Baobab africano (Adansonia digitata, )
Baobab africano (Adansonia digitata) è un albero deciduo delle Malvaceae, originario delle savane aride dell'Africa subsahariana e del sud della penisola Arabica. Rimane spoglio per buona parte dell'anno e sviluppa un tronco massiccio capace di immagazzinare acqua durante la stagione secca. Alcuni esemplari datati al radiocarbonio superano il millennio, collocandosi fra gli alberi a fiore più longevi conosciuti.
Leggi di piùBaobab africano, Baobab, Monkey bread tree e Upside-down tree
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Taken Feb 23, 2017 by Tela Botanica − Liliane ROUBAUDI (cc-by-sa)
Taken Nov 23, 2020 by FERREIRA DIEGO CÉSAR (cc-by-sa)
Taken Mar 1, 2017 by Tela Botanica − Liliane ROUBAUDI (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L'areale nativo di Adansonia digitata comprende le savane aride dell'Africa subsahariana, dal Senegal al Sudan e all'Africa australe, estendendosi al sud della penisola Arabica. La specie si è naturalizzata anche in Madagascar e in India attraverso antiche rotte commerciali; nella Francia metropolitana è coltivata solo in vaso, in serra o nelle collezioni botaniche.
- Autoctona6
- Introdotta2
- Senegal
- Mali
- Sudan
- Tanzania
- Sudafrica
- Yemen
- Madagascar
- India
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Baobab africano (Adansonia digitata L., 1759) è un albero deciduo del genere Adansonia, appartenente alle Malvaceae, sottofamiglia Bombacoideae. In italiano è chiamato anche baobab; il nome francese calebassier du Sénégal richiama invece il Senegal. 1 2
Il genere ricorda il naturalista francese Michel Adanson, che descrisse l'albero dal Senegal a metà del XVIII secolo; Linneo ne pubblicò il nome scientifico completo nel 1759. L'epiteto digitata allude alle foglie composte da cinque o sette foglioline disposte come le dita di una mano. 1
L'espressione francese pain de singe indica soprattutto il frutto, dalla polpa farinosa e dolce apprezzata anche dai babbuini; da qui il nome inglese Monkey bread tree. Il soprannome Upside-down tree richiama invece la sagoma della stagione secca: i rami spogli sembrano radici rivolte verso il cielo. 4
Riconoscimento
A rendere riconoscibile il baobab è anzitutto il tronco: massiccio, liscio e grigio-bruno, negli esemplari più vecchi supera i 10-14 m di diametro, a fronte di un'altezza di 5-25 m. Questo rapporto fra diametro e altezza non ha equivalenti fra gli altri alberi della savana africana. Il legno fibroso e spugnoso accumula acqua: un grande esemplare può trattenerne decine di migliaia di litri, spiegando il rigonfiamento stagionale del tronco in risposta alle piogge. 3 4
Da semplici nelle piante giovani, le foglie diventano composte e digitate, con cinque o sette foglioline, nell'albero adulto. La specie è nettamente decidua: perde tutto il fogliame durante la lunga stagione secca e rimane spoglia per buona parte dell'anno, distinguendosi subito dagli alberi sempreverdi. 4
Bianchi e penduli, i fiori misurano 12-20 cm di diametro. Si aprono al crepuscolo, emanano un odore muschiato e appassiscono in meno di ventiquattro ore, favorendo gli impollinatori notturni. Solo gli esemplari adulti producono poi il frutto, una capsula legnosa e vellutata lunga 20-55 cm, con polpa bianca, farinosa e ricca di vitamina C. 4 3
Tassonomia utile
Kew mantiene come nome accettato Adansonia digitata L.; il sinonimo omotipico Baobabus digitata (L.) Kuntze deriva da un genere oggi abbandonato. Altri binomi settecenteschi e ottocenteschi, fra cui Adansonia bahobab L., Adansonia baobab Gaertn. e Adansonia sulcata A.Chev., sono passati in sinonimia dopo il confronto delle collezioni. 1
Diverso è il caso discusso di Adansonia kilima Pettigrew & al.. Descritto nel 2012 per i baobab degli altopiani dell'Africa orientale sulla base di differenze genetiche e della forma del frutto, è considerato sinonimo da Kew, ma non da tutti gli autori della letteratura specialistica. 1
Habitat e distribuzione
La fascia delle savane aride subsahariane costituisce l'areale nativo: dal Senegal e dalla Mauritania al Sudan e all'Africa australe, con un'estensione al sud della penisola Arabica. Il baobab cresce in suoli sabbiosi ben drenati, dal livello del mare a 1.500 m, con precipitazioni annue di 300-1.000 mm. 3 4
Le antiche rotte commerciali hanno favorito l'introduzione e la naturalizzazione del baobab africano in Madagascar e in India, dove alcuni esemplari secolari sono oggi protetti localmente. Nella Francia metropolitana la specie è presente soltanto in vaso, in serra o nelle collezioni botaniche, poiché il clima non è compatibile con la sua rusticità. 6
