Mora rossa (Rubus saxatilis, )
La Mora rossa (Rubus saxatilis L., 1753) è un suffrutice perenne delle Rosaceae, diffuso dai rilievi calcarei europei alla Siberia e all’Himalaya occidentale. Rispetto ai rovi comuni rimane bassa, poco spinosa e si espande tramite stoloni striscianti sui ghiaioni e ai margini ombrosi dei boschi di media montagna. Il frutto rosso, composto da poche grosse drupeole lucide, si distingue nettamente dalla mora comune.
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Силаева Татьяна Борисовна · cc0
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Taken Aug 15, 2019 by Photoflora - Jean-Luc TASSET (©)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Rubus saxatilis è eurosiberiano e circumboreale freddo: dalla Groenlandia e dall’Islanda, attraverso l’Europa, fino alla Siberia, all’Estremo Oriente russo e all’Himalaya occidentale. Nella Francia metropolitana la specie rimane montana e calcicola; manca nell’ovest del paese, dove non ci sono rilievi calcarei adatti.
- Autoctona8
- Groenlandia
- Islanda
- Isole Britanniche e Irlanda
- Francia metropolitana (massicci calcarei)
- Svizzera
- Europa centrale e settentrionale
- Russia e Siberia
- Estremo Oriente russo e Himalaya occidentale
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La Mora rossa (Rubus saxatilis L., 1753) è una specie accettata del genere Rubus, nella famiglia delle Rosaceae. Linneo la descrisse nello Species Plantarum nel 1753. Si distingue subito dagli altri rovi per il portamento basso, 10–30 cm sui fusti fioriferi, e per gli aculei poco numerosi, ben diversi da quelli dei grandi rovi spinosi delle siepi. 1 2
In francese ronce des rochers richiama direttamente l’habitat: ghiaioni e pareti calcaree di media montagna. La flora francese di riferimento riporta anche il nome normalizzato grélotte des rochers, che convive con quello comune senza un consenso univoco. 6 4
L’inglese Stone bramble riprende lo stesso richiamo ecologico. Il più raro Roebuck berry associa invece la pianta al capriolo, che ne visita regolarmente i frutti nel sottobosco. 8
Riconoscimento
Un suffrutice perenne basso, con fusti fioriferi eretti di 10–30 cm e stoloni striscianti capaci di radicare a contatto con il suolo e allungarsi ben oltre: è questo il portamento di Rubus saxatilis. Diversamente dalla maggior parte dei Rubus, gli aculei rimangono sottili e poco numerosi, talvolta assenti. 7 3
Sulle foglie trifogliate e picciolate, il colore verde su entrambe le pagine contrasta con il rovescio bianco feltroso del lampone. Spesso basta questo carattere per escludere la confusione prima ancora di esaminare le spine. Le foglioline sono grossolanamente e doppiamente dentate; quella centrale ha un proprio breve picciolo. 7
Piccoli fiori bianchi di circa 5 mm, riuniti a 3–10 in un corimbo lasso, occupano la sommità di ogni fusto fiorifero. Il frutto, una piccola bacca composta, comprende spesso soltanto 2–6 grosse drupeole rosse e lucide, molte meno delle decine presenti in una mora comune. 7 5
Tassonomia utile
Fra le varietà storiche che Plants of the World Online riconduce oggi in sinonimia a Rubus saxatilis figurano Rubus saxatilis var. canadensis Michx., Rubus saxatilis var. inermis Wallr., Rubus saxatilis var. spinulosus Wallr., Rubus saxatilis f. multiloba Hiitonen e Rubus saxatilis var. elongatus H.Post. La combinazione nel genere un tempo distinto Cylactis saxatilis (L.) Á.Löve indica la stessa specie. 1
André Michaux ripubblicò nel 1803 il nome Rubus saxatilis per una pianta nordamericana diversa da quella europea di Linneo. Questo uso illegittimo indica oggi la specie accettata Rubus pubescens Raf., distinta dalla Mora rossa qui descritta. Per evitare confusione, il riferimento affidabile rimane il nome completo con l’autore: Rubus saxatilis L., 1753. 1 2
Habitat e distribuzione
Dalla Groenlandia e dall’Islanda, attraverso l’Europa, fino alla Siberia, all’Estremo Oriente russo e all’Himalaya occidentale si estende l’areale nativo eurosiberiano e circumboreale freddo. La specie cresce tanto nelle pianure settentrionali quanto sulle montagne più a sud, sempre su substrati basici. 1 7
Nella Francia metropolitana la Mora rossa è strettamente montana e calcicola: Alpi, Giura, Vosgi, Massiccio Centrale e Pirenei. Manca nell’ovest del paese perché non vi sono rilievi calcarei adatti alle sue esigenze pedologiche. 6
Nelle Isole Britanniche, dove è indigena, cresce su ghiaioni, in forre e boschi rocciosi basici, fino a oltre 1.100 m di quota. Lo stato di conservazione rimane a minor preoccupazione, nonostante regressioni locali dovute alla distruzione dell’habitat, alla deposizione atmosferica di azoto e al brucamento della fauna selvatica in alcune regioni. 5
Ciclo e riproduzione
