Rabarbaro (Rheum rhabarbarum, )
Rabarbaro (Rheum rhabarbarum L., 1753) è una perenne erbacea delle Polygonaceae, originaria della Siberia meridionale e della Cina settentrionale. Coltivato dal XVIII secolo per i piccioli aciduli, forma un ampio cespo di foglie cuoriformi su piccioli carnosi dal rosso al verde, che scompare ogni inverno. Si consumano soltanto i piccioli cotti: lamina fogliare e radice concentrano ossalati tossici.
Leggi di piùRabarbaro, Rabarbaro coltivato, Garden rhubarb e Pie plant
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Rheum rhabarbarum va dalla Siberia meridionale, intorno al lago Bajkal, alla Cina settentrionale e centrale. In Europa e Nord America la pianta è quasi sempre coltivata; le rare naturalizzazioni segnalate riguardano soprattutto le isole britanniche e la Norvegia.
- Autoctona3
- Introdotta3
- Russia (Siberia)
- Cina
- Mongolia
- Regno Unito
- Irlanda
- Norvegia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Rabarbaro (Rheum rhabarbarum L., 1753), noto anche come rabarbaro coltivato e in inglese Garden rhubarb o Pie plant, è una perenne erbacea del genere Rheum, famiglia Polygonaceae. Il nome deriva dal latino medievale rheubarbarum, dal greco rha barbarum, «radice dei barbari», riferito ai mercanti stranieri che la portavano in Europa da terre lontane. 7 6
Nel genere Rheum sopravvive un’altra traccia del viaggio: il nome deriva da «Rha», antico nome del Volga, lungo il quale crescevano rabarbari selvatici usati fin dall’antichità per la radice medicinale anziché per i piccioli. 6 Nel XVIII secolo, tuttavia, in Inghilterra questa pianta medicinale divenne un ortaggio primaverile, coltivato per i piccioli aciduli da torta, allontanandosi dall’uso della radice da cui aveva preso il nome. 7
Riconoscimento
Un ampio cespo erbaceo, che scompare ogni inverno e ricaccia dal rizoma in primavera, caratterizza Rheum rhabarbarum. Le grandi foglie cuoriformi, dal margine ondulato, hanno piccioli carnosi, scanalati, dal rosso al verde, lunghi fino a 50 cm e spessi 3–7 cm. Proprio il picciolo carnoso e colorato, più della forma fogliare, permette di riconoscere il rabarbaro anche a chi inizia a coltivare l’orto. 3 2
Le dimensioni usuali del cespo sono 60 cm–1 m in altezza e 80 cm–1,5 m in larghezza; lo stelo fiorale, se lasciato crescere, ne aumenta ulteriormente il volume. 3
In estate può comparire una volta per stagione uno stelo fiorale ramificato, molto più alto del fogliame, con piccoli fiori bianco-verdastri in grappoli densi. Il frutto è un achenio trigono alato, bruno-rossastro, lungo meno di un centimetro. 6
Tassonomia utile
La circolazione di diversi nomi per il rabarbaro coltivato spiega molte confusioni nei vivai. Fra i principali sinonimi botanici registrati figurano:
- Rheum undulatum L. (sinonimo botanico)
- Rheum sanguineum Meisn. (sinonimo botanico)
- Rheum franzenbachii Münter (sinonimo botanico)
- Rheum macropterum Mart. (sinonimo botanico)
- Rheum muricatum Blanco (sinonimo botanico)
La denominazione Rheum × hybridum indica spesso i rabarbari da giardino derivati da antichi incroci fra Rheum rhabarbarum, Rheum rhaponticum e talvolta Rheum palmatum. Le tre specie si ibridano facilmente: ricostruire con certezza l’origine di gran parte delle cultivar è quasi impossibile. I moderni rabarbari coltivati sono tetraploidi, con il doppio dei cromosomi delle popolazioni selvatiche di Rheum rhabarbarum, ulteriore ostacolo al confronto genetico fra piante coltivate e spontanee. 6 1
Habitat e distribuzione
Dalla Siberia meridionale attorno al lago Bajkal l’areale nativo raggiunge la Cina settentrionale e centrale, nelle province di Hebei, Shanxi e Shaanxi. La pianta cresce sui pendii montani a 1000–1600 m e nelle steppe sabbiose e ai margini boschivi della Siberia. 6 1
Giunto in Europa lungo la via della seta nel X secolo grazie ai mercanti arabo-persiani, il rabarbaro rimase a lungo negli orti medicinali, prima di diventare una coltura alimentare nell’Inghilterra del XVIII secolo. 7
Fuori dal territorio d’origine Rheum rhabarbarum è quasi sempre coltivato. Euro+Med Plantbase lo considera naturalizzato soltanto nel Regno Unito, in Irlanda e in Norvegia, e semplicemente introdotto o occasionale altrove in Europa. In Nord America il rabarbaro sfugge raramente ai giardini e rimane confinato alle parcelle coltivate. 8 5
Ciclo e riproduzione
Nell’orto il rabarbaro si moltiplica soprattutto per divisione del cespo, circa ogni cinque anni, scegliendo una porzione di rizoma con almeno una gemma vitale. La semina è possibile, ma produce piante più lente a insediarsi e geneticamente diverse dalla pianta madre. 2
