Lampone artico (Rubus arcticus, L. 1753)

Rubus arcticus (L., 1753), chiamato anche lampone artico e mesimarja in Finlandia, è un suffrutice senza spine delle Rosaceae, nativo delle torbiere e delle lande fresche della fascia boreale dell’emisfero settentrionale. I fusti bassi portano fiori rosa e piccoli frutti rosso scuro molto profumati, a lungo raccolti allo stato selvatico prima di ispirare ibridi orticoli con il lampone comune.

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Nome scientificoRubus arcticus
GenereRubus
OrdineRosales

Lampone artico, Mesimarja, Arctic raspberry, Arctic bramble e Nagoonberry

Identità
Tossicità
Nessuna tossicità nota; frutto commestibile
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FinlandiaSveziaNorvegiaRussiaPoloniaCanadaStati UnitiGiappone
Habitat
Torbiere, lande umide e margini boschivi freschi su terreno torboso, dal livello del mare al piano subalpino
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
3/10
Tempo di maturazione
Colonia completa dopo 2-3 stagioni dall’insediamento del rizoma
Propagazione
Divisione del rizoma, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Portamento basso e strisciante, poco esposto al vento nelle lande basse
Umidità
60–85 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno torboso, Suolo fresco
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Preferisce il pieno sole, tollera la mezz’ombra
Esterno
Giardino di frutta, Giardino umido, Roccia
Vasi
Contenitore
Aspetto
Altezza10–50 cmLarghezza50–100 cm
Foglie
Verde
Rubus arcticus: origine e usi — foglie 1
Rubus arcticus: origine e usi — foglie 2
Rubus arcticus: origine e usi — foglie 3
Rubus arcticus: origine e usi — foglie 4
Rubus arcticus: origine e usi — foglie 5
Fiori
RosaRossoViolaDimensioni1.5–2.5 cm
Rubus arcticus: origine e usi — fiori 1
Rubus arcticus: origine e usi — fiori 2
Rubus arcticus: origine e usi — fiori 3
Rubus arcticus: origine e usi — fiori 4
Rubus arcticus: origine e usi — fiori 5
Frutti
RossoViolaDimensioni0.5–1 cm
Rubus arcticus: origine e usi — frutti 1
Rubus arcticus: origine e usi — frutti 2
Rubus arcticus: origine e usi — frutti 3
Rubus arcticus: origine e usi — frutti 4
Rubus arcticus: origine e usi — frutti 5
Portamento
Rubus arcticus: origine e usi — portamento 1
Rubus arcticus: origine e usi — portamento 2
Rubus arcticus: origine e usi — portamento 3
Rubus arcticus: origine e usi — portamento 4
Corteccia
VerdeMarrone

Distribuzione mondiale

Rubus arcticus occupa un areale circumboreale continuo, dalle torbiere scandinave e russe a quelle nordamericane e ai monti del Giappone settentrionale. È scomparso allo stato spontaneo dalla Scozia verso la metà dell’Ottocento, un caso documentato di estinzione locale senza legame con una naturalizzazione altrove.

  • Autoctona8
  • Finlandia
  • Svezia
  • Norvegia
  • Russia
  • Polonia
  • Canada
  • Stati Uniti (Alaska)
  • Giappone

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Rubus arcticus (Rubus arcticus L., 1753), detto anche lampone artico, è un suffrutice perenne del genere Rubus, nella famiglia Rosaceae. In Finlandia il nome commerciale mesimarja è stato reso popolare dai liquori di bacche nordiche. 1 2

Il confronto con un’altra specie delle torbiere boreali evita equivoci: il francese mûre arctique indica perlopiù Rubus chamaemorus, il cui frutto diventa ambrato a maturità. Quello di Rubus arcticus rimane invece rosso scuro o porpora, mai arancione. 2

In russo il nome кня­же­ника significa «bacca dei principi», alludendo alla rarità e al profumo del frutto, giudicato più fine di quello del lampone comune.

Riconoscimento

Con la base leggermente legnosa e i fusti annuali sottili di 10-50 cm, Rubus arcticus forma un suffrutice basso senza spine. Le foglie trifogliate, verde vivo, hanno foglioline dentate e ricordano quelle della fragola o del lampone comune. 3 4

Fra giugno e luglio compaiono fiori rosa o porpora rosato, fino a 2,5 cm di diametro, isolati oppure riuniti a due o tre all’ascella delle foglie superiori. Segue un frutto composto rosso scuro o porpora, largo al massimo 1 cm, formato da 10-30 piccole drupe unite, con aroma dolce che ricorda l’ananas. 3 4

Il colore alla maturazione offre il confronto più affidabile, in giardino e sul campo: il frutto che diventa rosso scuro appartiene a Rubus arcticus, quello che vira all’ambrato-arancione a Rubus chamaemorus.

