Life plant (Kalanchoe pinnata, (Lam.) Pers. 1805)

Kalanchoe pinnata è una succulenta perenne delle Crassulaceae originaria del Madagascar. Il margine dentato delle foglie produce numerosi bulbilli già radicati, capaci di formare nuove piante senza toccare il terreno. Coltivata nel mondo come pianta medicinale e ornamentale, si è naturalizzata in gran parte delle regioni tropicali e subtropicali, diventando talvolta invasiva.

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Nome scientificoKalanchoe pinnata
GenereKalanchoe
OrdineSaxifragales

Life plant e Cathedral bells

Identità
Tossicità
Prudenza : umani, inclusi bambini · Tossico : gatti, cani e animali · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
Madagascar
Habitat
Ambienti aridi e rocciosi, incolti e margini boschivi, dal mare a circa 2.600 m secondo la regione
Stagionalità
Fioritura
InvernoPrimavera
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Può fiorire dopo 1–2 anni; bulbilli autonomi appena staccati
Propagazione
Bulbilli, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa, fusti fragili da proteggere dai venti forti
Umidità
30–50 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Miscela di cactus, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Luce intensa, tollera il pieno sole dopo acclimatazione
Interno
Stanza luminosa, Bordo luminoso
Distanza dalla finestra
Circa 40 cm da una finestra esposta a sud
Esterno
Roccia resistente al gelo, Aiuola a pieno sole
Vasi
Terracotta, Vaso drenante
Aspetto
Altezza30–150 cmLarghezza40–80 cm
Foglie
VerdeRosso
Fiori
RossoArancioneGialloDimensioni3–5 cm
Corteccia
VerdeRosso

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Kalanchoe pinnata è limitato al Madagascar. Diffusa come ornamentale e medicinale, si è naturalizzata in gran parte dei tropici e subtropici. In territori francesi d’oltremare, fra cui Réunion e Polinesia francese, è ufficialmente invasiva; tale status non riguarda la Francia metropolitana, dove teme il gelo.

  • Autoctona1
  • Introdotta2
  • Invasiva4
  • Madagascar
  • Nuova Caledonia
  • Florida
  • Mauritius
  • Réunion
  • Polinesia francese
  • Hawaii

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Kalanchoe pinnata (Kalanchoe pinnata (Lam.) Pers., 1805) è una succulenta perenne del genere Kalanchoe, appartenente alle Crassulaceae. 1 2

Jean-Baptiste de Lamarck descrisse questa specie come Cotyledon pinnata nel 1786; Christiaan Hendrik Persoon la trasferì in Kalanchoe nel 1805. Nello stesso periodo Richard Anthony Salisbury la descriveva come Bryophyllum calycinum, fondando il genere Bryophyllum, tuttora presente nella sinonimia. 1

I nomi internazionali life plant, leaf of life e cathedral bells, insieme ad appellativi locali come chou de Faffe e zèb maltèt, accompagnano una pianta dalla singolare capacità di produrre nuove piantine da una foglia staccata, anche senza contatto con il suolo. 6

Riconoscimento

Il fusto cilindrico, carnoso e cavo sostiene una succulenta eretta alta fino a 1–1,5 m, spesso rossastra da giovane. Le foglie opposte, spesse e carnose, sono lunghe 10–30 cm; il margine crenato o seghettato le distingue da molte Crassulaceae coltivate in vaso. 2

Fra i denti del margine nascono gemme avventizie che sviluppano radici e foglie prima ancora della caduta della foglia. In poche settimane una foglia a terra produce più piantine: così Kalanchoe pinnata colonizza rapidamente un terreno nudo. 6

Una pannocchia terminale riunisce fiori penduli dalla corolla tubolare lunga fino a 5 cm, giallastra con strie rosso porpora all’interno e rosso arancio all’esterno. Secondo il clima, la fioritura occupa buona parte dell’anno. 2

Tassonomia utile

Il binomio accettato è Kalanchoe pinnata, ma esistono sinonimi riferiti anche a un genere distinto, ancora adottato in parte della letteratura tossicologica e veterinaria:

  • Bryophyllum pinnatum (Lam.) Oken, 1841, sinonimo
  • Bryophyllum calycinum Salisb., 1805, sinonimo
  • Cotyledon pinnata Lam., 1786 (basionimo)
  • Kalanchoe pinnata var. brevicalyx Raym.-Hamet & H.Perrier, varietà in sinonimia
  • Kalanchoe pinnata var. calcicola H.Perrier, varietà in sinonimia

Il sinonimo Bryophyllum pinnatum ricorre nello studio di McKenzie e Dunster sull’avvelenamento del bestiame e in molta letteratura tossicologica, poiché alcuni botanici mantengono distinto Bryophyllum. Su un’etichetta o in un articolo scientifico, questo nome indica dunque la stessa pianta di Kalanchoe pinnata. 1 7

Habitat e distribuzione

Endemica del Madagascar, questa succulenta vive in ambienti aridi e rocciosi, incolti e margini boschivi, dal livello del mare fino a circa 2.600 m secondo le regioni. 2

