginalmente. La specie raggiunge appena il limite del suo areale naturale in poche stazioni isolate del Var e delle Alpi Marittime. Altrove in Francia è stata soprattutto piantata, con un insediamento antico e ben consolidato nella bassa valle della Loira.
Si può piantare un cerro in un piccolo giardino?
È sconsigliato. L’albero adulto può superare 25 m di altezza e sviluppare una chioma ampia, dimensioni incompatibili con un giardino ordinario, anche se la crescita rapida e la tolleranza alla siccità possono invogliare a piantarlo.
A cosa serve il legno del cerro?
Gli impieghi sono piuttosto limitati. A differenza di altre querce pregiate per il legname da costruzione, il legno del cerro si fende e si spezza facilmente, perciò serve soprattutto per recinzioni e altri usi poco esigenti.
Quali varietà e ibridi del cerro sono conosciuti?
Le etichette orticole Variegata e Woden indicano variazioni del fogliame prive di valore tassonomico. L’ibrido più noto è la quercia di Lucombe, ottenuta nel XVIII secolo incrociando il cerro con la sughera.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.