Tassonomia utile

Per Rubus arcticus L., pubblicato nel 1753, Plants of the World Online conferma l’accettazione del nome nella famiglia Rosaceae e descrive un areale da subartico a subalpino. 1 2

Due sottospecie sono riconosciute per Rubus arcticus:

  • Rubus arcticus subsp. arcticus, forma eurasiatica e dell’America settentrionale orientale
  • Rubus arcticus subsp. stellatus (Sm.) B.Boivin, presente in Alaska e nell’Estremo Oriente russo, con sepali eretti e frutto a stella poco compatta

La letteratura più antica conserva vari sinonimi storici, in particolare Rubus acaulis Michx. e Rubus stellatus Sm., oggi trattati come sottospecie anziché come specie distinte. 1

Habitat e distribuzione

Una fascia circumboreale continua accoglie Rubus arcticus: Scandinavia, Russia, Polonia e paesi baltici in Europa, Canada e Alaska in America settentrionale, Giappone settentrionale in Asia. 5 1

Torbiere e lande fresche, su terreno da acido a neutro, sono gli ambienti ricercati da Rubus arcticus, spesso lungo margini luminosi della foresta boreale o nei prati montani umidi della parte meridionale dell’areale. La specie è scomparsa spontaneamente dalla Scozia verso la metà dell’Ottocento, un caso documentato di estinzione locale; l’IUCN la classifica tuttavia a minor preoccupazione su scala mondiale, in assenza di minacce comparabili nel resto dell’areale. 6

In diversi paesi nordici, raccolta eccessiva e drenaggio delle torbiere restano pressioni locali riconosciute, anche se lo stato globale di conservazione rimane favorevole. 6

La Francia metropolitana non ospita popolazioni selvatiche di Rubus arcticus. Gli esemplari presenti nei giardini derivano quasi sempre da introduzioni volontarie, non da popolazioni spontanee.

Ciclo e riproduzione

Durante l’inverno Rubus arcticus sopravvive come rizoma sotterraneo dormiente, protetto dal gelo sotto la neve o la torba. In primavera emette nuovi germogli non legnosi, che fioriscono a giugno-luglio e fruttificano da luglio a settembre, secondo la latitudine. 4

L’impollinazione incrociata fra più esemplari migliora nettamente la formazione dei frutti, spiegando la produzione spesso scarsa di una pianta isolata in giardino. Il rizoma strisciante rimane però il principale mezzo di propagazione naturale: forma gradualmente colonie clonali dense, più che disperdersi tramite seme. 4

Per la moltiplicazione orticola, dividere il rizoma in primavera o in autunno dà risultati rapidi e fedeli alla pianta madre. La semina è possibile, ma richiede stratificazione al freddo e presenta spesso una germinazione lenta. 4

Usi e rischi

Il frutto maturo di Rubus arcticus è molto aromatico e si consuma crudo o in confettura. In Finlandia Lignell & Piispanen produce dal 1882 un liquore di mesimarja premiato con una medaglia d’oro all’Esposizione universale di Parigi del 1900. 8

Non risulta documentata tossicità per Rubus arcticus. L’ASPCA classifica i Rubus affini come non tossici per gatti, cani e cavalli, e il frutto stesso è un alimento tradizionale. 7

Fra i rischi agronomici spicca il Raspberry bushy dwarf virus, identificato su Rubus arcticus e sulla sottospecie stellatus. Si diffonde soprattutto con la moltiplicazione vegetativa e complica i programmi di selezione. 9

Varietà, confusioni e piante affini

Dall’incrocio con il lampone comune (Rubus idaeus) sono nati gli ibridi detti lampone nettare, selezionati in Scandinavia per aumentare vigore e resa conservando parte dell’aroma del genitore selvatico. 10

Le specie e le forme più facili da confondere sono:

  • Rubus chamaemorus, con frutto ambrato-arancione a maturità anziché rosso scuro;
  • Rubus saxatilis, con frutti rossi più piccoli e acidi e fusti più striscianti;
  • giovani piante di lampone comune prima della fioritura, quando mancano fiori o frutti per distinguerle.

Per riconoscere Rubus arcticus fra queste piante, conta soprattutto l’insieme di tre caratteri: portamento senza spine, fiore rosa isolato e frutto maturo rosso scuro o porpora, mai ambrato.

Fonti principali

Domande frequenti

Rubus arcticus è la stessa pianta di Rubus chamaemorus?

No. Il nome francese mûre arctique indica di solito Rubus chamaemorus, il cui frutto diventa ambrato-arancione a maturità. Rubus arcticus produce un frutto ben distinto, dal rosso scuro al porpora.

Rubus arcticus è tossico per cani o gatti?

Non è documentata alcuna tossicità. L’ASPCA classifica i Rubus affini come non tossici e il frutto di Rubus arcticus viene consumato senza rischi noti.

Perché Rubus arcticus produce pochi frutti in giardino?

La specie proviene da climi con estati brevi e fresche; un’estate calda, un terreno che si asciuga o una colonia ancora giovane limitano spesso la fruttificazione, anche con una fioritura normale.

Si può incrociare Rubus arcticus con il lampone comune?

Sì. Da questo incrocio derivano gli ibridi detti lampone nettare, selezionati in Scandinavia per unire l’aroma di Rubus arcticus al vigore del lampone comune.

Dove cresce spontaneamente Rubus arcticus?

Nelle torbiere e nelle lande umide dell’intera fascia boreale, dalla Scandinavia e dalla Russia al Canada, all’Alaska e al Giappone settentrionale. È scomparso allo stato spontaneo dalla Scozia verso la metà dell’Ottocento.

Come si moltiplica Rubus arcticus in giardino?

Soprattutto per divisione del rizoma in primavera o in autunno. È possibile anche la semina, ma è lenta: i semi richiedono una stratificazione al freddo prima di germinare.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.