Durante il primo anno dopo l’impianto si sconsiglia qualsiasi raccolta, perché la pianta deve accumulare riserve. Dal secondo o terzo anno si può prelevare fino a un terzo dei piccioli per pianta, staccandoli alla base con una torsione anziché tagliarli: ciò riduce il rischio di marciume sulla ferita. 2
La forzatura invernale sotto una campana opaca priva la pianta della luce e accelera l’allungamento dei piccioli, rosa e teneri in circa cinque settimane. La cultivar Timperley Early è un riferimento per questa tecnica, che esaurisce il ceppo e richiede una stagione successiva di riposo. 2
Usi e rischi
Si mangiano soltanto i piccioli cotti, in torte, composte o confetture; la forte acidità richiede generalmente zucchero. I piccioli rossi sono ritenuti più teneri di quelli verdi, ma il colore da solo non rivela l’effettivo grado di acidità. 3 6
La lamina fogliare e la radice concentrano invece acido ossalico e glicosidi antrachinonici, responsabili di bruciore alla bocca, salivazione, vomito e, in grandi quantità, danni renali. Nel Regno Unito furono documentate intossicazioni durante la Prima guerra mondiale, quando si consigliò erroneamente di mangiare le foglie per far fronte alla scarsità alimentare. L’ASPCA considera il rabarbaro tossico per cani, gatti e cavalli, con sintomi fra cui salivazione e tremori. 6 4 3
Una vicenda doganale mostra l’ambiguità del suo impiego alimentare. Nel 1947, nella causa C.J. Tower & Sons v. United States, la Customs Court statunitense stabilì che il rabarbaro fresco andasse tassato come frutto e non come verdura: in cucina finisce quasi sempre in torte e dessert, anziché in piatti salati. 9
Varietà, confusioni e piante affini
Fra le cultivar comuni Victoria è lo storico riferimento inglese del XIX secolo, mentre Timperley Early si sceglie per la forzatura precoce. Raspberry Red e Fulton’s Strawberry Surprise sono state selezionate dalla Royal Horticultural Society per colore ed equilibrio del sapore. 2
Molto simile è Rheum rhaponticum L., anch’esso coltivato come rabarbaro e coinvolto nell’origine ibrida di molte cultivar da giardino. Alcuni grandi Rumex e giovani Gunnera possono ingannare un occhio inesperto per dimensione e forma delle foglie, ma nessuno possiede il caratteristico picciolo rosso e carnoso del rabarbaro coltivato. 1 6
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Rheum rhabarbarum L.
- Royal Horticultural Society, Rabarbaro: coltivazione nell’orto
- NC State Extension, Rheum rhabarbarum: scheda botanica
- ASPCA, Rabarbaro: tossicità
- Flora of the Southeastern United States, Rheum rhabarbarum
- Wikipedia in inglese, Rheum rhabarbarum
- Chevalier, 1942, I rabarbari coltivati in Europa e le loro origini
- Euro+Med Plantbase, Rheum rhabarbarum
- C.J. Tower and Sons v. United States, 1947, sentenza doganale sul rabarbaro
Domande frequenti
Il rabarbaro è un frutto o una verdura?
Botanicamente è una verdura, di cui si consuma il picciolo. Nel 1947 la giustizia doganale statunitense lo classificò però come frutto ai fini tariffari, perché viene quasi sempre preparato e consumato come dolce.
Perché le foglie del rabarbaro sono tossiche?
Concentrano acido ossalico e glicosidi antrachinonici in quantità molto superiori ai piccioli. In dosi elevate questi composti causano bruciore alla bocca, vomito e possibili danni renali.
Quando raccogliere il rabarbaro senza indebolirlo?
Non nel primo anno dopo l’impianto. Dal secondo o terzo anno si può prelevare fino a un terzo dei piccioli, staccandoli con una torsione anziché tagliarli.
Come forzare il rabarbaro per una raccolta precoce?
Si copre il ceppo con una campana opaca in pieno inverno: l’assenza di luce accelera l’allungamento dei piccioli, che diventano rosa e teneri in circa cinque settimane.
Bisogna eliminare lo stelo fiorale del rabarbaro?
Sì, appena compare. Lasciarlo crescere esaurisce le riserve del ceppo e riduce il vigore della raccolta di piccioli dell’anno successivo.
Che differenza c’è fra Rheum rhabarbarum e Rheum rhaponticum?
Le due specie sono molto simili e si ibridano facilmente; gran parte dei rabarbari da giardino attuali discende dai loro incroci, rendendo difficile stabilirne l’origine esatta.
Quanto vive una pianta di rabarbaro?
È comune una decina d’anni di produzione regolare, purché il cespo venga diviso all’incirca ogni cinque anni per rinnovarne il vigore.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.



