Cerro (Quercus cerris, L. 1753)

Cerro (Quercus cerris L., 1753) è un grande albero caducifoglio delle Fagaceae, originario dell’Europa sudorientale e dell’Asia Minore. Si riconosce dalle gemme circondate da lunghe setole, dalle foglie profondamente lobate e dalle ghiande con cupola irta di squame, che richiedono diciotto mesi per maturare.

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Nome scientificoQuercus cerris
GenereQuercus
OrdineFagales

Cerro, Turkey oak, Austrian oak e Zerreiche

Identità
Tossicità
Non tossico per uomo, gatto e cane; cavallo non documentato
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Albero · Albero deciduo · Albero autoctono
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
TurchiaGreciaItaliaAustriaLibanoFrancia
Habitat
Boschi radi, arbusteti e siepi su suoli poveri o acidi; frangivento riparati in clima oceanico
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
20-50 anni per un grande esemplare; caratteristica maturazione biennale delle ghiande
Propagazione
Semina, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura tollerata
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Tollera venti forti, sensibile all’esposizione marittima diretta
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
Tipi di terreno
Argilla, Terra franca, Sabbia, Gessetto
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole, tollera una leggera mezz’ombra
Esterno
Terra piena, Grande giardino, Parco, Siepe campestre
Aspetto
Altezza1500–4000 cmLarghezza1000–2000 cm
Foglie
VerdeMarrone
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — foglie 1
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — foglie 2
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — foglie 3
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — foglie 4
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloVerde
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — fiori 1
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — fiori 2
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — fiori 3
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — fiori 4
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeMarroneArancione
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — frutti 1
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — frutti 2
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — frutti 3
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — frutti 4
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — frutti 5
Portamento
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — portamento 1
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — portamento 2
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — portamento 3
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — portamento 4
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — corteccia 1
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — corteccia 2
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — corteccia 3
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — corteccia 4
Cerro (Quercus cerris): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Quercus cerris comprende l’Europa meridionale e sudorientale fino alla Turchia e all’Anti-Libano. Nella Francia metropolitana la specie raggiunge appena il limite del suo areale naturale, essendo indigena solo in poche stazioni del Var e delle Alpi Marittime; altrove, nella bassa valle della Loira, nella Bretagna orientale o nel Centro-Valle della Loira, gli alberi derivano da impianti o popolazioni subspontanee, non dall’areale nativo.

  • Autoctona6
  • Introdotta2
  • Turchia
  • Grecia
  • Italia
  • Austria
  • Libano
  • Francia metropolitana
  • Regno Unito
  • Irlanda

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Cerro (Quercus cerris L., 1753) appartiene al genere Quercus, nella famiglia delle Fagaceae, ed è la specie tipo della sezione Cerris. Due caratteri lo distinguono subito dalle altre querce europee: gemme circondate da setole morbide e ghiande che maturano in due stagioni anziché una. 1 6

Per questa quercia il nome italiano è cerro; il francese richiama invece il fogliame e le gemme pelose. Gli appellativi inglesi Turkey oak e Austrian oak evocano l’origine sudorientale europea e l’antica introduzione nell’Europa nordoccidentale; in tedesco è detta Zerreiche. 2 3

Riconoscimento

Un cerro spontaneo può raggiungere 25–40 m di altezza, con un tronco che supera talvolta 2 m di diametro. Isolato o in un parco, senza la concorrenza del bosco, rimane più spesso sui 12–18 m, con chioma dapprima conica e poi larga e arrotondata a maturità. È un grande albero caducifoglio. 6 4

Sulla corteccia grigio scuro si aprono profonde fessure, con striature aranciate talvolta visibili alla base degli esemplari vecchi. Le foglie lucide, lunghe 7–14 cm, portano 6–12 paia di lobi triangolari, a volte con apici spinosi. 6 3

Durante l’inverno le lunghe setole morbide intorno alle gemme, visibili a occhio nudo e proprie della sezione Cerris, permettono di separare il cerro dalla farnia e dal rovere, che hanno gemme lisce. Anche le ghiande sono diagnostiche: lunghe 2,5–4 cm, hanno una cupola coperta da squame dall’aspetto muschioso, sporgenti per 4–8 mm. Richiedono diciotto mesi per maturare, contro una sola stagione nelle altre due querce. 6 3

Tassonomia utile

Nel repertorio POWO il cerro figura come Quercus cerris L., nome accettato pubblicato nel 1753, con areale nativo dall’Europa meridionale e sudorientale alla Turchia e all’Anti-Libano. 1 2

La sinonimia del cerro comprende Quercus austriaca Willd. e Cerris austriaca (Willd.) Raf., denominazioni storiche della stessa pianta. Quercus tournefortii Willd. indica invece una variazione regionale oggi ricondotta alla specie. 1

Per il confronto sul campo sono utili Quercus robur e Quercus petraea: entrambe hanno gemme lisce e ghiande a maturazione annuale. Sono molto comuni in Francia, dove il cerro resta raro e localizzato. 1 7

Habitat e distribuzione

Dai boschi radi dell’Europa sudorientale l’areale nativo si estende attraverso l’Asia Minore fino alla Turchia e all’Anti-Libano. La specie occupa anche arbusteti e siepi, spesso su terreni poveri o acidi. 1 5

