Bur oak (Quercus macrocarpa, )
Quercus macrocarpa è un grande albero caducifoglio delle Fagaceae, originario del Nordamerica centrale e orientale. Produce le ghiande più voluminose fra le querce nordamericane, con una cupola sfrangiata simile a un berretto muschioso, e sviluppa una corteccia spessa e sugherosa che lo rende particolarmente resistente al fuoco.
Leggi di piùBur oak, Burr oak e Mossycup oak
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Taken Oct 19, 2015 by EOL − Gina Sinatro (cc-by-nc)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Quercus macrocarpa va dal Canada sudorientale (Nuova Scozia, Manitoba) al Texas e alla Georgia, con il nucleo principale nelle Grandi Pianure e nel Midwest statunitense. La specie è occasionalmente piantata in Europa come ornamentale; le introduzioni vanno quindi distinte dall’areale nativo nordamericano.
- Autoctona2
- Canada
- Stati Uniti
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Quercus macrocarpa (Quercus macrocarpa Michx., 1801) è un grande albero caducifoglio del genere Quercus, nella famiglia delle Fagaceae. Appartiene alla sezione delle querce bianche, Quercus sect. Quercus, insieme alla quercia bianca americana (Quercus alba) e alla farnia (Quercus robur). 1
L’epiteto macrocarpa richiama le ghiande, le più voluminose fra quelle delle querce nordamericane: alcune superano 5 cm di diametro e hanno una cupola sfrangiata. Da questa deriva il nome inglese mossycup oak, letteralmente «quercia dal berretto muschioso»; si usano anche bur oak e burr oak. 3 4
Riconoscimento
Coltivato in piena terra, questo albero raggiunge comunemente 18–24 m di altezza e una larghezza simile; nelle foreste dense sono segnalati esemplari eccezionali oltre 30 m. La crescita è lenta o moderata, con radici profonde che spiegano gran parte della tolleranza alla siccità dopo l’affrancamento. 2 3
Spessa, grigia e profondamente fessurata, la corteccia forma uno strato sugheroso che protegge il tronco dal fuoco. Sui giovani rami compaiono spesso creste o ali sugherose, utili per riconoscere la specie anche in inverno, quando ha perso le foglie. 6
Lunghe 15–30 cm, le foglie hanno 5–9 lobi arrotondati, separati da due seni profondi vicino al centro della lamina: il profilo appare strozzato, quasi a violino. Sono verde scuro e coriacee sopra, più chiare e pelose sotto; in autunno passano attraverso il giallo a un bruno spento, senza colori accesi. 2
Ovali e lunghe fino a 4–5 cm, le ghiande hanno una cupola sfrangiata, spesso provvista di lunghi peli, che avvolge da metà a tre quarti del frutto. Questo carattere distingue Quercus macrocarpa da Quercus alba e Quercus lyrata, fra i suoi parenti più vicini nel gruppo delle querce bianche. 3 2
Tassonomia utile
Per questo albero nordamericano POWO/WCVP accetta il nome Quercus macrocarpa Michx., pubblicato nel 1801. L’omonimo successivo Quercus macrocarpa Endl., 1848 indica invece una specie del tutto diversa e può creare confusione bibliografica. 1
Fra i sinonimi e i nomi storici figurano:
- Quercus macrocarpa subsp. eumacrocarpa A.Camus, nome storico di sottospecie;
- Cerris macrocarpa (Michx.) Raf., combinazione sinonimica.
