Rosa del deserto (Adenium obesum, )
Rosa del deserto (Adenium obesum) è un arbusto succulento pachicaule delle Apocynaceae, originario del Sahel, dell’Africa orientale e australe e della penisola Arabica. Il fusto rigonfio, detto caudice, conserva acqua e porta fiori tubolari dal rosa al rosso. La linfa lattiginosa, ricca di glicosidi cardiaci, la rende una delle piante ornamentali più tossiche comunemente coltivate in casa.
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Taken Aug 9, 2019 by Citra Endra (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Adenium obesum si estende dal Sahel a sud del Sahara all’Africa orientale e australe tropicale, proseguendo nella penisola Arabica e nell’isola di Socotra. La specie è ampiamente introdotta e coltivata ai tropici e, in vaso al riparo dal gelo, nelle regioni temperate.
- Autoctona6
- Senegal
- Sudan
- Kenya
- Tanzania
- Arabia Saudita
- Yemen
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Rosa del deserto (Adenium obesum (Forssk.) Roem. & Schult., 1819) è un arbusto succulento dal fusto rigonfio a caudice, appartenente alle Apocynaceae, la famiglia dell’oleandro. Peter Forsskål descrisse la specie come Nerium obesum; Roemer e Schultes la trasferirono nel genere Adenium nel 1819. 1 6
Il richiamo al baobab presente in alcuni soprannomi stranieri nasce dalla somiglianza fra il caudice e il tronco di Adansonia. Non indica però una parentela stretta: il baobab appartiene alle Malvaceae, la rosa del deserto alle Apocynaceae. Anche Sabi star e Desert rose sono nomi d’uso per la stessa pianta, senza valore tassonomico. 1
Riconoscimento
La base del fusto, il caudice, è rigonfia, grigioverde o bruna e conserva acqua. Le conferisce il portamento tozzo ricercato nei bonsai. In vaso la pianta raggiunge di solito 1–1,5 m, mentre alcuni vecchi esemplari in piena terra superano 2,5 m. 2 3
Alle estremità dei rami si raccolgono foglie carnose, lucide, intere e disposte a spirale. I fiori tubolari, con cinque petali, sono lunghi 2–5 cm, rossi o rosa, spesso sfumati verso una gola bianca o giallo pallido, simile a quella di Plumeria. Un taglio del fusto libera linfa biancastra e appiccicosa, segnale visibile della sua tossicità. 3 2
Tassonomia utile
Chi acquista un Adenium incontra spesso nomi commercializzati come specie autonome che sono invece sinonimi botanici di Adenium obesum. Fra i principali figurano:
- Nerium obesum Forssk. (basionimo)
- Adenium arabicum Balf.f.
- Adenium coetaneum Stapf
- Adenium honghel A.DC.
Arabicum è particolarmente ambiguo nel commercio: indica una forma dal caudice massiccio, venduta come specie distinta adatta al bonsai, mentre Kew la considera sinonimo omotipico di Adenium obesum. Esiste anche il caso inverso: Adenium boehmianum, Adenium multiflorum, Adenium oleifolium e Adenium swazicum, talvolta ridotti a sottospecie nei testi orticoli, restano per Kew specie distinte, ciascuna con un proprio areale. 1
Habitat e distribuzione
Fra Sahel, Africa orientale e australe tropicale e penisola Arabica si estende l’areale nativo di Adenium obesum. La specie vive in climi semiaridi su terreni sabbiosi o sassosi ben drenati. 1 3
La valutazione IUCN assegna la categoria a minor rischio: ampia distribuzione e tolleranza degli ambienti degradati limitano il rischio di estinzione, pur in presenza di raccolta locale destinata all’orticoltura. 4
Come ornamentale è coltivata ai tropici e, nei climi temperati, in vaso al riparo dal gelo. Nella Francia metropolitana il clima invernale impedisce la naturalizzazione in piena terra; il riferimento al gelo resta decisivo per scegliere dove coltivarla. 2
Ciclo e riproduzione
I collezionisti preferiscono spesso la semina, perché forma fin da giovane un caudice più sviluppato rispetto agli altri metodi. I semi freschi germinano in 1–2 settimane in un substrato leggero e caldo; il rigonfiamento basale comincia già nei primi mesi. 8
Gli esemplari maturi e ben esposti fioriscono in primavera e in autunno. Dopo l’impollinazione si forma un frutto a doppio follicolo affusolato, che si apre longitudinalmente liberando semi con due ciuffi di peli, adatti alla dispersione tramite vento. 3
Talea di fusto e innesto su portainnesto vigoroso riproducono fedelmente cultivar a fiori doppi o variegati. La base degli esemplari così ottenuti rimane però generalmente meno rigonfia di quella delle piante nate da seme. 8