Secondo quota e latitudine, la Mora rossa fiorisce da maggio a luglio: ciascun fusto fiorifero porta un corimbo lasso di piccoli fiori bianchi. I frutti maturano da fine luglio a settembre; le drupeole passano da un rosso sodo a una tonalità più viva e diventano molto più morbide a piena maturazione. 3 7
Spesso biennali, i fusti fioriferi muoiono dopo la fruttificazione. La pianta persiste e si espande soprattutto tramite stoloni striscianti, che radicano a contatto con il terreno formando nuovi cespi: una modalità di propagazione vicina a quella del lampone. 3
Per far germinare i semi in coltivazione serve una stratificazione al freddo di un mese. Le talee semilegnose si prelevano in estate; la divisione si pratica all’inizio della primavera oppure poco prima della caduta delle foglie in autunno. 3
Usi e rischi
Crudo o cotto, il frutto è commestibile, dal gusto acidulo considerato gradevole nonostante una modesta valutazione di appetibilità, 2 su 5 secondo Plants For A Future. Entra in preparazioni tradizionali dell’Europa orientale, come kissel, kvass, confettura e sciroppo: il sapore più acidulo di quello del lampone si presta meglio alla cottura che al consumo fresco. 3
Dal frutto si ricava anche una tintura dal porpora al blu spento, un antico impiego tintorio poco documentato altrove nel genere Rubus. Le foglie, ricche di tannini astringenti, hanno un uso tradizionale occasionale contro dissenteria e disturbi intestinali; il decotto della radice veniva impiegato contro la pertosse. 3
Plants For A Future non riporta alcun pericolo noto per questa specie, né per le persone né per gli animali domestici, un carattere che la distingue da molte altre Rosaceae ornamentali. 3
Varietà, confusioni e piante affini
Per Rubus saxatilis non sono riconosciute cultivar orticole: a differenza del lampone o del rovo comune, la specie non è mai stata oggetto di selezione varietale commerciale. La sua diversità apparente deriva piuttosto dalle varietà storiche oggi ricondotte in sinonimia alla specie tipo. 1
I giovani getti di lampone o di rovo comune sono le confusioni più frequenti sul campo. Si distinguono per il rovescio fogliare bianco feltroso e per gli aculei robusti e uncinati, assenti o molto sottili nella Mora rossa. 7
La fragola di bosco condivide le foglie trifogliate verdi su entrambe le pagine e lo stesso sottobosco calcareo, ma rimane interamente erbacea e strisciante, senza produrre fusti fioriferi eretti né frutti a drupeole. Il numero di drupeole, da due a sei nella Mora rossa contro le decine della mora comune, permette di distinguerle immediatamente, senza neppure esaminare le foglie. 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Rubus saxatilis L.
- International Plant Names Index, Rubus saxatilis L.
- Plants For A Future, Rubus saxatilis
- INPN, Rubus saxatilis L. 1753, denominazione francese ronce des rochers
- Botanical Society of Britain and Ireland, Rubus saxatilis
- Tela Botanica / eFlore BDTFX, Rubus saxatilis
- Info Flora, Rubus saxatilis L.
- Royal Horticultural Society, Rubus saxatilis, mora rossa
Domande frequenti
La Mora rossa è tossica?
No. Plants For A Future non riporta pericoli noti per la specie e il frutto si consuma tradizionalmente crudo o cotto in diverse regioni d’Europa e d’Asia.
Si possono mangiare i frutti di Rubus saxatilis?
Sì, crudi o cotti. Hanno un gusto acidulo considerato gradevole, anche se la valutazione di appetibilità è modesta: 2 su 5 secondo Plants For A Future. Si usano in preparazioni russe come kissel, kvass e confettura.
Dove cresce la Mora rossa in Francia?
Sui rilievi calcarei di media e alta montagna, dalle Alpi ai Pirenei passando per il Giura e i Vosgi. Manca nella Francia occidentale, dove non ci sono massicci calcarei adatti.
Come si distingue Rubus saxatilis da un giovane rovo comune?
Dalle foglie trifogliate verdi su entrambe le pagine, dagli aculei sottili o assenti e soprattutto dal frutto, formato da sole 2–6 grosse drupeole anziché dalle decine che compongono una mora comune.
La Mora rossa ha cultivar ornamentali?
No. Non risultano cultivar riconosciute; diverse varietà storiche descritte nel XIX e XX secolo sono state successivamente ricondotte in sinonimia alla specie tipo.
Perché il nome Rubus saxatilis è stato usato due volte?
Linneo lo pubblicò nel 1753 per la Mora rossa europea. André Michaux riutilizzò lo stesso nome nel 1803 per una pianta nordamericana diversa, oggi riconosciuta con il nome accettato Rubus pubescens.
Quando si raccolgono i frutti della Mora rossa?
Da fine luglio a settembre, secondo l’altitudine, quando le drupeole sono diventate rosso vivo e molto più morbide rispetto allo stadio immaturo.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