Incroci spontanei avvengono con altre querce bianche, soprattutto Quercus bicolor, da cui deriva l’ibrido Quercus × bebbiana, e più raramente con Quercus alba. Queste ibridazioni possono complicare il riconoscimento nelle zone in cui gli areali dei genitori si incontrano. 6
Habitat e distribuzione
Dal Canada sudorientale, in Nuova Scozia e Manitoba, l’areale arriva al Texas e alla Georgia; il nucleo principale si trova nelle Grandi Pianure e nel Midwest statunitense. 1 5
Savane erbose, praterie alberate e margini boschivi ospitano la specie, spesso su terreni calcarei o argillosi profondi. Tollera sia pendii asciutti sia piane alluvionali periodicamente inondate. Questa adattabilità e la corteccia spessa resistente al fuoco hanno consentito a Quercus macrocarpa di persistere nelle savane a querce del Midwest, modellate per secoli da ricorrenti incendi di prateria. 6 4
Nella Lista Rossa IUCN Quercus macrocarpa è classificato a minor preoccupazione: l’areale è ampio e la specie rimane comune. La popolazione è tuttavia considerata in diminuzione, per la conversione agricola delle savane e la soppressione degli incendi naturali che un tempo favorivano la rigenerazione. 8
Ciclo e riproduzione
Amenti maschili penduli e fiori femminili poco appariscenti compaiono sullo stesso esemplare in primavera, poco dopo la ripresa vegetativa: Quercus macrocarpa è monoico e l’impollinazione avviene per opera del vento. 2
Come nelle altre querce bianche, le ghiande maturano in una sola stagione e spesso germinano già in autunno, prima dell’inverno. La prima fruttificazione significativa richiede circa trenta-trentacinque anni; successivamente l’albero può produrre ghiande per due o tre secoli. 4
Per propagare la specie si ricorre quasi esclusivamente alla semina. Il seme perde rapidamente vitalità se si asciuga: va seminato fresco, in un contenitore profondo o direttamente a dimora, affinché il caratteristico fittone possa svilupparsi liberamente fin dai primi mesi. 4
Usi e rischi
Duro, denso e a grana fine, il legno è apprezzato per strutture, parquet, botti e falegnameria da esterno. In passato è stato impiegato anche per traverse ferroviarie e pali da recinzione, grazie alla buona resistenza al marciume a contatto con il terreno. 4
Fra le meno amare e più dolci delle querce nordamericane, le ghiande sono state a lungo raccolte, tostate o macinate in farina dalle popolazioni autoctone delle Grandi Pianure. 4
Foglie e ghiande contengono gallotannini, composti classificati dall’ASPCA come tossici per i cavalli. Un consumo prolungato di foglie giovani o ghiande verdi può causare nel bestiame dolori addominali, diarrea talvolta sanguinolenta, urine scure e danni renali. Il rischio è più limitato per cani e gatti, che di solito non ne ingeriscono grandi quantità. 7
Varietà, confusioni e piante affini
Per Quercus macrocarpa si sono affermate poche cultivar: viene piantato soprattutto nella forma selvatica. Fa eccezione Urban Pinnacle, selezione americana brevettata nel 2009, dal portamento stretto e piramidale e con ghiande ridotte a circa 1 cm, più adatta ai filari urbani della specie tipica. 3
Nel confronto con altre querce bianche occorre osservare soprattutto:
- Quercus lyrata, con cupola altrettanto avvolgente ma foglie meno profondamente lobate;
- Quercus alba, la quercia bianca, con ghiande più piccole e cupola corta, squamosa anziché sfrangiata;
- Quercus bicolor, che condivide la corteccia sugherosa ma preferisce i terreni umidi e può formare ibridi fertili con Quercus macrocarpa.
La cupola sfrangiata resta il carattere più affidabile: copre da metà a tre quarti della ghianda, una proporzione maggiore rispetto a Quercus lyrata o Quercus alba.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Quercus macrocarpa Michx.
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Quercus macrocarpa
- Royal Horticultural Society, Quercus macrocarpa (bur oak)
- Plants For A Future, Quercus macrocarpa
- USDA PLANTS Database, Quercus macrocarpa scheda botanica
- USDA Forest Service, Fire Effects Information System, Quercus macrocarpa
- ASPCA, scheda sulla tossicità delle querce
- IUCN Red List, Quercus macrocarpa valutazione (2015)
Domande frequenti
Perché Quercus macrocarpa ha questo nome?
Il nome si riferisce alle ghiande, le più voluminose prodotte da una quercia nordamericana: talvolta superano 5 cm di diametro e sono ricoperte da una cupola sfrangiata simile a un berretto muschioso.
Quercus macrocarpa è tossico per gli animali?
Foglie e ghiande contengono gallotannini, classificati dall’ASPCA come tossici per i cavalli; un’ingestione massiccia e prolungata può provocare disturbi digestivi e danni renali nel bestiame.
Perché Quercus macrocarpa ha una corteccia così spessa?
La corteccia sugherosa protegge l’albero dagli incendi di prateria che per secoli hanno modellato le savane del Midwest statunitense. Questa adattazione spiega la sua presenza storica in tali ambienti.
Come si distinguono Quercus macrocarpa e Quercus alba?
Entrambi appartengono alle querce bianche, ma Quercus macrocarpa ha ghiande molto più grandi con cupola sfrangiata; Quercus alba produce ghiande più piccole con cupola corta e squamosa.
Quando inizia a produrre ghiande Quercus macrocarpa?
Occorrono circa trenta-trentacinque anni per una prima fruttificazione significativa; l’albero può poi produrre ghiande per due o tre secoli.
Quercus macrocarpa cresce nei terreni calcarei?
Sì. Tollera bene i suoli calcarei e argillosi profondi, oltre ai pendii asciutti e alle piane alluvionali occasionalmente inondate.
Esistono cultivar di Quercus macrocarpa per spazi più piccoli?
Urban Pinnacle, selezione americana a portamento stretto e ghiande ridotte, è stata sviluppata appositamente per i filari urbani, dove la specie tipica diventa troppo ingombrante.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