Coltivazione e tossicità
Nei climi temperati la rosa del deserto è apprezzata come pianta da interno e da bonsai. La Royal Horticultural Society raccomanda protezione sotto vetro sopra 15 °C tutto l’anno: sotto questa soglia la crescita si arresta e il freddo prolungato danneggia il caudice. Serve un substrato molto drenante, come una miscela per cactus, con acqua abbondante in estate e quasi nulla in inverno. 2
Nelle regioni d’origine la linfa ricca di glicosidi cardiaci è stata a lungo usata come veleno per frecce nella caccia alla grossa selvaggina e come veleno da pesca in diverse zone africane. La stessa tossicità richiede attenzione in casa: l’ASPCA classifica la pianta come tossica per gatti, cani e cavalli, con irritazione cutanea e orale, vomito, diarrea e aritmie in caso di ingestione. 8 5
All’aperto nei climi caldi condivide con l’oleandro un parassita: il bruco di Syntomeida epilais si nutre di entrambe le piante e può defogliare rapidamente un esemplare non sorvegliato. 7
Varietà, confusioni e piante affini
Fra le cultivar commerciali ricorrono nomi come Harry Potter e Tao, senza una genealogia botanica sempre documentata. Il riferimento affidabile rimane il nome scientifico Adenium obesum. 1
Le principali possibilità di confusione sono:
- Adenium arabicum, forma commerciale dal caudice massiccio, in realtà sinonimo di Adenium obesum;
- Pachypodium, altro genere caudiciforme delle Apocynaceae, con fusti spinosi e fiori spesso bianchi;
- giovani Plumeria, dai fiori a cinque petali simili prima che si sviluppi il caudice tipico della rosa del deserto.
Al momento dell’acquisto conta verificare un caudice sodo e asciutto al tatto e radici sane sotto il vaso. Il nome scientifico completo aiuta a evitare etichette che presentano una forma commerciale come rarità botanica.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Adenium obesum (Forssk.) Roem. & Schult.
- Royal Horticultural Society, Adenium obesum, rosa del deserto
- Missouri Botanical Garden PlantFinder, Adenium obesum
- Lista Rossa IUCN, valutazione di Adenium obesum (2019)
- ASPCA, scheda sulla tossicità di Adenium obesum
- INPN / MNHN, Adenium obesum (Forssk.) Roem. & Schult., 1819
- University of Florida IFAS, bruco dell’oleandro (Syntomeida epilais)
- Schmelzer & Gurib-Fakim (PROTA), Medicinal Plants, uso di Adenium obesum come veleno per frecce
Domande frequenti
Adenium obesum è davvero tossico?
Sì. La linfa contiene glicosidi cardiaci concentrati soprattutto nelle radici e nei fusti, a lungo usati in Africa come veleno per frecce da caccia. L’ASPCA considera la pianta tossica per gatti, cani e cavalli, con rischi di disturbi digestivi e cardiaci in caso di ingestione.
Perché Adenium obesum perde le foglie in inverno?
È una normale risposta di dormienza in molte forme di Adenium obesum quando temperatura e luce diminuiscono. Durante il riposo invernale occorre ridurre molto l’acqua, altrimenti il caudice rischia di marcire anziché perdere soltanto le foglie.
È meglio seminare o fare talee di Adenium obesum?
La semina produce fin da giovane un caudice meglio formato, apprezzato dagli amanti dei bonsai. Talea e innesto permettono invece di riprodurre fedelmente cultivar a fiori doppi o variegati, ma spesso danno una base meno rigonfia.
Adenium obesum è parente del baobab?
No. Il soprannome francese baobab chacal richiama la somiglianza del caudice con il tronco di Adansonia, ma i generi appartengono a famiglie distinte: Apocynaceae per Adenium e Malvaceae per il baobab.
Quale temperatura minima sopporta Adenium obesum?
La Royal Horticultural Society consiglia di proteggerlo sotto vetro sopra i 15 °C per tutto l’anno nei climi temperati. Sotto questa soglia la crescita si arresta e il freddo prolungato danneggia rapidamente caudice e radici.
Perché Adenium obesum non fiorisce?
La causa più frequente è la mancanza di sole diretto, seguita da un substrato troppo ricco di azoto o dalla giovane età. Pieno sole e concimazione povera di azoto favoriscono la fioritura dal secondo o terzo anno.
Adenium arabicum è una specie diversa da Adenium obesum?
Nel commercio Adenium arabicum indica una forma dal caudice particolarmente massiccio, spesso venduta come specie distinta. Plants of the World Online, il riferimento di Kew, lo considera invece sinonimo di Adenium obesum.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