Sul territorio della Francia metropolitana il limite naturale dell’areale interessa appena poche stazioni isolate del Var e delle Alpi Marittime. Altrove il cerro è stato soprattutto piantato: nella bassa valle della Loira, nella Bretagna orientale e nel Centro-Valle della Loira esistono popolamenti antichi e consolidati, ma di origine introdotta. 7 8

Nel Regno Unito e in Irlanda il cerro fu introdotto come albero ornamentale fin dal XVIII secolo e si è poi ampiamente naturalizzato. Viene usato anche come frangivento in posizioni riparate, mentre sopporta male l’esposizione marittima diretta. 6 5

Ciclo e riproduzione

A primavera il cerro produce amenti poco appariscenti, impollinati dal vento. Seguono le ghiande, con un ciclo particolare: occorrono diciotto mesi, pari a due stagioni vegetative, per raggiungere la piena maturità, mentre per la maggior parte delle altre querce europee basta una stagione. 6 5

Il lungo sviluppo delle ghiande distribuisce diversamente nel calendario forestale questa risorsa alimentare. Ghiandaie e piccioni consumano volentieri quelle del primo anno, malgrado l’amarezza; gli scoiattoli vi ricorrono soprattutto quando mancano altre risorse. 6

Per moltiplicare il cerro si ricorre alla semina diretta. Il seme perde presto la capacità germinativa se si secca: va quindi seminato fresco, in genere proteggendolo dai roditori. Le cultivar orticole si propagano per innesto. 5 4

Usi e rischi

Rispetto al legname pregiato di altre querce, quello del cerro tende a fendersi e spezzarsi facilmente. I suoi impieghi restano quindi limitati, soprattutto a recinzioni e lavori poco esigenti. 6

Fra gli insetti ospitati dal cerro c’è il cinipide Andricus quercuscalicis: una generazione cresce sui suoi amenti, l’altra deforma le ghiande delle farnie vicine. Questo ciclo tra due ospiti motivò nel 1998 l’abbattimento preventivo di cerri in siti militari britannici. 6

Le ghiande amare si possono cuocere dopo un prolungato dilavamento dei tannini, oppure tostare come surrogato del caffè. Una linfa zuccherina chiamata manna, prodotta in seguito a punture d’insetto, viene tradizionalmente venduta in alcuni mercati iraniani. 5 I dati disponibili non segnalano tossicità accertata per uomo, gatto o cane; la sensibilità del cavallo resta poco documentata per questa precisa specie.

Varietà, ibridi e confusioni

Con 'Variegata' si indicano forme dal fogliame variegato, mentre 'Woden' comprende esemplari con foglie più profondamente incise. Nessuna delle due etichette rappresenta un rango botanico distinto. 6

La quercia di Lucombe (Quercus × hispanica) fu ottenuta intorno al 1762 dal vivaista William Lucombe a Exeter, incrociando cerro e sughera. È l’ibrido di riferimento di questa specie e diversi esemplari storici sono conservati in grandi giardini botanici. 6

I dubbi di identificazione riguardano soprattutto Quercus robur e Quercus petraea, con gemme lisce e ghiande mature in una stagione, mentre il cerro ha gemme setolose e ghiande biennali. Un ramo completo aiuta a decidere: due annate di ghiande sulla stessa branca indicano il cerro, una sola annata le altre due specie. 3 7

Fonti principali

Domande frequenti

Perché le ghiande del cerro impiegano due anni a maturare?

A differenza della maggior parte delle querce europee, Quercus cerris ha un ciclo di fruttificazione di diciotto mesi. Uno stesso ramo può quindi portare giovani ghiande verdi e ghiande mature dell’anno precedente, un particolare che può confondere un’identificazione frettolosa.

Come si distingue il cerro dalla farnia?

Il carattere più affidabile è la gemma invernale, circondata da lunghe setole morbide nel cerro e liscia in Quercus robur. Le ghiande confermano il confronto: biennali e con cupola dall’aspetto muschioso nel primo, mature in una stagione e quasi sessili nel secondo.

Il cerro è tossico per i cavalli?

I dati disponibili non segnalano tossicità accertata per uomo, gatto o cane. La sensibilità del cavallo è poco documentata per questa precisa specie e invita alla stessa prudenza generale adottata per le altre ghiande di quercia ricche di tannini.

Il cerro è autoctono in Francia?

Solo marginalmente. La specie raggiunge appena il limite del suo areale naturale in poche stazioni isolate del Var e delle Alpi Marittime. Altrove in Francia è stata soprattutto piantata, con un insediamento antico e ben consolidato nella bassa valle della Loira.

Si può piantare un cerro in un piccolo giardino?

È sconsigliato. L’albero adulto può superare 25 m di altezza e sviluppare una chioma ampia, dimensioni incompatibili con un giardino ordinario, anche se la crescita rapida e la tolleranza alla siccità possono invogliare a piantarlo.

A cosa serve il legno del cerro?

Gli impieghi sono piuttosto limitati. A differenza di altre querce pregiate per il legname da costruzione, il legno del cerro si fende e si spezza facilmente, perciò serve soprattutto per recinzioni e altri usi poco esigenti.

Quali varietà e ibridi del cerro sono conosciuti?

Le etichette orticole Variegata e Woden indicano variazioni del fogliame prive di valore tassonomico. L’ibrido più noto è la quercia di Lucombe, ottenuta nel XVIII secolo incrociando il cerro con la sughera.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.