La coltivazione ornamentale e medicinale ne ha favorito la naturalizzazione in gran parte dei tropici e subtropici: Asia meridionale e sudorientale, Africa, Australia, Americhe e isole del Pacifico. 6

Gli status di invasività riguardano territori precisi: Mauritius, Réunion, in particolare presso Étang-Salé, e Polinesia francese, dove un provvedimento territoriale la riconosce come minaccia per la biodiversità. È considerata invasiva anche alle Hawaii e inserita nella categoria II dal Florida Invasive Species Council negli Stati Uniti. 5 4

Nella Francia metropolitana resta una pianta da vaso o veranda. Le temperature inferiori a 10 °C ne limitano la coltivazione, mentre il gelo distrugge rapidamente i tessuti succulenti; nei climi temperati occorre quindi una sistemazione protetta. 6

Ciclo e riproduzione

La moltiplicazione vegetativa prevale nettamente: ogni foglia produce decine di bulbilli marginali, minuscole piantine già dotate di radici e foglie. Si staccano al minimo contatto e radicano appena incontrano un substrato umido. 6

Anche la riproduzione sessuata è possibile. I follicoli lunghi 10–15 mm contengono numerosi semi obovoidi di circa 1 mm, ma questo processo conta meno della rapida diffusione mediante bulbilli. 2

Basta appoggiare una foglia matura su un substrato drenante per ottenere nuove piantine in poche settimane, senza ormoni radicanti né tagli preliminari. 6

Usi e rischi

Nelle farmacopee tradizionali della Guyana, delle Antille e dell’Asia meridionale e sudorientale le foglie sono impiegate da lungo tempo contro febbre e infiammazioni. 6

Agli impieghi tradizionali si affianca una tossicità ben documentata. La pianta contiene bufadienolidi, glicosidi cardiotonici fra cui la briofillina A, studiati anche per attività antitumorali in laboratorio. 8

L’ingestione dei fiori può essere mortale per i bovini. Uno studio australiano registrò 41 episodi di avvelenamento con 379 bovini coinvolti nel Queensland fra il 1960 e il 1984; la lesione principale interessava il muscolo cardiaco. 7

L’ASPCA considera Kalanchoe tossico per cani e gatti: può provocare vomito, diarrea e, più raramente, alterazioni del ritmo cardiaco. La prudenza serve quindi sia in casa sia in giardino, malgrado l’uso popolare delle foglie. 3

Varietà, confusioni e piante affini

La forma più ricercata dai collezionisti presenta una variegatura crema irregolare ed è venduta come Variegata. Va distinta dalla forma tipo interamente verde; poche cultivar stabili hanno un nome commerciale.

Le somiglianze più insidiose riguardano altre specie dello stesso genere che producono bulbilli fogliari:

  • Kalanchoe daigremontiana, con foglie più strette e triangolari, spesso chiamata madre di migliaia;
  • Kalanchoe delagoensis, con foglie tubolari e bulbilli all’apice anziché lungo il margine;
  • Kalanchoe blossfeldiana, più piccola, coltivata per le ombrelle di fiori colorati e priva di bulbilli fogliari.

Il margine fogliare offre il confronto più utile: rispetto alle specie elencate, Kalanchoe pinnata dispone i bulbilli in una serie continua lungo i denti di una foglia larga e carnosa. 2

Fonti principali

Domande frequenti

Kalanchoe pinnata e Bryophyllum pinnatum sono la stessa pianta?

Sì. Bryophyllum pinnatum è un sinonimo botanico ancora usato nella letteratura scientifica e veterinaria. Plants of the World Online accetta il nome Kalanchoe pinnata.

Kalanchoe pinnata è tossica per cani e gatti?

L’ASPCA la considera tossica per cani e gatti: i bufadienolidi possono causare vomito, diarrea e, più raramente, alterazioni del ritmo cardiaco.

Perché dalle foglie nascono piccole piantine?

Fra i denti del margine fogliare si formano gemme avventizie che sviluppano radici e foglie prima ancora del distacco della foglia. Una sola foglia caduta può così produrre diverse piantine.

Da dove proviene Kalanchoe pinnata?

L’areale nativo è limitato al Madagascar. Introdotta come ornamentale e medicinale in gran parte dei tropici e subtropici, si è spesso naturalizzata.

Kalanchoe pinnata è invasiva?

Sì, in territori francesi d’oltremare come Réunion e Polinesia francese, dove un provvedimento territoriale la riconosce come minaccia per la biodiversità locale. Questo status non si applica alla Francia metropolitana.

Si può coltivare in casa nei climi temperati?

Sì, in un vaso molto drenante e in posizione luminosa. Non tollera il gelo e deve restare sopra i 10 °C: all’aperto può vivere soltanto nei climi più miti.

Kalanchoe pinnata si usa nella medicina tradizionale?

Le foglie si impiegano da tempo contro febbre e infiammazioni in diverse farmacopee popolari. Questi usi non eliminano la tossicità documentata e richiedono prudenza, soprattutto con bambini e animali.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.