Ciclo e riproduzione
Per molto tempo l'impollinazione dei fiori notturni è stata attribuita soprattutto ai pipistrelli frugivori. Ricerche più recenti nell'Africa australe mostrano invece che le sfingi, farfalle notturne, svolgono gran parte dell'impollinazione in quella regione; i pipistrelli intervengono solo raramente sui fiori osservati. 7
Nei primi due anni il giovane baobab cresce rapidamente, poi rallenta molto per il resto della vita. Questa quasi immobilità spiega la sua longevità eccezionale. Il radiocarbonio ha confermato esemplari di oltre 1.000 anni, fra cui Panke, nello Zimbabwe, stimato a circa 2.450 anni prima del crollo dei suoi tronchi nel 2010-2011. Un declino simile è stato osservato in altri grandi esemplari dell'Africa australe. 5
Fra il 2005 e il 2017 nove dei tredici baobab più vecchi conosciuti e cinque dei sei più grandi sono morti o hanno subito crolli parziali. Nessuna malattia identificata spiega il fenomeno; i ricercatori ipotizzano uno stress climatico dovuto al caldo e alla siccità, che favorirebbe il cedimento dei tronchi più antichi. 5
Usi e rischi
Le parti commestibili trovano diversi impieghi: la polpa ricca di vitamina C si consuma fresca o in bevanda; le foglie si cucinano come spinaci oppure si essiccano e polverizzano per addensare le salse; dai semi tostati si ricava olio alimentare. Dal 2008 la polpa essiccata è autorizzata come ingrediente nell'Unione europea, aprendo la strada alla vendita in polvere come superfrutto. 3 4
Dalla corteccia fibrosa si ottengono corde e tessuti tradizionali senza uccidere l'albero, che la rigenera. Il tronco cavo è stato usato come cisterna o riparo; l'albero stesso è un luogo di incontro, noto nell'Africa occidentale come albero delle assemblee, o arbre à palabres. Non è documentata tossicità per esseri umani, gatti o cani; per il cavallo mancano dati. 4
Varietà, confusioni e piante affini
Per questa specie non esistono cultivar orticoli stabilizzati come quelli delle comuni piante d'appartamento. Nei vivai si vendono talvolta giovani semenzali come curiosità da scrivania: dopo lo slancio iniziale, la crescita naturalmente lenta li mantiene piccoli per anni. 3
Fra le possibili confusioni figurano gli altri baobab: le specie malgasce Adansonia grandidieri Baill. e Adansonia za Baill., dal tronco più cilindrico e dalla sagoma a bottiglia, oppure il boab australiano Adansonia gregorii F.Muell., separato dall'Africa da migliaia di chilometri. Altri alberi africani pachicauli, come Adenium obesum ed Euphorbia tirucalli, condividono l'adattamento alla siccità ma appartengono a famiglie diverse e non sono parenti stretti.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Adansonia digitata L.
- Royal Horticultural Society, Adansonia digitata - baobab
- Plants For A Future, Adansonia digitata
- PROTA / PlantUse, Adansonia digitata
- Patrut et al. 2018, The demise of the largest and oldest African baobabs, Nature Plants
- GBIF, Adansonia digitata L. scheda della specie
- Karimi et al. 2022, Evidence for hawkmoth pollination in the chiropterophilous African baobab, Biotropica
Domande frequenti
Il baobab africano è tossico?
No. Non è documentata tossicità per esseri umani, gatti o cani; mancano invece dati sul cavallo.
Perché il baobab resta senza foglie per buona parte dell’anno?
È deciduo e perde le foglie nella stagione secca per limitare la perdita d'acqua. Questo comportamento normale spiega il soprannome di albero capovolto.
Quanto può vivere un baobab africano?
La datazione al radiocarbonio ha confermato esemplari di oltre 1.000 anni, fra cui Panke, nello Zimbabwe, stimato a circa 2.450 anni prima del crollo dei suoi tronchi nel 2010-2011.
Il baobab africano e il boab australiano sono lo stesso albero?
No. Adansonia gregorii, il boab australiano, appartiene allo stesso genere ma è una specie distinta, separata dall'Africa da migliaia di chilometri.
Si può coltivare un baobab in vaso in un clima temperato?
Sì, come giovane pianta da seme in un interno luminoso o in una veranda riscaldata. Non tollera il gelo e non raggiungerà le dimensioni adulte in vaso.
Il frutto del baobab è commestibile?
Sì. Dal 2008 la polpa essiccata è autorizzata come ingrediente alimentare nell'Unione europea ed è venduta come superfrutto ricco di vitamina C.
Chi impollina i fiori del baobab?
I pipistrelli frugivori sono stati a lungo considerati gli impollinatori principali, ma studi recenti mostrano che nell'Africa australe gran parte dell'impollinazione è svolta dalle sfingi, farfalle notturne.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




